Maurice Bignami Gli uomini eguali
Maurice Bignami Gli uomini eguali
Forse vero non è; ma un giorno è fama
che fur gli uomini eguali,
e ignoti nomi fûr plebe e nobiltade. (Parini, Il mezzogiorno, 250-52, da Il giorno) |
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Biografia Gli uomini eguali © Edizioni Bietti 2005 Acquista il libro Maurice Bignami |
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L’ex terrorista torna in veste di scrittore con un libro dedicato al padre L’intervista sarà nell’ambito del ciclo «I diari del Carlino» Grandi
storie, grandi firme
di Roberto Canditi
Il ciclo “I diari del Carlino: le grandi storie, le grandi firme”
in programma in marzo nella “Piazza delle culture” di
Casalecchio, vivrà su quattro incontri. Il 3 marzo, alle 21,
Roberto Canditi intervisterà l’ex terrorista di Prima
Linea Maurice Bignami autore di un libro sulla vita del padre
Torquato. Il 10 marzo, alla stessa ora, Lorenzo Bianchi, inviato
all’estero per Qn, avrà come ospite Alì Rashid,
ex “ambasciatore” dell’Anp in Italia. Il 24 marzo,
sempre alle 21, Stefano Biondi, firma sportiva del Carlino,
intervisterà un grosso personaggio del Bologna calcio. Il 31,
a conclusione del ciclo di incontri, Gianni Leoni rileggerà la
storia delle grandi inchieste giudiziarie col prefetto Mario Jovine,
uno degli investigatori più noti d’Italia. Il marzo
culturale di Casalecchio prevede altri eventi, come la proiezione dei
film di Jane Campion Holy Smoke (giovedì 2 marzo alle
21) e Lezioni di piano (9 marzo, sempre alle 21).
Maurice Bignami, l’ex comandante militare della formazione terroristica Prima Linea, torna a Bologna in veste di scrittore per spiegare il senso del suo primo libro dedicato al padre Torquato (Gli uomini eguali edito da Bietti) e per ripercorrere, in una serrata e vibrante intervista pubblica, gli anni di fuoco del terrorismo rosso, gli scontri armati, la latitanza, i processi e la nuova vita, da uomo libero, come responsabile di due comunità della Caritas. Lo farà la sera del 3 marzo, nella “Piazza delle Culture” del Comune di Casalecchio, nell’ambito di un ciclo di incontri organizzati dall’assessorato alla cultura in collaborazione con Il Resto del carlino e Qn. “C’era una volta a Bologna un ghetto, bambini rabbiosi e forme strazianti di lotta di classe”. Inizia così il racconto della vita di Torquato Bignami, padre dello scrittore e rivoluzionario comunista negli anni Venti. La storia parte dal quartiere Maccaferri di Bologna, “il dormitorio degli operai straccioni e alla giornata”, dove i bambini al ritorno da scuola dovevano togliersi le scarpe per non consumarle troppo. Un contesto sociale dove il contrasto tra ricchi e poveri, operai e padroni si faceva sentire in tutta la sua drammaticità anche per l’acuirsi degli scontri tra comunisti e fascisti. L’impatto con il fascismo fu per Torquato Bignami il “definitivo benvenuto a calci in culo nel mondo degli adulti”, un mondo dove lui vestirà i panni del protagonista assumendo ruoli sempre più importanti all’interno dello partito comunista. Una vita che si dipana tra grandi eventi storici, come le due Guerre mondiali, con Torquato Bignami che ricopre il ruolo di segretario della Federazione Giovanile Comunista prima, e di comandante e commissario politico tra le fila dei partigiani poi. Finita la guerra, accusato di essere il mandante dell’omicidio di un dirigente dell’Msi si rifugia a Parigi e in Cecoslovacchia per ritornare a Bologna nel 1964. ma dal suo ritorno in Italia inizia a rompersi l’idilio con il partito comunista che culminerà con la rinuncia pubblica alla tessera (tenuta in tasca per 51 anni) nel settembre 1977, dopo gli scontri di Bologna tra manifestanti e forze dell’ordine dopo l’uccisione dello studente di Lotta Continua Francesco Lo russo e il “Convegno contro la repressione” organizzato dall’estrema sinistra. Torquato Bignami per quel figlio terrorista sarebbe stato disposto a dare la vita. Al punto da farsi arrestare, nel 1980, dopo aver affittato a Portici, nell’hinterland di Napoli, un appartamento-covo che secondo l’accusa veniva usato dai militanti clandestini di Prima Linea. Torquato Bignami è morto a Bologna nel 2000, a 90 anni, lasciando nel cuore del figlio Maurice un vuoto che questo libro cerca di colmare. Il Resto del Carlino, 6 febbraio 2006
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