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dal Corriere della Sera
del 15 settembre 2009

L'attacco a Giorgio Israel, un avvertimento pericoloso

di Antonio Macaluso
 

Un concentrato di pericolosa stupidità. Che, se non indignasse per il carico di odio di cui è impregnato, meriterebbe di essere liquidato con una risata. Ma, visti i precedenti a cui si fa riferimento, l’attacco comparso in un forum di discussione sul sito internet comedonchisciotte contro il professor Giorgio Israel nella sua qualità di presidente della Commissione ministeriale per la formazione degli insegnanti, non va sottovalutato. «La Gelmini a questa riforma — si legge nel delirante testo — sta dando solamente il nome e la faccia. In realtà, l’artefice dietro le quinte di essa, il «puparo», è l’ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta».

Tre sono gli elementi che immediatamente colpiscono in questo frammento di avvertimento. Il primo è che, ancora una volta, chi è protagonista di incisivi processi di riforme — condivise o meno che siano — si ritrova ad essere un vero e proprio bersaglio. Additato — ecco il secondo elemento di odio — come un «puparo», quello che, nel gergo mutuato dalla mafia, tira i fili di operazioni non certo meritorie. Senza svelarsi, restando dietro le quinte.

In questo caso poi — e siamo al terzo elemento — questo puparo è anche un «ebreo», un dato che va sottolineato perché, evidentemente, aumenta il livello di pericolosità o indegnità del soggetto. In realtà uno dei più insigni esponenti del mondo accademico del nostro Paese, docente di matematica alla Sapienza di Roma. Un uomo di studio che, avvertito di questo pubblico linciaggio, non ha potuto che constatare che «in questo Paese c’è una dose di violenza politica che fa spavento».

Una violenza «politica» che è costata la vita al professor Marco Biagi, al quale del resto non casualmente si fa riferimento nel blog, e a diversi altri «riformatori». Altri ancora, altri professori, altri studiosi, continuano a dare il loro onesto contributo al processo di rinnovamento di questo Paese. Sotto scorta armata. Da oggi, a quanto pare, potrebbe esserci una vita blindata in più.

 

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