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27 maggio 2007 Al lupo! Al lupo! |
In genere, su questioni di sicurezza, terrorismo compreso, per pararsi il culo è consuetudine spararla grossa. Esagera i rischi: se sbagli, tanto meglio; se ci becchi, tanto peggio, ma perlomeno avrai previsto il danno e ti sarà più facile giocare a scaricabarile e controbattere l’accusa di negligenza. A esagerare, però, si riduce l’effetto protezione. Se sei stato così bravo a prevedere l’attacco, perché non hai saputo predisporre la difesa? E, soprattutto, a ripetere troppo spesso quel sotterfugio si agevola l’avversario, se ne amplifica la cassa di risonanza, se ne accresce la forza di attrazione. In quel campo e alla lunga, vale la vecchia regola: stacca la spina e lavora sottacqua. A casa nostra, tuttavia, vi è anche un altro paio di motivi per strillare al lupo! al lupo! Lo stesso che sta sotto le grida sulla politica allo sbando, il nuovo ’92 e la brama di sangue della plebe inferocita: la poca voglia di assumersi le proprie responsabilità e di fare i conti con la propria storia. E questo riguarda specialmente la sinistra e quindi l’attuale governo. La qual cosa complica notevolmente la questione. Insomma, era molto più comodo recitare la parte dei moralizzatori, degli intransigenti, dei riformatori, stando all’opposizione. Farlo oggi vorrebbe dire farlo sul serio, smetterla con l’antiberlusconismo che tutto ricopre, rompere per davvero con tutti i rimasugli delle passate stagioni e, probabilmente, tornare a casa prima del 2011. Ma significherebbe anche preparare seriamente il futuro. Comunque uno la pensi, credo che ne varrebbe la pena. |
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