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28 aprile 2007 Vittime e democrazia |
La democrazia è un sistema politico che presuppone l'egualitarismo e genera l’individualismo. Ogni cittadino è pari a un altro e, in potenza, vale quanto un altro. Tralasciando i residui dei sistemi politici antecedenti, dall’Ancien Régime al familismo tribale, a fare la differenza dovrebbero essere le doti individuali: intelligenza, volontà, dedizione, fascino, salute e fortuna. Sta di fatto, però, che il posto delle qualità personali è sempre più spesso impugnato dal diritto, il fratellino paraculo del dovere. Mi spetta, mi è dovuto. E il presunto e preteso beneficio con sempre maggior frequenza viene rivendicato assumendo l’atteggiamento della vittima. Sono una vittima perché non ho quel che mi spetta. Mi spetta perché sono una vittima. M’è dovuto un posto di lavoro, una casa. Se per questo, mi sono dovuti anche una moglie carina, una buona salute e un fisico attraente. Dopo di che, il processo di vittimizzazione si può tranquillamente estendere fino a fare il giro completo. In quanto carnefice, sono una vittima. La redenzione mi spetta e se non vengo redento sono una vittima. Anzi, più sono recidivo, più mi incaponisco nella carognaggine e più sono vittima di un’incapacità altrui di risocializzazione. Vittima e perciò detentore di sacrosanti diritti. Non facciamo più figli e quei pochi sono spinti a pretendere ogni cosa per diritto di nascita. Forse siamo vittime per davvero, ma di sicuro siamo tutti facili prede. |
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