 |
Segnalazioni |
Ogni poesia dovrebbe contenere molti punti interrogativi e chiudersi sulla soglia della risposta, coi due punti, scrive la Szymborska nella poesia che dà il nome alla sua penultima raccolta del 2005
Nel labirinto della vita non siamo noi a cercare l'uscita
“Non avermene lingua se prendo in prestito parole patetiche e poi fatico per farle sembrare leggere” scrive: due versi che potrebbero essere posti a epigrafe di tutta la sua opera
di Andrea Ceccherelli da Il Sussidiario del 3 Febbraio 2012 [1755]
Il gelo polare, i freddi siberiani, le decine di morti assiderati dovrebbero aprire qualche crepa nelle granitiche certezze dei predicatori del global warming
È tutta colpa della green economy
Per quale ragione dunque c'è un manipolo di focosi catastrofisti che sostengono il global warming senza tentennamenti, anche a costo di compiere delle piroette scientifiche poco serie? La tesi del riscaldamento è un punto forte a supporto della green economy. Il giro di miliardi intorno alla produzione verde è stratosferico: dagli investimenti nel fotovoltaico a quelli nell'eolico, alla valanga di denaro per i grandi depuratori che consentano di utilizzare più di prima i combustibili fossili (dal carbone alle neo scoperte scisti bituminose) a basso rischio. E poi c'è quel fiume di soldi che occorrerebbe per le famose reti intelligenti tanto care ad Obama. Sono tutti finanziamenti che finiscono nelle tasche di grandi gruppi europei e americani
di Carlo Ripa di Meana da Liberal del 2 Febbraio 2012 [1754]
Nel 2009, prima del Vertice di Copenaghen, un hacker pubblica informazioni riservate in un server russo: si tratta di uno scambio di email tra scienziati inglesi e americani che lavorano per l'IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change), l'ente delle Nazioni Unite che studia il cambiamento climatico
Quelle sul riscaldamento globale erano solo "great balls of fire"
I guru del "riscaldamento globale" vengono smascherati: dati opinabili, pressioni e ostracismo esercitati contro gli scienziati che non si piegano al pensiero unico, un atteggiamento che scredita gravemente l'immagine del panel e degli istituti collegati, tra cui la Climatic Research Unit della Università della East Anglia
di Ronin da L'Occidentale del 1° Febbraio 2012 [1753]
Entrare in un Tuzex era come fare un viaggio in Occidente. Ti seducevano i sorrisi delle commesse, ti assaliva l’aroma del caffè, i profumi ti facevano sentire in una boutique parigina, e ti veniva voglia di fare come nella barzelletta di quel poliziotto che scavalca il bancone e chiede asilo politico
Lenka, un paio di jeans e l’"inganno" dell'Occidente
Come negli altri paesi socialisti, di fronte al fallimento dell’economia pianificata e alla necessità di disporre di moneta forte, verso gli anni sessanta la Cecoslovacchia aveva introdotto una rete di negozi che offrivano merce di prima qualità, prodotta internamente o di importazione, a prezzi improponibili per gli “operai e i contadini” ma concorrenziali rispetto al mercato occidentale. In questo modo il regime spillava direttamente valuta pregiata dagli stranieri (turisti o diplomatici) o dai propri cittadini che non avevano il diritto di possederla ed erano costretti a cambiarla in “buoni”
di Angelo Bonaguro da Il Sussidiario del 2 Febbraio 2012 [1752]
Esiste anche (forse è un po’ fuoritempo...) un revisionismo «di sinistra»
Il ritorno della Volante Rossa
Tra resistenza e resa, tra coerenza e compromissione: la fine di tanti comunisti irriducibili
di Roberto Beretta da Avvenire del 2 Febbraio 2012 [1751]
Nonostante in anni più recenti, tutti, o quasi, abbiano iniziato a proclamarsi liberali, in Italia il liberalismo non ha avuto grande fortuna, se non altro nelle sue applicazioni pratiche
Liberali ma non troppo
Dizionario del liberalismo italiano, Rubbettino Editore, 1063 pagine, 45,00 €. L'opera spazia da argomenti culturali (liberalismo, individualismo), all'analisi di periodi della storia nazionale, dalle dottrine e dal costume politico ai partiti. Si definiscono concetti quali il moderatismo, il neoguelfismo, il mazzinianesimo, il radicalismo, il liberalnazionalismo. E poi: il salandrismo, il nittismo, il giolittismo, il qualunquismo, l'azionismo. Una parte importante è rappresentata dalle categorie economiche: capitalismo, profitto, diritto di proprietà. Il Dizionario ricostruisce la ricchezza e la complessità della cultura liberale del nostro paese, delle sue specificità, nonché fragilità. Ma è anche il tentativo di stabilire rapporti fra queste e le elaborazioni dell'Occidente per aiutare l'integrazione dell'Italia, un paese il cui tasso di liberalismo è oggi molto basso. Tanto da far ritenere la nostra democrazia un'anomalia rispetto alle altre grandi democrazie liberali
di Gabriella Mecucci da Liberal del 10 Dicembre 2011 (in ritardo) [1750]
Fino a qualche tempo fa sarebbe stato difficile crederci, ma da qualche anno a questa parte c'è in Italia un fiorire e rifiorire di pubblicazioni di opere di Hermann Broch
Uscita di sicurezza dall’Apocalisse
«Che questa civiltà corra incontro alla propria fine - scriveva Broch nel 1909 - è provato dal suo senile perdersi in ciance. Il lezzo che emana nel suo morire si chiama cultura. La nostra cultura consiste nella capacità di parlare d'arte… L'arte è diventata un delicato purè, e quando dicono arte intendono scucchiaiarsi ben bene quel purè»
di Vito Punzi da Liberal del 10 Dicembre 2011 (in ritardo) [1749]
Come quelle scientifiche, anche le rivoluzioni letterarie modellano l’immagine che l’umanità si forma di sé medesima e del mondo. E solo per pavidità o timidezza, a fronte di quella copernicana o newtoniana, non collochiamo la rivoluzione dostoevskijana
Che cosa rende la vita meglio del niente?
Dostoevskij ha mutato per sempre il corso dei nostri pensieri sulla nostra stessa natura. Basterebbe far caso a quanto ci dice intorno a tre semplici parole: il cuore, la libertà, il mistero. Questioni o concetti tutt’altro che astratti, con cui ciascuno è chiamato a confrontarsi, in bilico tra l’invadenza del male e la propria passione irriducibile per la felicità. Eppure, questioni o concetti che perfettamente definiscono quel che larga parte dell’educazione oggi alla moda vorrebbe censurare o rimuovere: il dramma della nostra vocazione, della nostra destinazione, della nostra costituzione
di Uberto Motta da Il Sussidiario del 1° Febbraio 2012 [1748]
Con Pollock e il suo spirito anarchico e libero da ogni regola si voleva dare una risposta al tentativo sovietico di condizionare l’arte europea con un ritorno all’ordine e al realismo più ortodosso
Jackson Pollock è davvero quel che ci è stato raccontato?
È qui che intervengono due giudizi irreverenti che però sono di un aiuto decisivo per capire meglio Pollock e per rimettere in ordine un po’ di gerarchie di valori
di Giuseppe Frangi da Il Sussidiario del 30 Gennaio 2012 [1747]
Dimenticate il film di Ridley Scott. Partite dal titolo originale dell'opera, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Sintonizzatevi sul soggetto e il verbo: “androidi”, “sognano”
Quando scoprimmo che gli androidi sognavano pecore elettriche
In questo mondo-spazzatura apocalittico dove gli esseri umani vivono come automi alienati – talmente assuefatti alla contraffazione da acquistare animali veri solo per sfoggiarli come status symbol – le creature sintetiche sembrano essere le uniche - forse proprio perché prive del dono della vita naturale - interessate a comprendere cosa voglia dire vivere. E così, il capolavoro della tecnica partorito da una catena di montaggio diventa il depositario dell'essenza del suo opposto, il creatore biologico
di James Lamarina da L'Occidentale del 29 Gennaio 2012 [1746]
Come suggeriscono gli stupendi Dialoghi dell’Anticristo scritti da Vladimir Solov’ev, il principe del male sarà pacifista, grande ecumenista e vegetariano. Una persona per bene, uno di cui ci si può fidare
La Giornata della Memoria ci ricorda che il Diavolo è sempre al lavoro
Nelle ultime opere René Girard ha identificato nel meccanismo del capro espiatorio la natura del processo satanico. In sintesi, le tensioni del gruppo sociale, il desiderio mimetico che trasforma gli uomini in rivali, trova sfogo per mezzo di Satana attraverso il sacrificio purificatore di un preteso colpevole, di un impuro da uccidere. Così fu nella società tribali e pagane, anche se in seguito si passò dai sacrifici umani a quelli animali, fino all’arrivo di Cristo. O meglio, fino alla sua morte in croce. Sul Golgotha Gesù demistificò completamente quel meccanismo satanico, incarnando in modo definitivo l’innocente ucciso. Da quel giorno, la violenza è desacralizzata, non ha più scuse. Satana è messo a nudo, e fino alla fine del mondo sarà ancora più pericoloso
di Luca Negri da L'Occidentale del 29 Gennaio 2012 [1745]
“La morte di milioni è stata trasformata in intrattenimento popolare e in una forma di liturgia teologica, persino in una banale piattaforma di educazione civica”
“No a riti della memoria, uccidono l’Olocausto”. Libro-choc di Rosenfeld
Alvin Rosenfeld, storico americano dell’Università dell’Indiana e pioniere di fama negli studi sull’antisemitismo, è durissimo con i guardiani della memoria dell’Olocausto. Ha scritto un libro, The end of the Holocaust, la fine dell’Olocausto, per denunciare e sviscerare la “volgarizzazione”, la “banalizzazione” e i rischi dietro a questa dittatura della memoria: la vittima principale di questa operazione è stato proprio lo stato d’Israele. Mai quanto oggi la memoria è disseminata, eppure mai quanto oggi l’Olocausto viene usato contro l’eredità vivente dei sei milioni, il piccolo stato ebraico sotto assedio pre atomico
di Giulio Meotti da Il Foglio del 27 Gennaio 2012 [1743]
Qualsiasi cosa si scriva e si dica oggi nel Giorno della Memoria, non servirà a porre fine all’antisemitismo: coloro che si riuniranno per ricordare i propri morti nella shoah, e con loro chi li sostiene, sanno ormai che, come dice lo scrittore yidish L. Shapiro, l’antisemitismo è eterno come è eterno Dio
Ecco l’antisemita di oggi
Il cristianesimo che si ritenne Verus Israel consentiva la conversione, l’illuminismo promette tutto al cittadino e niente al popolo ebraico, i fascisti, i nazisti ti uccidevano in ogni caso, il comunismo ti perseguitava per il tuo cosmopolitismo. E anche chi ti nascondeva. Oggi, se dici la verità su Israele, se lo ami, hai il naso adunco e la stella di David cucita sul petto
di Fiamma Nirenstein da L'Occidentale del 27 Gennaio 2012 [1742]
Intervista a Fausto Gianfranceschi
Quei "Miracoli di Val Morel", ultimo addio di un’anima inquieta
«Buzzati traspone sulla carta, o in parola, i miti che pervadono dall’interno la realtà. La capacità dell’artista, o del narratore, è quella di "accordarsi" con essi, percepirli, sapendoli esprimere. Sarebbe un errore fraintendere la trasfigurazione poetica della realtà in Buzzati con l’approccio di un eccentrico, di un sognatore. Buzzati non è questo. Per lui il "mito" viene prima della realtà e ne costituisce il fondamento. L’arte sta nel farlo riemergere, palesando il mistero che sta nelle cose. La sua è stata l’opera di un solitario; e questo ne garantisce l’assoluta modernità»
da Il Sussidiario del 27 Gennaio 2012 [1741]
1973, una data storica per la Russia, anche se il mondo non se n’è accorto, e neppure la Russia
Lo strano tentativo di "sostituire" il comunismo
Nel 1973, sia pure «ad uso interno», i rappresentanti del potere sovietico - partito, esercito e Kgb - esplicitarono la convinzione che l’ideologia comunista fosse morta e quindi non più in grado di essere una base convincente per il potere. Da questa persuasione nacque l’esigenza di trovare una nuova ideologia, sostitutiva alla defunta ideologia marxista-leninista
di Romano Scalfi da Il Sussidiario del 26 Gennaio 2012 [1740]
Intervista a Claudio Tardit
Vade retro
René Girard, dopo aver «visto Satana cadere come la folgore» (titolo di un suo noto libro del 1999), fu il primo ad applicare in merito la sua «teoria vittimaria», basata per l’appunto sul sacrificio dell’innocente che riscatta il male. Ora, Claudio Tarditi – ricercatore in filosofia dell’università di Torino – estrae la demonologia girardiana in apposito volume: Il diavolo, probabilmente. Ripensare Satana oggi, Lindau, pp. 120, € 12,50, un tentativo di fondare una ««demonologia razionale» e ridare cittadinanza al diavolo nel pensiero contemporaneo, sfuggendo sia allo scetticismo razionalista sia agli spauracchi del fideismo
di Roberto Beretta da Avvenire del 25 Gennaio 2012 [1739]
Ciò che i carnefici hanno intaccato è la carne e lo spirito delle vittime, l’esistenza stessa di un popolo e, più in generale, la fiducia e la speranza di tutti gli esseri umani. Da Auschwitz non si torna indietro
Quel sentimento che ha ridotto la memoria a ipocrisia
“Basta che esista una sola persona degna di questo nome per poter credere negli uomini”. Così si esprime nel 1941 l’ebrea olandese Etty Hillesum, destinata alla morte ad Auschwitz. Etty era convinta che se avesse incontrato un tedesco buono la sua fiducia nell’umanità si sarebbe rinfocolata. Tale aforisma rivela la dinamica più profonda della memoria, la quale può sfuggire alla duplice tentazione dell’oblìo e del risentimento solo se un evento presente è capace di suscitare il ricordo della felicità passata e la speranza di un suo rinnovamento. In altre parole, l’esperienza della bontà si rivela come condizione necessaria di una memoria felice
di Sante Maletta da Il Sussidiario del 25 Gennaio 2012 [1738]
|
 |
Gli uomini eguali |
|
|
|
|