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da il manifesto
del 10 dicembre 2006

Per Natale regalatevi il
Teo-vocabolario


di Alessandro Robecchi
 

Cari lettori del manifesto. Come tutti sapete il linguaggio si evolve, il giornalismo porta ogni giorno alla ribalta nuovi neologismi e se uno, per disgrazia e inettutudine, passa due giorni senza leggere un giornale, rischia di non capire più niente. E' dunque con lo spirito del servizio pubblico che mi accingo a consegnarvi questo piccolo dizionarietto. Fatene buon uso.

Teo-con - Siccome i Neo-con (neoconservatori) non bastavano più, sono spuntati i Teo-con, che sono stronzi uguale, ma credono di avere protezioni molto in alto. Il loro obiettivo è difendere la civiltà cristiana, anche a costo di ammazzare qualche migliaio di iracheni e di contestare l'Ikea perché non vende il presepe. Anche ai Neo-con piace il presepe e torturare gli iracheni, ma la loro sacra azione di difesa riguarda ormai solo qualche seggiola alla Casa Bianca.


Teo-dem - Invenzione abbastanza recente, sono la variante democratica dei Teo-con, o forse soltanto Teo-con che da giovani si facevano le canne. Non vogliono i pacs, i diritti degli omosessuali, la fecondazione assistita e stanno nel governo di centro-sinistra, il che è in effetti un mistero della fede.


Teo-corp - Fedeli alle tradizioni religiose e al libero mercato, vorrebbero proteggere con il copyright tutte le figure sacre, le scritture, le interpretazioni, quotarsi in Borsa entro febbraio e poi esportare tutto in Iraq, con grande giovamento del fatturato delle pompe funebri.


Teo-coop - Molto diffusi nelle regioni rosse, vorrebbero una partecipazione più attiva alle faccede eterne e propogono di diventare soci con il fortunato slogan «dio sei tu, chi può darti di più?». Il movimento è ancora sotterraneo, ma già migliaia di fedeli raccolgono i bollini che garantiscono forti sconti sugli anni di purgatorio.


Teo-flat - Stanchi di collegarsi all'onnipotente con esose tariffe a consumo, i Teo-flat teorizzano una connessione a banda larga sempre attiva, in fibra ottica o adsl. In questo modo - dicono - si sa sempre come votare alla Camera o al Senato anche senza domandare a Rutelli.



 

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