Maurice Bignami    Gli uomini eguali    
Maurice Bignami    Gli uomini eguali    
Forse vero non è; ma un giorno è fama che fur gli uomini eguali,
e ignoti nomi fûr plebe e nobiltade.
(Parini, Il mezzogiorno, 250-52, da Il giorno)
Biografia

Gli uomini eguali
© Edizioni Bietti 2005
 
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    Maurice Bignami

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    LIBRI: "GLI UOMINI EGUALI" DI MAURICE BIGNAMI
    UN AFFRESCO DELLA STORIA DEL 900 TRA UTOPIE E CONTRADDIZIONI

    Roma, 28 dic. (Adn kronos) - Padre e figlio uniti da una passione politica travolgente, che li conduce alla lotta armata. Uno e’ stato un giovane rivoluzionario comunista nell’Italia degli anni Venti, l’altro sarà un militante di “Potere Operaio” negli Anni Settanta e dal ‘78 attivista di “Prima Linea”, organizzazione con cui attraverserà gli anni di piombo. Destini simili e diversi, che s’incrociano sullo sfondo dell’Italia del Novecento, tra utopie e contraddizioni. Il libro di Maurice Bignami, “Gli uomini eguali”, e’ stato appena pubblicato dalla casa editrice Bietti di Milano (pp. 450, 20 euro). L’autore, nato in Francia nel ‘51, e’ attualmente affidato ai servizi sociali.
    Suo padre, Torquato, si era rifugiato Oltralpe, con la moglie, per sfuggire alle conseguenze del cosiddetto “reato partigiano”. Rientrato in Italia nel ‘64, vive a Bologna e s’iscrive alla Federazione Giovanile Comunista; nel ‘74 partecipa alla elaborazione del progetto di Autonomia Operaia; nel ‘76 è redattore della rivista “Rosso”; nel ‘77 viene arrestato nella casa di Toni Negri e sconta sette mesi di carcere. Dal ‘78 è in Prima Linea e viene nuovamente arrestato nell’81, dopo essere stato ferito in uno scontro a fuoco a Torino con le forze di polizia. Nell’87, usufruendo della legge sulla dissociazione politica, del pacchetto Gozzini e di un condono generale, e’ definitivamente condannato a vent’anni di carcere. Nell’89 comincia a collaborare con la Caritas Diocesana, e’ ammesso al lavoro esterno, poi usufruisce della semi liberà. (segue)
    (Rex/Pe/Adn kronos)

    LIBRI: "GLI UOMINI EGUALI" DI MAURICE BIGNAMI (2) (Adn kronos) - “C’era una volta a Bologna un ghetto, bambini rabbiosi e forme strazianti di lotta di classe”. Inizia così il racconto della vita di Torquato Bignami, padre dello scrittore, che parte dal quartiere Maccaferri, “dormitorio degli operai straccioni e alla giornata”, dove i bambini al ritorno da scuola dovevano togliersi le scarpe per non consumarle troppo e i vestiti lisi potevano essere rabberciati solo con “toppe di fantasia”.
    Una situazione sociale in cui il contrasto tra ricchi e poveri, operai e padroni, si fa sentire nella sua estrema drammaticità e si acuisce ancor più intrecciandosi con gli scontri, ormai cruenti, tra comunisti e fascisti. Proprio l’incontro-scontro con il Fascismo rappresentò per Bignami il “definitivo benvenuto a calci in culo nel mondo degli adulti”, dove vestirà i panni del protagonista, assumendo ruoli sempre più importanti all’interno del Partito Comunista, svolgendo azioni di propaganda in segreto, dentro e fuori di prigione, sperimentando in prima persona i cambiamenti che interessavano l’industria, l’organizzazione del lavoro, la politica e i nascenti mezzi di comunicazione, come -ad esempio- la ‘mitica’ radio Phonola che, da privilegio di pochi, inizia a diffondersi anche presso le classi meno abbienti. (segue)
    (Rex/Pe/Adn kronos)


    LIBRI: "GLI UOMINI EGUALI" DI MAURICE BIGNAMI (3) (Adn kronos) - Una vita che si dipana tra la provincia, con i suoi ritmi e le sue abitudini, e i grandi sconvolgimenti storici delle due Guerre Mondiali, con Bignami che diverrà segretario della Federazione Giovanile Comunista di Bologna prima, e comandante e commissario politico tra le fila dei partigiani poi. Finita la guerra, accusato di essere mandante dell’omicidio di un dirigente locale dell’Msi, si rifugia a Parigi e in Cecoslovacchia, per ritornare a Bologna nel ‘64. Ma, dal suo rientro in Italia, inizia a manifestarsi una mancanza di sintonia con il partito, che culminerà con la rinuncia pubblica alla tessera (tenuta ininterrottamente per 51 anni) nel settembre ‘77, dopo i duri scontri di Bologna tra manifestanti e forze dell’ordine, a seguito dell’uccisione di uno studente e il “Convegno contro la repressione”, organizzato dall’estrema sinistra.
    In seguito, la sua vita s’intreccia con le vicende che caratterizzano gli anni di piombo, tanto che nell’80 viene arrestato per avere affittato una casa in cui nascondere un membro di Prima Linea, organizzazione di cui è dirigente clandestino suo figlio, Maurice. Condannato a sei anni di carcere per sovversione e banda armata, viene messo in libertà condizionata per le gravi condizioni di salute, che lo portano alla morte nel 2000.
    (Rex/Pe/Adn kronos)
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