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Segnalazioni |
“La morte di milioni è stata trasformata in intrattenimento popolare e in una forma di liturgia teologica, persino in una banale piattaforma di educazione civica”
“No a riti della memoria, uccidono l’Olocausto”. Libro-choc di Rosenfeld
Alvin Rosenfeld, storico americano dell’Università dell’Indiana e pioniere di fama negli studi sull’antisemitismo, è durissimo con i guardiani della memoria dell’Olocausto. Ha scritto un libro, The end of the Holocaust, la fine dell’Olocausto, per denunciare e sviscerare la “volgarizzazione”, la “banalizzazione” e i rischi dietro a questa dittatura della memoria: la vittima principale di questa operazione è stato proprio lo stato d’Israele. Mai quanto oggi la memoria è disseminata, eppure mai quanto oggi l’Olocausto viene usato contro l’eredità vivente dei sei milioni, il piccolo stato ebraico sotto assedio pre atomico
di Giulio Meotti da Il Foglio del 27 Gennaio 2012 [1743]
Qualsiasi cosa si scriva e si dica oggi nel Giorno della Memoria, non servirà a porre fine all’antisemitismo: coloro che si riuniranno per ricordare i propri morti nella shoah, e con loro chi li sostiene, sanno ormai che, come dice lo scrittore yidish L. Shapiro, l’antisemitismo è eterno come è eterno Dio
Ecco l’antisemita di oggi
Il cristianesimo che si ritenne Verus Israel consentiva la conversione, l’illuminismo promette tutto al cittadino e niente al popolo ebraico, i fascisti, i nazisti ti uccidevano in ogni caso, il comunismo ti perseguitava per il tuo cosmopolitismo. E anche chi ti nascondeva. Oggi, se dici la verità su Israele, se lo ami, hai il naso adunco e la stella di David cucita sul petto
di Fiamma Nirenstein da L'Occidentale del 27 Gennaio 2012 [1742]
Intervista a Fausto Gianfranceschi
Quei "Miracoli di Val Morel", ultimo addio di un’anima inquieta
«Buzzati traspone sulla carta, o in parola, i miti che pervadono dall’interno la realtà. La capacità dell’artista, o del narratore, è quella di "accordarsi" con essi, percepirli, sapendoli esprimere. Sarebbe un errore fraintendere la trasfigurazione poetica della realtà in Buzzati con l’approccio di un eccentrico, di un sognatore. Buzzati non è questo. Per lui il "mito" viene prima della realtà e ne costituisce il fondamento. L’arte sta nel farlo riemergere, palesando il mistero che sta nelle cose. La sua è stata l’opera di un solitario; e questo ne garantisce l’assoluta modernità»
da Il Sussidiario del 27 Gennaio 2012 [1741]
1973, una data storica per la Russia, anche se il mondo non se n’è accorto, e neppure la Russia
Lo strano tentativo di "sostituire" il comunismo
Nel 1973, sia pure «ad uso interno», i rappresentanti del potere sovietico - partito, esercito e Kgb - esplicitarono la convinzione che l’ideologia comunista fosse morta e quindi non più in grado di essere una base convincente per il potere. Da questa persuasione nacque l’esigenza di trovare una nuova ideologia, sostitutiva alla defunta ideologia marxista-leninista
di Romano Scalfi da Il Sussidiario del 26 Gennaio 2012 [1740]
Intervista a Claudio Tardit
Vade retro
René Girard, dopo aver «visto Satana cadere come la folgore» (titolo di un suo noto libro del 1999), fu il primo ad applicare in merito la sua «teoria vittimaria», basata per l’appunto sul sacrificio dell’innocente che riscatta il male. Ora, Claudio Tarditi – ricercatore in filosofia dell’università di Torino – estrae la demonologia girardiana in apposito volume: Il diavolo, probabilmente. Ripensare Satana oggi, Lindau, pp. 120, € 12,50, un tentativo di fondare una ««demonologia razionale» e ridare cittadinanza al diavolo nel pensiero contemporaneo, sfuggendo sia allo scetticismo razionalista sia agli spauracchi del fideismo
di Roberto Beretta da Avvenire del 25 Gennaio 2012 [1739]
Ciò che i carnefici hanno intaccato è la carne e lo spirito delle vittime, l’esistenza stessa di un popolo e, più in generale, la fiducia e la speranza di tutti gli esseri umani. Da Auschwitz non si torna indietro
Quel sentimento che ha ridotto la memoria a ipocrisia
“Basta che esista una sola persona degna di questo nome per poter credere negli uomini”. Così si esprime nel 1941 l’ebrea olandese Etty Hillesum, destinata alla morte ad Auschwitz. Etty era convinta che se avesse incontrato un tedesco buono la sua fiducia nell’umanità si sarebbe rinfocolata. Tale aforisma rivela la dinamica più profonda della memoria, la quale può sfuggire alla duplice tentazione dell’oblìo e del risentimento solo se un evento presente è capace di suscitare il ricordo della felicità passata e la speranza di un suo rinnovamento. In altre parole, l’esperienza della bontà si rivela come condizione necessaria di una memoria felice
di Sante Maletta da Il Sussidiario del 25 Gennaio 2012 [1738]
A che punto è l'antisemitismo nell'Italia?
Satira e naso adunco nell'Italia del 2012
Alcune lezioni per sapere come vanno le cose nell'Italia del 2012, alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria
di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 23 Gennaio 2012 [1737]
Intervista a Klaus Berger
Il Gesù vero oltre i neo-modernisti
«Sono convinto che la fenomenologia possa portare oltre la causalità. Con fenomenologia intendo un’apertura fondamentale verso tutti gli aspetti del reale. Chi per principio evita di voler spiegare tutto solo con le presunte leggi della natura o coi canoni della sociologia e della psicologia, si apre alla percezione di un possibile intervento di Dio nel mondo. Questa curiosità e apertura l’ho appresa da Edith Stein e Edmund Husserl, ma anche da Max Scheler. La dimensione invisibile del miracolo, l’indirizzarsi della forza di Dio sull’uomo, non è illusoria, non è fantasia. Decisiva è la domanda su cosa intendiamo con realtà»
di Andrea Galli da Avvenire del 24 Gennaio 2012 [1736]
Intervista a Tat'jana Kasatkina
La grande "lezione" dell’Inquisitore ai cristiani
«Egli difende una tentazione che esiste da sempre, quella di consegnarci alle regole e di rivendicarne la validità per tutti. Chi le rispetta fa la cosa giusta ed è buono, chi non le rispetta è cattivo. Per lottare contro i cattivi che non mettono in pratica le regole, abbiamo tentato di creare paradisi umani che sono diventati degli inferni. Il grande inquisitore ci mostra con rigorosa coerenza non solo tutti i punti deboli della natura umana, ma anche dove porta la strada della nostra tentazione»
di Federico Ferraù da Il Sussidiario del 24 Gennaio 2012 [1735]
Intervista a Gustavo Zagrebelsky
Vi spiego il "patto" tra Cristo e il Grande inquisitore
«Amo molto l’interpretazione della «Leggenda» che ha dato Dietrich Bonhoeffer. Mentre una prima lettura porta a dire che le due posizioni, inquisitore e Cristo, legge e libertà, sono diametralmente contrapposte, nella sua Etica Bonhoeffer dice una cosa diversa: che l’inquisitore si occupa delle questioni «penultime», quelle del mondo, il Cristo, invece, delle cose ultime. Ma se non ci fosse una garanzia delle cose penultime – fuor di metafora: se non ci fosse qualcuno che si occupa del reggimento della società – ci sarebbe la possibilità di volgersi alle cose ultime? Per Bonhoeffer il Cristo, col suo bacio, riconosce che l’inquisitore ha ragione. Sia pure soltanto nelle cose penultime»
di Federico Ferraù da Il Sussidiario del 23 Gennaio 2012 [1734]
Abortire le femmine? In Canada si può
Povere bambine canadesi, se non piacete a papà siete morte
È una società che cannibalizza i propri figli, dall’utero all’obbligo schiavizzante in età adulta di non procreare. La società del rifiuto non accetta l’imperfezione, non accetta l’imprevisto; e siccome tutto il mondo è imperfezione e imprevisto (e la perfezione e le previsioni azzeccate stanno solo nei romanzi rosa), allora la società del rifiuto si riduce a non accettarsi, a rinchiudersi davanti alla TV dove tutto è perfetto e prevedibile, e ad occhieggiare al suicidio: a quello morale e a quello fisico che inizia ad andare di moda
di Carlo Bellieni da Il Sussidiario del 23 Gennaio 2012 [1733]
Breton lavorò assiduamente intorno al saggio Il surrealismo e la pittura, tanto da proporne due ristampe rimaneggiate, rispettivamente nel 1945 per Brentano's di New York e nel 1965 per Gallimard
L'occhio selvaggio e le sue visioni
Si tratta di un lavoro che mette in luce il rapporto esistente tra alcuni artisti di prima grandezza e il credo surrealista ma che, al tempo stesso, non disdegna frequenti divagazioni di altra natura: rêveries, citazioni poetiche, assunti di stampo teorico. Abscondita ora lo ripropone in un piccolo ma elegante volumetto (88 pagine, 12,00 euro) che recupera la traduzione allestita da Ettore Capriolo per la vecchia edizione di Marchi del 1966
di Pasquale Di Palmo da Liberal del 21 Gennaio 2012 [1732]
La progressiva oggettivazione dell’Io e di ogni rappresentazione del soggetto di fronte al mondo, e la progressiva riduzione delle relazioni fra i comportamenti individuali a pure connessioni funzionali, definibili secondo sequenze automatiche, ha lentamente portato all’assorbimento della realtà e delle pratiche effettive degli esseri umani dentro la sfera di un mondo semivirtuale
Meglio Facebook o la vecchia catena di montaggio?
La perdita del mondo come realtà che ci sta di fronte, sia pure attraverso le mille relazioni significative tra oggetti e persone, tocca essenzialmente il rapporto tra l’uomo e la natura. Poiché tale rapporto sta alla base di quella che siamo soliti chiamare economia, è proprio alle trasformazioni del modo di produrre e consumare che bisogna guardare per cercare di capire il rapporto tra la nostra vita materiale e la rappresentazione della società come un flusso liquido e come una somma di paure e di isolamenti individuali
di Pietro Barcellona da Il Sussidiario del 20 Gennaio 2012 [1731]
Lo Shinto guarda la realtà come segno di un creatore
Un incontro tra missionari e Scintoismo
Il Giappone contemporaneo è segnato da questa tradizione religiosa nelle abitudini e nella cura della natura, ma la modernità, il lavoro, il secolarismo scientifico portano alla dimenticanza delle radici
di Pino Cazzaniga da AsiaNews del 20 Gennaio 2012 [1730]
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Gli uomini eguali |
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