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Il grande storico del fascismo indagò anche gli Anni di piombo, dai primi moti di piazza all’omicidio di Moro: macché antifascisti, i sessantottini assomigliavano piuttosto ai nazisti della prima ora, i «nichilisti rivoluzionari» contro il parlamentarismo
Sessantotto, lo scandaglio di De Felice
Proprio il terrorismo, già prima della morte di Moro, aveva portato De Felice a specifiche analisi sul problema nel decennio 1968-78. Se diversi gli apparivano i contesti del terrorismo in Italia e Germania (diffuso e con diffuse simpatie in Italia; socialmente isolato e contrastato in Germania), questi due Stati, col Giappone, erano parimenti i tre che avevano perso la guerra, e che avevano introiettato una "frustrazione" capace di ogni credibilità complottista (internazionale e multinazionale). Forse qui De Felice trascurava che di comune c’era piuttosto la morte dello Stato nazionale, vero sconfitto dell’ultima guerra; e che le organizzazioni internazionali sorte e sviluppatesi nel dopoguerra avevano determinato quell’abrasione della cultura storicista in nome di una diffusa socio-politologia che doveva recidere radici ideologiche e specificità culturali-nazionali, ben oltre il ’68
di Paolo Simoncelli da Avvenire del 22 Luglio 2010 [1578]

Intervista a Pietro Barcellona
Il vero declino dell’Italia? Uomini senza "patria"
Occorre spingersi più addentro la grande crisi che stiamo vivendo. Che sarà anche politica, ma la politica, dice Barcellona, viene dopo. Prima vengono le persone. E il lavoro. «Chi lavora ha smarrito il senso del lavoro - dice Barcellona -. Ma questo è l’esito della caduta di un qualsiasi tipo di adesione alla vita». Ecco perché a farci superare la crisi non potranno essere gli intellettuali, con le loro analisi, ma «piccoli gruppi». Gruppi creativi, fatti di persone che «mettono in gioco una trascendenza umana storica»
di Federico Ferraù da Il Sussidiario del 22 Luglio 2010 [1577]

Intervista a Fiamma Nirenstein
«Il mondo deve capire che Israele è un Paese come gli altri»
Fin dalla sua nascita, Israele è stata sotto tiro, nel mirino dei suoi nemici e sotto la lente d'ingrandimento della comunità internazionale. La Friends of Israel Initiative si pone invece come obiettivo di mostrare che lo Stato ebraico è un Paese normale, una democrazia occidentale. Ne parliamo con Fiamma Nirenstein, vice-presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, e fra i promotori della iniziativa
di Alma Pantaleo da L'Occidentale del 19 Luglio 2010 [1576]

Il desiderio, in mille forme diverse, dice ad ogni uomo la necessità di essere amato definitivamente, perfino oltre la morte, e lo urge ad amare definitivamente, a sua volta. Qual è allora il criterio che verifica l’apertura totale del desiderio, consentendo questo definitivo reciproco amore? Una suggestiva risposta ci viene dalla Bibbia: «Io sono la madre del bell’amore» (Sir 24, 18)
Discorso del Redentore 2010
Cosa vuol dire bell’amore? Quando l’amore è bello? Tommaso parla della bellezza come dello “splendore della verità”. Per Bonaventura la persona che “vede Dio nella contemplazione”, cioè che lo ama, è resa tutta bella (pulchrificatur). La tradizione cristiana, con le parole del Salmo, definisce Gesù Cristo come «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 45,3). Il bell’amore pertanto non è un’Idea astratta, ma la persona di Gesù, bellezza visibile del Dio invisibile, che per amore si è fatto come uno di noi. Il bell’amore imprime la sua forma in chi lo accoglie aprendolo a relazioni nuove e partecipate. Questo ci permette di dire che l’amore è bello quando è vero, cioè oggettivo ed effettivo
di Angelo Scola, Patriarca di Venezia, da angeloscola.it del 18 Luglio 2010 [1575]

Tutto ciò che sembra alludere a una dimensione ulteriore a quella materiale, compresa, ad esempio, la psiche umana è visto come un potenziale fianco aperto a visioni del mondo che, spesso impugnando la Bibbia, sfociano nell’irrazionalità più totale
La filosofia della mente che fa fuori l’esperienza religiosa
Di fronte alle superstizioni che imperversano, il naturalismo appare come uno spazio di pensiero angusto ma per lo meno sicuro. C’è un solo problema: il naturalismo non è meno irrazionale delle dottrine bizzarre dei vari Bible Freaks. In entrambi i casi siamo di fronte a un uso molto ristretto e pregiudicato della ragione
di Andrea Staiti da Il Sussidiario del 16 Luglio 2010 [1574]

La filosofia, si sa, è la più strana delle discipline. Per molti è solo la materia “per la quale e senza la quale tutto rimane tale e quale”. Purtroppo o per fortuna, invece, la filosofia è la forma con cui concepiamo la realtà e non è possibile non averne una
Se la realtà non è segno, l’io e Dio sono "solo" cultura
A che punto siamo? Quale mentalità la filosofia odierna sta contribuendo a creare o quale si impegna a riflettere? La mentalità filosofica di oggi è dominata da quello che si chiama “naturalismo”. In che cosa consiste? L’esclusione di oggetti non naturali, l’antifondazionalismo e la continuità scienza-filosofia. Per il naturalismo, l’ambito della realtà, per quanto ampio, è chiuso, cioè non funziona mai come “segno”
di Giovanni Maddalena da Il Sussidiario del 2 Luglio 2010 [1573]

Silvia Calamati, Laurence McKeowne e Denis O’Hearn, Il diario di Bobby Sands – Storia di un ragazzo irlandese, Castelvecchi editore
Luna d'Irlanda. Cosa ci ha insegnato il sacrificio di Bobby Sands
È chiusa in una scatola, oggi, la luna d’Irlanda, di quel pezzo di Nord dell’isola verde ancora sotto il controllo della corona d’Inghilterra. Non sanguina più come una volta; non le si vedono le costole sporgenti per l’inedia forzata che si era imposta tra gli anni Settanta e Ottanta, forma di sciopero estrema per urlare al mondo che il Regno Unito faceva poltiglia dei diritti della gente cattolica, che si batteva per la causa dell’Irlanda una e repubblicana. Sopravvive la luna, ma chiusa nella scatola – nell’anno del Signore 2010 – ancora non può sorgere come Robert “Bobby” Gerard Sands, un piccolo uomo entrato nella storia della sua terra – e delle pagine più vergognose d’Europa – sperava, prima che “il” sacrificio se lo portasse via. A 27 anni
di Giorgio Demetrio da L'Occidentale del 15 Luglio 2010 [1572]

Secondo un nuovo indice Onu per la misura della povertà, sono oltre 421 milioni i poveri negli otto stati indiani, tra cui Orissa, Chhattisgarh e West Bengal, rispetto ai 410 milioni dei 26 Paesi africani, come Zimbawe, Sierra Leone, Niger e Somalia
Otto Stati indiani hanno più poveri di 26 Paesi africani messi insieme
La nuova misurazione tiene conto oltre al reddito pro capite anche dell’accesso alle risorse, educazione e assistenza medica. Per la Chiesa indiana la principale causa di povertà sono la corruzione dei governi locali e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse a danno della popolazione
di Santosh Digal da AsiaNews del 14 Luglio 2010 [1571]

Pubblichiamo una dichiarazione d’intenti firmata da Jose Maria Aznar, David Trimble, John R. Bolton, Alejandro Toledo, Marcello Pera, Andrew Roberts, Fiamma Nirenstein, George Weigel, Robert F. Agostinelli e Carlos Bustelo. Obiettivo quello di ricordare a tutti che Israele è una democrazia occidentale e un Paese normale. Che vive in condizioni eccezionali
L'onore dell'Occidente è macchiato dalla secolare ostilità verso gli Ebrei
Poiché noi crediamo che Israele sia soggetto a un trattamento ingiusto e siamo convinti che difendere questo stato significa difendere i valori che costituiscono e sostengono la nostra civiltà occidentale, abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa Gli amici di Israele
Tratto dal Wall Street Journal, traduzione di Alma Pantaleo, da L'Occidentale del 9 Luglio 2010 [1570]

Con la nuova legge, affitto anche per i gay. Solo la Chiesa cattolica ha detto no
Libertà di mercato per gli uteri delle Indiane
Un esercito di schiave povere – di questo si tratta, altro che di “donatrici” – potrà essere arruolato senza limiti: nel 2009 è stato stimato in India un giro d’affari di quattro miliardi e mezzo di euro
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 25 Giugno 2010 [1569]

Sulla New York Review of Books Mark Lilla, uno storico delle idee rigoroso e perspicace, affronta il problema della rivolta contro le élite in corso negli Stati Uniti, un fenomeno liquidato dall’establishment democratico come populismo
Gli americani non credono più nelle istituzioni (e negli intellettuali)
Per Lilla non sono stati i media conservatori come Fox news e i repubblicani a creare i Tea party, né sono diretti da essi, è un movimento autonomo nato dal basso, libertario, sul quale non è facile mettere il cappello e che nasce da qualcosa di profondamente americano: il desiderio dell’autonomia, condensato nel concetto: I want to be left alone, voglio decidere da me
di Daniela Coli da L'Occidentale del 25 Giugno 2010 [1568]

L’irregolarità e l’unicità dei percorsi letterari in Italia non è per niente amata e la sorte degli scrittori che hanno scelto, anche in forme discutibili ed eccessive, un proprio percorso completamente indipendente rispetto alla società letteraria e alle temperie ideologiche dei loro tempi, è segnata
Il caso Papini, ribelle dimenticato
Il "ritorno" di Papini è sempre stato rimandato, a differenza di altri "irregolari" che invece hanno suscitato un curioso interesse, come nel caso di Malaparte. Speriamo, ora che arriva, edito nella meritoria collana dei "classici cristiani" di Cantagalli, finalmente in libreria, la ristampa di un libro-cardine nella sua esperienza di scrittore, Sant’Agostino (pagine 254, € 18,00), che ci si disponga finalmente a riaprire il "caso" Papini, prima dissacratore, ateo, ribelle poi convertito al cristianesimo (nel 1921), in una dimensione tutta sua, quasi controcorrente
di Fulvio Panzeri da Avvenire del 25 Giugno 2010 [1567]

Una prigionia che può sembrare una piccola cosa, in mezzo ai grandi disastri della guerra, alle persone uccise dai terroristi, alle bombe dell'11 settembre o alle esplosioni suicide nei ristoranti e nei centri commerciali di qualche anno fa. Eppure non ci stanchiamo di protestare, continuiamo a indignarci, sappiamo che non dobbiamo stancarci di chiedere la liberazione di Shalit
Giovedì 24 giugno: da 4 anni Gilad Shalit prigioniero di Hamas
In mezzo alle immense difficoltà che vive in questo momento Israele e con esso tutto l'ebraismo, nonostante i tentativi di legittimare il regime sanguinario di Gaza, lottare perché Shalit sia sottratto al gruppo criminale che lo trattiene schiavo, che lo ha ridotto al ruolo di cosa da scambiare, di prezzo di un riscatto, è un impegno comune
di Ugo Volli da Moked del 20 Giugno 2010 [1566]

Il Consiglio costituzionale esclude la richiesta di un indennizzo
Il "diritto a non nascere" in Francia può attendere
Tra i molti "nuovi diritti" inventati dalla cultura laicista postmoderna - che sempre meno si cura di quelli "vecchi" ma fondamentali, come il diritto alla vita - si indica da tempo il "diritto a non nascere", di cui sarebbero portatrici persone nate con handicap
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 18 Giugno 2010 [1565]

Torna in auge il pensiero di Arnold Toynbee, evocato anche da Benedetto XVI, che anticipò Huntington
L’Occidente? Creativo e globale
All’origine dell’ascesa di una civiltà, secondo Toynbee, sta la capacità, da parte di una minoranza, di rispondere in modo «creativo» alle sfide provenienti dall’interno e dall’esterno. Nel momento in cui la minoranza smarrisce la capacità di innovare, essa non perde il proprio ruolo politico, ma inizia a trasformarsi in una semplice minoranza ripiegata sul proprio interesse egoistico. E così spinge la civiltà sulla china di un declino più o meno lungo, ma, per molti versi, inevitabile
di Damiano Palano da Avvenire del 17 Giugno 2010 [1564]

La dignità della persona, le regole della convivenza civile, la potenziale deriva orwelliana del nuovo mondo tecnologico
In difesa di un diritto: la privacy
Appello in difesa del principio liberale (e costituzionale) della riservatezza delle comunicazioni
da Il Foglio del 17 Giugno 2010 [1563]

Intervista a Piero Ostellino
Non bastano i tagli a salvarci dagli errori di Togliatti e Dossetti
«Paghiamo il prezzo di una cultura di matrice cattolico-dossettiana e comunista alla base della nostra Costituzione, liquidativa delle libertà economiche, fortemente anti-individualistica e illiberale. Dietro una parvenza di solidarismo si nasconde però una profonda vocazione totalitaria tipica di quella cultura d’origine. I nostri guai, a mio parere, nascono da lì»
di Carlo Melato da Il Sussidiario del 17 Giugno 2010 [1562]

Il gruppo petrolifero per anni si è voluto mostrare a tutti i costi “amico dell’ambiente”, dimenticando il suo mestiere
Troppa economia verde è all’origine della marea nera di Bp
Barack Obama cerca qualcuno da prendere “a calci nel culo” per la marea nera. Il suo isterismo non è solo segno di inadeguatezza. È pure falsa coscienza. Negli anni, Bp ha fatto di tutto per allontanare la sua immagine dal brutto e sporco petrolio (addirittura cambiando il nome da British a Beyond Petroleum). Ha finanziato i movimenti ecologisti e i politici a loro vicini (tra cui Obama). È stata un modello di azienda “socialmente responsabile e amica dell’ambiente”. Per l’impegno nel lobbying ambientale, forse solo Enron e Lehman Brothers l’hanno superata. Quella a cui stiamo assistendo è una lezione di cultura industriale, di political economy, e sul collateralismo tra politica e affari
di Carlo Stagnaro da Il Foglio del 16 Giugno 2010 [1561]

L’assurda storia delle intercettazioni e il suo paradossale protrarsi descrive come meglio non si potrebbe l’abisso che separa il pensiero liberale da quello “liberal” con tutte le sue italiche aggravanti
Come fermare la gioiosa macchina da guerra delle intercettazioni
Ovunque nel mondo civile le intercettazioni telefoniche sono uno strumento di polizia molto invadente ma a volte efficace nelle indagini per confermare sospetti e ipotesi di reato. Ogni paese ha una sua regolamentazione empirica: in certi casi più attenta alla riservatezza, in altri più interessata all’efficacia investigativa, anche in relazione all'uso e all'abuso che se ne fa. Punto e basta. In Italia,con un incredibile capovolgimento, le intercettazioni giudiziarie sono divenute fulgida epitome di libertà e democrazia. E chiunque si provi a mettervi mano per meglio regolarle o limitarne la portata veste immediatamente i panni del dittatore, del fascista e del mestatore... Lo slogan mauresco trasportato in piazza dai giovani col bavaglio e maglietta viola: “intercettateci tutti”, fa spavento
di Giancarlo Loquenzi da L'Occidentale del 15 Giugno 2010 [1560]

Due studi pubblicati dal prestigioso Canadian Medical Association Journal hanno rivelato che in Belgio la metà circa dei procedimenti di eutanasia praticati nei confronti di malati terminali avverrebbe senza il consenso dei pazienti, e che in molti casi sono le stesse infermiere, al posto dei medici, a dare la dolce morte, anche quando non è richiesta
La "dolce morte" senza consenso: com’è facile essere uccisi in Belgio...
Una volta attraversato il Rubicone della legalizzazione, il passo verso l’eutanasia non volontaria è assolutamente breve. Un passo quasi inevitabile e non sempre indotto da ragioni nobili. Per avere un’idea numerica delle dimensioni della questione basti pensare che in Belgio, da quando è entrata in vigore la legge che ha legalizzato l’eutanasia, otto anni fa, i soggetti eliminati a seguito di tale pratica rappresentano il 2% di tutti i decessi della popolazione belga, raggiungendo la cifra di circa 2.000 all’anno... Una volta che passi il messaggio culturale per cui l’uccisione di un uomo può assumere una valenza positiva se serve a salvare altri essere umani, allora significa che il limite tra la civiltà e la barbarie è già superato
di Gianfranco Amato da Il Sussidiario del 15 Giugno 2010 [1559]

In occasione dei cinquant’anni della pillola non potevano che intensificarsi le lamentele sulle italiane indisciplinate e un po’ troglodite, che continuano a trascurare i contraccettivi orali e non imitano le giudiziose cugine d’Oltralpe
Le donne degli anni Dieci liberate dalla pillola
Ma basta leggere un articolo apparso il 9 giugno sul quotidiano Libération (molto laico e di sinistra), per capire che forse le italiane così fesse non sono
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce dell'11 Giugno 2010 [1558]

Vale la pena ricordare che il particolare tipo di populismo nazionale di destra in Olanda è figlio del radicalismo degli anni Sessanta
Wilders vince ancora perché l'Olanda è stufa della sua elite multiculturalista
Wilders, come Pim Fortuyn prima di lui, sta sfruttando le preoccupazioni che vanno oltre la paura dell’Islam. Un mix di globalizzazione economica, oscure politiche europee, crisi finanziarie e immigrazione senza controllo che ha corroso la fiducia di molte persone nella politica tradizionale e ha minato il senso di appartenenza. Sempre più elettori, in Europa come negli Stati Uniti, non si sentono rappresentati dai partiti tradizionali. Vecchie vicinanze sono state modificate dall’immigrazione e il senso di identità nazionale ne è uscito scosso
di Ian Buruma, (tratto da Spiegel online International, traduzione di Annalisa Marroni) da L'Occidentale dell'11 Giugno 2010 [1557]

Da una parte c’è un Paese stremato dalla miseria, dall’altra la politica del figlio unico. Ad allacciare Corea del Nord e Cina è sempre di più un traffico “particolare”
Tratta di donne, piaga d’Asia: in Cina si compra dalla Corea
Si calcola che in Cina nascano circa 119 maschi per 100 femmine e che in alcune province il gap esploda a 130 maschi contro 100 femmine. Per questa drammatica mancanza, si “acquistano” donne dal Paese vicino. Che in alcuni casi vengono date in moglie. In altri, avviate alla prostituzione
di Luca Miele da Avvenire del 10 Giugno 2010 [1556]

Un magistrale commento dell’Instrumentum Laboris nel giorno della pubblicazione da parte di Benedetto XVI a Cipro
Cristiani uniti, il piccolo gregge e la speranza del Medio Oriente
Le urgenze per i cristiani in Medio Oriente (la sopravvivenza, l’emigrazione, gli immigrati cristiani asiatici; la libertà religiosa): unità con gli ortodossi; testimonianza nel mondo ebraico e nel mondo islamico; plasmare la società contemporanea nella modernità e nella pace
di Samir Khalil Samir da AsiaNews del 6 Giugno 2010 [1555]

La sconfitta sovietica nella Guerra fredda è stata meno assoluta di quanto si creda
L'antisemitismo di sinistra è figlio della disinformazione sovietica
L’Impero comunista non esiste più, certo. Ma i germi virulenti che esso ha piantato nel ventre profondo delle società occidentali continuano a crescere e a proliferare, come una maledizione postuma che avvelena la linfa vitale della democrazia. I due sintomi più evidenti della malattia sono l’anti-americanismo, e il parallelo e onnipresente odio preconcetto verso Israele... Non è un caso che al giorno d’oggi sia la sinistra a portare più evidenti i segni inconfondibili dell’antisemitismo, un tempo appannaggio dell’estrema destra e oggi rirpoposto sotto il mutato e ingannevole aspetto dell’anti-sionismo
di Mario Rimini da L'Occidentale del 10 Giugno 2010 [1554]

Il bisogno è quello di concentrarsi sull'innovazione, la produzione, la vendita dei prodotti o servizi, i pagamenti e gli incassi, senza perdere troppo tempo per adempimenti burocratici
Basta una legge a "convertire" i nemici dell’impresa?
Stiamo parlando di una rifondazione culturale che riconosca agli imprenditori e ai lavoratori che collaborano con loro un valore positivo, utile “a fini sociali”
di Guido Corbetta da Il Sussidiario del 9 Giugno 2010 [1553]

I tempi che viviamo in Italia (crisi, accenni di ripresa, la necessità di attuare risparmi e compiere sacrifici) ci mostrano ogni giorno di più l’urgenza di perseguire il bene comune
Fa più danni il buonismo o la crisi economica?
Il paradosso è che la prospettiva del bene comune, nella società, in azienda, dovunque, fa a pugni con l’ossessione etica del pensiero dominante... le aziende che si auto-definiscono etiche rifuggono dall’interesse personale perché lo giudicano come fonte di egoismi e di danni per gli altri e si affibbiano missioni aziendali buone. Fanno del buonismo; in realtà mettono in atto una grande presa in giro che si trasforma sul lungo anche in diminuzione della motivazione delle risorse umane: Contro l’Azienda Etica. Per il bene comune edito da Basic Edizioni
di Adriano Moraglio da Il Sussidiario del 9 Giugno 2010 [1552]

Intorno alla figura della Vergine madre di Cristo l’arte e la cultura religiosa hanno ricamato un intreccio imponente di parole e di immagini simboliche
"Tota pulchra": dalla bellezza di Maria alla pietà del popolo cristiano
Il sottofondo dottrinale della «rassegna delle parti anatomiche» della Madonna, da cui scaturiva l’elogio della sua proporzionata, luminosa e assolutamente unica bellezza, era il principio del Tota pulchra, esaltato da una robustissima tradizione teologico-liturgica, oltre che tradotto in uno stile di rappresentazione iconografica che contribuì in modo determinante a far trionfare la virtù, fra tutte emblematica, dell’Immacolata Concezione
di Danilo Zardin da Il Sussidiario del 5 Giugno 2010 [1551]

Il vero orrore è legato alla foga con la quale tutto il salotto internazionale si è affrettato a brandire lo stendardo antisraeliano senza nessuna cura per la verità, fregandosene dei video in cui si vede come i soldati che volevano ispezionare il contenuto del convoglio sono stati accolti a mazzate, coltellate, bombe a mano, spari
Il vero terrorismo sono le bugie contro Israele
Su Israele l’ossessione moralizzante costruisce invece un mito che disegna nei particolari l’indegnità di Israele a esistere... Ma Israele sta benissimo. Lo dicono i suoi magnifici scrittori, l’economia fiorente, la scienza medica, la musica, il cinema, i ragazzi capaci di sacrificio e di una vita complessa fra guerra e amore per la pace. In tutto questo siamo fieri che all’Onu l’Italia abbia votato contro la richiesta d’indagini sul blitz israeliano
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 3 Giugno 2010 [1550]

La mortalità materna nel mondo è in netto calo, ma qualcuno non vuole che si sappia
Mortalità materna, dati nascosti «pro aborto»
Da anni statistiche non aggiornate sulla mortalità materna vengono usate in ambito delle Nazioni Unite per dimostrare la necessità di liberalizzare l’aborto come mezzo per la "maternità sicura"... La riduzione della mortalità materna di tre quarti tra il 1990 e il 2015 è uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sottoscritti dai 191 Paesi delle Nazioni Unite. E finora le statistiche che davano una cifra stabile di oltre mezzo milione di donne morte ogni anno per la gravidanza sono state usate per dimostrare la necessità della legalizzazione dell’aborto all’interno del progetto "maternità sicura". I risultati della ricerca dimostrano invece quanto questo approccio sia ideologico e non supportato dai fatti. Anzi, a spulciare fra le tabelle si scopre che la liberalizzazione dell’aborto potrebbe essere un fattore aggravante della mortalità materna
di Riccardo Cascioli da Avvenire del 25 Maggio 2010 [1549]

Intervento alla Tavola Rotonda presso l'Università LUMSA di Roma, 18 maggio 2010
In Europa nessuno si aspettava cosa avrebbe fatto Giovanni Paolo II
Man mano che aumentava la sua conoscenza della situazione dell’Italia e della Chiesa italiana, il Pontefice poteva scoprire la presenza di un convincimento diffuso, anche se spesso sottaciuto piuttosto che apertamente dichiarato: la convinzione, cioè, che il processo di secolarizzazione fosse irreversibile e che l’unica strategia pastorale, e anche culturale e politica, che avesse speranza di ottenere risultati non effimeri fosse quella di non contrastare tale processo, bensì di accompagnarlo e, per così dire, di “evangelizzarlo”... Giovanni Paolo II portava dentro di sé una visione diversa
del Cardinale Camillo Ruini da L'Occidentale del 19 Maggio 2010 [1548]

Nella migliore tradizione dei pamphletaires francesi, Fabrice Hadjadj ci offre col suo La terra strada al cielo (Lindau 2010) un testo di scioltissima leggibilità, pur essendo il tema molto impegnativo, e ricco di spunti folgoranti, che inducono a inesauribili approfondimenti
Fabrice Hadjadj, dalla terra al cielo (e ritorno)
Hadjadj conclude con la citazione della regola di san Benedetto Ora et labora, che traduce così: «Traccia ogni solco come se fosse una preghiera, canta ogni versetto come se fosse un seme, e scava, scava nel profondo di ogni cosa fino a Dio»
di Pigi Colognesi da Il Sussidiario del 19 Maggio 2010 [1547]

Il male esiste nella coscienza individuale, in quella parte più nascosta e profonda, che solo l’uomo e Dio conoscono, e non sempre coincidono con le opere dell’intelletto, con l’ingegno individuale, con i movimenti collettivi di ammirazione
C’è del marcio negli intellettuali
In una prospettiva del tutto orizzontale, non c’è dubbio che le contraddizioni sono laceranti, e colpiscono chi non riesce a conciliare la grandezza dell’opera e le bassezze della vita, si sente lacerato tra l’ammirazione e la delusione, l’omaggio e la condanna. Tutto può cambiare, invece, in una prospettiva verticale nel quale l’uomo è visto nella sua complessità, coscienziale e insieme storica, in un rapporto con il male che la cultura moderna spesso dimentica, quasi a voler esorcizzare una realtà che non comprende e che però si ripresenta poi come durissima realtà
di Carlo Cardia da Avvenire del 18 Maggio 2010 [1546]

Storici, romanzieri, filosofi, poeti, drammaturghi, registi: un numero impressionante di uomini «di alto sentire» nasconde un lato oscuro e rischia costantemente di precipitare nel baratro della viltà. Se non addirittura dell'abiezione
Intellettuali
Antonio Gnoli ha parafrasato una celebre battuta di Groucho Marx: «Non leggerei mai un romanzo scritto da me». È vero il contrario: i romanzi si salvano sempre, le vite dei loro autori quasi mai
di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 16 Maggio 2010 [1545]

C’è incompatibilità tra libertà e cristianesimo? Quando è nata la moderna idea di libertà? E quando è accaduto che essa si traducesse in istituzioni politiche?
I diritti dell’uomo? Non li ha "scritti" l’Onu ma Cicerone e San Tommaso
Maurizio Ormas, col suo ultimo saggio La libertà e le sue radici. L’affermarsi dei diritti della persona nella pastorale della Chiesa dalle origini al XVI secolo, mostra come molte risposte a tali domande devono essere ricercate nel Medioevo, l’epoca in cui il cristianesimo ha espresso maggiormente, almeno nell’Europa occidentale, la sua influenza sulla società
di Giuseppe Bonvegna da Il Sussidiario del 14 Maggio 2010 [1544]

Intervista al Cardinale Camillo Ruini
«Non sarà l'immigrazione a risolvere il problema della denatalità»
«La verità fondamentale oggi riguarda l’antropologia e risponde alla domanda: chi è l’Uomo? Chi è la persona umana? Il concetto della persona umana ha una radice nel Cristianesimo e affonda nella Teologia. È un concetto antichissimo che attraversa la Storia come un fiume carsico»
di Roberto Santoro da L'Occidentale del 13 Maggio 2010 [1543]

Può un cristiano vivere unicamente delle cose ultime?
Contro i profeti della catastrofe
La storia si presenta come un campo di tensioni percorsa da due forze opposte. Chiamiamo Legge o Stato la prima, votata all’economia, cioè al governo infinito del mondo; e chiamiamo messia o Chiesa la seconda, la cui economia della salvezza, è, invece, costitutivamente finita. Una comunità umana può costituirsi e sopravvivere solo se queste due polarità sono compresenti e se una tensione e una relazione dialettica permangono fra di esse. È proprio questa tensione che sembra oggi esaurita. Man mano che la percezione dell’economia della salvezza nel tempo storico s’indebolisce e cancella, l’economia estende il suo cieco, irrisorio dominio su tutti gli aspetti della vita sociale
di Giorgio Agamben da Avvenire del 12 Maggio 2010 [1542]

Il trascorrere del tempo rende spesso giustizia a certi morti diventati icone, riconoscendo loro un ruolo decisivo al crocevia della storia: Denis O’Hearn e da Laurence McKeown, Il diario di Bobby Sands. Storia di un ragazzo irlandese, Castelvecchi
La mite Ira di Bobby Sands
Più passano gli anni, più si rafforza l’universalità del suo messaggio e il valore simbolico della sua scelta estrema. E mentre si esaurisce il terzo decennale del suo sacrificio per la libertà, la vicenda di Bobby Sands continua a essere raccontata in tutto il mondo ed è finalmente entrata anche nei programmi didattici delle scuole irlandesi, rompendo un lungo tabù. Col contributo della giornalista Silvia Calamati, già curatrice degli scritti dal carcere di Sands e di altre opere fondamentali sul conflitto anglo-irlandese, si cerca di rispondere alla cruciale domanda: com’è possibile che un ragazzo comune proveniente da una famiglia operaia di Belfast sia diventato un simbolo planetario della lotta per la libertà?
di Riccardo Michelucci da Avvenire del 2 Maggio 2010 [1541]

Stefania Craxi ha dato voce a un disagio profondo
Per cominciare ad essere un paese normale bisogna ripartire da Piazzale Loreto
Ha avanzato una proposta civile che, se accolta, chiuderebbe per sempre l’interminabile querelle sul fascismo, le sue colpe, i suoi eredi, etc. «Trascorso il 65esimo anniversario della Liberazione - ha scritto - non vi è stato nessuno, nel panorama politico e istituzionale della Nazione, ad aver avuto il coraggio politico e l’onestà intellettuale di compiere un gesto simbolico e importante volto a restituire agli italiani la verità della loro storia: recarsi a piazzale Loreto per un atto di cancellazione dell’atroce oltraggio inflitto al cadavere di Benito Mussolini»
di Dino Cofrancesco da L'Occidentale del 2 Maggio 2010 [1540]

L'altro Illuminismo. Politica, religione e funzione pubblica della verità, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2010, pp. 191, € 19
Contro quel che i cattolici chiamano Illuminismo e noi liberali scientismo
La ragione del mio accordo di fondo, ma sostanziale, con le tesi che Belardinelli consiste nel fatto che da posizioni diverse ma forse complementari condividiamo un identico obiettivo polemico al quale, per di più, attribuiamo gli stessi errori filosofici e le stesse nefaste conseguenze morali, sociali e politiche. Tale obiettivo polemico è definito da Sergio Illuminismo, mentre io, che pure da “austriaco-straussiano” non nutro soverchie simpatie per l'Illuminismo, preferisco definirlo Scientismo. Comunque sia, e in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, siamo di fronte al genitore dei quattro disastri del '900: il totalitarismo, la teoria della pianificazione, il relativismo, l'ateismo di massa o laicismo
di Raimondo Cubeddu da L'Occidentale del 2 Maggio 2010 [1539]

Una deriva già attuale in Gran Bretagna: in 8 anni 20 Ivg tardive per "piede torto"
Bimbo abortito per un piccolo difetto?
Nessuno ha il diritto di voltarsi dall’altra parte, di lasciar correre, di dimenticare quello che è avvenuto in un ospedale di Rossano Calabro poco meno di una settimana fa. Nessuno può dire “non mi riguarda”, rispetto a un bambino abortito alla ventiduesima settimana di gravidanza e sopravvissuto per un intero giorno su un carrello metallico, senza nome, senza cure e senza attenzione, prima di essere soccorso – ma troppo tardi – grazie all’allarme dato dal cappellano, e sopravvivere per un altro giorno in un’incubatrice di Cosenza
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 30 Aprile 2010 [1538]

Segnaliamo in ritardo un testo di John Arquilla pubblicato su L'Occidentale in due puntate, il 4 e l'11 marzo
Al Qaeda e il Terrorismo hanno cambiato le regole della guerra
Quando i militari non stanno al passo coi tempi, la nazione ne soffre. Nella Prima guerra mondiale, la mancata comprensione di ciò che significava la produzione industriale su larga scala portò non soltanto a massacri senza senso, ma anche alla fine di grandi imperi e al crollo di interi Stati. L’incapacità, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, di comprendere le implicazioni della meccanizzazione, consegnò enormi territori alle potenze dell’Asse, e quasi ne determinò la vittoria. La mancata comprensione del vero significato delle armi atomiche portò a una corsa agli armamenti suicida, e ad appena un passo dalla catastrofe in occasione della crisi di Cuba. Oggi, i segni di fraintendimento abbondano... Il problema va ben oltre gli armamenti o altri strumenti hi-tech. Quel che più acutamente manca nell’arsenale statunitense è una piena comprensione di ciò che significa networking, vale a dire la fluttuante, vitale interconnessione esistente tra persone che creano e utilizzano un nuovo tipo di intelligenza collettiva e un nuovo tipo di potenza, e che condividono uno stesso scopo – sia esso buono o cattivo
di John Arquilla, (traduzione Enrico De Simone, tratto da Foreign Policy) da L'Occidentale [1537]

Vi gira la testa? Forse siete antiquati e certamente non inglesi...
Due madri e zero padri: i "Progetti Parentali"
La piccola Lily-May Betty Woods, nata lo scorso 31 marzo in Gran Bretagna, è il primo neonato inglese ad avere sul certificato di nascita non una madre e un padre, ma una madre e un’altra madre. La donna che l’ha partorita, dopo averla concepita con fecondazione in vitro da donatore anonimo, vive infatti con un’altra donna, che ha chiesto e ottenuto di poter usufruire dell’opportunità, ora garantita dalla legge britannica, di essere legalmente “padre” della piccola. Va bene, la testa gira un po’: una donna compare come padre, il vero padre è un donatore di seme sconosciuto, la vera madre vale, sul certificato e dal punto di vista legale, tanto quanto la madre-padre virtuale, e questa equivalenza varrà anche in caso di eventuale conflitto tra le due. Ma se vi succede – che vi giri la testa – forse è perché siete molto antiquati e certamente non siete inglesi
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 23 Aprile 2010 [1536]

C’è una differenza abissale tra gli autentici pensatori politici e i mestieranti dell’ideologia. Le ‘etichette’ che ai primi vanno sempre troppo strette, per i secondi sono una divisa o, meglio, una indispensabile risorsa identitaria
Salvateci dal libertarismo all'italiana e dai nuovi adepti della rivoluzione liberale
E tuttavia quanti si lasciano agevolmente etichettare svolgono anch’essi una funzione utile. Spesso, infatti, proprio con i loro tratti, per così dire, caricaturali, ci mettono in guardia – del tutto involontariamente, s’intende – dal bigottismo ideologico e, per converso, ci fanno comprendere la profondità e la complessità di autori che possono pure definirsi democratici, liberali, conservatori, ma che rimangono nella storia delle idee politiche per la capacità di porre problemi all’interno del loro stesso campo, di aprire nuovi spazi alla ricerca e alla riflessione, di costringere gli avversari a fare i conti con loro
di Dino Cofrancesco da L'Occidentale del 23 Aprile 2010 [1535]

La psicanalista femminista Agacinski: il diritto di sposarsi si basa sulla differenza dei sessi
Buone ragioni laiche in difesa del matrimonio
La Corte costituzionale ha dichiarato in parte infondati e in parte inammissibili i ricorsi contro il fatto che il matrimonio, in Italia, sia riservato a persone di sesso diverso, ed è incredibile anche solo essere costretti a doverlo ribadire. Lo ha fatto in Francia, con argomentazioni limpidissime, la voce laica della psicanalista e femminista Sylviane Agacinski, che non ha nessuna paura di sfidare il politicamente corretto e la dittatura del desiderio spacciata per piena realizzazione dei diritti della persona
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 16 Aprile 2010 [1534]

«Una bugia detta bene è immortale»
Twain, guerra alle false notizie
La testimonianza più forte si ritrova in quel piccolo scrigno saggistico che è Libertà di stampa, sottotitolo: «I giornalisti onesti ci sono. Soltanto costano di più» (Piano B Edizioni). Un pamphlet di un’attualità sconvolgente, come gran parte degli scritti di Twain: «Non facciamo altro che sentire, e l’abbiamo confuso col pensare. E da tutto ciò non si ottiene che un aggregato che consideriamo una benedizione. Il suo nome è Opinione Pubblica. Risolve tutto. Alcuni credono che sia la voce di Dio»... «L’ammaestramento fa cose meravigliose… Può trasformare i cattivi principi in buoni e i buoni in cattivi; può annientare ogni principio e ricrearlo». Da giornalista e direttore dei quotidiani più strampalati del suo tempo, Twain stilava la sua temeraria accusa alla "casta": «Esistono leggi per proteggere la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone della stampa»
di Massimiliano Castellani da Avvenire del 14 Aprile 2010 [1533]

Uno dei segni dell’ideologismo è che ha poca e confusa memoria. E non solo sui tempi andati ma anche sul recente. E quando suona le sue trombette, pensa di suscitare uragani e invece suonano un po’ come pernacchie
L'Ipazia di Luzi e quella dell'ideologia
Il vizio ideologico di leggere in una vicenda così lontana nel tempo e molto complicata analogie con non si sa quali persecuzioni presenti mostra da sola le sue interne contraddizioni. Ma c’è un altro aspetto della mancanza di memoria che ferisce ulteriormente. È che entrambi gli intellettuali hanno dimenticato o fatto finta di dimenticare che un dramma teatrale dedicato a Ipazia fu scritto, e portato in scena con non poca importanza in Italia da una trentina di anni. Lo ha scritto un importante poeta, Mario Luzi. Uno dei nostri massimi poeti, e un cristiano
di Davide Rondoni da Avvenire del 13 Aprile 2010 [1532]

Rodney Stark, Gli eserciti di Dio. Le vere ragioni delle crociate, Lindau 2010
Le crociate? Rodney Stark smonta il mito della "superiorità islamica"
All’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, da ogni parte le Crociate sono state invocate come causa remota a spiegazione dell’odierno terrorismo islamico. Ma fu davvero così? Pagina dopo pagina, Stark sfata uno dopo l’altro i più classici miti sulle crociate, da quello della superiorità culturale, tecnologica e militare del mondo islamico sulla rozzezza dei barbari europei, a quello che spiegherebbe la partenza dei crociati con la brama di ricchezze, terre, e bottino, per lo più da parte dei secondogeniti della nobiltà europea, senza gloria e senza averi. Emerge invece come furono proprio la volontà di espiazione e il desiderio di salvezza eterna a sospingere la marcia verso la Terra Santa di centinaia di migliaia di uomini, che non esitarono a mettere a repentaglio la propria vita e ad impiegare largamente delle proprie fortune in risposta all’appello papale
di Martina Saltamacchia da Il Sussidiario del 6 Aprile 2010 [1531]

Una compressa per ogni stagione della vita
Il controllo chimico sul corpo femminile
C’è “una pillola, dal menarca alla tomba”: dalla pillola anticoncezionale durante l’età feconda fino alla pillola per la terapia ormonale sostitutiva nella terza età, la donna moderna può contare su “una pillola per ogni stagione”. Anzi, “la pillola getta un ponte tra le varie stagioni della vita, livellando la distanza tra donna fertile e donna in menopausa”. La donna, insomma, è ontologicamente e decisamente antiquata
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce dell'8 Aprile 2010 [1530]

«La Pasqua ci ricorda che anche l’uomo è chiamato a risorgere, già in questa vita, dalla sua meschinità, dal suo egoismo, dai suoi limiti»
Intervista a Carlo Castagna
Sofferenza, perdono, speranza: la Pasqua è anche questo. E questi tre elementi sono ancora presenti nell’esperienza di Carlo Castagna. Era l’11 dicembre del 2006 quando Olindo Romano e Rosa Bazzi uccisero sua moglie Paola, sua figlia Raffaella e suo nipote Youssef, oltre a Valeria Cherubini, loro vicina di casa corsa a soccorrerli. L’episodio è passato alla cronaca come la "Strage di Erba" e Carlo stupì l’opinione pubblica quando dichiarò di perdonare gli assassini dei suoi cari. Sul perdono ha scritto anche un libro insieme a Lucia Bellaspiga (Il perdono di Erba) e a Il Sussidiario racconta cosa significa per lui metterlo in atto, come ha alleviato la sua sofferenza e la speranza che gli ha donato
di Lorenzo Torrisi da Il Sussidiario del 2 Aprile 2010 [1529]

Chiesa e media: in vista del convegno sulla qualità dei rapporti sociali nell’era di Internet, il «j’accuse» del filosofo Bauman
Liquidi, digitali e disorientati
«L’immensa facilità di formazione delle comunità ci è arrivata nel pacco di spedizione assieme all’immensa facilità del loro smantellamento. Gli utenti di Facebook possono vantarsi di fare mezzo migliaio di amici in un giorno – più di quanti sia riuscito a farne io in 85 anni di vita. Ma con "amici" intendiamo lo stesso tipo di relazione?... La verità è che è troppo presto per dare una valutazione attendibile delle ricadute sociali e politiche della rivoluzione internet. Resta da vedere se il risultato saranno più persone al potere o se, al contrario, internet renderà questo potere ancora più effimero di prima»
di Andrea Galli da Avvenire del 1° Aprile 2010 [1528]

«Abbiamo imparato la venerazione per la verità, il "vivere senza menzogna" di Solzenicyn...»
Padre Scalfi, 50 anni di samizdat
«Noi andavamo in Russia, conoscevamo le persone e portavamo i "samizdat" in Italia. I "samizdat" erano russi. Solo in Italia qualcuno anche tra i cattolici ha pensato in modo stolto che fossero un’invenzione della Cia»
di Antonio Giuliano da Avvenire del 31 marzo 2010 [1527]

Tratto da Carlo Panella, Ayatollah Atomici. Tutto quello che non ho capito della rivoluzione iraniana, Mursia 2010
Tutto quello che non abbiamo capito sulla Rivoluzione khomeinista
C’è un rapporto diretto tra l’ideologia, la religione della morte che iniziò a essere forgiata in quella rivoluzione, i suoi obiettivi apocalittici e la costruzione della bomba atomica, il cui fine va ben oltre il rafforzamento dell’Iran quale potenza regionale. La sua vera aspirazione è esportare la rivoluzione islamica, rompere il cerchio dell’islamismo in un paese solo a cui fu costretto dall’attacco «controrivoluzionario» di Saddam Hussein nel 1980: la missione dell’Iran islamico è la costruzione, attraverso l’idolatria della morte, dell’Uomo Nuovo, dell’Utopia
di Carlo Panella da L'Occidentale del 31 marzo 2010 [1526]

L’Inganno - Vittime del Multiculturalismo affronta il tema cruciale dell’integrazione e del multiculturalismo
Spetta alle donne smascherare il grande Inganno
Il multiculturalismo legittima il primato del raggruppamento umano rispetto alla dignità dell’individuo, si fonda sul presupposto che non esista un diritto naturale finalizzato a determinare principi basilari validi per tutti e per sempre. Ogni cultura giustifica i propri usi e costumi all’interno di se stessa. La parola multiculturalismo, usata inizialmente per indicare l’esistenza di una molteplicità di culture, è diventata una ideologia, un sinonimo di relativismo, come se ogni dimensione culturale, ogni stile di vita, ogni valore potessero essere considerati e posti sullo stesso piano
di Souad Sbai da Il Sussidiario del 31 marzo 2010 [1525]

Il «suicidio della rivoluzione», preconizzato da Del Noce, si è compiuto e accade quando il marxismo fa propria la lettura «borghese» e materialista della vita
Del Noce: società radicale, che guaio!
Caduto il marxismo, rimangono il relativismo morale e lo scientismo tecnologico. Dinanzi alle due forme della città degli atei, la comunista e la tecnocratica, sorge la domanda su quale sia la forma più radicale di ateismo: Marx o Comte? Ci sono buoni motivi per ritenere che l’ateismo scientistico sia più intenso, freddo e meno soggetto a dubbi. Esso attua un tentativo di mutazione antropologica attraverso le biotecnologie, una comprensione evoluzionistica dell’io come soggetto casuale, e tappa ogni minimo spazio entro cui possa sentirsi la nostalgia di Dio. L’ateo scientista non sente la mancanza di Dio come mancanza, è naturaliter irreligioso
di Vittorio Possenti da Avvenire del 30 marzo 2010 [1524]

Perché B-XVI agli irlandesi ha ricordato certi vecchi errori del Concilio
La nuova teologia e un’ipotesi sulla pedofilia
Occorre ricordare che durante i lavori dell’assise conciliare prese forma l’idea di una chiesa non più militante, ma peregrinante, in ascolto dei segni dei tempi, pronta a rinunziare alla verginità della sua dottrina, per lasciarsi fecondare dai valori del mondo. Offrirsi ai valori del mondo significava rinunziare ai propri valori, a cominciare a quello che è più intrinseco al cristianesimo: l’idea del Sacrificio, che dal mistero della Croce discende in ogni aspetto della vita ecclesiale, fino alla dottrina morale, che un tempo ispirava la vita di ogni battezzato, chierico o laico che fosse... Il Concilio impose ai vescovi, come un dovere, la “sociologia pastorale”, raccomandando di aprirsi alle scienze del mondo, dalla sociologia alla psicanalisi. La nuova teologia, spinta dal suo abbraccio ecumenico ai valori del mondo, cercò l’impossibile dialogo tra la morale cristiana e i suoi nemici
di Roberto de Mattei da Il Foglio del 30 marzo 2010 [1523]

«Mentre affrontate le sfide di questo momento, vi chiedo di ricordarvi della “roccia da cui siete stati tagliati” (Is 51, 1)»
Lettera Pastorale del Santo Padre Benedetto XVI ai Cattolici d'Irlanda
«L’esperienza che un giovane fa della Chiesa dovrebbe sempre portare frutto in un incontro personale e vivificante con Gesù Cristo in una comunità che ama e che offre nutrimento. In questo ambiente, i giovani devono essere incoraggiati a crescere fino alla loro piena statura umana e spirituale, ad aspirare ad alti ideali di santità, di carità e di verità e a trarre ispirazione dalle ricchezze di una grande tradizione religiosa e culturale. Nella nostra società sempre più secolarizzata, in cui anche noi cristiani sovente troviamo difficile parlare della dimensione trascendente della nostra esistenza, abbiamo bisogno di trovare nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza e la ricchezza dell’amicizia con Gesù Cristo nella comunione della sua Chiesa»
da www.vatican.va del 20 marzo 2010 [1522]

Il Vaticano è presentato sempre di più come una zona franca dove tutti i compromessi sono possibili, mentre imperversano i dossier che infangano e inquinano
L’Italia è contro la Chiesa?
L’evidenza di una laicizzazione senza ritorno delle coscienze, il declino inevitabile e dirompente della sensibilità religiosa e l’avvenuta sostituzione di questa con dei simulacri di sacro che ne riprendono le apparenze ma non la sostanza, costituiscono una sottolineatura costante di ogni analisi sulla dimensione religiosa. Una volta attestata e reiteratamente sottoscritta la tesi della crescente perifericità di questa, l’attitudine della Chiesa a parlare ad un’intera società andata altrove può essere facilmente ridicolizzata, liquidata come irrealistica e considerata come illegittima. Ma fino a che punto l’ovvietà ideologico-culturale della posizione anticristiana è effettivamente presente nelle corde del paese? Fino a che punto è arrivata la scomparsa del sacro, al di là della rappresentazione mediatica?
di Salvatore Abbruzzese da Il Sussidiario del 30 marzo 2010 [1521]

Lucida denuncia di Sylviane Agacinski (laica doc) sulla rivista Vita e Pensiero
Fabbricare il vivente, eccolo il biopotere!
Una delle conseguenze all’apparenza più immateriali (ma in realtà sostanziali) dell’affermarsi delle tecniche di procreazione artificiale è lo slittamento dall’idea di “generazione” a quello di “produzione”, di “fabbricazione” dell’essere umano
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 26 marzo 2010 [1520]

Perché si ritorna a parlare di preti pedofili, con accuse che si riferiscono alla Germania, a persone vicine al Papa e ormai anche al Papa stesso? La sociologia ha qualche cosa da dire...
Preti e pedofilia: gli attacchi al Papa sono smontati dai fatti e dai numeri
La discussione attuale sui preti pedofili rappresenta un esempio tipico di “panico morale”: problemi socialmente costruiti caratterizzati da una amplificazione sistematica dei dati reali, sia nella rappresentazione mediatica sia nella discussione politica; problemi sociali che esistono da decenni sono ricostruiti nelle narrative mediatiche e politiche come “nuovi”, o come oggetto di una presunta e drammatica crescita recente, e la loro incidenza è esagerata da statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all'altro e possono ispirare campagne mediatiche persistenti... I panici morali non fanno bene a nessuno. Distorcono la percezione dei problemi e compromettono l’efficacia delle misure che dovrebbero risolverli. A una cattiva analisi non può che seguire un cattivo intervento. Ma chi sono gli “imprenditori morali” e e qual'è il loro obiettivo?
di Massimo Introvigne da L'Occidentale del 26 marzo 2010 [1519]

Orchi in difesa dei bambini. Invettiva cristianissima contro l’Europa pedofoba e il mondo infanticida
Perché la battaglia contro i preti pedofili è una battaglia per eliminare il cristianesimo
L’Europa che apostata ogni giorno, deve farlo trovando nobili giustificazioni, dandosi un tono. L’Europa che massacra i suoi figli nell’utero materno, a milioni; che distrugge i bambini già nati combattendo ogni giorno la famiglia; l’Europa che sperimenta sugli embrioni, che commercia ovuli e spermatozoi come fossero caramelle, che tenta di clonare l’uomo massacrando centinaia di esseri umani allo stato iniziale, che ingravida le donne single e le coppie omosessuali, negando ai figli che nasceranno il padre o la madre… L’Europa, l’occidente, che permettono le mamme-nonne, che fanno nascere figli già orfani con la fecondazione post mortem, che congelano gli embrioni sotto azoto liquido e che infangano la vita di milioni di ragazzi col sesso precoce, la pornografia, lo scandalo continuo; l’occidente no child, che predica la “crescita zero” per non inquinare; che “aiuta” i paesi poveri coi preservativi e l’aborto; che vede crescere ogni giorno il ricorso alla sterilizzazione, gli alberghi e i luoghi di villeggiatura dove sono verboten i bambini; l’Europa che apre all’eutanasia dei fanciulli malati e che anestetizza e lobotomizza i suoi figli con la Tv, il tempo pieno, la realtà virtuale, svariati impegni extrafamiliari e mille altri sotterfugi per non avere impicci…
di Francesco Agnoli da Il Foglio del 25 marzo 2010 [1518]

Aveva ragione Pablo Neruda quando definiva certi giornalisti “coloro che vivono mangiando gli escrementi del potere”
Contro chi sputa sui preti
Mi fa soffrire questo sputare nel piatto nel quale, Dio lo voglia, anche certi morbosi giornalisti, un domani si troveranno a mangiare, perché se uno sbaglia non significa che la chiesa sia così. Questa chiesa che è il respiro del mondo. Non vi chiedete cosa sarebbe di questo mondo senza questo porto di sicura speranza per ogni uomo, compresi voi che in questi giorni come corvi inferociti vi divertite sadicamente a sputare sopra il Suo Casto Volto? Venite nel terzo mondo per capire cosa vuol dire migliaia di preti e suore che muoiono dando la vita per i bambini. Venite a vedere i miei bambini violentati che alcuni giorni fa prima di partire per l’Italia piangevano chiedendomi: “Papà quando torni?”
di Padre Aldo Trento, missionario in Paraguay, da Il Foglio del 20 marzo 2010 [1517]

«Riconciliamoci con la Verità»
Prolusione del cardinale Angelo Bagnasco
La prolusione del presidente della Cei ha aperto a Roma i lavori del Consiglio permanente. L’impegno educativo e nel sacerdozio, l’imperativo dell’onestà, i valori non negoziabili guida al voto. Sono alcuni capi saldi irrinunciabili da tutelare e promuovere... «Concludo ricordando un laico cattolico, Vittorio Bachelet, che giusto trent’anni or sono – il 12 febbraio 1980 – veniva proditoriamente ma anche illusoriamente ucciso sulla gradinata della sua Università. Egli diceva: "In questa fase di passaggio, in questa svolta della civiltà alla quale ha voluto rispondere il Concilio Vaticano II nel cui solco fecondo noi abbiamo lavorato e ci impegniamo a lavorare, occorre soprattutto una forza spirituale che testimoni nella povertà dei mezzi umani la sua fedeltà a Cristo, in una carità aperta e libera verso tutti i fratelli facendosi trasparente al Suo volto. Però questo – aggiungeva – non si fa senza dare la propria vita: come ha fatto Padre Massimiliano Kolbe nel campo di concentramento, ma come ciascuno di noi può e deve fare ogni giorno perché un fratello, perché i fratelli abbiano un poco più di vita"»
Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei da www.chiesacattolica.it del 22 marzo 2010 [1516]

«Colpevoli erano quelli che riducevano una madre al punto di mangiare i propri figli. Ma credi che si trovasse il colpevole? Hai voglia a cercarlo… È per fare il bene, il bene dell’umanità che loro hanno ridotto le madri a quel punto»
"Tutto scorre" di Grossman: non l’ideologia è colpevole, ma noi uomini
Rileggere il Tutto scorre di Grossman (appena rieditato da Adelphi) è un’impresa tonificante per la nostra ragione anestetizzata, ed è anche sorprendentemente una ripresa di entusiasmo in un mondo che sembra scoraggiarci con il suo nichilismo disorientante: se tutto dipende, nel bene come nel male, dalla persona e dalla sua libertà, perché non ricominciare a vivere?
di Adriano Dell'Asta da Il Sussidiario del 19 marzo 2010 [1515]

A Cuba, i dissidenti non mollano e continuano la loro lotta contro il regime di Castro
Da Zapata a Fariñas, la "Primavera nera" di Cuba non è mai finita
Il giornalista Guillermo Fariñas, in sciopero della fame e della sete dal 24 febbraio, è oggi uno dei dissidenti più famosi insieme alla blogger Yoani Sanchez e ai prigionieri Eduardo Diaz Fleitas, Diosdado Gonzalez Marrero, Fidel Suarez Cruz e Nelson Molinet Espinoso. Proprio ieri Fariñas ha inviato un messaggio diretto al governo italiano chiedendo di condannare la morte di Orlando Zapata e la situazione in cui si trovano i prigionieri politici, “indipendentemente da quella che è la posizione politica dell'Unione europea”
di Fabrizia B. Maggi da L'Occidentale del 18 marzo 2010 [1514]

Ricorrendo a un tomismo duttile e aperto, conducendo una battaglia per la liberazione dell’intelligenza e un ritorno al realismo, nella prospettiva di dare un fondamento alla nozione di persona, ha affrontato i maggiori problemi teorici del suo tempo
Maritain, il filosofo del «mare nostrum»
La triade persona umana e suoi diritti – società civile (Maritain usava il termine «corpo politico» ancor più carico di significato in quanto assorbiva l’idea di Stato) – democrazia, costituisce per il pensatore tomista la base su cui costruire un mondo nuovo che avrebbe dovuto sostituire il "désordre radical" che aveva dilaniato il Novecento, con la triade individuo (individualismo) – nazione – Stato... Una vera democrazia – politica, economica, sociale e culturale – espressione reale di un «corpo politico» maturo, è il sistema migliore con cui gli uomini possono autoregolarsi e limitare l’idea che sia lo Stato a permettere i diritti umani, mentre a lui non spetta che riconoscerli come inerenti alla natura umana; e solo un mondo formato da democrazie sul piano nazionale può dar vita ad un’autentica democrazia internazionale e ad una globalizzazione guidata non solo da imprese transnazionali, ma da un’«autorità politica mondiale» espressione autentica di un «corpo politico» mondiale»
di Roberto Papini da Avvenire del 18 marzo 2010 [1513]

Per l’antropologo e gesuita «la modernità riserva a nuovi "chierici" il diritto di fissare il "giusto" senso di un testo: un monopolio che in pubblico nessuno contesta. Però in privato si riafferma l’inventiva»
Contro i critici. La ribellione silenziosa dei lettori
Anticipiamo alcuni passi de L’invenzione del quotidiano, il saggio di Michel de Certeau con molti inediti proposto dalle Edizioni Lavoro (in uscita il prossimo 10 marzo; pagine 342, € 24,00, prefazione di Michel Maffesoli), nel quale il gesuita francese (1925-1986) tira le fila delle sue ricerche, dalla storia all’antropologia... «In effetti, leggere significa peregrinare in un sistema imposto (quello del testo), analogo all’organizzazione fisica di una città o di un supermercato. Ma è stato dimostrato che "qualsiasi lettura modifica il suo oggetto", che (come già diceva Borges) "una letteratura differisce da un’altra meno per i suoi testi che per i modi in cui vengono letti", e che infine un sistema di segni verbali o iconici è una riserva di forme che attendono dal lettore il loro senso
di Michel de Certeau da Avvenire del 1° marzo 2010 [1512]

Si dice: «Il burqa è un abito; tutt’al più, un travestimento; non ci metteremo a far leggi sugli abiti e i travestimenti». Errore. Il burqa non è un abito, è un messaggio
Una legge per vietare il burqa e difendere i Lumi, anche a Teheran
Il burqa è un messaggio che esprime l’assoggettamento, l’asservimento, la repressione, la sconfitta, delle donne. Si dice: «È forse un assoggettamento, ma consentito; toglietevi dalla testa la vostra idea di un burqa imposto da mariti cattivi, da padri possessivi, a donne che non lo vorrebbero»… Sia pure. Solo che la schiavitù volontaria non è mai stata un argomento valido; lo schiavo felice, o la schiava felice, non ha mai giustificato l’infamia congenita, essenziale, ontologica, della schiavitù
di Bernard-Henri Lévy dal Corriere della Sera del 23 febbraio 2010 [1511]

In Olanda raccolta di firme per ottenere il suicidio su richiesta per gli over 70
Quelle bandiere di morte che chiamano libertà
Alla realtà che supera sempre la fantasia dovremmo esserci ormai abituati. Avevamo appena fatto in tempo a parlare dell’intervista di Martin Amis sul Sunday Times, nella quale lo scrittore inglese invocava l’eutanasia libera e gratuita dopo i settant’anni. Un’iperbole di cattivo gusto? Non per l’attivista olandese Dick Swaab. Il quale, informa l’agenzia Aduc, “con un gruppo di cittadini ha lanciato un’iniziativa per legalizzare il suicidio medicalmente assistito per tutti gli ultrasettantenni che ne facciano richiesta”
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 19 febbraio 2010 [1510]

Joseph Pieper, Sintonia con il mondo. Una teoria sulla festa, Edizioni Cantagalli
Il senso della festa: di che cosa si rallegra il cuore umano?
L’oggetto della ricerca è centrato e illuminante: la festa. La festa come chiave di lettura di ciò che è davvero il lavoro, il momento della gioia per capire tutti gli altri momenti. È un tipo di fenomenologia che meriterebbe persino più spazio perché ha infiniti spunti di carattere etnologico, psicologico, filosofico, giuridico, economico. Un classico momento dove si vede che l’uomo compie dei gesti che sintetizzano il ragionamento legando insieme tanti fili che l’analisi può disarticolare e studiare. Ma se questa seconda operazione è ben nota – è l’essenza di tutti i corsi universitari – la prima, la sintesi di tutti i piani in unico gesto è stata finora poco approfondita e una sua fenomenologia vitale può essere un primo stadio per una logica sintetica, che meriterebbe studi tecnici adeguati
di Giovanni Maddalena da Il Sussidiario del 18 febbraio 2010 [1509]

L’ormai famigerata HFEA (Human Fertilisation & Embriology Authority), l’autorità britannica che si occupa di embriologia, ha reso nota una lista contenente 116 malattie genetiche per le quali è consentito distruggere embrioni con molta più facilità
Dall'Inghilterra 116 "buoni" motivi per uccidere Sampras, Lincoln e Rachmaninov
Il fatto è che all’interno di quel macabro elenchus morborum vi si trovano patologie tutt’altro che gravi. Alcune non mettono affatto a rischio la vita e altre sono addirittura curabili. Lo stupore aumenta quando si leggono malattie che non hanno assolutamente impedito a personaggi famosi di condurre un’esistenza felice e coronata da successo. La talassemia, ad esempio, è inserita nella lista pur non avendo minimamente influito nella carriera del sette volte campione di Wimbledon Pete Sampras. Oppure la sindrome di Marfan, causa di una crescita anormale, che non ha impedito ad Abramo Lincoln e Charles de Gaulle di diventare presidenti dei rispettivi Paesi, né al grande Rachmaninoff, noto proprio per le sue mani sproporzionate, di regalare all’umanità le sublimi melodie dei suoi concerti, il senso di appartenenza espresso nei suoi preludi, o la suggestiva armonia corale dei Vespri
di Gianfranco Amato da Il Sussidiario del 16 febbraio 2010 [1508]

Romano Guardini, Lettere a Josef Weiger 1908-1962, a cura di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, Morcelliana, pp. 528, 40 €
Guardini: devo rivalutare Wagner
Questi testi – vergati in inchiostro o a matita e negli ultimi anni dattilografati – inanellano riflessioni che spaziano dall’arte alla musica, dalla pedagogia alla liturgia, dall’antropologia all’etica, parlandoci di fede e devozione, rivelazione e speranza, tenendo il riflettore puntato sul mysterium Christi, perno di quella Weltanschauung cattolica a lungo insegnata... Nelle pagine è il legame costruito e alimentato sulla fede come incontro a balzare agli occhi: «Devi trovare la comunione con gli uomini. Dare loro non un cameratismo esteriore, bensì le cose più importanti, quelle che vengono da dentro. E puoi farlo solo se le capisci, se tu stesso diventi "di tutti", se sai domare e chiarire la tua passione a te stesso»
di Marco Roncalli da Avvenire del 16 febbraio 2010 [1507]

Incontri in Cattedrale I
Caritas in veritate: i fondamenti antropologici dell’Enciclica
Nell’Enciclica sociale di Benedetto XVI, dedicata, nel 40° della Populorum progressio, alla questione sociale nell’era della globalizzazione, spicca un’affermazione collocata verso la fine e sottolineata: “la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica” (n.75). Segue subito la motivazione: “essa implica il modo stesso di concepire, ma anche di manipolare la vita, sempre più posta dalle biotecnologie nelle mani dell’uomo”, e poco dopo “Qui l’assolutizzazione della tecnica trova la sua massima espressione”. È più che giusto, dunque, dedicare ai “fondamenti antropologici” uno dei tre incontri su questa Enciclica
di S.Em. Card. Camillo Ruini da VicariatusUrbis dell'8 febbraio 2010 [1506]

Intervista a Mons. Rino Fisichella
Le false libertà attaccano ancora la vita e la cosa pubblica
«Nei prossimi decenni il legislatore, la società e la Chiesa si troveranno sempre più a confrontarsi e a scontrarsi con problemi di ordine bioetico. Tutto ciò è inevitabile per il progresso della scienza (medica e genetica) che potrà offrire orizzonti positivi, nuove risposte al dolore e alla malattia. Allo stesso tempo però aprirà scenari nuovi, che in parte iniziamo a conoscere e che toccano la vita umana nascente, embrionale, sulla quale si iniziano a ipotizzare inquietanti processi di selezione della razza... La responsabilità della politica davanti alla bioetica corrisponde a una nuova lettura antropologica. Siamo chiamati a incontrarci con queste sfide sulle quali costruire una nuova antropologia, che dia maggiore spazio alla razionalità e trovi fondamento (come accadeva già prima che ci fosse il Cristianesimo) nella legge naturale. Per non cadere in una sorta di stato etico il legislatore deve riconoscere, e non stabilire, un fondamento nella natura. Sono i fondamenti etici che in qualunque cultura, pur nelle differenze delle religioni, sono presenti come legge morale naturale
di Carlo Melato da Il Sussidiario del 9 febbraio 2010 [1505]

L`odio per la vecchiaia dello scrittore inglese predetto in un racconto di mezzo secolo fa
Senso della vita: Buzzati batte Amis
«(...) delle specie di club, di compagnie, di sette, dominate da un odio selvaggio verso gli anziani, come se questi fossero responsabili delle loro scontentezze, malinconie, delusioni, infelicità, così tipiche, da che mondo è mondo, della giovinezza». I vecchi, nel racconto di Buzzati, vengono linciati, picchiati, eliminati. Eppure non si arrendono e lottano per salvarsi, altro che sottomettersi volontariamente all’eutanasia previo drink e identificarsi nelle ragioni di chi li considera finiti. È solo fiction, d’accordo. Ma se è vero che a volte la letteratura sa dirci della realtà molto più della cronaca...
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 5 febbraio 2010 [1504]

Il neoconservatorismo era dato per morto, “sepolto nelle sabbie irachene”. Però continua a esistere, non soltanto ispirando la politica estera del Partito repubblicano ma anche – come affermano i suoi sostenitori – nelle scelte di Obama
Ritratto di famiglia e non autorizzato dei Neoconservatori americani
Con tutti i problemi del Medio Oriente e non solo che sembrano sempre più fuori controllo, gli americani potrebbero diventare ancora più insofferenti di diplomazia e dialogo e sfumature, proprio come stanno diventando sempre più disincantati verso la politica interna di Obama. Il neoconservatorismo è vivo e vegeto, e grazie alle sue certezze, il suo fascino – seppure aiutato, forse, da un opportuno cambio di nome – continuerà, molto probabilmente, a crescere
di David Margolick da L'Occidentale del 4 febbraio 2010 [1503]

È possibile commemorare Auschwitz senza congelare la sua tragica storia, quasi fosse la traccia di un’epoca lontana, sepolta e svanita?
Genocidio: l'orrore sempre in agguato
È la domanda che si sono posti, dopo le cerimonie annuali, come tanti altri prima di loro, alcuni intellettuali inquieti, per la maggior parte polacchi e cattolici, in compagnia di Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo. Reiterando la domanda che tormentava Giovanni Paolo II — come rifondare i diritti dell’uomo dopo Auschwitz?— si imbattevano di nuovo nella sfida più radicale che abbia scosso la cultura europea: «Eccoci tornati all’anno Mille» (Sartre nel 1945). Prima, «ogni uomo era al riparo in mezzo alla folla». Dopo la rivelazione di Auschwitz e di Hiroshima, «ogni mattina saremo alla vigilia della fine dei tempi». La capacità intima di sterminare fino al genocidio, la capacità materiale dell’arma assoluta proiettano la specie umana nell’orizzonte invalicabile della sua autodistruzione
di André Glucksmann dal Corriere della Sera del 2 febbraio 2010 [1502]

Augusto Del Noce, di cui ricorre il centenario della nascita (Pistoia, 1910), è stato, nell’Italia del dopoguerra, uno degli intellettuali e degli interpreti più acuti del tempo storico
Del Noce, la “cura” contro il manicheismo di molti cattolici
Figura rara tra i pensatori cattolici, i quali o tendono a rimuovere la storia, come i tradizionalisti volti al tempo di ieri, o a rincorrerla, come i progressisti il cui appuntamento con il tempo è comunque sempre in ritardo. In ambedue i casi la storia non è compresa, ma subita. Per Del Noce interpretare la storia è comprenderla nelle sue cause ideali e, in secondo luogo, è distinguere in essa il positivo dal negativo contro una mentalità manichea che egli rifiutava in modo netto
di Massimo Borghesi da Il Sussidiario del 1° febbraio 2010 [1501]

Colloquio con Robert Spaemann
A proposito dell'uomo, della fede, della ragione e soprattutto dell'esistenza di Dio
Uno dei maggiori filosofi della nostra epoca che sa coniugare pensiero classico – Platone, Aristotele, Agostino, Tommaso – e pensiero moderno – in particolare la filosofia tedesca e francese – cogliendo la sfida di quest’ultimo, mostrandone i punti critici e cercando di attraversarlo e superarlo in nome di un “ritorno alla realtà”. Vede nella filosofia una forma di “ingenuità istituzionalizzata” e comprende come l’orizzonte cristiano sia una sana provocazione per la ragione. Robert Spaemann, professore emerito di Filosofia presso l’Università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera, è stato definito, allo stesso tempo, “il difensore della dignità umana” e una “guida scettica per il nostro tempo”, irriducibile ad ogni moda filosofica e culturale, svolge il suo esercizio filosofico in relazione dialogica con i grandi pensatori della filosofia occidentale. In questa intervista offre una sintesi di alcuni punti focali del suo pensiero: dalla interpretazione originale data al concetto di filosofia cristiana, ai rapporti tra filosofia e cristianesimo nella modernità e oltre, al concetto di persona, fino al tentativo di formulare una dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio adeguata al nostro tempo…
di Daniele Fazio da L'Occidentale del 30 gennaio 2010 [1500]

A leggere i tanti comunicati e prese di posizione nel Giorno della memoria si assiste a una variegata dimostrazione di buona volontà, ma molte volte, mi dispiace, gli ebrei non c’entrano niente
L'odio per gli ebrei c'è ancora: ora si chiama antisionismo
La vera domanda odierna è: come combattere un antisemitismo incancrenito e che si sente invece legittimato, poiché da anni l’Onu e le sue maggioranze automatiche, le Ong in gran numero, la sinistra, la destra estrema, la stampa e la Tv, si sono inventate la risoluzione "sionismo uguale razzismo", la Conferenza di Durban, la commissione Goldstone, la continua ripetizione di accuse infamanti allo Stato ebraico quale quella di apartheid, di blood libel, di congiura per conquistare il mondo? Come si giustificano gli odiatori di Israele quando un giornale svedese accusa l’esercito israeliano di rubare gli organi dei palestinesi per commerciarne? Che la stessa accusa sia stata fatta ai soccorritori israeliani, meravigliosi salvatori, a Haiti? Come si spiega che anche l’11 settembre sia stato definito una congiura ebraica? Congiura, sete di sangue... Non sono le stesse accuse che sono state rovesciate sul popolo ebraico nei secoli?
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 28 gennaio 2010 [1499]

Ben prima di Hans Jonas, il fautore del personalismo invocava un «principio responsabilità» di fronte alle sfide della tecnica
L’anima «densa» di Mounier
Il pensiero filosofico e scientifico non è in grado di dare lumi sulla questione della persona e dell’anima senza l’aiuto di una fede religiosa. Il pensatore francese va oltre l’opposizione moderna tra Dio e l’uomo, per cui quanto viene attribuito al primo è tolto all’altro, secondo la vulgata di Feuerbach e Marx
di Vittorio Possenti da Avvenire del 27 gennaio 2010 [1498]

Intervista a Rafal Wieczynski
Un film che aiuta a spazzar via le menzogne del nostro tempo
«Le vite degli uomini sono così simili tra loro: difficili, grigie, talvolta cupe. Sarebbero insopportabili senza dei barlumi di felicità, i segni della Tua presenza in mezzo a noi». In queste parole pronunciate da padre Popieluszko, la chiave di una storia di martirio che il regista polacco Rafal Wieczynski ha saputo restituirci senza retorica, con l’asciutta sobrietà di ciò che é vero
di Eleonora Recalcati da Il Sussidiario del 27 gennaio 2010 [1497]

I protagonisti del rinascimento ebraico raccontano una Polonia che non ha bisogno di eroi
L'anno prossimo a Varsavia
Una primavera ebraica in Polonia, nel 2010? L’idea può sembrare grottesca in un paese dove i nazisti costruirono i campi di concentramento di Auschwitz e Treblinka e la cui reputazione antisemita è ancora tenace. Il XX secolo è stato micidiale per gli ebrei polacchi che, forti di più di 3 milioni e trecentomila anime alla vigilia della guerra, erano di gran lunga la più grande comunità ebraica d’Europa
di Olivier Guez da Il Foglio del 27 gennaio 2010 [1496]

Qualcosa non torna nelle biografie di Vaclav Havel. «Agnostico», «non credente», «anticomunista». Nella storia intima del drammaturgo, carismatico leader della Rivoluzione di Velluto, c’è dell’altro
Havel: l’uomo è crocifisso
Le Lettere a Olga (pagg. 480, euro 15, santiquaranta.com) ci raccontano chi è davvero il dissidente che diventerà primo presidente della Cecolovacchia democratica: «Il fatto, poi, che tutti gli effimeri tentativi dei fanatismi ideologici di organizzare il "paradiso in terra" alla fine sfocino inevitabilmente in un inferno in terra, è reso più che chiaramente dall’evocazione che il regno di Dio non è "in questa terra". In realtà: una vita su questo mondo che sia relativamente sopportabile può essere garantita unicamente da un’umanità orientata "al di là" di questo mondo, un’umanità che – in ogni suo hic e con ogni suo nunc – si relazioni con l’infinito, l’assoluto e l’eternità. Un orientamento incondizionato al hic e al nunc, per quanto sopportabile possa essere, trasforma senza speranza il "qui" e "adesso" in abbandono e disperazione e infine lì tinge del colore del sangue»
di Nello Scavo da Avvenire del 26 gennaio 2010 [1495]

L’accettazione del valore universale di un simbolo non è garantita dalle statistiche né una volta per tutte. Essa scaturisce dall’adesione a valori capaci di riempire la vita di senso
Il crocifisso fa bene anche ai giudici...
Mi sfugge come, in nome di un malinteso senso di tolleranza, si possa concedere tanto a dottrine, filosofie e sviluppi scientifici che sono incompatibili con una visione spirituale e sono invece compatibili soltanto con il più duro materialismo... È assurdo ridurre l’ebraismo a una sorta di polizia municipale del politicamente corretto, di “testimonial” dell’antirazzismo e della tolleranza, come tendono a fare certi ambienti ebraici “progressisti”. L’esperienza religiosa non è riducibile a prese di posizioni “aperte” sulla questione degli immigrati, sul matrimonio gay o sull’aborto. La religione è innanzitutto fede in Dio e la morale ebraica (e cristiana) ha come riferimento i Dieci Comandamenti, non il programma politico di un movimento libertario
di Giorgio Israel da Il Sussidiario del 26 gennaio 2010 [1494]

Convincente e rassicurante come un padre, chiariva concetti oscuri e impenetrabili come pece
Ionesco, le notti dell’angoscia trascorse alla ricerca di Dio
«Rifiuto categoricamente l'etichetta di Teatro dell'Assurdo. Il mio teatro ha sempre voluto dire qualcosa. È la gente che non lo ha letto, o che non ha capito nulla quando lo ha visto, che si attacca a questa formula. Il mio teatro è un SOS, un grido permanente che esprime il disagio della condizione esistenziale dell'uomo separato dalla trascendenza. La vita ha una sua drammaticità, e il mio teatro non vuole scacciare l'angoscia. Tenta di renderla familiare, perché la si superi. Scrivo, quindi, per ricordare alla gente questi problemi, affinché gli uomini diventino coscienti, siano sempre svegli, non dimentichino lo stupore e la meraviglia di esistere e il miracolo del mondo. Scrivo per far udire il grido d'angoscia a Dio e agli altri uomini. Tutto il resto è secondario»
di Franco Palmieri da Il Sussidiario del 26 gennaio 2010 [1493]

Mentre si discute il nuovo Concetto Strategico della Nato e in Afghanistan la situazione è sempre più difficile, l’Italia deve delineare una posizione costruttiva sul futuro dell’Alleanza che tenga conto sia della cooperazione tra Nato e Ue, sia dei rapporti con la Russia e delle capacità militari dell’Alleanza
Verso il nuovo concetto strategico: l’Italia e la Nato del futuro
Aldilà delle singole questioni, il punto cruciale è che Stati Uniti ed Europa trovino un accordo sulla valutazione delle minacce e sulla strategia per affrontarle in un contesto strategico in cambiamento. Solo risolvendo questo nodo e trovando un compromesso su un accresciuto impegno militare europeo in cambio di un approccio multilaterale americano il nuovo Concetto Strategico potrà mettere in condizione la Nato di essere all’altezza delle sfide attuali
di Alessandro Marrone da L'Occidentale del 1° gennaio 2010 [1492]

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