Home|Editoriali|Rebecchi|Segnalazioni|Mediatecai|Anni '70|Contatti


13 maggio 2006

Appello per la liberazione di Ramin Jahanbegloo
 



L’Associazione Reset Dialogues on Civilizations ha lanciato un appello per salvare Ramin Jahanbegloo, filosofo iraniano incarcerato dal regime totalitario degli ayatollah.

Ramin Jahanbegloo non è l'unica persona per bene a gustare le delizie della galera. I prigionieri politici in Iran sono numerosi e trattati come ci si può facilmente immaginare.

Ci auguriamo che le autorità dell'Unione Europea prendano in seria considerazione la possibilità di premere sul governo iraniano affinché siano pienamente tutelati i diritti umani in quel Paese.

Ci piacerebbe che la politica europea fosse meno irresoluta nei confronti dei regimi con la vocazione del boia. (m.b.)


Appello per la liberazione di Ramin Jahanbegloo

L’Associazione Reset Dialogues on Civilizations richiede la liberazione dell’intellettuale iraniano Ramin Jahanbegloo.
Nelle scorse settimane il filosofo Ramin Jahanbegloo è stato arrestato dalla polizia della Repubblica Islamica dell’Iran senza che fosse fornita alcuna spiegazione legale. Considerando la sua personalità, riteniamo che le ragioni del suo arresto siano da rivenire nelle idee che ha trasmesso attraverso i suoi articoli, i suoi libri e le sue lezioni.
Jahanbegloo, intellettuale illuminato, moderato e liberale, amante della libertà e del dialogo, è docente di studi contemporanei presso il Cultural Research Bureau dell’Università di Teheran ed è l’autore di “Conversazione con Isaiah Berlin”.
Nel mese di marzo, in occasione della conferenza sul dialogo tra culture organizzata al Cairo dall’Associazione Reset Dialogues on Civilizations di cui fa parte, Ramin Jahanbegloo aveva discusso una relazione intitolata “Contro lo Scontro delle Intolleranze”. Privare Ramin Jahanbegloo della libertà è un segnale inequivocabile di intolleranza contro il quale desideriamo esprimere la nostra protesta chiedendo alle persone di cultura e a tutti coloro che amano la libertà di unirsi a noi e chiedere l’immediata scarcerazione di Ramin.
"Molti di noi conoscono e apprezzano l'Iran, la sua cultura, il suo popolo avendo avuto occasione di visitarlo e di vivere una straordinaria esperienza intellettuale e umana, che abbiamo cercato di trasmettere agli altri nei vari campi in cui operiamo, suggerendo la moltiplicazione dei contatti e delle iniziative. L'arresto di Ramin Jahanbegloo, un intellettuale che molti di noi hanno conosciuto, ci stupisce e ci ferisce personalmente. Se fosse vero quello che ha detto un ministro della repubblica islamica alla stampa,secondo le cui parole l’incarcerazione è dovuta al fatto che Jahanbegloo aveva "contatti con gli stranieri", la conclusione che dovremmo trarne sarebbe di non promuovere più alcun contatto culturale con l'Iran e con i suoi intellettuali. A quel punto nessuno potrebbe convincerci a cooperare esclusivamente con intellettuali autorizzati dal governo iraniano.
Oltre al rilascio chiediamo che sia subito permesso alla moglie di incontrare Ramin anche per verificare quali siano le sue condizioni di salute. A causa di questo arresto immotivato e assurdo la famiglia sta attraversando un periodo di indicibili sofferenze. Ci giunge in particolare la notizia che dopo l’arresto la madre di Ramin è stata ricoverata nella unità coronarica di un ospedale di Teheran per un collasso cardiocircolatorio.

Per aderire all’appello per la liberazione di Ramin Jahanbegloo
scrivete a reset@tuttopmi.it

Al di la’ dello scontro delle intolleranze
di Ramin Jahanbegloo


Intervista a Ramin Jahanbegloo
di Farian Sabahi




Home|Editoriali|Rebecchi|Segnalazioni|Immagini|Anni '70|Contatti