Gli uomini eguali
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da La Repubblica del 27 ottobre 2006

Danimarca, assolte le "vignette sataniche"

Fare satira su Maometto non è blasfemo, né razzista, né diffamatorio. Almeno così ha stabilito la giustizia danese che ieri ha rigettato l´ultimo ricorso della comunità musulmana contro le dodici caricature del Profeta pubblicate un anno fa dal quotidiano Jyllands-Posten. Le vignette, con un senso dell´umorismo controverso, tratteggiavano Maometto con un turbante esplosivo in testa o in mezzo alle vergini che accolgono i kamikaze. «Non si può escludere che quei disegni abbiano offeso alcuni musulmani» ha scritto il giudice di Aarhus, la città dove ha sede il giornale di destra. «Ma - continua la sentenza - non ci sono motivi sufficienti per ritenere che le caricature erano state fatte per insultare o promuovere idee ostili alla comunità musulmana».
Il caso delle caricature del Profeta aveva fatto rapidamente il giro del mondo arabo. Tutti i disegnatori e il caporedattore del quotidiano erano stati minacciati di morte e messi sotto protezione mentre la piccola e pacifica monarchia scandinava diventava bersaglio di furiosi attacchi alle sue sedi diplomatiche e di un lungo boicottaggio commerciale. Ma nonostante le gravi conseguenze, il premier liberale Anders Fogh Rasmussen, che governa anche grazie all´appoggio esterno del partito di estrema-destra, ha sempre rifiutato di scusarsi con la comunità musulmana, mettendo avanti il «sacrosanto principio costituzionale della libertà di stampa».
Adesso che l´editore del quotidiano è stato assolto dall´accusa di diffamazione, le associazioni musulmane tenteranno l´appello all´Alta Corte. «È una sentenza incomprensibile» commenta il portavoce Kasem Said Ahmad. Nei mesi scorsi, il procuratore generale danese aveva già rifiutato di giudicare lo Jyllands-Posten secondo la severa legge di blasfemia e razzismo. «Ci sembra che quelle vignette siano gravemente diffamatorie perché mettono sullo stesso piano il terrorismo e l´Islam» spiega Ahmad. «Non è un giudice occidentale che può decidere se la sensibilità dei musulmani è stata offesa o meno» dice un rappresentante del partito estremista pachistano, Jamaat-e-Islami. «Quello che ha fatto il giornale danese ha rappresentato un vero insulto per milioni di musulmani che non riconoscono le leggi danesi» aggiunge il siriano Mohammad Habash, del Centro di studi islamico di Damasco. Soddisfatto invece il direttore del quotidiano, Carsten Juste. «Qualsiasi decisione diversa dall´assoluzione - ha spiegato - sarebbe stato un disastro per la libertà di stampa e la possibilità per i media di svolgere il proprio ruolo in una società democratica». Il paese è schierato con lui: secondo i sondaggi, un danese su due ritiene che sia stato giusto pubblicare quelle caricature. E la paura per le minacce degli integralisti non hanno fatto altro che regalare consensi al piccolo partito xenofobo. Il Danish People Party ha anche diffuso qualche settimana fa un nuovo video con le caricature di Maometto, confermando il fatto che le formazioni estremiste, da una parte e dall´altra, hanno tutto l´interesse ad alimentare lo "scontro di civiltà".
 
Anais Ginori


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