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... e che ognuno rimanga al posto suo

Messaggio del Canna abbandonato sul bancone del Vino e Oli, all'Alberone



Scusami se ieri non c'ero, ma ho accompagnato una zia al cimitero. Sappi che preferivo stare con te a bere vino e a raccontare storie, tuttavia così va la vita. Seppur carico di dolore, cosa c'è di più naturale di un funerale? Si nasce, si muore, l'alfa e l'omega, e poi basta. Oppure no?

R*******: un piccolo paese ai piedi del monte Velino, in Abruzzo.

La defunta abitava da molti anni a Roma, ma aveva conservato la residenza in quel paese, era la vedova di un membro della comunità, faceva sempre parte della tribù. Il carro si ferma fuori dell'abitato. In lontananza, si ode il suono cupo delle campane che annunciano l'arrivo della salma. La bara viene caricata a spalla e portata a passo lento per la via principale, fino alla chiesa. Le finestre delle case sono spalancate. Ad ogni angolo di strada, gruppi di persone sono in attesa. Poi, senza fretta, tutti si accodano al corteo, che si fa sempre più fitto. Succede in tutti i riti: si attualizza un mito, si mettono in atto delle scene, si fa stare insieme la gente. Età media dei partecipanti: la stessa della defunta. È una di loro, è l'accoglienza tributata a una pari.

Giunti in chiesa, inizia la cerimonia. Il sacerdote, mediatore tra il naturale e il sovrannaturale, anche se l'aspetto lo colloca coi piedi per terra e la pancia al sicuro, parla alla defunta, a quel che nella salma non c'è più o, forse, ancora s'attarda, e la chiama per nome, dicendole che ora non appartiene più al mondo sensibile, al mondo dei vivi, ma è tornata al mondo spirituale, e che un giorno ci si ritroverà riuniti tutti in questa dimensione priva si dolore. Solo a quel punto, lo spirito si convince del tutto e lascia andare l'ultima zavorra.

Conclusa la cerimonia religiosa, si ritorna al profano e il corteo dei paesani si riforma per accompagnare la defunta al luogo di destinazione finale, che si trova lontano dal paese per l'atavica paura della morte che porta a situare le necropoli lontano dai posti abitati. Ché là dove si beve vino non ci s'incontri! Così, il corteo sancisce la definitiva uscita dalla comunità dei viventi e il passaggio a quella dei morti, che hanno anche loro una città, il cimitero… con la speranza che non vi siano contaminazioni tra i due luoghi e che ognuno rimanga al posto suo.

Er Canna

 

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