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Claudio Ferri di passaggio a Londra

Al Bellini
 
"Poco contatto ma molto pensiero"
 




 

Non chiedeva mai spiegazioni su nulla, perchè coi suoi occhi vividi e navigati leggeva tutto. Non si poneva nemmeno il problema di saper distinguere una religione da un'ideologia o una razza da una setta, ma in possesso della vecchia saggezza del mare e dei vicoli catalogava a pelle chiunque, senza sbagliare. Nessuno gli aveva mai insegnato quali fossero i valori del moderno concetto di democrazia, né quelli autoritari del pensiero unico, ma i corpi dei suoi genitori insanguinati, sconciamente sbattuti come pupazzi contro un muro sbrecciato dei quartieri spagnoli resi più lerci dai bombardamenti alleati, gli avevano lasciato dentro un senso naturale della ribellione al sopruso e della dignità di fronte all'arroganza. Non aveva mai fatto distinzioni ideologiche perché ne ignorava il prestigio, il senso stesso e il fine ultimo, ma sapeva sempre da che parte stare e, soprattutto, da quale stessero gli altri. Non parlava più né il napoletano, né l'italiano, né l'inglese e nemmeno lo spagnolo imparato dopo tanti anni di convivenza con la moglie andalusa e non diceva più "vaffanculo" ma "vafacoff", ma poteva trascorrere un ora a parlare dei vecchi rimedi naturali con Lord Londonderry, il medico personale della Regina d'Inghilterra, in un perfetto inglese. O di calcio e vecchie battaglie allo stadio San Paolo di Napoli con Gigi Peronace, l'allora General Manager della Nazionale Italiana di Calcio, in un italiano forbito. O rivolgere un complimento tipo "Ornè sì bella chiù ro sun", alla giovane Ornella Muti di passaggio a Londra per girare alcune scene di un film provocando l'ilarità generale senza capire bene che differenza ci fosse esattamente tra "sole" e "sun".

Una volta mi scrisse una cartolina natalizia che recitava "Poco contatto ma molto pensiero", puro minimalismo filosofico coniato da lui che non saprà mai cosa siano i concetti astratti di minimalismo e filosofia.

Non aveva bisogno di sapere perché la sua amata città era martoriata dalla vigliaccheria della camorra, lui che aveva sempre lavorato un minimo di quindici ore al giorno sin dall'infanzia, e dopo trent'anni in England ne interpretava perfettamente a distanza tutte le contorsioni e ritorsioni perpendicolari e parallele, come un vecchio segugio della questura o un attento giornalista di nera.

Arrivai una sera di fine ottobre piena di nebbia direttamente dall'aeroporto. Il mio volto doveva essere un poema. Si piantò in mezzo alla sala e mi lanciò solo un'occhiata al laser. Quando mi avvicinai si limitò a dirmi: "Nun vogl' sapè nothing. Sientate ca' e don't worry. Qui sei off limits, seguro. Hai cenato?".

Puro minimalismo filosofico.

 

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