www.mauricebignami.it
www.mauricebignami.it
da Liberazione del 19 luglio 2006 l’elzeviro Anni ’70, nessuna memoria condivisa Il Secolo d’Italia del 13 luglio
dedica una pagina dedicata a
una proposta dei senatori Mantica
e De Angelis di Alleanza
Nazionale: costituire una
commissione d’inchiesta
parlamentare sugli anni ’70.
Nelle settimane scorse il senatore D’Elia eletto al Parlamento dopo aver scontato una pena per reati legati alla sua partecipazione alla formazione armata Prima linea, ha dovuto fronteggiare una contestazione del suo diritto di presiedere una commissione parlamentare. Prendendo a pretesto questa vicenda, i senatori di An propongono di istituire una commissione d’inchiesta sugli anni ’70 allo scopo di «perseguire la verità ovunque possa condurre assumendosi ognuno le proprie responsabilità ed accettando i fatti perché il fine dell’accertamento deve essere la metabolizzazione (metabolizzazione?) di una memoria condivisa che ponga il passato nel passato e ci permetta di continuare a costruire la concordia e l'unità della nazione». Gli anni ’70, che il conformismo giornalistico ha finito per definire anni di piombo, furono un periodo di innovazione culturale e di libertà politica, un periodo di grandi movimenti operai e studenteschi. In quel decennio esigue minoranze incapaci di cogliere la novità che la società andava maturando riuscirono parzialmente ad inquinare con la violenza un processo di lotte sociali generalmente pacifiche per quanto radicali e determinate. Non bisogna dimenticare che quelle esigue minoranze di militanti anti-capitalisti che presero le armi furono spinti a questa scelta demente dalla strategia della tensione, dall’uso del terrore da parte di forze politiche della destra filoamericana, e dalla violenza quotidiana dei fascisti. Non vi è dunque nessuna possibilità di equiparare il fenomeno della resistenza armata tardocomunista con la criminalità organizzata e pilotata delle destre, senza perdere completamente il senso storico di quelle vicende. La proposta dei senatori Manteca e De Angelis ha dunque un significato puramente strumentale e va respinta con sdegno per l’implicita equiparazione tra i provocatori e i provocati. Ma questo non basta. La cosa più importante è che gli uomini e le donne che negli anni ’70 si batterono contro lo sfruttamento padronale, contro l’autoritarismo e contro il terrore di stato hanna pagato un prezzo altissimo. Coloro che in nome di un’ideologia antiquata e dogmatica presero le armi provocando disastrosi effetti nello stesso movimento cui affermavano di appartenere hanno scontato migliaia di anni di carcere per la violenza di cui si sono resi responsabili. Nessuna clemenza ha attenuto il rigore di quella punizione, nessuna amnistia ha voluto riconoscere il carattere politicamente motivato delle loro azioni violente. Ma anche migliaia di lavoratori e di studenti che non avevano commesso alcun crimine hanno pagato duramente per le loro azioni di protesta legittima, per la loro pratica quotidiana di autonomia. Al contrario i crimini orrendi commessi da gente che lavorava per la destra politica e per il sistema del terrore internazionale - da piazza Fontana a piazza della Loggia, all’Italicus alla strage di Bologna - sono rimasti impuniti e una fitta trama di complicità nazionali e internazionali ha permesso a questi assassini di continuare a fare il loro lavoro. E’ difficile dunque capire il senso della proposta dei senatori Mantica e De Angelis. Prima di tutto non si capisce perché si dovrebbero equiparare due fenomeni del tutto differenti. In secondo luogo non si capisce in che senso una commissione di inchiesta potrebbe aiutarci a elaborare una memoria condivisa. Condivisa da chi e con chi? Gli operai che occuparono Mirafiori e gli insorti del marzo di Bologna dovrebbero condividere qualche memoria con gli assassini che mettevano bombe nei treni su cui viaggiava la povera gente? O, per venire a tempi più vicini, i compagni di Carlo Giuliani dovrebbero condividere la loro memoria con gli assassini che dagli uffici della questura di Genova pilotarono la mattanza di cinque anni fa? Franco Berardi Bifo
|