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Segnalazioni 2008

Leggere attentamente questo foglio illustrativo, la RU486 è un business ad alto tasso di antifemminismo letale
La favola del lupo mammano
La verità è che l’aborto farmacologico si è affermato solo dove trovava il favore e l’appoggio dichiarato dei governi e delle corporazioni mediche, disposti a passar sopra a tutto. E, per promuoverlo, non si sono mai scomodate le femministe, in nessuna parte del mondo. Si sono invece molto scomodati un ministro della Sanità francese, il socialista Claude Evin, il presidente americano Bill Clinton, l’intera nomenclatura delle organizzazioni Onu che si occupano di pianificazione familiare
di Nicoletta Tiliacos da Il Foglio del 30 dicembre 2008 [1105]

Speciale Fides
Elenco degli operatori pastorali sacerdoti, religiosi, religiose e laici uccisi nell'anno 2008
Secondo le informazioni in nostro possesso, quest'anno sono stati uccisi l'Arcivescovo Mons. Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq), 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 volontari laici. «Come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte del Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse e lavorò per Cristo; per Lui soffrì e morì. Quanto attuale è oggi il suo esempio!». Papa Benedetto XVI, 28 giugno 2007
da Agenzia Fides del 30 dicembre 2008 [1104]

«L’Europa deve capire due cose, e decidersi a reagire: il mondo palestinese rischia di restare vuoto di cristiani, la forza di Hamas ci mette in pericolo ancora più di prima (e non eravamo certo in una situazione invidiabile); e in secondo luogo, però, la gente di buona volontà sappia che qui non troverà la solita paura: il nuovo patriarca ci dà una forza nuova». Tuttavia, sono occorsi diversi giorni per trovare alcuni cristiani che ci raccontassero l’angoscia dei cristiani palestinesi e specialmente di quelli di Betlemme
I cristiani cacciati da Betlemme
Nella città di Cristo, i cristiani oggi sono appena il 20 per cento; nel 1990 rappresentavano il 90 per cento degli abitanti. Ramallah ed El Bireh, sempre nel West Bank, hanno subìto un attacco. E Gaza è addirittura sotto la minaccia continua e presente di assassinii ed esplosioni da parte delle organizzazioni estremiste islamiche che la dominano: Hamas e al suo fianco la Jihad Islamica e i gruppi salafiti Jaish al Islam e Jaish al Umma
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 23 dicembre 2008 [1103]

Il discorso alla Curia romana
Il Papa: «C'è un'ecologia umana»
«Le foreste tropicali meritano, sì, la nostra protezione, ma non la merita meno l'uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione», ha poi sottolienato il Pontefice sottolineando la necessità che accanto all'impegno per la difesa della natura «ci sia qualcosa come una ecologia dell'uomo, intesa nel senso giusto». «Nella fede circa la creazione - spiega - sta il fondamento ultimo della nostra responsabilità verso la Terra. Essa non è semplicemente nostra proprietà che possiamo sfruttare secondo i nostri interessi e desideri. È piuttosto dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci e con ciò ci ha dato i segnali orientativi a cui attenerci come amministratori della sua creazione». Ma «il fatto che la Terra, il Cosmo, rispecchino lo Spirito creatore, significa pure che le loro strutture razionali che, al di là dell'ordine matematico, nell'esperimento diventano quasi palpabili, portano in sé anche un orientamento etico». E in quanto «la fede nel Creatore è una parte essenziale del Credo cristiano, la Chiesa - afferma Ratzinger - non può e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza. Essa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l'acqua e l'aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere anche l'uomo contro la distruzione di se stesso»
da Avvenire del 23 dicembre 2008 [1102]

Discorso alla Curia romana in occasione degli auguri natalizi
«Il male dell'Occidente: la dimenticanza di Dio»
«La ragione orientata totalmente ad impadronirsi del mondo non accetta più limiti. Essa è sul punto di trattare ormai l'uomo stesso come semplice materia del suo produrre e del suo potere. La nostra conoscenza aumenta, ma al contempo si registra un progressivo accecamento della ragione circa i propri fondamenti; circa i criteri che le danno orientamento e senso. La fede in quel Dio che è in persona la Ragione creatrice dell'universo deve essere accolta dalla scienza in modo nuovo come sfida e chance. Reciprocamente, questa fede deve riconoscere nuovamente la sua intrinseca vastità e la sua propria ragionevolezza. La ragione ha bisogno del Logos che sta all'inizio ed è la nostra luce; la fede, per parte sua, ha bisogno del colloquio con la ragione moderna, per rendersi conto della propria grandezza e corrispondere alle proprie responsabilità»
di Sua Santità Benedetto XVI, 22 dicembre 2008 [1101]

Qui non si fa fuori nessuno, a parte gli embrioni scartati, non si estingue un parto a rischio buttando via il bambino (letteralmente) con l’acqua sporca, no, qui si interviene sul codice genetico e si mutano certe caratteristiche... Qui l’eugenetica offre il suo volto positivo, di cura e non di selezione, di “eliminazione della diversità biologica” (per esprimermi nello stupido linguaggio della diversità politicamente corretta)
Indecente futuro natalizio, dalla provetta alla fiala
Io dico solo che quella bambina senza quel gene non è l’inveramento mitico del figlio sano, che è purtroppo soltanto una illusione; e che una società alla fine fondata su quel tipo di selezione, destinata a programmare e produrre i figli a quel modo, condensando l’amore nel probabilismo genetico di una provetta, è una società palesemente malata. Non fai i figli in tempo e non li allatti perché hai troppo da fare: poi li concepisci artificialmente e li liberi del gene a rischio con un intervento a rischio, che seleziona tra embrioni, che raduna pericoli, che potenzialmente trasforma la generazione in un futuro di laboratori e di fabbriche di bambini a disegno. Alla fine, e sono gli stessi a fare le due battaglie, arriva il diritto di morire. Dalla culla alla tomba era il decente passato. Dalla provetta alla fiala, l’indecente futuro. (Buon Natale)
di Giuliano Ferrara da Il Foglio del 22 dicembre 2008 [1100]

Paul Claudel, Psaumes, Gallimard, 322 p., 25 €
Saint Paul Claudel
Rien n'est sacré que ce qui est vivant. Ceux qui tuent la littérature ne sont pas ceux qui s'en emparent, la détournent, s'en servent, la triturent, la malaxent, la violent. Au contraire: les assassins de la littérature sont ceux qui la craignent. La respectent. La vouvoient. Font des courbettes quand elle passe. Lui dressent le tapis rouge. Claudel écrit à coups de massue - et c'est ainsi qu'il monte au ciel, et ses phrases avec lui. Les pieds crottés. Génial
di Yann Moix da Le Figaro del 18 dicembre 2008 [1099]

La morte di Eluana e la Ru486: astratte manipolazioni ideologiche
Le crudeltà gratuite
La morte imminente di Eluana Englaro a Udine è agghiacciante perché gratuita. Non c’è niente che spinga in quella direzione, tranne l’astratta volontà della legge. Per Terri Schiavo c’era almeno una iraconda contesa familiare, la colpa di ammazzare una persona si condensava in una specie di scommessa maritale sulla proprietà di quella donna. Aveva ragione Dostojevskij, che ora può essere facilmente parafrasato: se la proprietà della vita non è più di Dio o del mistero, tutti possono considerarsi suoi proprietari
di Giuliano Ferrara da Il Foglio del 19 dicembre 2008 [1098]

Partiamo da zero. E senza alcun pregiudizio ideologico cerchiamo di capire cosa c’è dietro le polemiche scoppiate sulla commercializzazione della ormai famosa Ru486, la pillola dell’aborto facile
Con la Ru486 abortire sarà una passeggiata ma chissà per dove
Se la Ru486 si deve praticare in ospedale, se è più doloroso e anche più rischioso per la donna dell’aborto tradizionale, se non è sicura la sua efficacia al cento per cento e ci sono donne che devono comunque sottoporsi all’aborto chirurgico, se si corre il rischio anche remoto di far tornare in voga l’aborto clandestino, se tutto questo e molto altro: a chi giova davvero commercializzare la pillola abortiva nel nostro paese?
di Cristiana Vivenzio da L'Occidentale del 16 dicembre 2008 [1097]

Sono cinque le donne-simbolo che dal 2001 hanno sfidato il fondamentalismo islamico dei talebani. Quelle donne sono state tutte uccise
«I talebani le stanno cercando»
Ma i conti dei tagliagole non tornano. Perché una nuova generazione di icone rosa ha preso il loro posto. Sono magistrati, giornaliste, artiste, educatrici, medici, parlamentari. E sono già state condannate a morte
di Giulio Meotti da Il Foglio del 16 dicembre 2008 [1096]

Cosa è la pillola Ru486 e perché bisogna fermarla
Appello
La Ru486 non è una medicina. Non cura alcuna malattia. Non aiuta la vita, la stronca sul nascere. La Ru486 non è amichevole nei confronti delle donne. Non realizza in alcun modo un aborto indolore, posto che sia possibile realizzarlo. È al contrario un sistema abortivo altamente controverso anche dal punto di vista della sua sicurezza ed efficienza clinica. Più importante ancora, la pillola abortiva tende a deresponsabilizzare il sistema medico, e a ridurlo a dispensario di veleni, e lascia sole le donne
di Lucetta Scaraffia, Roberto Formigoni e Giuliano Ferrara da Il Foglio del 17 dicembre 2008 [1095]

Congregazione per la dottrina della fede
Istruzione Dignitas Personae su alcune questioni di bioetica
Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica, che riveste un’importanza sempre maggiore nel mondo di oggi
8 dicembre 2008 [1094]

Documento vaticano
«Un grande sì alla vita umana»
La Dignitas personae, la Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede pubblicata oggi, aggiorna la Donum vitae dell'87
da Avvenire del 12 dicembre 2008 [1093]

Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata mondiale della pace
«Questa globalizzazione non costruisce la pace»
«Combattere la povertà, costruire la pace», è questo il tema della 42ma Giornata Mondiale della Pace che si celebra il 1° gennaio 2009 e presentata stamattina dal cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Un messaggio importante in cui il Papa mette in evidenza come «la lotta alla povertà e la pace si richiamino costantemente in una feconda circolarità, che costituisce uno dei presupposti più stimolanti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse tematiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo, segnato dal fenomeno della globalizzazione»
da Avvenire dell'11 dicembre 2008 [1092]

Messaggio per la celebrazione della Giornata mondiale della pace
Combattere la povertà, costruire la pace
Nell'Enciclica Centesimus annus, Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di «abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e popoli – come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto». «I poveri – egli scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero». Nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il degrado. La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili
di Sua Santità Benedetto XVI dell'8 dicembre 2008 [1091]

A forza di sentirsi dare del Caino l’uomo resta vittima del complesso di colpa verso “gli altri animali”. Ecco come liberare la scimmia dalla depressione
L’unico pesce fuor d'acqua
La questione non è tanto Darwin ma gli epigoni, i discepoli che tengono a superarlo a sinistra. Quelli che proseguono indefessi a confondere, a negare l’origine ontologica, a praticare un oggettivo antiumanesimo. Quelli che spingono sull’acceleratore della deriva utilitaristica, dell’uomo messo con le spalle al muro vieppiù prigioniero delle sue paure
di Enzo Manes da Tempi del 9 dicembre 2008 [1090]

Una Dichiarazione che spiega tutto degli uomini tranne che si tratta di persone
Diritti universali ma non per tutti
Sulle tematiche evocate dal 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, che si celebra il 10 dicembre, abbiamo dialogato col direttore del Foglio Giuliano Ferrara
di Rodolfo Casadei da Tempi del 1° dicembre 2008 [1089]

Il manifesto ricalca quello di “Carta ‘77” e propone alla Cina di cambiare radicalmente il suo sistema oppressivo, garantendo i diritti umani, fra cui la libertà religiosa
“Carta 08”: oltre 300 personalità firmano per i diritti umani in Cina. Già arrestati alcuni
Fra i firmatari, l’intellettuale Liu Xiaobo è stato arrestato dalla polizia lo scorso 8 dicembre. Un altro, Zhang Zuhua, è stato sottoposto a interrogatorio per 12 ore e poi rilasciato. Ieri lo scienziato Jiang Qisheng e l’avvocato Pu Zhiqiang sono stati interrogati. Pu è sotto il controllo della polizia
da AsiaNews del 10 dicembre 2008 [1088]

Rapporto 2008
La Fao: «Quasi un miliardo di persone denutrite»
L'impennata globale dei prezzi dei generi alimentari ha messo altri 40 milioni di persone nella lunga lista delle persone che soffrono la fame. Ed ora è di quasi un miliardo, precisamente 963 milioni, il numero delle persone denutrite nel mondo, secondo il rapporto 2008 pubblicato oggi dalla Fao. E l'attuale crisi finanziaria ed economica - avverte l'agenzia dell'Onu con sede a Roma - potrebbe far lievitare ulteriormente questa cifra
da Avvenire del 9 dicembre 2008 [1087]

Patrimoni culturali on line
Life sbarca su Google
Google ha dato il via alla digitalizzazione dell'archivio fotografico di Life, la prestigiosa rivista americana che ha visto crescere i migliori fotoreporter al mondo. Consultabili gratuitamente all'indirizzo http://images.google.com/hosted/life, ad oggi le fotografie disponibili sono il 20% di circa dieci milioni di "pezzi"
di Luca Meneghel da L'Occidentale del 7 dicembre 2008 [1086]

Se l’Italia è terra di poeti, santi e navigatori, i missionari condensano con sagacia questa classica definizione italica. E in un’attività specifica - quella di "raccoglitori" di testimonianze etnografiche - hanno esplicitato la loro vocazione ad essere, in nome dell’annuncio del Vangelo, "ponti" tra culture diverse
Missionari fra etnografia e cultura post-coloniale
Spesso sono scrigni dimenticati queste esposizioni degli evangelizzatori di professione: come quello cinese dei saveriani di Parma, così elogiato dal professor Ye Zhemin, del Museo Nazionale di Pechino: «Qui sono rappresentati tutti i generi di ceramica significativi [della Cina], tanto da formare una sequenza storico-artistica completa»
da Avvenire dell'8 dicembre 2008 [1085]

Mondi ideali
Oziare humanum est, lavorare diabolicum
R.L. Stevenson, Elogio dell’ozio, a cura di F. Venturi, Milano, La Vita Felice, 2008, pp. 59, € 6,50
di Michela Nacci da L'Occidentale del 7 dicembre 2008 [1084]

Si celebra oggi la Giornata mondiale di lotta al lavoro forzato. In Africa commercio di persone, in America Latina i debitori costretti a ripagare con la loro opera, in Asia il personale domestico considerato una «proprietà». Ma anche in Europa esiste il fenomeno
Schiavi 2008
Sono passati oltre duecento anni da quando l’Inghilterra, per prima, abolì la tratta degli schiavi, eppure gli uomini che vivono in condizioni servili, costretti al lavoro forzato, spesso privati dei più elementari diritti, imprigionati, persino stuprati, torturati, denutriti, a volte uccisi, sono milioni: non meno di 12,3, secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (Oil) che sottolinea, però, come le stime dei ricercatori ritengano verosimile il dato di 27 milioni
di Elena L. Pasquini da Avvenire del 2 dicembre 2008 [1083]

Sostegni alla liquidità più che stimoli espansivi
Il piano italiano anti crisi
Ripetiamo cose già lette, dette e scritte: serve una disciplina dei sussidi di disoccupazione che siano universalistici, tali cioè da coprire tutti i lavoratori, e non solo quelli appartenenti alle imprese maggiori e dotate di maggior potere di lobbying. Serve anche una imposta negativa sul reddito, che agisca integrando la retribuzione di mercato nei casi in cui quest’ultima sia insufficiente ad assicurare un’esistenza dignitosa (potrebbe essere il caso di molti lavoratori privi di competenze specifiche). Non servono, evidentemente, misure quali il salario minimo, che interferiscono con la libera formazione del prezzo tra domanda e offerta di lavoro. Serve, in estrema sintesi, una riforma del welfare che liberi il mercato e rafforzi il principio di cittadinanza
di Mario Seminerio (© LiberoMercato) da Epistemes del 2 dicembre 2008 [1082]

È possibile pregare o meditare scandendo i tempi della giornata? Uno scritto inedito del cardinale francese morto un anno fa
Lustiger: trovare Dio in metrò e nei centri commerciali
«Obbligatevi a spezzare il ritmo frenetico delle nostre metropoli. Fatelo sui mezzi pubblici e nelle pause del lavoro»
di Jean-Marie Lustiger da Avvenire del 30 novembre 2008 [1081]

I laicisti di Micromega
Gli atei invece di prendersela con se stessi per la crisi attaccano la Chiesa
Tutto dovrebbero fare gli intellettuali atei militanti tranne che prendersela con la Chiesa, bollandola di “militanza” e di “politicità” invasiva e pericolosa. Perché le radici della crisi stanno in ciò che Lévinas ha detto dell’ateismo: esso è separatezza dell’intelligenza e della volontà, dunque delle azioni, dall’ordine naturale e morale. La morte anche civile di un mondo umano
di Raffaele Iannuzzi da L'Occidentale del 30 novembre 2008 [1080]

La Repubblica, per citare uno dei grandi giornali che si sono occupati di lui, ne parla come del distruttore degli “angusti schemi eurocentrici che identificavano la civiltà occidentale con la civiltà tout court”. Una specie di relativista ante litteram. Lévi-Strauss è stato ben altro
Lévi-Strauss a Mumbai
Una parte di ragione ce l’ha certamente Emmanuel Lévinas, che pure ha moltissimo in comune con lui, quando scrive che Tristi tropici è il libro “più ateo che sia stato scritto ai nostri giorni, il libro più disorientato e disorientante”. La sua opera è un ibrido di alessandrinismo e illuminismo. Politica e metafisica, teologia e materialismo, mito e modernità si mescolano in una speculazione stravagante. Lévi-Strauss però ha sempre combattuto la doxa dell’insignificanza della religione ed è lontanissimo dal pensiero unico intriso di prepotenza e di indifferenza... «Ho cominciato a riflettere in un’epoca in cui la nostra cultura aggrediva altre culture e a quel tempo mi sono eretto a loro difensore e testimone. Oggi ho l’impressione che il movimento si sia invertito e che la nostra cultura sia finita sulla difensiva di fronte a minacce esterne, fra le quali figura probabilmente l’esplosione islamica. E di colpo mi sono ritrovato a essere un difensore etnologico e fermamente deciso della mia stessa cultura»
di Giulio Meotti da Il Foglio del 29 novembre 2008 [1079]

La guerra mondiale africana
Dopo la strage l'esercito riporta la calma in Nigeria
Almeno 300 persone sono state uccise a Jos, nella parte centrale della Nigeria, negli scontri che si sono susseguiti tra cristiani e musulmani. Rivalità etniche e odio religioso le cause del conflitto che ha insanguinato la giovane e popolosa democrazia africana. Che fa gola ai fondamentalisti ansiosi di trasormarla in uno stato islamico sul modello talebano e retto dalla Sharia
di Angelo D'Addesio da L'Occidentale del 1° dicembre 2008 [1078]

L’Unione Europea ha annunciato di voler accogliere fino a 10mila profughi iracheni, in esilio in Siria e Giordania
Mons. Sako: incentivare l’esodo dei cristiani è un danno per tutto l’Iraq
L’arcivescovo di Kirkuk si dice contrario a una fuga di massa dei cristiani dalla loro terra d’origine e denuncia l’assenza di una leadership politica che promuova l’unità. Andarsene implica “tradire il senso del messaggio cristiano”
da AsiaNews del 1° dicembre 2008 [1077]

Fra i 26 stranieri innocenti trucidati a Mumbai, otto, anche se i numeri sono ancora tutti da verificare, sono ebrei. Se fossero israeliani o meno non importava niente ai terroristi che avevano messo la casa dei Chabad «Nariman House» fra gli obiettivi
Ebrei sempre nel mirino
I macellai avevano due scopi generici: uccidere gli occidentali, specialmente americani e inglesi, i nemici imperialisti dell’islam; uccidere i cittadini dell’India, Paese traditore asservito all’imperialismo. E poi, un obiettivo specifico, uno solo: uccidere gli ebrei
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 30 novembre 2008 [1076]

Intervista a Bernardo Cervellera
Mumbai, i risvolti di una strage che fa comodo ai fondamentalisti islamici e induisti
«Le ipotesi che noi di AsiaNews stiamo formulando sono principalmente due. Potrebbe trattarsi sia dei gruppi di talebani nel sud dell'India, che vedono con preoccupazione sempre più crescente il chiudersi delle proprie possibilità espansionistiche, sia di terroristi pakistani per i quali tentare di offendere in ogni modo l'Occidente e l'India, che di questo sta diventando un alleato sempre più potente, è l'obiettivo primario. Per i primi dunque l'intento è quello di sottomettere all'islam tutto il subcontinente indiano per il secondo, soprattutto, quello di sottrarre il Paese all'influenza dei popoli dell'ovest. Obiettivo, quest'ultimo, che si sposa con quello di molti gruppi fondamentalisti induisti. Entrambi infatti, allo scopo di bloccare il processo di globalizzazione, mirano a screditare l'attuale governo, troppo aperto a loro avviso allo straniero»
da Il Sussidiario del 28 novembre 2008 [1075]

Bill Emmott ci spiega quali sono gli elementi di base della crisi cinese
Asia, il continente più pericoloso
«Cina, Giappone e Russia hanno visto volatilizzarsi anni di prosperità e crescita (per quanto scomposta) nelle ultime settimane, al confronto Wall Street è un paziente pronto per essere dimesso dall’ospedale»
da Il Foglio del 28 novembre 2008 [1074]

«C’è una costante del pensiero autenticamente liberale (che poi è diventata uno dei presupposti delle liberaldemocrazie): la convinzione che fuori delle regole sia impossibile vivere»
Ha ragione Ratzinger: tutto è cominciato nell’Ottocento…
«Purtroppo, o per fortuna, quando si ha a che fare con i numeri legati alla quotidianità i nodi, prima o poi, vengono al pettine. La crisi che stiamo vivendo n’è la dimostrazione. La responsabilità non è da individuare solo in scelte più o meno recenti. Direi che è una responsabilità culturale che viene da lontano e che oggi, anche a causa di un’economia sempre più fittizia, esplode sorprendendo soprattutto quanti di tali visioni culturali si sono a lungo cibati»
di Rocco Pezzimenti da Il Sussidiario del 28 novembre 2008 [1073]

Marcello Pera, Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, L’Europa, l’etica, Mondadori, pp 208, € 18,00. Il j’accuse di Marcello Pera in un nuovo saggio: «Senza coscienza della propria identità l’Europa si distacca dall’America e diventa indistinto contenitore»
«Liberali, proprio perché cristiani»
«I padri del liberalismo erano imbevuti di valori religiosi, e su questi fondarono lo Stato moderno. Diventate anticristiane, le libertà democratiche sono appese nel vuoto»
di Marcello Pera da Avvenire del 25 novembre 2008 [1072]

La prefazione di Benedetto XVI al saggio di Marcello Pera
Reazioni alla lettera del Papa sul dialogo e la multiculturalità
«Un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo. Mentre su quest’ultima un vero dialogo non è possibile senza mettere fra parentesi la propria fede, occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo. Qui il dialogo e una mutua correzione e un arricchimento vicendevole sono possibili e necessari»
di Marco Burini da Il Foglio del 25 novembre 2008 [1071]

La Spagna cattolica alza la testa
La Chiesa non ci sta e si ribella alla guerra dei crocefissi
La sentenza di Valladolid rappresenta i primi sintomi dello sconfinamento politico sulla materia religiosa
di Fabrizia B. Maggi da L'Occidentale del 25 novembre 2008 [1070]

Restare attaccati alle logiche della perequazione e degli aiuti a favore delle aree più povere rischia di penalizzare in primis la gente del Sud e di premiare, ancora una volta, una minoranza ben rappresentata
Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno
Piercamillo Falasca e Carlo Lottieri, Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno, Rubbettino, 2008
da Epistemes del 24 novembre 2008 [1069]

L’opera di Vasilij Grossman, il suo capolavoro sulla battaglia di Stalingrado, mette sullo stesso piano tutti i totalitarismi, nel caso nazismo e comunismo
Vita e destino arriva integrale dopo il Kgb
Esce ora in Italia in edizione definitiva, grazie alla liberalizzazione degli archivi russi: Vasilij Grossman, Vita e destino (traduzione, a cura di Claudia Zonghetti), Adelphi, pagine 830, € 34,00
di Fulvio Panzeri da Avvenire del 22 novembre 2008 [1068]

Prima di Auschwitz Hitler pensò all’eutanasia e al “modo umanitario” con cui porre fine alla vita delle “persone incurabili”. Una pagina profetica della grande filosofa e scrittrice Hannah Arendt
La “morte pietosa” di Eluana
Pubblichiamo uno stralcio del capitolo “La soluzione finale: sterminio”, tratto da La banalità del male di Hannah Arendt, Feltrinelli, Milano, 2001
di Hannah Arendt da Tempi del 17 novembre 2008 [1067]

Quindici dollari. È il prezzo della vita di un bambino in Africa Subsahariana. Tanto ci vorrebbe, infatti, per mettere in atto quel minimo di misure essenziali - dai vaccini alle medicine - in grado di ridurre la mortalità infantile del 60%
Unicef: 26 milioni di bimbi morti per fame e malattie
Negli ultimi 15 anni l’80% delle vittime civili degli scontri armati sono state donne e bambini. Ai due milioni di piccoli massacrati nelle 'operazioni belliche' si devono poi aggiungere 6 milioni di mutilati e altri 22 che hanno dovuto abbandonare le loro case per i campi profughi
di Lucia Capuzzi da Avvenire del 21 novembre 2008 [1066]

La scrittrice Taslima Nasreen, molto attiva sul fronte della difesa dei diritti delle donne, è stata costretta ancora una volta a lasciare l'India per le minacce dei fondamentalisti islamici. Una vita in costante pericolo, come quella di tanti altri personaggi, non-musulmani e non, perseguitati nel mondo islamico per la loro lotta contro la sharia
La storia di Nasreen: costretta a fuggire, ma decisa a non tacere
La vita di Taslima è stata un susseguirsi di minacce di morte e conseguenti fughe. Ha dovuto abbandonare la sua patria nel 1994 in seguito all’accusa di blasfemia pronunciata da alcuni estremisti islamici per i contenuti di un suo celebre romanzo – intitolato Lajja (La vergogna) e ambientato nel Bangladesh – nel quale racconta la vita di una famiglia di religione indù perseguitata dai fondamentalisti
di Benedetta Mangano da L'Occidentale del 22 novembre 2008 [1065]

Maryam Rajavi da 15 anni è la guida del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), la coalizione di forze democratiche che mira a rovesciare il regime di Teheran
Il chador più odiato dai mullah
Ingegnere, 55 anni, Maryam Rajavi non trova nulla di strano nel combattere il fondamentalismo con il velo in testa: «È democrazia. Chi crede nel vero islam si impegna a rispettare il diritto alla libertà religiosa. Indosso il velo, ma darei la vita per garantire la libertà alle donne. Quando la rivoluzione khomeinista ha imposto il chador, noi dei Mujaheddin, che già portavamo il velo, siamo scese in piazza a protestare»
di Marta Allevato da Tempi del 17 novembre 2008 [1064]

Anche in Europa, a un’ora di aereo da Roma, c’è un paese dove i cristiani subiscono lo sfratto della maggioranza islamica. L’allarme di Puljic, arcivescovo di Sarajevo
Noi cattolici senza casa
Durante il conflitto la Chiesa cattolica è stata l’unica organizzazione stabile. Mentre tutto era distrutto, i miei preti si sono dimostrati coraggiosi e pronti a dare aiuto a chiunque. La Chiesa cattolica va avanti da sola senza appoggiarsi a questo o quel potere, e questo non è gradito alla comunità internazionale e al governo di Sarajevo. Noi siamo liberi perché durante i bombardamenti aiutavamo tutti quelli che erano nel bisogno, per lo più musulmani, con cibo e medicine. Le nostre scuole oggi sono aperte a cattolici, ortodossi, musulmani e atei, perché vogliamo educare i giovani alla tolleranza. Ma la politica locale e la comunità internazionale non vogliono questo processo. Anche i militari internazionali (i caschi blu, ndr) sono entrati nelle nostre scuole per dire che quello che facciamo non va bene
di Lorenzo Fazzini da Tempi del 18 novembre 2008 [1063]

La crisi del modello cinese
Pechino corre ai ripari per evitare la bancarotta
Le esportazioni sono ancora per un terzo il motore trainante del Pil nazionale. I prodotti cinesi - sempre concorrenziali grazie alle condizioni di lavoro nelle fabbriche e al mancato rispetto dei diritti basilari dei lavoratori - iniziano a perdere ossigeno sia per la recessione globale che per la rivalutazione dello yuan: 67 mila imprese sono in bancarotta e molte compagnie straniere si ritirano dal Paese. Le "fabbriche del mondo", come vengono definite le industrie tra il delta del fiume Yangtze e quello delle Perle, sono state per decenni le fondamenta robuste sulle quali la Cina ha costruito la sua crescita e il suo benessere. Ma oggi da queste zone scappano gli investitori internazionali e chiudono anche le compagnie cinesi. Il rischio è la bancarotta e la disoccupazione
di Lillo Maiolino da L'Occidentale del 18 novembre 2008 [1062]

«Mi meraviglio sempre che qui ci siano ancora persone capaci di amare, mettere al mondo figli. Un miracolo»
Impariamo a sperare
«Se collabori con la disperazione finisci per cederle. Il modo in cui approcciamo la realtà la condiziona. Le difficoltà tra israeliani e palestinesi sono distorte da tutti questi anni di odio e guerre. L’ansia paralizza. Eppure c’è qualche speranza»
di Francesca Paci da La Stampa del 16 novembre 2008 [1061]

I grovigli lasciati dalla Shoah galleggiano nell’inconscio, come pezzi di un immenso naufragio
Il dubbio dei giusti sulla Shoà
“Mentre il mondo occidentale andava verso il futuro, travolto da Elvis, dai Beatles, Woodstock e Twiggy, noi israeliani sprofondavamo nel passato più osceno e violento”, dice Burg. Il punto è che furono i nostri padri a ricevere i colpi, e sentiamo male noi – adesso. Quando loro erano vivi, sembrava tutto normale. Forse solo i demoni nazisti sapevano che la loro peste si sarebbe dilatata nel futuro, e la Shoah scorazza dentro le generazioni ebraiche con la libertà del vento in mezzo al bosco
di Alessandro Schwed da Il Foglio del 15 novembre 2008 [1060]

Spero che adesso prendano Eluana Englaro e le facciano fare una morte dolce, visto che di questo si tratta
Fatele un’iniezione letale
Il perfetto rovesciamento del cristianesimo paolino: viva la legge, abbasso l’amore... La via olandese è quella: si comincia con i vecchi, poi si procede con i bambini, e tutto come sappiamo nasce dalla grande eutanasia globalizzata che è lo sradicamento del concepito dal seno di sua madre o l’imminente procedura di avvelenamento dei bambini chiamata pillola RU486, tra breve anche in Italia
di Giuliano Ferrara da Il Foglio del 15 novembre 2008 [1059]

Non rincorreremo i dettagli e le cronache della sua fine. I particolari della morte per disidratazione si mangiano ogni residuo di requie e di pietà
Silenzio su Eluana
Il nostro silenzio invece non calerà sulla visione eutanasica dell’esistenza ammantata da diritti nuovi e positivi, sullo spegnimento volontario dei tanti esseri umani distesi nei letti di casa e di ospedale e la presunta “futilità” del loro accudimento, sull’ordalia della vita distrutta in nome del diritto al benessere psicologico di chi è già nato, sull’idea che la coscienza sia una lastra radiografica, sulla norma giuridica che sbianca il mistero della fine, sulla banalizzazione attraverso la serializzazione analgesica
da Il Foglio del 15 novembre 2008 [1058]

Roccella: gli hospice di tutte le regioni si dichiarino indisponibili ad accogliere Eluana
«Sconvolgente. Un’anomalia assoluta»
«Con la sentenza di oggi si crea un precedente molto grave, in tutto simile al caso di Terri Schiavo, che a suo tempo i giuristi dissero mai sarebbe potuto accadere in Italia... Ora la politica deve attivarsi con maggiore energia, sperando che la legge su cui il Parlamento sta lavorando possa evitare nuovi casi. Questo è un fatto che interpella le nostre coscienze»
di Gianni Santamaria da Avvenire del 14 novembre 2008 [1057]

Beppino Englaro non dovrà più aspettare. La Cassazione ha deciso di mettere fine alle sue sofferenze, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Milano contro il decreto con cui la Corte d'Appello civile aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione e idratazione a Eluana
La Cassazione ha deciso che Eluana deve morire con o senza una legge
Oggi una legge sul “fine vita” (termine gradito alla Chiesa cattolica), o il “testamento biologico” (impostazione più laica), si rende sempre più necessaria e improcrastinabile, proprio per evitare che la materia finisca per essere regolamentata a colpi di sentenze giudiziarie, e per evitare che i pronunciamenti giurisprudenziali, così come accaduto nella vicenda di Eluana, mettano a rischio il diritto alla vita di tutti. Serve una legge che chiarisca in via definitiva che cosa si intende per cura del malato, e se, nel caso specifico, rientrino nella categoria di cura anche l’idratazione e l’alimentazione, che dica fino a che punto sono vincolanti per un medico le dichiarazioni anticipate di trattamento e quanto conta la libertà del paziente nel richiederne l’applicazione, che stabilisca le modalità con cui le dichiarazioni possono essere formulate o ritrattate, che affermi quale margine deve esserci tra il vedersi riconosciuto il diritto a gestire il proprio corpo e fino a che punto, che nella sua soluzione estrema vuol dire anche accettare l’eutanasia di stato
di Cristiana Vivenzio da L'Occidentale del 13 novembre 2008 [1056]

Salih Mahmoud Osman, l’avvocato delle vittime dei soprusi nel Darfur, racconta la sua guerra legale contro il patto scellerato tra Khartoum e le bande janjaweed. E lancia un appello per fermare il genocidio che nessuno vuole vedere
L’uomo che difende i dannati della terra
In Darfur le cose sono precipitate nel 2003. «Per anni la gente del posto ha rivendicato pacificamente migliori condizioni di vita. Chiedeva scuole, ospedali, servizi sociali. Anziché dialogare il governo li trattava da oppositori. Le provocazioni e le razzie da parte dell’esercito e delle bande armate janjaweed si sono moltiplicate, e sono nati movimenti di lotta armata fra la popolazione africana. A quel punto il governo ha cominciato a considerare un ribelle chiunque appartenesse alle etnie a cui appartenevano i militanti armati: fur, masalit, zaghawa, eccetera. Le violazioni dei diritti umani sono esplose»
di Rodolfo Casadei da Tempi del 10 novembre 2008 [1055]

Entrare nelle stanze dei bottoni delle grandi multinazionali, acquistando piccole quote azionarie: è un modo pragmatico per chiedere giustizia che negli Usa vanta un'importante tradizione
Il valore delle buone azioni
Così i gesuiti e altri religiosi, investitori attenti alle responsabilità delle imprese, stanno ottenendo risultati e credibilità
di Francesco Pistocchini da Popoli, novembre 2008 [1054]

Immigrazione - La lezione di Castel Volturno
Disintegrati
Quel pezzo d’Africa campano è un non luogo, abbandonato a sé stesso, alla camorra e al suo sviluppo abusivo. Lì non sono integrati neppure gli italiani. Viaggio nelle contraddizioni di una realtà senza identità, dove lo scontro razziale è solo una lettura superficiale di quel che accade
di Gianni Ballarini da Nigrizia, novembre 2008 [1053]

Lo scenario prodotto dal crac finanziario manda in crisi modelli di vita consolidati. Parla la sociologa Emanuela Scarpellini
Il calo dei consumi? Aumenta la povertà
«Quello del commercio critico è un fenomeno destinato ad allargarsi, ma, in realtà, i prodotti doc costano di più. Non è più il bisogno che guida il ricambio degli oggetti, ma l’innovazione»
di Paola Springhetti da Avvenire del 13 novembre 2008 [1052]

En élisant Obama, les Américains - et le monde tout entier - semblent avoir succombé à une vision postmoderne de l'histoire, qui s'apparente à une démission
Obamania et renoncement de l'opinion européenne
«Étonnons-nous de nous. L'électeur américain s'est offert une «obamania» politique et festive, sagement majoritaire en bonne démocratie, avec un score adulte de 53%. Le spectateur européen a cultivé, bien avant les résultats, une «obamanie» unanimiste, nord-coréenne et quasi religieuse à 84%. Le taux d'adulation atteint parfois 93%! Comme si le Messie était apparu, non à Washington, mais entre Paris et Rome, Berlin et Bruxelles, comme s'il étendait son aile conciliatrice sur l'ensemble de la planète. Nous, Européens, avons allègrement gommé toutes les aspérités du candidat. Il soutient la peine de mort que nous sommes si fiers d'abolir. Il n'interdit pas la vente libre des armes qui nous paraissaient jusqu'à hier le signe fatidique de la barbarie américaine et de cette mentalité de cow-boy que nous, gens de qualité et de raffinements multiséculaires, vomissons. Wall Street, le temple honni de la spéculation carnassière, l'a choisi et financé, ce qui n'inquiète manifestement plus nos gauches antilibérales. Les yeux fermés, nous sommes satisfaits de tout ignorer des projets concrets qu'il n'a du reste pas dévoilés en matière de crise économique et internationale. 84%! Nous fêtons une puissance qui nous délivre de nos responsabilités et libère de l'obligation d'agir»
di André Glucksmann da Le Figaro del 10 novembre 2008 [1051]

L’elezione di Obama è da salutare con una certa soddisfazione. Il primo nero che diventa presidente. Il primo nero che vuole andare oltre la ancora pesante divisione razziale che mina gli Stati Uniti. Un presidente che vuole riportare cooperazione internazionale e multilateralismo. Chi però sta cantando troppe lodi ad Obama rischia di essere presto deluso. L’America rimane l’America. Con o senza Obama
Le facili illusioni della sinistra internazionale
Tre elementi, in particolare, dovrebbero suggerire moderazione. In primo luogo, il sistema internazionale continua a vedere gli Stati Uniti in primo piano. Con Obama magari cercheranno maggiore cooperazione, ma certo non metteranno in discussione i loro obiettivi. Il secondo elemento riguarda la cultura americana e gli interessi americani. La cultura Americana ha alcune precise specificità. Queste si uniscono agli interessi strategici americani. È assai difficile che Obama possa contraddire entrambi. Fa parte di quella cultura, ed è stato eletto per difendere quegli interessi
di Andrea Gilli da Epistemes del 5 novembre 2008 [1050]

Dio è la Luce dei cieli e della terra, e si rassomiglia la Sua luce a una Nicchia, in cui è una Lampada, e la Lampada è in un Cristallo, e il Cristallo è come una Stella lucente e arde la Lampada dell’olio di un albero benedetto, un Olivo né orientale né occidentale, il cui olio per poco non brilla anche se non lo tocchi fuoco. È Luce su Luce; e Iddio guida alla Sua Luce chi Egli vuole (Corano XXIV, 35)
Salvate il poeta Islam
Per tre versi che ricordano la sura XXIV del Corano uno scrittore arabo rischia la vita. Ecco la sua versione
di Islam Samhan, (traduzione di Valentina Colombo) da Tempi del 10 novembre 2008 [1049]

Intervista a Samhan, il condannato
«Chi mi vuole uccidere ha meno fede di me»
«Un autore che si ispiri al testo sacro dei musulmani è un credente migliore dei fanatici che lo accusano e ne invocano la morte»
di Valentina Colombo da Tempi del 10 novembre 2008 [1048]

Alla radice delle violenze scatenate da fondamentalisti hindu contro i cristiani in Orissa e altre zone dell'India, ci sono ancestrali divisioni di casta, interessi politici e paura dei cambiamenti sociali
India
Due gesuiti tracciano un quadro della crisi e raccontano le sofferenze delle vittime
di A.X.J. Bosco S.I. e Xavier Jeyaraj S.I. da Popoli, novembre 2008 [1047]

Si è rotta la tregua, siglata lo scorso gennaio, tra il governo congolese e i gruppi ribelli ancora attivi nel paese
Pace armata
La situazione è drammatica: più di 100mila i nuovi sfollati. E il presidente Kabila punta il dito sul ruolo destabilizzante del Rwanda
di Michele Luppi da Nigrizia, novembre 2008 [1046]

È arrivato il momento che, con teatralità convenzionale, molti definiscono “l’ora della verità” e “l’ultimo atto” nella vicenda di Eluana Englaro, la ragazza da sedici anni in stato vegetativo per la quale il padre chiede l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione
La Cassazione scrive l’ultimo atto sulla vita di Eluana Englaro
La Corte di cassazione è riunita da ieri in camera di consiglio per decidere se respingere o accogliere il ricorso con il quale la Procura generale di Milano si è opposta al decreto di Corte d’appello che, nello scorso luglio, attribuiva al padre di Eluana la possibilità di ottenere quell’interruzione. Un decreto che crea le condizioni per comminare la morte per fame e per sete a una persona (che non è una malata terminale, nella quale sono evidenti i segni di passaggio dal sonno alla veglia, che non è soggetta a particolari trattamenti medici ma è solo nutrita e idratata, perché da sola non potrebbe bere e mangiare) in base a una sorta di testamento biologico desunto da dichiarazioni di terze persone, e in base a un discutibile “accertamento” di stato vegetativo “permanente” e “irreversibile”
di Nicoletta Tiliacos da Il Foglio del 12 novembre 2008 [1045]

Secondo i testimoni la banda era composta da ragazzi fra i 16 e i 18 anni
Nuovo attacco contro i cristiani a Mosul, uccise due sorelle
Gli assalitori hanno freddato a colpi di pistola le ragazze, poi hanno piazzato una bomba sulla porta di casa. La deflagrazione ha ucciso due agenti. Fonti di AsiaNews parlano di “giochi di potere” legati alle elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali
da AsiaNews del 12 novembre 2008 [1044]

Non significa che negli Usa il razzismo non esista più, anzi spesso molti episodi ne dimostrano ancora la vitalità, ma non condiziona più le scelte politiche
Con Obama finisce la questione razziale e l'era del politically correct
La società americana è tanto varia da non poter essere assimilata all’interno di qualche stereotipo. Alla fine la campagna di Obama è risultata vincente perché si è dimostrato capace di attraversare trasversalmente l’elettorato e il corpo sociale americano, più di quanto sia riuscito a fare McCain
di Lillo Maiolino da L'Occidentale del 12 novembre 2008 [1043]

Christian Uva, Il terrore corre sul video. Estetica della violenza dalle Br ad Al Qaida, Rubbettino, pagg. 141, euro 10
Terrorismo, il reality show dell'orrore
«L’avvento dell’era digitale ha portato a compimento un processo che vede oggi gli estremisti assumere, a tutti gli effetti, il ruolo di veri e propri registi specializzati in quel nuovo genere chiamato “terrore”, avendo ben compreso che, come sostiene Paul Virilio, i più moderni mezzi di comunicazione di massa sono ormai vere armi di distruzione di massa»
di Michele Anselmi da Il Giornale del 10 novembre 2008 [1042]

In Australia negato il "soggiorno" a un medico con un figlio handicappato
Un bimbo down onere insopportabile?
Lukas frequenta normalmente la scuola, gioca a calcio e a cricket, ma rischia nel tempo di rappresentare un “onere significativo” per la sanità australiana. Se la famiglia Moeller resterà – ma non è affatto certo che accada – sarà solo perché l’Australia ha bisogno del padre di Lukas, non perché qualcuno si è reso conto dell’aberrante motivo del rifiuto opposto alla sua richiesta di soggiorno permanente
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 7 novembre 2008 [1041]

Il maestro unico, le classi ponte, i tagli agli sprechi? Sono tutte idee che la Gelmini ha “rubato” ai progressisti
Il puzzle democratico
E se fosse di sinistra? Chi glielo spiega ai manifestanti che molti dei pezzi che vanno a comporre il puzzle della riforma della scuola di Mariastella Gelmini sono “cose di sinistra”?
di Emanuele Boffi da Tempi del 3 novembre 2008 [1040]

Il Congo senza pace tra i pasticci dell’Onu e le mire di Pechino. Viaggio in una crisi sconosciuta più che dimenticata
In guerra da dodici anni
Da questa regione all’estremo oriente del paese, stretta tra Ruanda e Uganda, è partita la prima guerra del Congo che ha portato alla deposizione di Mobutu e la seconda terribile guerra congolese, ricordata come la “prima guerra mondiale africana”, che ha coinvolto oltre all’ex Zaire anche Ruanda, Uganda, Angola, Namibia e Zimbabwe, e in cui in 5 anni (1998-2003), hanno perso la vita oltre 4 milioni di persone. Dalla conclusione di quel conflitto, secondo fonti Unicef, fino a 1.200 persone al giorno hanno continuato a morire per cause legate alla guerra. Primo e traumatico elemento di destabilizzazione di tutta la regione è stato il genocidio in Ruanda nel 1994. Da allora, l’Est del Congo non ha mai conosciuto la pace
da Tempi del 4 novembre 2008 [1039]

Segnali in controtendenza dai nuclei monogenitoriali e da quelli con a capo un lavoratore autonomo. In Veneto l’incidenza della povertà è al 3%, mentre in Sicilia si raggiunge il 27%
Oltre 7 milioni di poveri. È allarme per le famiglie
Il 19% dei nuclei familiari vive in situazioni critiche e circa un milione di persone rischia di cadere da un giorno all'altro nell'indigenza. Lo scenario peggiore è al Sud, dove i livelli di miseria sono 4 volte superiori alla media
di Bruno Mastragostino da Avvenire del 5 novembre 2008 [1038]

De quoi parle-t-on quand on parle d'indifférence religieuse et de visibilité de l'Eglise? Que sommes-nous appelés à rendre visible et audible dans une société sécularisée?
Les évêques s'interrogent sur l'ndifférence religieuse et la visibilité de l'Eglise
Mercredi 6 novembre, trois experts ont apporté leurs témoignages et leurs éclairages: le père Jean-Pierre Longeat, abbé de Ligugé, le philosophe Guy Coq et Gérard Testard, président de Fondacio International
dal Portail - Église Catholique en France del 6 novembre 2008 [1037]

Gelmini o Thatcher
Ma quale dialogo, all'università servono scelte impopolari (a sinistra)
Non c’è soltanto quel “mondo della scuola” che si è fatto sentire in questi giorni. Ce n’è anche un altro, e non meno numeroso anche se meno chiassoso, che ha votato questo governo anche perché sperava che venisse fatto qualcosa di finalmente nuovo e liberatorio per la scuola e che rompesse proprio con il “processo riformatore” che l’ha ridotta al presente colabrodo. C’è un mondo che è stufo del prepotere sindacale, della pretesa di certa sinistra di considerare l’istruzione “cosa sua”, che vuole il ritorno alla serietà e al rigore, che non ne può più dell’ideologia del pedagogismo “progressista”, che vuole una scuola dove si insegnino contenuti e non vacua metodologia, che vuole una scuola di maestri che abbiano la passione di insegnare e non di “facilitatori”, che non ne può più della scuola statalista in cui al posto delle tabelline si insegna l’“affettività” svuotando il ruolo delle famiglie, una scuola collettivista che – secondo alcuni di questi pedagogisti di stato – dovrebbe ispirarsi ai principi del “Poema pedagogico” del sovietico Makarenko. C’è un mondo che vuole un’università di qualità, che premi il merito e magari faccia pagare più tasse conferendo borse di studio, che chiuda sedi inutili per costruire case dello studente, che sopprima corsi ridicoli creati per assumere servi e famigli e pensi a elevare scienza e cultura più che a se stessa. C’è un mondo che non ne può più del sistema dell’istruzione che ci ha consegnato il dominio trentennale della sinistra e dei sindacati
di Giorgio Israel da L'Occidentale del 4 novembre 2008 [1036]

Col fiato inchiodato, le orecchie tese e gli occhi piantati per terra, nella speranza d’intravedere che ne sarà della prossima notte
Il racconto di un testimone dell'assedio di Goma, l'atrocità di una guerra ignorata
L’anima della città è in bilico tra disperazioni e speranze. L’anima della città sanguina per gli omicidi, i saccheggi, i regolamenti di conti che dopo il tramonto terrorizzano i quartieri più poveri. Tra le baracche di legno e di latta costruite sulla lava del grande vulcano, la gente di Goma scambia ogni tuono per un mortaio. Gira e rigira, non dorme, ansima, aspetta. E al mattino, le occhiaie di Goma raccontano in breve la storia d’una guerra infinita. Gli sguardi rassegnati di chi in questa guerra ci vive valgono un tomo di storiografia
di Edoardo Tagliani da Il Sussidiario del 4 novembre 2008 [1035]

Manuela Di Centa racconta la vita segreta delle volontarie che combatterono nelle trincee della Carnia
Storia delle mille donne che portarono sulle spalle gli eroi della Grande guerra
Pubblichiamo l’intervento al convegno della Camera dei deputati del 29 ottobre su “La Grande guerra nella memoria italiana” dell’onorevole Manuela di Centa, parlamentare del Pdl e campionessa olimpica di sci di fondo
di Manuela di Centa da Il Foglio del 4 novembre 2008 [1034]

«Così come è stata formulata nella l. 133 e percepita nelle università, la proposta suona come una sorta di “si salvi chi può”, collegato ai tagli»
Decleva (Crui): su nuova governance degli atenei si può arrivare a una riforma condivisa
«Occorrerebbe mettere in atto un lavoro di serio approfondimento per individuare condizioni normative e finanziarie che consentano di procedere. Servono forme di governance delle università innovative rispetto alla normativa vigente, che ne incrementino l’accountability rompendo l’autoreferenzialità del sistema»
da Il Sussidiario del 4 novembre 2008 [1033]

Il pacifismo occidentale – che non è l’amore per la pace, ma è la convinzione che la pace sia un obiettivo ideologico e prioritario rispetto alla libertà e alla giustizia – è del tutto incapace di leggere la realtà con gli occhi dei realismo
Il (brutto) risveglio dell'Occidente
Come in un grande processo di rimozione nevrotica, preferisce ignorare il negativo, piuttosto che ammettere l’evidenza del suo incombere. Si tratta di un processo che abbiamo visto all’opera nel dibattito intorno al terrorismo islamico e che, purtroppo, rischia di diventare uno standard intellettuale di fronte a tutte le minacce che si presentano alle democrazie liberali in questo inizio di XXI secolo
di Andrea Bellantone da L'Occidentale del 2 novembre 2008 [1032]

La crisi finanziaria internazionale sta mostrando con sempre maggiore evidenza il problema del debito americano. Per analizzare con chiarezza questo fenomeno è necessario fare qualche passo indietro nel tempo
Gli errori di Greenspan e la cultura del debito che ha avvelenato la società americana
Quando Ronald Reagan iniziò il primo mandato (1981) il debito pubblico Usa era il 33% del Pil, ora è arrivato ad un livello superiore al 60%. La crescita continua del debito pubblico in rapporto al Pil è stata interrotta solo tra il 1996 e il 2000 durante l’amministrazione Clinton, mentre è successivamente ripartita sotto l’amministrazione Bush. Nello stesso arco temporale (1980-2008) gli Usa hanno continuamente realizzato consistenti deficit di parte corrente. Detto in altri termini, da quasi trent’anni gli Stati Uniti si stanno indebitando a ritmi crescenti, e ciò avviene principalmente nei confronti del resto del mondo (ergo gli elevati deficit di parte corrente)
di Emilio Colombo da Il Sussidiario del 3 novembre 2008 [1031]

L'Adelphi ha appena mandato in libreria Il colore del sangue, un romanzo di forte impatto, breve ma intenso, scritto tra il 1937 e il 1938
Il mondo controcorrente di Irène Némirovsky
È stata una donna in fuga ossessionata dai suoi persecutori. Ha cercato di farla franca senza rinnegare le sue origini. Per molti anni la sua arte è stata sepolta da un silenzio assordante e da un oblio pesante ed impenetrabile. Eppure, alla fine, le è stata offerta una nuova possibilità e i libri che ha scritto hanno ricominciato a vivere
di Carlo Roma da L'Occidentale del 2 novembre 2008 [1030]

Le quinte colonne del regime iraniano. Calunniano Israele, attaccano l’America e negano l’11 settembre. Sono gli intellettuali che spiegano l’Italia a Teheran. A modo loro
Frequenze pericolose
Esiste una redazione della radio di Stato iraniana incaricata della propaganda khomeinista verso l’Italia: si chiama Radio Italia, è stata creata nel 1995 e da allora trasmette da Teheran nella lingua di Dante due ore al giorno, una la mattina e l’altra la sera, sulle frequenze kHz 11555, 13770, 15085, 5910 e 7380. È parte integrante di La Voce della Repubblica islamica iraniana, cioè la radio di Stato iraniana, e dispone anche di un sito internet (http://italian.irib.ir)
di Rodolfo Casadei da Tempi del 27 ottobre 2008 [1029]

Viaggio nei villaggi dimenticati della Slovacchia, della Romania e della Polonia dove gli zingari sono la grande maggioranza della popolazione. Già trasferiti in massa dalla pianificazione comunista, oggi sono tornati ai loro campi base, dove regnano degrado e abbandono
Nella terra dei Rom
L’avventura finisce ad Auschwitz, buco nero della storia e della memoria. Degli oltre ventimila zingari sterminati lì, nel campo che prende il nome dal bosco di betulle di Brzezinka, non resta niente. Eppure hanno bruciato gli ultimi duemila in una notte sola, il 1° agosto del ’44, e quella notte, racconta chi vide, «era come se bruciasse il cielo intero»
di Monika Bulaj da Avvenire del 2 novembre 2008 [1028]

È vero, non è il Sessantotto
Tutto il potere al nulla
Il Sessantotto era il tempo in cui si occupavano le scuole senza mamma e papà che portavano i panini e pretendevano di vegliare con te. Mamma e papà, nel Sessantotto, i ragazzi li aspettavano a casa, pronti alle mazzate (nel caso non fossero bastati i celerini). Il Sessantotto era un tempo in cui al professore ancora non si dava del tu, era il tempo in cui capitava che una ragazza in pantaloni rischiasse la sospensione, ma se li metteva lo stesso. E tutti insieme, ragazzi e ragazze, rischiavano il sette-in-condotta-e-tutte-le-materie-a-settembre, se tiravano troppo la corda, e la tiravano. No, non è il Sessantotto
di Nicoletta Tiliacos da Il Foglio del 28 ottobre 2008 [1027]

Il più giovane leader dei contestatori universitari ha ventisette anni ed è quindi al terzo fuoricorso
Cari fuoricorso, andate in miniera
A trent’anni non si può stare ancora all’università (e per giunta occupare, come se ci fosse ancora un sacco di tempo per dare gli esami, come se non costasse niente stare lì a bersi una birra e a discutere della mediocrità degli altri). A trent’anni si è più che grandi, e lo studente arrabbiato plurifuoricorso è ridicolo, tristissimo, non ci può essere alcuna energia in quello che dice, fa persino rabbia
di Annalena Benini da Il Foglio del 28 ottobre 2008 [1026]

Non siamo di fronte al ripetersi di un rito autunnale, tanto meno a una riproposizione del ’68
Per salvare l'università servono idee di destra non consulenti di sinistra
Occorre che il governo abbia fiducia in se stesso e nella propria cultura, e smettere di soffrire un inesauribile complesso di inferiorità nei confronti della cultura di sinistra, ovvero di una cultura che sta dimostrando il proprio disfacimento
di Giorgio Israel da L'Occidentale del 28 ottobre 2008 [1025]

Per il sociologo Jacques T. Godbout «la logica del regalo non può sostituire quella del mercato, però può riuscire a correggerla»
Dono, antidoto al capitalismo
«L’atto del dare senza contropartita esprime la massima intensità dei legami sociali, poichè presuppone sempre la fiducia nell’altro... La sua semplicità apparente, la sua forza, la sua sincerità ricordano da vicino la nozione cristiana di 'stato di grazia'»
di Daniele Zappalà da Avvenire del 28 ottobre 2008 [1024]

Il movimento di violenta riduzione della leva finanziaria, che sta colpendo l’intera architettura finanziaria del pianeta, si è negli ultimi giorni esteso al mercato dei cambi
Non cadiamo nella tentazione del cambio fisso
Quali indicazioni trarre dalle ramificazioni della crisi? Nelle ultime settimane abbiamo letto ed ascoltato appelli di politici europei che invocano “una nuova Bretton Woods”. Se con questa espressione si intende esprimere l’esigenza di nuovi accordi di cambi fissi o semifissi, è bene ricordare che la storia degli ultimi anni ha dimostrato in modo incontrovertibile che regimi di cambio che non riflettono i fondamentali economici sono la ricetta sicura per disastri di vasta portata
di Mario Seminerio, (© Libero Mercato) da Epistemes del 28 ottobre 2008 [1023]

Diario di due economisti
Se lo stato non vuole pasticciare in economia è ora che cominci a privatizzare
L’economia europea ha davvero bisogno di un aumento dell’intervento pubblico, di un’espansione del controllo dello stato sull’economia? O, come si era cominciato a capire persino tardivamente in Europa, del suo contrario?
di Ernesto Felli e Giovanni Tria da Il Foglio del 27 ottobre 2008 [1022]

«Se si è perso tempo, in particolare negli ultimi anni, è anche perché si è dato credito a una tesi convincente e seducente: la povertà potrà essere ridotta grazie allo sviluppo economico. In sostanza: “maggiore sviluppo economico, maggiore redistribuzione dei vantaggi di tale sviluppo, quindi meno povertà”. Si tratta di una tesi che ha avuto, almeno fino al recente crack finanziario, un’indubbia capacità di convinzione e nello stesso tempo ha contribuito a rinviare un impegno responsabile per affrontare il problema»
Scheda di sintesi: Ripartire dai poveri - Rapporto 2008 su povertà ed esclusione sociale in Italia
«Se questa tesi fosse vera, nel Paese che, pur con molte contraddizioni e fragilità messe a nudo dall’attuale crisi dei mercati finanziari, è ai primi posti dello sviluppo mondiale – gli USA – non dovrebbero esserci 13 milioni di bambini che vivono in condizione di povertà. Se consideriamo i bambini che vivono in famiglie povere e in famiglie a basso reddito, la percentuale passa dal 17% al 39%. Se prendiamo in esame la condizione dei bambini poveri in quel paese negli anni dal 2000 al 2006, risulta che la povertà infantile è aumentata dell’11%, cioè 1.200.000 bambini si sono aggiunti ai già tanti costretti a crescere poveri ed emarginati (National Center for Children in Poverty, 2007). Se la tesi della riduzione della povertà, grazie allo sviluppo economico, avesse mantenuto le sue promesse, non dovrebbe essere così, anzi il contrario». Evidentemente «la questione povertà non è un incidente “da poco sviluppo”. È invece fortemente radicata nelle economie occidentali»
di Vittorio Nozza, direttore Caritas Italiana, e Tiziano Vecchiato, direttore Fondazione Zancan da Caritas Italiana – Fondazione “E.Zancan” del 15 ottobre 2008 [1021]

Sulla spinta dell’appello di Benedetto XVI, mons. Rabban Al Qas, vescovo di Ammadiya ed Erbil, chiede al premier al Maliki e alle forze americane, di assumersi la responsabilità per le violenze che si abbattono sui cristiani, frutto di un fondamentalismo intollerante che non è mai stato fermato
Vescovo caldeo: appello per Mosul, svuotata dei cristiani
Una richiesta anche al mondo islamico perché condanni quanto avviene a Mosul. Domani a Erbil incontro dei vescovi caldei e del nunzio vaticano
di Rabban Al-Qas da AsiaNews del 27 ottobre 2008 [1020]

Dietro gli attacchi contro i cristiani iracheni il piano per isolarli dalla vita politica. Il valzer delle responsabilità
La violenza non è cieca
Monsignor Warduni: «L’Unione Europea è stata zitta per quasi una settimana, mentre venivano uccise 13 persone e fatte fuggire 1.400 famiglie, più di 6 mila persone. E perché? Dov’è il diritto internazionale? Dov’è l’Europa, dove sono le organizzazioni internazionali, dove sono le Nazioni Unite? Questi cristiani iracheni non sono persone, non sono creature di Dio? Perché nessuno ha detto niente fino a quando non abbiamo alzato la nostra voce?»
di Rodolfo Casadei da Tempi del 20 ottobre 2008 [1019]

Una forte corrente d’opinione vorrebbe presentare le occupazioni e le manifestazioni degli studenti di questi giorni come nient’altro che la meccanica riproposizione di un rito che va in scena ogni autunno
È il governo che sull'università ha l'obbligo di non sbagliare
A me, invece, non pare sia proprio così, almeno per tre ragioni: innanzi tutto mai come in passato si è formato un asse tra manifestanti e professori (anzi, a ben vedere, sono questi i veri leader della contestazione); il secondo aspetto di novità è nella reazione che questa strana alleanza sta suscitando; da tutto ciò discende il terzo aspetto di novità, che concerne i comportamenti di quanti hanno in mano le sorti del Paese
di Gaetano Quagliariello da L'Occidentale del 27 ottobre 2008 [1018]

«L’avviamento alla lingua per gli scolari immigrati? Mi sembra giusto. Se l’alunno non capisce, abbandonerà gli studi». Secondo il presidente dell’Agenzia del governo di Bucarest per i rom è una questione di buon senso
Discriminare è necessario. Parola di rom
Gruia Bumbu, presidente dell’Anr, l’Agenzia nazionale per i rom istituita dal governo di Bucarest, non si scandalizza affatto quando sente parlare della proposta di istituire in Italia classi differenziate per bambini immigrati che non conoscono bene l’italiano: «Mi sembra giusto. Il bambino, per poter ricevere un’educazione di qualità, deve sapere cosa si fa a scuola. Le classi differenziate, dove si impara la lingua locale, sono una necessità temporanea: dopo che l’alunno ha imparato l’italiano, entrerà in una classe “normale”. Conoscendo l’italiano, gli scolari immigrati si integreranno molto meglio nelle classi miste in cui dovrebbero essere inseriti. Classi miste significa che ci possono essere bambini italiani, romeni e anche di altre nazionalità, ma tutti con lo stesso grado di conoscenza dell’italiano»
di Ramona Popescu da Tempi del 20 ottobre 2008 [1017]

Lo fa la Spagna socialista, lo fanno gli istituti “rossi” lombardi. Insegnare l’italiano ai bimbi immigrati è il modo per accoglierli
Chi parla di ghetto non è mai stato a scuola
Ancora una volta, la realtà batte l’ideologia a mani basse. Se si fa un giro per la scuola vera, le polemiche che hanno accompagnato l’approvazione da parte della Camera dell’ordine del giorno che impegna il governo a introdurre test per la verifica della conoscenza della lingua italiana prima di introdurre gli studenti nella scuola, e a organizzare sezioni apposite – dette “classi ponte” – per quelli che non superino i test, si rivelano per quello che sono: pura operazione di propaganda. Dove sono state tentate o realizzate attività serie per favorire l’integrazione degli alunni di recente immigrazione la linea è sempre stata quella: organizzare attività specifiche per chi ha bisogno di apprendere i rudimenti della lingua
di Roberto Persico da Tempi del 20 ottobre 2008 [1016]

Un convegno all`ospedale pediatrico Meyer vede tra i relatori l`olandese Verhagen
Firenze invita il medico dell'eutanasia ai bambini
Eduard Verhagen è il medico olandese ideatore del famigerato protocollo di Groningen, sorta di linee guida per gli ospedali dei Paesi Bassi sull’eutanasia infantile. Il protocollo, infatti, prevede né più né meno che l’eutanasia per i bambini la cui qualità di vita futura sia giudicata “non accettabile”. Eutanasia o soppressione di un futuro disabile: di questo si tratta
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 24 ottobre 2008 [1015]

Tornano in libreria le lezioni di escatologia in cui il futuro Papa reagisce a una lettura troppo «terrestre» del Regno di Dio e rivaluta perfino l’idea di inferno: che aiuta ad affermare la grandezza dell’uomo
Il professor Ratzinger spiega l’aldilà
Soprattutto è stato il pungolo del marxismo, nella seconda metà del ’900, ad alimentare la ripresa di una lettura esclusivamente «escatologica» dell’annuncio evangelico, come messaggio di liberazione hic et nunc. Dall’analisi di questa sfida portata alla teologica cattolica prende l’avvio Escatologia, morte e vita eterna, il volume di Joseph Ratzinger apparso per la prima volta nel 1979 e che oggi viene riproposto da Cittadella Editrice (pp. 300, euro 23,90) con una nuova prefazione firmata dallo stesso Benedetto XVI (di cui pubblichiamo un estratto in questa pagina)
di Andrea Galli da Avvenire del 22 ottobre 2008 [1014]

Alla luce della crisi finanziaria, e delle risposte date, il sistema dovrà tenere in realtà conto di due nuovi fattori
La situazione impone regole straordinarie. Lo Stato? Attenzione, con politiche solo cautelative rischiamo di rimanere indietro
Da un lato la inevitabile accelerazione normativa che sta portando in poco tempo ad un cambiamento importante nelle regole contabili e alla flessibilità nell’uso delle norme di concorrenza (aiuti di Stato) e delle norme fiscali (il patto di stabilità); dall’altro un sistema economico nel quale la presenza dello Stato nell’economia rischia di essere ben più alta di quanto non sia stata negli ultimi anni
di Carlo Altomonte e Carlo Secchi da Il Sussidiario del 23 ottobre 2008 [1013]

Una domanda sorge spontanea: la crisi in atto è una crisi sistemica, trasferibile successivamente anche al settore industriale, oppure è solamente di liquidità bancaria, derivata da madornali errori (ma pur sempre errori, indotti o meno) compiuti dalle banche nella valutazione di un mercato, quello immobiliare, che ha visto quintuplicare il proprio valore nel giro di pochissimi anni?
La crisi durerà ancora ma il mercato sta espellendo le mele marce
Difficile dirlo, ma ci sono molti aspetti a favore di una crisi più ampia delle previsioni. I requisiti base per una crisi sistemica riguardano il sistema di liquidità e solvibilità del soggetto stesso, in questo caso le banche impegnate con posizioni aperte sui c.d. toxic assets. Però se si trattasse di crisi di liquidità tutti i miliardi di dollari iniettati nei mercati da parte delle banche centrali avrebbero risolto qualcosa. Peccato che non sia andata proprio così
di Fabrizio Goria da L'Occidentale del 22 ottobre 2008 [1012]

Dalla tassa minima sulle transazioni valutarie a...
Giacimenti di solidarietà da mettere a frutto
Il presidente della Banca Mondiale parla di 100 milioni di poveri in più a seguito della crisi e l’effetto viene soprattutto dalla bolla nei prezzi delle materie prime agricole, gonfiatasi in precedenza, che ha repentinamente aumentato il costo della vita di coloro che si trovavano di poco sopra la soglia di sussistenza
di Leonardo Becchetti da PiùVoce del 22 ottobre 2008 [1011]

Non c’è intervento che possa supplire al rapporto umano nel gratuito scambio delle reciproche ricchezze e povertà, sale della vita
La riforma necessaria? Quella dei comportamenti
Un vasto campo non coltivato bene produce poco. Della numerosa famiglia, che altro non ha, soffrono tutti. Così dovrebbe essere per la comunità di un paese che ha per campo d’azione trascurato un sistema economico, sociale ed istituzionale fondato sul principio di sussidiarietà
di Luigi Ferrara Mirenzi da PiùVoce del 22 ottobre 2008 [1010]

Paolo Dall’Oglio, il gesuita che dal 1982 anima in Siria il monastero di Mar Musa: «I cristiani di Mosul non sono bandiere da sventolare, ma fratelli da aiutare. Il primo passo è allearsi con quanto c’è di buono nel mondo musulmano. Coltivare gli amici»
Cristiani d’Iraq, l’islam cerchi la pace
Questa sera alle 18 presso il Centro San Fedele a Milano – Sala della Trasfigurazione, piazza San Fedele, 4 – padre Dall’Oglio metterà a confronto la sua esperienza con quella dell’islam milanese, in un faccia a faccia con Paolo Branca intitolato 'Preghiera di minoranza. Cristiani in Medio Oriente, musulmani in Europa'. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1975, nel 1982, da una vecchia guida turistica della Siria, Dall’Oglio venne a conoscenza dell’esistenza di Mar Musa, monastero abbandonato da due secoli in mezzo al deserto, in cima a una montagna scoscesa, nei pressi della cittadina di Nebek, in Siria. È stato restaurato grazie alla tenacia del gesuita italiano, che vi ha fondato una comunità monastica di rito siriaco
di Giorgio Bernardelli da Avvenire del 21 ottobre 2008 [1009]

Un episodio accaduto nel contesto della manifestazione del 17 ottobre contro i provvedimenti scolastici del governo merita un commento speciale
La stella gialla anti-Gelmini che offende tutti gli ebrei
Qui non si tratta soltanto dell’oltraggio alla logica consistente nel dedurre da una scritta oscena ragioni per accusare il governo di nazifascismo e di apprestarsi a un genocidio dei docenti italiani, ma dell’ormai insopportabile, indecente strumentalizzazione della memoria della Shoah, usata per denunciare qualsiasi cosa dia fastidio
di Giorgio Israel da Libero del 21 ottobre 2008 [1008]

Una recente ricerca Eurispes ha dimostrato che introdurre in Italia il quoziente familiare, secondo il modello francese, comporterebbe un risparmio medio annuo di imposta di circa 800 euro per una famiglia tipo, valori che vanno anche ad aumentare al crescere del reddito e del numero dei componenti delle famiglie
Per aiutare le famiglie bisogna introdurre il quoziente familiare
Il costo di tale operazione non sarebbe neppure (relativamente) troppo alto, ammontando a circa 3 miliardi di euro, anche considerato che alla minore perdita “diretta” di gettito, corrisponderebbe però un incremento dei consumi familiari, con quindi conseguente maggior gettito fiscale generale
di Giovambattista Palumbo da L'Occidentale del 21 ottobre 2008 [1007]

Nessuno può dirsi certo delle conseguenze ultime che scaturiranno dalle terapie d’emergenza per affrontare le emorragie banco-finanziarie, perché tutti intanto pensano che la cosa essenziale è arrestare il rischio di dissanguamento. Ma terapie che a breve ottengano anche l’arresto del peggio, ma gettino insieme i semi di una successiva paralisi lenta e progressiva dell’organismo salvato, sono comunque terapie sulle quali interrogarsi seriamente
Giannino: lasciar troppo spazio all’intervento dello Stato vuol dire diminuire la libertà degli uomini
Il disastro regalatoci dalla finanza ad alta leva finanziaria e bassa congruità patrimoniale delle cinque grandi banche d’investimento americane ha almeno tre conseguenze che non bisogna esitare a definire “epocali”: finisce un intero modello di intermediazione finanziaria, finisce un intero equilibrio geopolitico, finisce un’intera concezione del “rischio” alla base dello sconto del capitale come di tutti i fattori che concorrono alla produzione
di Oscar Giannino da Il Sussidiario del 21 ottobre 2008 [1006]

Si è più volte sottolineato che vi sono molte differenze tra la condizione delle istituzioni finanziarie al tempo della Grande Depressione e quella odierna. Vi sono tuttavia anche degli interessanti paralleli nella tipologia dei problemi e nelle risposte dei governi
Troppo peso alla politica può far saltare il deficit
Nel 1935, quasi un terzo del capitale azionario delle banche era detenuto dalla RFC. Ma la sola ricapitalizzazione delle banche non fu abbastanza per indurre le banche a riaprire i rubinetti del credito, per mancanza di debitori di standard accettabile. Ma negli Anni Trenta, a differenza di oggi, le azioni privilegiate delle banche sottoscritte dal governo erano in realtà dotate di diritto di voto che le parificava alle azioni ordinarie. Ciò permise alla RFC di porre propri manager alla guida delle banche e sbloccare il credito
di Mario Seminerio da EpistemesLibero Mercato) del 21 ottobre 2008 [1005]

Liuti e tamburi contro il polpottismo islamista
Le cantate di Bacha, la lira pashtun condannata a morte dai talebani
Una delle ultime vittime si chiama Nazar Gul. Faceva il suonatore di tamburi. Il suo strumento era il dohl, il tamburo classico della tradizione afghana, a forma di cilindro allungato in pelle bovina, da appendere al collo e portare alle feste di paese, alle nascite e ai matrimoni, alle celebrazioni pubbliche. La sua arte, il suo dohl e lui stesso erano giudicati “impuri”. Nazar è stato lapidato e finito con una baionetta. Davanti agli occhi del figlio di dodici anni. È stato assassinato un altro suonatore di dohl, Hazrad Din, aveva appena lasciato un matrimonio. Il cantante Qhurban Nazar e sei membri della sua orchestra sono stati crivellati di proiettili sempre a un matrimonio. Shaima Rezayee era la conduttrice del programma musicale “Hop” sulla prima tv indipendente afghana. È stata uccisa con un colpo alla testa. Giustiziata. Ora il bersaglio prescelto dai talebani è il celebre musicista Haroon Bacha, l’idolo delle canzoni pashtun, il serbatoio etnico dei talebani
di Giulio Meotti da Il Foglio del 19 ottobre 2008 [1004]

Thomas Merton, dai locali cool della Grande Mela alle celle trappiste in Kentucky. Una formidabile vicenda umana diventata opera letteraria senza tempo
Un balzo fuori
«Cittadino di un secolo disgustoso, il secolo dei gas asfissianti e delle bombe atomiche», in visita a Roma rimase incantato della bellezza delle chiese, provando un senso di pace e quando la sera tornò solo nella sua stanza ebbe l’impressione che suo padre fosse lì con lui
di Paolo Grieco da Tempi del 13 ottobre 2008 [1003]

Al termine di due settimane molto critiche è oggi possibile tirare il fiato, perchè il coordinamento delle decisioni europee, a livello politico e monetario, ha arrestato la spirale di paura che stava montando fra i risparmiatori e le banche
Se lo Stato deve “salvare” l’economia segua alcuni consigli…
Tuttavia, la propensione delle banche e delle istituzioni finanziarie a detenere liquidità continua ad essere molto elevata, con una ulteriore accentuazione della stretta creditizia nei confronti di famiglie e imprese. Inoltre la crisi finanziaria in corso si è trasmessa, inevitabilmente, al settore reale che sta registrando un brusco peggioramento dei risultati economici, oltre che delle aspettative
di Luigi Campiglio da Il Sussidiario del 20 ottobre 2008 [1002]

Nel quartiere più difficile di Napoli, sono numerosi i fermenti di cambiamento che vengono dal basso
I semi di Scampia
Una piccola comunità di gesuiti vive da alcuni anni un'esperienza di inserimento e di incontro, formando i giovani e creando legami tra realtà disperse. In una dimensione missionaria
di Francesco Pistocchini da Popoli, ottobre 2008 [1001]

Il governo dell’Orissa chiude persino i campi profughi, migliaia non sanno dove rifugiarsi
I cristiani dell’Orissa si appellano all’Onu come “cittadini senza Stato”
Appello all’Onu perché riconosca ai cristiani indiani lo status di profughi, li protegga e invii cibo e ripari che l’India nega
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 18 ottobre 2008 [1000]

Ai fedeli è proibito pregare anche nei campi profughi del governo
Il Sangh Parivar vuole estirpare ogni traccia dei cristiani in Orissa
I terreni di case e chiese bruciate vengono requisiti e “ripuliti” delle violenze. Consiglio indù alla suora stuprata: sposarsi con lo stupratore. Caccia ai convertiti. Gli attacchi contro i cristiani con 180 chiese distrutte, 4500 case bruciate e razziate, la fuga di oltre 50 mila profughi, sono solo il primo capitolo di un programma che vuole estirpare il cristianesimo dallo Stato
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 16 ottobre 2008 [999]

Tra persecuzioni, violenze e conversioni forzate, i fondamentalisti indù hanno fatto dell’Orissa un teatro dell’orrore. Ormai l’eccidio è diventato stillicidio quotidiano
Il pogrom anticristiano
«Sta diventando sempre più chiaro che dove i missionari cristiani operano, importanti cambiamenti sociali hanno luogo», dichiara il padre verbita Augustine Kanjamala, sociologo della religione con cattedra all’università di Mumbai. «Le persone si sviluppano, e cominciano a vivere ed agire con maggiore dignità come risultato della semplice educazione, anche soltanto quella di base. I tribali e i dalit non accettano più di essere usati come manodopera a basso costo nei campi. Il loro senso di dignità e la loro educazione gli hanno dato il coraggio di protestare contro il loro sfruttamento»
di Rodolfo Casadei da Tempi del 13 ottobre 2008 [998]

È nato in Spagna il piccolo Javier selezionato in provetta per curare il fratello
Primo "bebè farmaco" e nessuno s'indigna
Anche in Spagna, dopo la Francia, la Turchia e la Gran Bretagna, è nato il primo “bebè farmaco”: il piccolo Javier è stato selezionato in provetta perché il suo sangue cordonale servirà al trapianto di midollo atteso da un fratellino malato di beta-talassemia
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 17 ottobre 2008 [997]

"Andare agli altri” (ad gentes) è un’attività che la Chiesa ha sempre svolto, con visioni e metodologie diverse a seconda dei contesti storici e culturali
Missionario chi è costui?
Oggi gli altri si sono fatti vicini, ma permangono distanze sociali. La globalizzazione mette in risalto nuovi tipi e nuovi livelli di disuguaglianza. Sono questi gli ambiti in cui si deve proclamare il Vangelo. Un carisma offerto alla chiesa in un dato momento e in un determinato luogo va riformulato nell’odierno contesto multinazionale e multiculturale. Pena il diventare insignificanti
di Robert Schreiter da Nigrizia, ottobre 2008 [996]

Il caso del centro islamico di viale Jenner, a Milano, è solo il più noto tra vicende simili di altre città italiane e fa emergere esigenze diverse da conciliare: libertà religiosa, ordine pubblico, integrazione degli immigrati. Punto di partenza, la consapevolezza del valore centrale della preghiera nella fede musulmana
Moschee o garage?
A parte due o tre costruzioni dotate di cupola e minareto, la maggior parte delle moschee d'Italia sono piuttosto «sale di preghiera», spesso ricavate in garage e cantine che il venerdì a mezzogiorno e per tutto il mese di ramadan straripano di fedeli. In un Paese moderno e che ha tra i suoi fondamenti la libertà di culto questa situazione non può essere accettata. È indubbiamente vero che, spesso, nei centri islamici sorti in terra d'emigrazione vengono riprodotte forme di propaganda e di antagonismo tipiche dei Paesi d'origine. La difesa della sicurezza dei cittadini e della dignità di qualsiasi luogo di culto impone che questo fenomeno venga seriamente monitorato. È altrettanto vero, tuttavia, che una democrazia laica e pluralista non può usare soltanto l'arma del divieto di fronte a comunità religiose che reclamano il diritto di avere luoghi adeguati in cui riunirsi a pregare
di Paolo Branca da Popoli, ottobre 2008 [995]

Un presunto pestaggio xenofobo e uno scoop fotografico farlocco hanno fatto della città il regno dell’apartheid. Eppure qui gli immigrati hanno un’altra versione
Parma accese la tv e scoprì di essere razzista
Adu Sarkodie, portavoce della comunità ghanese locale: «Abito a Parma da diciotto anni e non sono mai stato vittima di alcun episodio razzista. Anzi, la nostra comunità è stata accolta benissimo dalla città e, in particolare con questa amministrazione, abbiamo lavorato proficuamente»
di Emanuele Boffi da Tempi del 13 ottobre 2008 [994]

"Classi differenziate per immigrati"
Dov'è lo scandalo se si insegna l'italiano agli studenti stranieri?
Come sempre, Repubblica fa di più che diffondere disinformatjia movimentista: fa anche da cassa di risonanza alle peggiori stupidaggini della sinistra e deforma a tal punto le notizie, da stravolgerle e rendere abbietto quel che è nobile. Terreno d’elezione di questa pratica di diretta derivazione moscovita di Largo Fochetti è l’immigrazione e la pubblicizzazione gridata – con ben più forza di qualsiasi movimento xenofobo in Europa - di episodi di razzismo, per lo più inventati di sana pianta
di Carlo Panella da L'Occidentale del 15 ottobre 2008 [993]

Hanno bruciato i suoi manoscritti, lo hanno sbattuto in prigione e i talebani continuano a dargli la caccia. Il libraio di Kabul, Rais Rais, ci racconta come nasce la sua battaglia culturale contro gli inquisitori islamici
Il cacciatore di libri
«Una considerevole letteratura è stata prodotta dal 2001 e lentamente il tramonto della letteratura di guerra ha lasciato spazio alla normale morale afghana. Io ho venduto 1650 copie di Shakespeare in persiano dal 1982 al 1992 e soltanto 125 dal 1992 al 2002 sotto i talebani. Da allora abbiamo importato 12.000 copie di Shakespeare e le abbiamo vendute tutte»
di Giulio Meotti da Il Foglio del 12 ottobre 2008 [992]

Intervista a Lucetta Scaraffia
Humanae Vitae: dalla rivoluzione sessuale alla crisi dei rapporti
Lucetta Scaraffia, giornalista ed esperta di questioni bioetiche ha recentemente scritto su più giornali che molte critiche all’Humanae vitae, da più parti riproposte in occasione del quarantesimo anniversario dell’enciclica, sono fatte come se fossimo ancora nel 1968, e non fosse cambiato nulla da allora
da Il Sussidiario del 13 ottobre 2008 [991]

Una vita contro l'establishment, quella di Horst Mahler: agli estremi. Ai peggiori estremi. Nel 1970 tra i fondatori della Rote Armee Fraktion, il gruppo terrorista tedesco guidato da Andreas Baader e Ulrike Meinhof. In questi giorni, sotto processo per aver negato l'Olocausto
Mahler, da terrorista rosso a ideologo dei neonazisti
Le accuse che il tribunale di Potsdam, vicino a Berlino, gli muove sono di negazionismo e di Volksverhetzung, in sostanza incitamento all'odio razziale, in Germania ambedue punite dalla legge. Tra il 2000 e il 2004, ha sostenuto con scritti su Internet che Auschwitz è un'invenzione degli ebrei. Rischia cinque anni
di Danilo Taino dal Corriere della Sera del 10 ottobre 2008 [990]

Su "D. La Repubblica delle donne" l`ultima "lezione": diventare un maschio
Molestie pseudoculturali ai danni delle bambine
Un lungo articolo uscito sullo scorso numero di “D. La Repubblica delle donne” ci aggiorna sulle più recenti acquisizioni a sostegno della teoria che le differenze sessuali sarebbero “frutto quasi esclusivo (da notare quel “quasi”, ndr) della cultura e dell’educazione”
di Nicoletta Tiliacos da PiùVoce del 10 ottobre 2008 [989]

Oltre il nichilismo
Jan Patocka: l’esperienza del dissenso come affermazione della positività del reale
«Vi sono esperienze che mostrano la straordinarietà della nostra situazione, cioè che soprattutto ci siamo e che il mondo c’è; e questo non è ovvio, è qualcosa di estremamente stupefacente che le cose ci si rivelino e che noi siamo in mezzo a loro. È stupefacente; in questa parola è contenuto lo stupore. Stupirsi significa non accettare nulla come ovvio. Materialmente il mondo resta uguale a prima, le medesime persone, le medesime stelle, e tuttavia c’è qualcosa di completamente cambiato»
di Angelo Bonaguro da Il Sussidiario del 10 ottobre 2008 [988]

«La sfida al nichilismo è la più vasta, la più profonda, la più intima delle prove contemporanee»
Glucksmann: "Bendetto XVI ha ragione. Quasi su tutto"
«C’è un manipolo di eroi che continua a combatterlo in prima linea: i dissidenti»
di Vittorio Macioce da Il Giornale del 3 ottobre 2008 [987]

Il filosofo Salvatore Natoli indaga il rapporto tra conoscenza e potere: «La crisi finanziaria mostra che esistono ancora oggi gli 'arcana imperi'»
Quale democrazia senza sapere?
C’è un deficit evidente: che informazioni hanno davvero i cittadini quando accordano la loro fiducia? E poi sanno valutarle?
di Salvatore Natoli da Avvenire del 9 ottobre 2008 [986]

L’imperdonabile film che non suona la grancassa del politically correct. E parla di miracolo, «l’unica cosa certa nella vita»
Spike ha fatto la cosa giusta
Spike Lee ha fatto la cosa giusta ma per Corriere e Repubblica il regista afroamericano con Miracolo a Sant’Anna si è perso nella retorica, nel falso, nella fuga dalla realtà. Qualcuno avrebbe fatto bene ad avvertire Spike Lee che se solo avesse provato a realizzare una pellicola pop, per cuori semplici insomma, anziché suonare la grancassa del politicamente corretto, gli sarebbe stato impossibile sfuggire all’ira funesta della critica rispettabile
di Enzo Manes da Tempi del 7 ottobre 2008 [985]

Mentre sta per uscire il suo prossimo romanzo, il premio Nobel Elie Wiesel parla dell’Olocausto: «È una spina conficcata nel cuore della storia, che interroga anche il Creatore»
Wiesel, l’ultima tragedia di Dio
«Dei miei cinquanta libri, solo quattro affrontano l’Olocausto. Non bisognava che diventasse routine: voglio che continui a essere per me qualcosa di sacro. E voglio tremare, appena pronuncio la parola 'Auschwitz'! Cerco di trasmettere le ripercussioni, la ferita di 'quella cosa'. Ma 'quella cosa' resta indicibile. Poiché, così com’è impossibile guardare in faccia Dio, non si può né affrontare né assorbire la potenza del male che operava nei campi di concentramento. Posso solo prendere il lettore o l’allievo per un braccio e condurlo fino al portone»
di Marie Chauday (traduzione di Anna Maria Brogi) da Avvenire dell'8 ottobre 2008 [984]

Sopravvivere all'Iran
Che farà l'America per non ricadere negli errori del passato?
Distensione, discussioni, scuse, misure studiate per consolidare la fiducia, non riusciranno mai a convincere Teheran che l’America è un paese amico, ma al massimo che è un nemico così debole che un atteggiamento aggressivo sembrerebbe destinato a un successo sicuro
di Barry Rubin da L'Occidentale del 9 ottobre 2008 [983]

Appena è stata approvata, sulla riforma del federalismo fiscale sono incominciati a fioccare i commenti. Positivi e negativi, come è giusto: si tratta infatti, ha detto bene Tremonti, di una riforma storica
Col federalismo più poteri ai cittadini e un vero test per i politici
La riforma del federalismo fiscale permetterà di imputare le responsabilità con chiarezza. Gli italiani, a cui il Governo precedente ha imposto la tracciabilità dei conti correnti, potranno ottenere la “tracciabilità” dei tributi. Una condizione di reciprocità: si potrà sapere come e perché vengono spesi i soldi chiesti con le imposte, e poi giudicare con il voto l’operato politico
di Luca Antonini da Il Sussidiario dell'8 ottobre 2008 [982]

Otto Bitjoka, due lauree, cameriere e poi imprenditore: «Nuovo razzismo? No, fatti “normali” che vengono strumentalizzati»
L’afro-lombardo
«È la politicizzazione delle emozioni che genera rabbia e paura». Sulle critiche alla politica, il presidente di Ethnoland è assai bipartisan: «La destra criminalizza, la sinistra strumentalizza. I politici di destra hanno uno strano concetto di immigrazione che legano sempre e comunque al tema della sicurezza. Ma pure io ho il problema della sicurezza, del circolare la sera in certi quartieri, del salire sul tram e stare attento a non farmi sfilare il portafoglio. Giusto mettere in campo la forza per garantirla, ma occorre, al contempo, trovare percorsi che aiutino chi è in difficoltà a inserirsi proficuamente nella società. Invece la destra vede come unico strumento il contrasto. Giusto, ma non basta». E la sinistra? «La sinistra usa il tema dell’immigrazione unicamente per opporsi alla destra. Ma è vuota, non ha idee di fondo. Se non strumentalizzasse il tema degli immigrati, come potrebbe attaccare la destra?»
di Emanuele Boffi da Tempi del 6 ottobre 2008 [981]

Malgrado i grandi progressi compiuti negli ultimi cinquant’anni (si pensi al Sudest Asiatico e alla Cina), molti paesi, in particolare quelli dell’Africa Subsahariana, non sono ancora riusciti ad imboccare la strada della crescita. Quali sono le cause? Quali le misure necessarie per rivoltare questa situazione?
Rassegna Epistemica: sviluppo e commercio internazionale
Secondo alcuni commentatori, tra le sue tante vittime, la crisi finanziaria in corso potrebbe presto annoverare la deregolamentazione e la liberalizzazione dei mercati. Gli attacchi al laissez-faire risultanti dal dissesto che ha colpito gli Stati Uniti potrebbero infatti colpire i tentativi di molti paesi (specialmente quelli in via di sviluppo) di adottare misure pro-mercato e di aprirsi ulteriormente ai commerci mondiali - l’unica strategia in grado di permettere loro di alleviare la povertà
di Mauro Gilli da Epistemes del 9 ottobre 2008 [980]

“La bruciante fiamma dello spirito nutre oggi un dolore dirompente, il nipote non nato”. Così termina la poesia Grodeck, nella quale Georg Trakl evoca il terrore della Prima Guerra Mondiale
L'aborto ruba vite all'intera umanità
Se oggi, il 22 settembre scorso, quasi mille bianche croci di legno sono state portate dall’Alexanderplatz alla cattedrale di Sant’Edvige, a Berlino, è accaduto perché, così facendo, si ricordassero le migliaia di bambini del nostro popolo cui, giorno dopo giorno, è stata rubata la vita prima che potessero venire alla luce
di Robert Spaemann (da Junge Freiheit del 26 settembre 2008, traduzione dal tedesco di Vito Punzi) da L'Occidentale del 5 ottobre 2008 [980]

Intervista a Quadrio Curzio
Quadrio Curzio: chi acclamava al modello americano, si rilegga la nostra tradizione economica
Per noi è importante ricordare che la coniugazione di orizzonti di medio-lungo termine, di imprenditorialità e sano profitto, di socialità comunitaria, di intersezioni tra istituzioni, società e mercato, configurano quel paradigma del liberalismo sociale che connota la Civiltà europea e anche quella italiana, pur con tutti i suoi problemi. Ecco perché c’è ancora strada da fare per sempre più coniugare sussidiarietà e solidarietà per lo sviluppo
da Il Sussidiario del 6 ottobre 2008 [978]

Pubblichiamo il primo capitolo di La scomparsa di Israele di Alessandro Schwed, in libreria per Mondadori a partire dal 7 ottobre
Caro babbo, Israele non c'è più
Alessandro Schwed: ebreo, fiorentino d’adozione, famiglia di origini ungheresi, negli anni Settanta ha fondato radio e circoli underground. È stato redattore del Male e ha collaborato al Secolo XIX. Attualmente collabora con i quotidiani locali del Gruppo Espresso e con il Foglio. Ha scritto Non mi parte il romanzo, saranno le candele (Ponte alle Grazie 1999) e Lo zio coso (Ponte alle Grazie, 2005)
di Alessandro Schwed da Il Foglio del 5 ottobre 2008 [977]

Non può esserci niente di più ingenuo o forse di più malizioso della maniera in cui su alcuni giornali di sinistra viene gestito il problema degli episodi di intolleranza etnica sfociate nelle ignobili aggressioni di questi giorni
E io mi dichiaro razzista democratica
È difficile combattere il razzismo, e prima di tutto occorre non dare la colpa al nostro nemico politico preferito. L’accoglienza indiscriminata è altrettanto dannosa quanto la chiusura totale, perché ci priva delle armi della nostra identità, senza le quali diventiamo fragili e quindi nevrotici e cattivi
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 5 ottobre 2008 [976]

Il nome di Marie Stopes non dirà molto al pubblico italiano ma significa moltissimo per quello anglosassone
Quella imbarazzante paladina delle donne
Fu lei, nel 1921, a fondare in Gran Bretagna la Società per il Controllo Costruttivo delle nascite e il Progresso Razziale e ad aprire la prima clinica per il controllo delle nascite
di Nicoletta Tiliacos da Piùvoce del 3 ottobre 2008 [975]

I Primi ministri di Israele (e la sua stessa storia) sono preda di una grande aspirazione democratica e morale: la pace
Faccia a faccia su Israele, la guerra e la pace. Da Rabin a Olmert, la maledizione del premier
Ma questa tensione è spesso andata di pari passo a molti fallimenti, tanto da far ipotizzare una sorta di “maledizione” che da oltre 15 anni sembra colpire i capi di governo israeliani, da Rabin a Sharon a Barak, e che in questi ultimi mesi è stata caratterizzata dalla sconfitta di Olmert in Libano e dalle sue dimissioni. Dov’è l’errore? E se c’è, come prevenirlo?
di Fiamma Nirenstein e Renzo Foa da Liberal del 2 ottobre 2008 [974]

Viaggio a San Paolo tra i Sem-Terra di Cleuza e Marcos Zerbini, una civiltà vitale sorta dalle ceneri della miseria e dell’utopia socialista
Rinascita di un popolo
Almeno tre milioni di brasiliani fra i 19 e i 30 anni vorrebbero inseguire una laurea ma non possono: il problema sono i quattrini. Cleuza e Marcos hanno trovato la strada: negoziano riduzioni della retta fra il 30 e il 60 per cento, offrendo in cambio alle università private pacchetti di centinaia o migliaia di “clienti” per volta. In questa maniera nel giro di cinque anni hanno sottoscritto convenzioni con 17 istituti superiori e immatricolato ben 40 mila giovani, pari al 20 per cento di tutta la popolazione universitaria di San Paolo
di Rodolfo Casadei da Tempi del 30 settembre 2008 [973]

Autore di un monastero nella Repubblica Ceca, John Pawson riceve sabato il premio Frate Sole. «L’architettura è luce e proporzione»
Spazio sacro e modernità cistercense
Il minimalismo si addice ai monaci: in particolare ai cistercensi, la cui tradizione architettonica richiede austerità e spoglia monumentalità. Così, le migliaia di cechi incontratisi nel settembre 2004 per celebrare l’apertura del nuovo monastero di Novy Dvur, e in questo festeggiare anche una primizia della ritrovata libertà dopo la caduta del comunismo, si sono trovati di fronte a un edificio progettato da uno dei maggiori esponenti del minimalismo, John Pawson, in un contesto che a san Bernardo di Chiaravalle sarebbe apparso ideale: ampi campi coltivati tra dolci colline coperte da boschi, lontano da tutto quanto rappresenta la civiltà della macchina e della folla
di Leonardo Servadio da Avvenire del 2 ottobre 2008 [972]

Il pensiero amico della ragione di Romano Guardini avvicina Hannah Arendt al professor Ratzinger
Padre della laicità
Fu lui a riconoscere – come poi fece pure Alain Besançon in Novecento. Il secolo del male (Lindau) con la celebre espressione «gemelli eterozigoti» riferita a nazismo e comunismo –, che i due sistemi totalitari del Novecento nascevano dalla stessa radice: «La costruzione dogmatica che il giudizio corrente rinfaccia al Medio Evo era piena libertà a paragone di ciò che il nazionalsocialismo ha dato l’avvio e che continua ad accadere nel comunismo» scriveva ne Il potere (1951)
di Lorenzo Fazzini da Tempi del 1° ottobre 2008 [971]

Renato Farina lancia la sua “soluzione sussidiaria”
Liberare le carceri
«C’è un dramma educativo per cui non basta l’indulto»
di Elena Inversetti da Tempi del 30 settembre 2008 [970]

Repubblica si è da tempo data un obbiettivo meritevole: evidenziare tutte le idiozie su cui si basa il pensiero politico, la cultura della sinistra, permettendo così al colto e all’inclito - e ai posteri - di comprendere le ragioni di fondo del suo fallimento su base continentale
Gli intellettuali di sinistra parlano tanto ma non dicono più niente a nessuno
Avanti così, che forse un giorno aprirete la porta, uscirete finalmente per strada e farete quella cosa che tutta la sinistra di libro e di governo non fa più da decenni in Europa: parlerete con la gente, con quello che chiamate “il popolo”, e non più sulla gente, non più sulle spalle del “popolo”
di Carlo Panella da L'Occidentale del 30 settembre 2008 [969]

La vignetta anti-Brunetta
A sinistra la chiamano satira ma noi non ci troviamo niente da ridere
In fondo ci risiamo, dietro il comodo alibi della satira si perpetua il volgare gioco degli attacchi frontali e dei richiami a dir poco subdoli. Chiariamo: se il nucleo della satira è soggettivo, se essa deve circolare liberamente dai libri, ai giornali, passando per piazze, circhi e libri, devono essere i suoi confini ad essere visibili, oggettivi e non valicabili con pistole in pugno
di Michele Ruschioni da L'Occidentale del 30 settembre 2008 [968]

Jean Améry, Intellettuale a Auschwitz, Torino, Bollati Boringhieri, 2008, collana Universale, pp. 150, euro 12
Quei muri freddi e muti che il mondo chiama Auschwitz
Mettere a confronto questo esile volume con le opere più note sul totalitarismo, e in particolare con quelle che si occupano del campo di concentramento, del terrore, come fulcro del sistema totalitario, fa una curiosa impressione: sembra che Améry, che ha scritto dopo Arendt e il suo Le origini del totalitarismo, ad esempio, ne sia la fonte diretta
di Michela Nacci da L'Occidentale del 28 settembre 2008 [967]

In Islam e libertà (Einaudi), l’islamologo di grido Tariq Ramadan tocca l’apice della prestidigitazione
Nuovo libro di Ramadan, solito salafita travestito da moderno
Questa nuova bibbia portatile del ramadanismo è un miscuglio di lumi rivisitati, comunitarismo, orgoglio religioso, risveglio delle coscienze, pragmatismo e apologia dell’islam come “la soluzione”. Quella definitiva per l’Europa così come la conosciamo con le sue libertà e ideali
di Giulio Meotti da Il Foglio del 27 settembre 2008 [966]

I tedeschi coniarono l’espressione die unbewältigte Vergangenheit (il passato non superato) per indicare i conti non ancora chiusi con l’orrore del nazismo
Fascismo: l'esempio di un passato che in Italia non passa mai
Il fascismo italiano perì, ignominiosamente, nel 1945. Se oggi, in Italia, da pulpiti autorevoli si tenta di abbellirne la memoria, è perché il paese non s’è liberato dall’altro macigno che grava sulla coscienza della nazione: il comunismo togliattiano. Travolto dalla crisi generale dell’impero sovietico, il vecchio PCI cominciò a decomporsi; ma le sue membra sfatte han seguitato ad intorbidare la scena politica e culturale. Che l’intero sistema politico italiano sia crollato all’improvviso, come un castello di carta, sotto la spinta di fattori internazionali, è la riprova dell’anomalia italiana e del peso negativo che il PCI, con il suo mastodontico apparato organizzativo e culturale, ha avuto nel nostro paese. Potremo dirci un paese civile e normale solo quando avremo meditato senza acrimonia, ma con sincerità e onestà, su entrambe le catastrofi politiche, intellettuali e morali del nostro Novecento
di Ettore Cinnella da Il Sussidiario del 26 settembre 2008 [965]

C’è un elemento dirimente nel comportamento di Adriano Sofri contro chi insiste sugli opportunismi della lobby di Lotta Continua: se Sofri (che peraltro credo innocente) avesse dichiarato la propria colpevolezza, non sarebbe stato per nove anni in galera. Questo fatto sgombra di per sé le questioni etiche sul suo diritto a parlare. Detto questo il dibattito su piazza Fontana e dintorni mi appare quasi lunare
Da Piazza Fontana riparte un dibattito quasi lunare che tocca Lotta Continua
Oggi, come sempre quando una guerra finisce (soprattutto se non è stata combattuta fino in fondo) è sceso un qualche oblio sulle dinamiche di anni Sessanta e Settanta. Mi sembra un bene. Anche se impedisce di fare ricostruzioni convincenti che dovranno essere affidate agli storici del futuro. Certe vulgate del momento (doppio stato, stragi di stato e così via) non sono che cascami della lotta passata. E comunque ricostruzioni unilaterali: come se si descrivesse la Prima guerra mondiale parlando solo di eserciti alleati e non delle potenze centrali
di Lodovico Festa da Il Foglio del 27 settembre 2008 [964]

«I giovani di Est e Ovest avevano obiettivi diversi, pro o contro il marxismo, ma erano accomunati da un medesimo slancio vitale»
I due ’68 dell’Europa
«Oggi il Vecchio continente rischia una marginalità dorata. Trascinando con sé la sua grande tradizione umanistica»
di Andrea Riccardi da Avvenire del 26 settembre 2008 [963]

Una norma che preservi la “stoffa” del rapporto tra medico e paziente. Parla Felice Achilli
La legge? Fatela con cura
Fare il medico o l’infermiere non è un’attività meccanica, asettica, freddamente distaccata dal malato. Oggi la medicina si sta di nuovo accorgendo di questo. Non si può avere cura realmente di un’altro uomo, farsi carico della sua sofferenza, senza riconoscere un legame misterioso che lega ogni medico o infermiere al paziente, un legame che costituisce la “stoffa” di ogni vocazione professionale. Ma ciò va educato perché ridurre tale relazione a un mero “contratto” rischia di indurre (e ha già indotto dove è stato introdotto) atteggiamenti di “rinuncia terapeutica” legati alle possibili implicazioni medico-legali del rischio legato alla pratica professionale. Questa cosiddetta “medicina difensiva” può certamente indurre più danni di mille tribunali
di Emanuele Boffi da Tempi del 23 settembre 2008 [962]

Ogni edificio più alto di un campanile è un assalto all’incarnazione e alla presenza di Dio nella città
L’anticristo abita al 53° piano
“Non esiste né il buono, né il vero, né il bello. Sono un relativista. Sono un nichilista” dichiarò Philip Johnson, il re dei grattacieli, poco prima di rendere l’anima al diavolo
di Camillo Langone da Il Foglio del 20 settembre 2008 [961]

Il famoso teologo riformato svizzero era noto per la sua vicinanza ai fratelli «papisti». Non poté partecipare come «osservatore» al Vaticano II, ma a Roma vide la vivacità delle scienze sacre cattoliche
Quando Barth fece l’esame al Concilio
Tra critiche e stima reciproca i contatti con Von Balthasar, Küng, Rahner e Ratzinger. A Paolo VI 4 tomi con dedica in latino: «Il fratello separato al vescovo servo di Dio»
di Piergiorgio Grassi da Avvenire del 18 settembre 2008 [960]

Nel suo ultimo libro Individualmente insieme, Bauman sostiene che alla celebre triade della rivoluzione francese – libertà, uguaglianza, fraternità – ne sia ormai subentrata, nella società contemporanea, un’altra: sicurezza, parità, rete
Solo in un "legame" la libertà dell'individuo si può esprimere
«Si assume che ogni singolo si porti dietro, assieme al proprio corpo, la sua specifica rete, un po’ come una chiocciola porta la sua casa». La rete sono i legami che il singolo stabilisce. Ma attenzione, non sono i legami della fratellanza, cioè in qualche modo dati da una storia (la famiglia, il quartiere, una comunità religiosa, una nazione). Sono, al contrario, legami fluidi, flessibili, liquidi
di Pigi Colognesi da Il Sussidiario del 19 settembre 2008 [959]

In un articolo su La stampa dell’11 settembre, intitolato «Mettiamoci d’accordo, la verità non c’è più» Gianni Vattimo spiega la filosofia dell’amico Richard Rorty e ne rileva l’aspetto decisivo: non si può più parlare di verità
Quando la verità non c’è più. Perché dire no al relativismo di Vattimo
Il cuore dell’argomento è che la filosofia contemporanea ha stabilito che l’essere non determina il dover essere – secondo l’insegnamento di Hume –, la metafisica (le cose come sono) non determina le norme (come dobbiamo ragionare, comportarci, ecc.). Ma il fatto è che questa distinzione è una certa versione della verità, quella che si è imposta da Descartes in avanti, quella che divide pensiero e corpo, capire e fare e – ovviamente – sapere ed essere felici
di Giovanni Maddalena da Il Sussidiario del 19 settembre 2008 [958]

A gonfiare i muscoli di Putin ci pensano i neocon russi, che tra flirt con la Chiesa ortodossa ed escatologia hanno convinto il paese che il mondo finirà a Mosca
La religione dell’impero
«I neocon russi sono gli intepreti più originali del nuovo clima politico e culturale della Russia putiniana», spiega Amedeo Roccucci, docente di storia contemporanea all’università di Roma 3 e autore di uno stimolante articolo apparso sul n. 4 del bimestrale Limes
di Rodolfo Casadei da Tempi del 15 settembre 2008 [957]

Le Erinni della storia non danno tregua ad Adriano Sofri
Il demone di Sofri
Resta da chiedersi il perché di queste recenti posizioni di Adriano Sofri. Alcuni commentatori richiamano l’arroganza intellettuale e la ubris del personaggio. Dietro sta, in profondità, il travaglio di una generazione che ha condiviso le potenti ideologie di liberazione del ‘900 e che non riesce a liberarsene. Peggio: considera tradimento intellettuale e incoerenza etica la revisione radicale di quelle ideologie. Peggio: spaccia per coerenza intellettuale e etica l’ostinata fedeltà ad un errore
di Giovanni Cominelli da Il Sussidiario del 18 settembre 2008 [956]

La crisi del mercato iperfinanziarizzato statunitense non è finita
Dead banks walking
Ora nel novero degli istituti zombie ci sono anche i big. Chi salverà l’America? Analisi e previsioni di Tarantini e Quadrio Curzio
di Mauro Bottarelli da Tempi del 15 settembre 2008 [955]

Avevamo ragione noi minoritari, ad ammonire da un paio d’anni a questa parte che era un intero modello di “fare finanza” ad avviarsi all’Armageddon. Aveva ragione chi, come Giulio Tremonti, tra i frizzi e i lazzi iniziali di molti accademici e banchieri metteva in guardia sull’approssimarsi di una crisi epocale non “del” capitalismo, ma di “un certo” capitalismo
Un errore culturale alla base del crollo del sistema
Bisogna tornare a banchieri per cui il core tier1 è il più rigoroso dei propri indici di riferimento: in altre parole, a un modello di “fare banca” e “fare finanza” che sia molto più rigoroso rispetto alla quantificazione del rischio, e assai meno avido rispetto ai proventi da “finanza attraverso finanza”
di Oscar Giannino da Il Sussidiario del 18 settembre 2008 [954]

Le Corti islamiche contro lo Stato di diritto
A Londonistan vige la sharia. Perché il governo Brown non reagisce?
Questi tribunali anomali per l’Occidente non condividono il principio di inviolabilità dei diritti umani, né i valori di libertà e di uguaglianza alla base delle democrazie europee
di Souad Sbai da L'Occidentale del 17 settembre 2008 [953]

Gli attacchi contro i cristiani si alimentano alle dottrine dell’Hindutva, del nazionalismo estremista indù, con legami storici con il nazismo
Le violenze dei fondamentalisti indù hanno anche motivi politici
Essi si diffondono soprattutto negli Stati governati dal Bharatiya Janata Party, che cerca di consolidare il suo elettorato indù. Le opinioni del card. Vithayathil e del direttore del prestigioso giornale Satyadeepam
da AsiaNews del 16 settembre 2008 [952]

Il prossimo anno, quando inizieranno a scrivere le nuove regole per le istituzioni finanziarie statunitensi, i regolatori federali non potranno esimersi dal richiedere profondi cambiamenti al modo in cui investment bankers e traders vengono retribuiti, pena il fallimento di qualsiasi riforma
Regole da riscrivere
Secondo alcuni osservatori, la crisi finanziaria che stiamo vivendo sarebbe un caso di fallimento organizzativo e non di fallimento del mercato. Si tratterebbe, cioè, del fallimento del rapporto tra principale e agente, dove il primo non è in grado di comprendere quello che il secondo sta facendo, ed i traders hanno quindi incentivi a prendersi rischi eccessivi, perché i guadagni potenziali (il bonus che ti cambia la vita) sono maggiori dei benefici di una condotta prudente
di Mario Seminerio da Epistemes del 16 settembre 2008 [951]

Bertolucci a Venezia lo ha accusato di razzismo. Ma Giovannino Guareschi, padre di don Camillo e Peppone, per una vita ha superato condanne e insulti
L'uomo candido
“Noi non apparteniamo a nessun ismo. Abbiamo un’idea, sì, ma non finisce in ismo. La cosa è molto semplice: per noi esistono al mondo due idee in lotta: l’idea cristiana e l’idea anticristiana. Noi siamo per l’idea cristiana”
di Piero Vietti da Il Foglio del 15 settembre 2008 [950]

Omicidio Calabresi
Se Sofri difende la "moralità" degli assassini
"Non ho prove, ma credo che Sofri abbia preferito il martirio personale al racconto della verità. Meglio sprofondare con gli amici che far la figura del delatore; meglio stare in carcere da innocente che distruggere la creatura che fu ed è tuttora il senso della sua vita. Anche qui non ho prove: ma ho l'impressione che l'articolo sul Foglio sia, per chi sa e capisce, rivelatore, con quella inedita ammissione sulla paternità dell'omicidio da parte di estremisti di sinistra (tratteggiati da Sofri con indulgenza e affetto) e con quella rivendicazione di responsabilità totale per ciò che uscì da Lotta Continua («anche quando la mia responsabilità personale fu nulla e così quella penale»). In questo immolarsi di Sofri non c'è nulla di eroico, né di nobile. C'è un ego smisurato, una concezione totalmente autoreferenziale della morale. C'è un malinteso senso di onestà verso gli amici, c'è la convinzione che le colpe non vadano espiate consegnandosi a uno Stato che si ritiene almeno egualmente colpevole. Se Sofri, come sospetto, è innocente ma non racconta ciò che sa, il suo è un grave peccato di orgoglio. È anche un peccato contro la verità – di cui la famiglia Calabresi innanzitutto avrebbe diritto –: non meno grave, a questo punto, di un omicidio di tanti anni fa" (Michele Brambilla)
di Stefano Borselli e Leonardo Tirabassi da L'Occidentale del 14 settembre 2008 [949]

Viaggio apostolico in Francia in occasione del 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes (12 - 15 settembre 2008)
Le origini della teologia occidentale e le radici della cultura europea
Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernardins
del Santo Padre Benedetto XVI [948]

Strappano dalle spalle gli zainetti esplosivi. Bloccano le bombe umane ai mercati e davanti alle moschee. Rifiutano l’ideologia fondamentalista
In Iraq, l’ultima resistenza ad al Qaida è in mano alle donne
Il governo iracheno ha incoraggiato la formazione delle “Banat al Iraq”, le figlie dell’Iraq, 500 donne con il compito di contrastare il jihad rosa. Sono vedove, madri, orfane, sorelle e fidanzate unite tutte dall’odio verso al Qaida, la cui violenza e brutalità le ha strappate dall’ombra in cui la tradizione islamica le aveva relegate
di Giulio Meotti da Il Foglio del 12 settembre 2008 [947]

NoBody's perfect
Elogio (per una volta) dell'imperfezione
Intervistato dal quotidiano Die Welt, Von Glasow ha parlato della sua pellicola come di un messaggio sulla bellezza dell'imperfezione: "Durante tutta la giornata io non mi sento affatto un portatore di handicap – ha detto con candore -. Lo sono solo qualche minuto al giorno... D'altronde quante volte nella Sua giornata Lei riflette sul fatto di essere una donna?"
di Giovanni Boggero da L'Occidentale del 14 settembre 2008 [946]

Trig Palin è al mondo soltanto da 145 giorni ma è già protagonista della campagna elettorale americana
La scelta di Sarah
Dopo il primo nero e la prima donna repubblicana, è stata infranta una “terza barriera dei diritti civili” durante queste elezioni. In un paese dove viene abortito il 95 per cento dei bambini Down, Trig c’è ed è stato visto da tutto il mondo
di Giulio Meotti da Il Foglio del 12 settembre 2008 [945]

Oggi Benedetto XVI è a Parigi
Un Papa francese
C’è un rapporto particolare tra Ratzinger e la Francia, parte da Sartre e arriva alla Legion d’Onore
da Il Foglio del 12 settembre 2008 [944]

Lettera aperta di Parisa Elahi, dissidente, fuggita a Londra dal regime di Ahmadinejad
Lascio l’Iran perché amo gli iraniani
“Io non odio l’Iran, io amo l’Iran. Odio quello che l’Iran è diventato per colpa di persone fanatiche che usano la religione al solo scopo di sottomettere e di mantenere il potere"
di Dimitri Buffa da L'Opinione dell'11 settembre 2008 [943]

La colpa di concedere una speranza agli esclusi nell’India del boom economico. Ecco perché il governo tace mentre i cristiani sono nel mirino dei fondamentalisti indù
Stato incendiario
Eccolo, il cuore del problema, la Chiesa in Orissa annuncia una speranza anche per i dalit, i fuori casta. Quelli che da sempre in India sono stati relegati ai margini della struttura sociale. Per questo, in un paese dove i nuovi ricchi non possono non appartenere rigorosamente alle caste “giuste”, i cristiani oggi sono diventati un pericolo
di Giorgio Bernardelli da Tempi del 9 settembre 2008 [942]

Missili a lunga gittata e nuove strategie
Hezbollah si prepara al secondo round contro Israele
È probabile che un eventuale scontro futuro tra Israele ed Hezbollah sia diverso da quello dell’estate del 2006. Allora l’epicentro fu l’area a sud del Litani, adesso tutto si è spostato più a nord
di Pietro Batacchi da L'Occidentale dell'11 settembre 2008 [941]

Il fenomeno migratorio rappresenta uno degli elementi della modernità che rendono più emblematicamente ambivalente il rapporto tra flussi globali e culture dei luoghi
Bonomi: immigrazione, la politica non basta. Serve più comunità
Come già per la globalizzazione di merci e informazioni, quella relativa alle persone, nella loro dimensione della vita nuda, è un flusso capace di generare rischi ed opportunità a seconda di come impatta sui territori e sulle relative lunghe derive identitarie
di Aldo Bonomi da Il Sussidiario dell'11 settembre 2008 [940]

Intervista con dedica a Jonathan Safran Foer
Scrivendo si fanno un mucchio di cose, io faccio emergere il silenzio
Il giovane autore americano ci racconta i suoi rifugi e ciò in cui non riesce a credere ma che lo affascina
di Mattia Ferraresi da Il Foglio dell'11 settembre 2008 [939]

Esce anche in Italia il pamphlet del noto giornalista francese Jean-Claude Guillebaud, «neoconvertito»
Cristiani, in Europa messi al bando
«Non c’è persecuzione, ma quella derisione beffarda che agita i media e indica il credente come un essere arcaico amputato di parte di sé, votato alla credulità»
di Jean-Claude Guillebaud da Avvenire del 10 settembre 2008 [938]

In questi giorni la casa editrice Mondadori pubblica la maggiore raccolta di Storie e leggende chassidiche che esista in Italia
Se Dio si trova in ogni cosa
Il volume comprende i cinque maggiori libri di Martin Buber sul chassidismo: Le storie di Rabbi Nachman, La leggenda del Baalschem, La mia via al chassidismo, I racconti del chassidismo, Esposizione del chassidismo. All´inizio del secolo scorso, Buber cercò di rinnovare l´ebraismo, reimmergendolo nel ricco e confuso mondo chassidico del diciottesimo e del diciannovesimo secolo
di Pietro Citati da La Repubblica del 9 settembre 2008 [937]

Dossier Fides
L'alfabetizzazione interpella la coscienza degli uomini d'oggi
«[...] lo sviluppo di un popolo non deriva primariamente né dal denaro, né dagli aiuti materiali, né dalle strutture tecniche, bensì dalla formazione delle coscienze, dalla maturazione delle mentalità e dei costumi. È l'uomo il protagonista dello sviluppo [...]» Giovanni Paolo II
da Agenzia Fides del 6 settembre 2008 [936]

Di fronte ai sondaggi che lo danno in calo, il presidente spagnolo cerca di far leva sul conflitto sociale, da lui fomentato per poi proporsi come soluzione del conflitto stesso
Suicidio assistito: il motivo dell'ultima mossa di Zapatero
Marxista senza marxismo, Zapatero genera una frattura nella società spagnola (tesi), provoca la inevitabile reazione delle realtà sociali che si oppongono alla sua rivoluzione nichilista (antitesi) e lui si presenta come la soluzione per questa frattura (sintesi)
di Fernando De Haro da Il Sussidiario del 9 settembre 2008 [935]

«Con la libertà nasceva la necessità di difendersi, e questa combinazione forse è ciò che a noi europei, che identifichiamo la democrazia con la pace, impedisce di capire Israele, così odiato, così mistificato»
Noi gente qualunque di un paese unico
«A volte, se la giornalista spiega quanto sia bella e piena di gioia la vita in quel paese continuamente colpito, non le si crede»
di Fiamma Nirenstein da Panorama dell'8 settembre 2008 [934]

8 settembre
La dolce crudeltà dell'armistizio
Si leggeva Cardarelli, si scoprivano arsenali nelle aiole, si perdevano verginità, si toccava la carne della guerra
di Angiolo Bandinelli da Il Foglio dell'8 settembre 2008 [933]

Con lo scoppio della guerra tra Russia e Georgia, molti commentatori si sono convinti che la ritrovata politica espansionistica russa sia spiegabile dal sistema autocratico che si è imposto all’interno del paese negli ultimi anni
La Russia e la politica internazionale
È bene ricordare che l’elemento più importante nelle relazioni tra gli Stati è e rimane la forza. Gli eventi in Caucaso sono una conseguenza diretta del cambiamento dei rapporti di forza a livello internazionale. Senza un rafforzamento della Russia e un indebolimento degil Stati Uniti, il conflitto scoppiato il mese scorso non sarebbe mai iniziato. Trascurare questo aspetto significa ignorare il funzionamento della politica internazionale
di Mauro Gilli da Epistemes del 3 settembre 2008 [932]

La campagna dei fondamentalisti indù si diffonde anche nel Madya Pradesh dove giovani fedeli sono stati picchiati e una chiesa è stata incendiata
Suore di Madre Teresa ancora sotto inchiesta per “sequestro di bambini”. Bruciata una chiesa
Continua la campagna contro i cristiani e le pretese conversioni forzate o “pagate”. Dall’Orissa – teatro in queste settimane di un vero e proprio pogrom – la furia dei radicali indù sta spargendosi in altre regioni
da AsiaNews dell'8 settembre 2008 [931]

Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo: «Ormai è chiaro che al-Qaeda è sempre meno organizzata. E non ha sostegno di popolo»
Benladen non fa più paura?
«In Italia non ci sono mai stati attentati di matrice islamica perché i nostri sistemi di sicurezza sono molto buoni, affinati da trent’anni di mafia e Brigate rosse»
di Paola Springhetti da Avvenire del 3 settembre 2008 [930]

Se la Commedia di Dante è potuta diventare, nel giudizio soprattutto degli studenti, un’opera noiosa e difficile da affrontare, non è perché si tratti di poesia troppo alta per essere compresa; è invece stato soprattutto colpa dei professori, che hanno «rubato la vita al poema dantesco»
Dante, poeta dell’impossibile
Parola di Robert Hollander, professore di Letteratura Europea all’Università di Princeton e tra i massimi esperti mondiali della poesia dantesca, che nei giorni scorsi ha preso parte al Meeting di Rimini per parlare dell’“avventura dell’io in Dante”
da Il Sussidiario del 4 settembre 2008 [929]

Dossier Fides
Essere missionari tra i Rom
Trentasei milioni di persone sparse in tutto il mondo, soprattutto in India (18 milioni): sono questi i numeri stimati relativi alla popolazione zingara, che rappresenta un gruppo etnico specifico. Solo in Europa, sono tra i 9 e i 12 milioni, concentrati soprattutto nella zona orientale
da Agenzia Fides del 2 settembre 2008 [928]

India
Magister: ecco le ragioni profonde della "cristianofobia"
«Il problema vero è che il cristianesimo in India è qualcosa di profondamente dissonante rispetto a quella che è la struttura culturale e civile dell’India stessa da secoli, vale a dire il sistema delle caste. Il cristianesimo per natura è una religione che predica l’uguaglianza»
da Il Sussidiario del 3 settembre 2008 [927]

Dall’Olocausto all’11 settembre: parla lo scrittore Usa autore di Ogni cosa è illuminata. Sarà protagonista a Mantova
Foer: i miei viaggi nella memoria
«Non c’è bisogno di essere religiosi per sapere che la religione è un tema dominante nella propria vita. Sembra che Dio tenda a riemergere nella mia scrittura, da solo»
di Elena Molinari da Avvenire del 2 settembre 2008 [926]

La recente guerra tra Russia e Georgia e la sequenza di azioni e reazioni che hanno condotto al congelamento delle relazioni diplomatiche e militari tra Mosca e l’Occidente, hanno suscitato timori di una nuova Guerra Fredda
È l’economia il punto debole di Putin
Per tentare di comprendere lo scenario evolutivo della crisi può essere utile analizzare le attuali condizioni economiche della Russia
di Mario Seminerio (© Libero Mercato) da Epistemes del 1° settembre 2008 [925]

Violenze, minacce, esodo forzato. Così il Medio Oriente diventa terra ostile ai cristiani. E noi siamo i suoi complici colpevoli
Dove la croce è straniera
Pubblichiamo ampi stralci dell’introduzione firmata da Magdi C. Allam al libro Il sangue dell’agnello di Rodolfo Casadei. Il volume uscirà a settembre per l’editore Guerini
di Magdi C. Allam da Tempi del 1° settembre 2008 [924]

La luce della fede lo colpì per due volte di notte mentre si trovava nel deserto algerino. Fu allora che intuì quel «senso d’assoluto» che vive nell’uomo. Parla lo scrittore francese Eric-Emmanuel Schmitt, autore del best seller Il vangelo secondo Pilato
«Io, folgorato nel Sahara»
«Ho letto i testi più costruttivi e distruttivi sul Cristianesimo: Nietzsche e i Padri della Chiesa. La religione cristiana fa appello alla fede ma anche alla ragione... Non tutto nell’uomo è ragione: i valori morali, l’esperienza amorosa e artistica non riguardano solo la ragione»
di Lorenzo Fazzini da Avvenire del 24 luglio 2008 [923]

L'antisemitismo — come, naturalmente, il razzismo — è un delitto che non ammette né circostanze attenuanti né scuse. La cosa dovrebbe andar da sé. Purtroppo, non è il caso. Infatti, c'è almeno una scusa che, dopo l'affaire Dreyfus, sembra funzionare sempre e instaurare una sorta di clausola dell'odio autorizzata
Voltaire, Siné antisemiti mascherati
È quella che consiste nel dire: no all'antisemitismo, salvo se si tratta di un borghese importante, di un ufficiale superiore dell'esercito francese. Oppure: no all'antisemitismo, salvo se in gioco c'è un simbolo del Grande Capitale, un banchiere ebreo, un plutocrate, un Rothschild. Oppure: no all'antisemitismo, salvo se può adornarsi dei nuovi abiti di un antisarkozysmo che, anch'esso, non si sofferma sui dettagli e non indietreggia davanti a nulla pur di avere la meglio
di Bernard-Henry Levy dal Corriere della Sera del 22 luglio 2008 [922]

Nell’ultimo libro-intervista del filosofo morto 5 anni fa il dialogo serrato col pensiero cattolico, cruciale per capire il postmoderno
Illich, domande al cristianesimo
Una riflessione che tocca l'essenza della società contemporanea ove l'elemento virtuale si presenta «come una sorta di eternità contraffatta». Ivan Illich, Pervertimento del cristianesimo, Quodlibet
di Lucetta Scaraffia da Avvenire del 22 luglio 2008 [921]

Nella donna, il genere umano si coglie nella sua propria nudità di preda. È un sentimento di sé che una donna conosce bene
Simone, Rachel e Hannah
Al contrario, l´esercizio della forza è un compito da cui la cultura, la civiltà l´hanno assolta. Non le chiedevano, almeno nel passato, di combattere. Nella tradizione, se una donna andava in guerra era per curare i feriti. Ora è vero, ci sono donne-soldato, ma l´ipocrisia vuole che quegli eserciti siano al servizio non della guerra, ma della pace. Per lo più è ancora vero che se si tratta di violare, penetrare, è piuttosto l´uomo maschio chiamato a farlo. Lui si è specializzato nella performance. E nel gusto. Proprio per questo, tanto più interessante risulta che nel cuore del secolo scorso tre donne diverse, lontane tra loro, si siano arrischiate in una riflessione sulla violenza di un´altezza abissale. Di queste tre donne - Simone Weil, Rachel Bespaloff, Hannah Arendt - vi racconterò
di Nadia Fusini (La Repubblica) da InformazioneCorretta del 21 luglio 2008 [920]

Nel regno dei narcos, dove comandano droga e pistole, tra eterne miserie e nuovi lussi, un progetto Avsi e Fiat insegna un mestiere diverso da quello del killer
L’albero della vita che cresce in favela
Scordate le favelas dell’agiografia terzomondista. Niente più baracche dove entra la pioggia e forma fango sul pavimento. Niente più poveri cristi vestiti di stracci. Un paio di scarpe e un cambio di abiti ce l’hanno tutti, e pure l’auto: Fiat Palio e Volkswagen comprate a rate
di Rodolfo Casadei da Tempi del 21 luglio 2008 [919]

Eutanasia, aborto, provetta selvaggia
Elio Sgreccia
«Ciò che si fonda sul principio di autonomia è autoreferenziale, perciò, in nuce, anche antisociale». Il presidente emerito della Pontificia Accademia pro Vita e la bioetica “laicista”
di Fabio Cavallari da Tempi del 22 luglio 2008 [918]

I paradossi delle discriminazioni secondo Queneau
Perché Zapatero è così attratto dai diritti dello scimpanzé
Il mito dei preadamitici spiega che la maggiore tragedia dell’uomo è che continuerà sempre a essere soltanto uomo
di Edoardo Camurri da Il Foglio del 22 luglio 2008 [917]

Ora è negli Usa dopo anni di torture
La storia di Ahmed: una seconda rivoluzione in Iran è possibile
«La tortura, le violazioni dei diritti umani, gli abusivi contro le donne sono ancora prevalenti in Iran»
di Marco Ferraro da L'Occidentale del 22 luglio 2008 [916]

Afghanistan e diritti umani
Sayed rischia la pena di morte, l'Italia deve intervenire
A più di sei anni dalla fine del regime talebano l’Afghanistan ha vissuto dei cambiamenti rilevanti. Sei milioni di bambini sono andati a scuola per la prima volta, chilometri di strade sono stati costruiti, ma la condizione della donna resta immutata, laddove non è peggiorata
di Souad Sbai da L'Occidentale del 21 luglio 2008 [915]

La scelta sulla propria vita è conforme al volere di Dio. Il dramma è che in questo caso manca
I due padri di Eluana
«L’obiettivo divino però, ancor più della vita fisica, è la vita libera, e in questa prospettiva Dio realizza veramente il suo piano, perché il mondo che si dispiega ogni minuto sotto i nostri occhi è un immenso esperimento che raggiunge il suo obiettivo, cioè la terribile e insieme meravigliosa alchimia della libertà»
di Vito Mancuso da Il Foglio del 21 luglio 2008 [914]

Perché esistono il bene, il male e la scelta tra i due. Il professore non sempre ti lascia scampo, ma da qui non si scappa
L’esercizio della libertà individuale è il problema, non la soluzione
Qui è in atto una dialettica di grazia e peccato, da una parte, come nella vita di ciascuno di noi, e una guerra culturale del tutto impersonale all’inservibile concetto di persona umana, un avanzo del cristianesimo che il secolarismo ideologico tende a gettare nella discarica dei suoi incubi
di Giuliano Ferrara da Il Foglio del 21 luglio 2008 [913]

È lo scrittore vagabondo dell’Est: lo incontriamo nella cittadina dei Carpazi, posta all’estremo sud della Polonia, dove vive e scrive. Nei suoi romanzi racconta il mondo dell’Europa dei villaggi e delle campagne sopravvissuto al comunismo, che si stende dai Balcani fino all’Ucraina
Stasiuk, il Kerouac dell’«altra Europa»
Negli anni Ottanta collaborò alle riviste clandestine di Solidarnosc e finì dietro le sbarre. Con la moglie ha fondato una casa editrice che vuole essere un ponte fra Est e Ovest. Rivendica la dimensione spirituale della vita: «Ogni uomo è religioso»
di Marie Chaudey (traduzione di Anna Maria Brogi) da Avvenire del 20 luglio 2008 [912]

Stiamo assistendo da ormai diverso tempo a conflitti tra poteri. La cosa non è nuova, ma in questi anni gli spunti per parlarne abbondano
Politica, magistratura, caso Eluana: il problema di una società afflitta da spirito di parte
Può accadere che una lacuna nel diritto non sia dovuta solo a un problema di leggi mal redatte, ma ad un contrasto interno e ben profondo della società. Il punto è rilevante perché se dentro la società, su determinati problemi, ci sono forti correnti contrapposte e un giudice può decidere a favore dell’una e dell’altra, si pongono dei rischi per la società stessa; si potrebbe dire che si apre una questione di laicità, prendendo tale termine in senso letterale. Laicità non è parola che riguarda solo Papi e Presidenti: così la usano alcuni, ma in verità laicità è parola che riguarda il popolo. Essere laici significa rispettare il popolo
di Sante Pollastro da Il Sussidiario del 19 luglio 2008 [911]

La specula era la vedetta della legione romana. Speculatore è perciò colui che guarda lontano, che osserva e predice il futuro. Così facendo si espone a rischi elevati ma anche a grandi rendimenti
Ma la speculazione è poi così negativa?
Nel mercato la speculazione è uno straordinario meccanismo per segnalare e “prezzare” un fenomeno atteso, anticipandone parte degli effetti. La speculazione contribuisce a riportare situazioni strutturalmente distorte all’equilibro, magari forzando gli attori economici e i politici ad assumere decisioni necessarie
di Benedetto Della Vedova (Il Giornale) da Epistemes del 18 luglio 2008 [910]

Il pericolo della proliferazione "orizzontale"
Strategia nucleare nel XXI secolo. L’ultima lezione di Kissinger
La nuova era nucleare, per riprendere il titolo del lavoro di Carlo Jean, non vede più il rischio dell’olocausto nucleare, su cui si basava il MAD (reciproca distruzione assicurata), ma la possibilità di un fiorire di piccoli conflitti nucleari locali. L’arma nucleare sta perdendo la sua “sacralità” e la programmazione strategica ne deve prendere atto
di Daniele Biello da L'Occidentale del 18 luglio 2008 [909]

Viaggio apostolico di Sua Santità Benedetto XVI a Sydney (Australia) in occasione della XXIII Giornata mondiale della gioventù (13 - 21 luglio 2008)
Discorso del Santo Padre Benedetto XVI
Festa di accoglienza dei giovani: «La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità»
17 luglio 2008 [908]

Quando arrivano in Duomo il direttore del Foglio e Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi, le bottiglie poste sul sagrato sono un migliaio, più tardi saranno molte di più
Così i portatori d'acqua per Eluana lasciano bottiglie vicino al Duomo
Dopo il Senato anche la Camera dei Deputati la settimana prossima deciderà se sollevare il conflitto di attribuzione con la Corte di cassazione in merito alla sentenza sul caso di Eluana
da Il Foglio del 18 luglio 2008 [907]

«Anche tra i cattolici c’è la tentazione di vedere la religione come un fatto privato»
Camillo l'apologeta. L'intervista integrale
Il cardinal Ruini tra concilio, relativismo e predicazione. Ai teologi: imparate da Mancuso per non essere irrilevanti
di Marco Burini da Il Foglio del 17 luglio 2008 [906]

Ebreo di nascita, comunista per tradizione, nichilista per scelta, il filosofo è stato folgorato dal Crocifisso
Hadjadj: «La tecnica nega la spiritualità»
«L’uomo mi sembrava uno scherzo e auspicavo l’estinzione della nostra specie. Bloy mi ha aiutato a riflettere. Oggi tutto è ridotto all’utile, anche la vita»
di Lorenzo Fazzini da Avvenire del 17 luglio 2008 [905]

La speculazione non è la peste del XXI secolo e gli speculatori non sono untori
La speculazione non c'entra, contro il caro greggio servono più investimenti
Per rispondere a slogan con slogan, dunque, non ci serve meno speculazione, ma più investimenti: e le ondate speculative, gli investimenti, li incentivano, sono come un gigantesco cartello luminoso puntato su un punto nel terreno con la scritta “perforare qui”
di Carlo Stagnaro da L'Occidentale del 16 luglio 2008 [904]

Il termine che meglio si presta a definire quello che sta accadendo in questi giorni sui mercati è senza dubbio la parola panico
C’è modo di fermare la terribile onda che arriva dagli Usa?
L’unica alternativa è che Stato e istituzioni finanziarie ritornino a investire sulla crescita e sullo sviluppo privilegiando le realtà più dinamiche e sostenendo quel rilancio economico che la finanza globale malata e “fuori fase” non sarà mai in grado di provocare
di Paolo Annoni da Il Sussidiario del 17 luglio 2008 [903]

Conciliare giustizia e tutela della vita, anche quella di chi si macchia di gravi reati, è un tema che si fa strada anche in America dove la Corte Suprema restringe l’uso della pena di morte, e nello stesso tempo nega restrizioni al possesso delle armi da fuoco
Diritti umani, è ora di riscriverli?
La condanna a morte è applicata in Cina come deterrente alla protesta sociale e in alcuni stati islamici come punizione per aver violato la sharì’a
di Carlo Cardia da Avvenire del 16 luglio 2008 [902]

Dossier Fides
Australia
Introduzione • Dalla scoperta alla colonizzazione • Il processo post-coloniale e l'eredità anglosassone • Gli aborigeni tra apartheid e salad bowl • Padre Vittorio Riccio e la prima cartina dell'Australia • La storia religiosa • La Chiesa cattolica in Australia • Suor Mary MacKillop, la prima australiana beatificata • Intervista al Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney • Statistiche della Chiesa cattolica
da Agenzia Fides del 12 luglio 2008 [901]

Alla domanda «che cos’è l’Europa?» un numero impressionante di pensatori, giornalisti, cittadini e responsabili politici europei reagiscono affermando che non esiste una risposta, o meglio che nessuna risposta deve essere fornita
Ma l’Europa è ancora in Europa?
Se l’Europa si allontana da se stessa senza cedere ad alcun tipo di nostalgia non è solo perché è ancora abitata dalle atrocità del ventesimo secolo ma perché, purtroppo, la cultura - questa grande mediazione dell’arte, questo tentativo di capire attraverso i nostri morti cosa siamo e cosa rappresenta la vita, ovvero quello che contraddistingueva l’umanesimo europeo - non ha più nessuna importanza nel vecchio continente
di Alain Finkielkraut da Il Giornale del 14 luglio 2008 [900]

La buona notizia è che, almeno per ora, l'Italia sfugge allo spettro recessione. Le cattive nuove, però, abbondano: i venti di crisi dell'economia globale annunciano il "perfect storm" anche sui cieli della Penisola
Il vero significato dei dati di Bankitalia: da dove nasce la crisi e quali scenari
L'analisi di via Nazionale offre poco spazio alle illusioni. La produzione industriale, dopo il forte calo di maggio, è debole e dovrebbe registrare «una contrazione di circa un punto percentuale nel secondo trimestre», anche perché le inchieste congiunturali di giugno, recita il bollettino di via Nazionale, hanno segnalato «un nuovo peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie». Inoltre, mentre si avvertono i primi segnali di una «stretta creditizia» sulle imprese (nei primi 5 mesi gli impieghi sono scesi dell’8,7%), sopratutto al Sud, la competitività dei prodotti italiani per Via Nazionale sta peggiorando sia per effetto di «una crescita della produttività che rimane inferiore a quella delle principali economie dell'area euro» sia per effetto dell'apprezzamento della moneta unica
di Ugo Bertone da Il Sussidiario del 16 luglio 2008 [899]

Benzina a quota 1 euro e 60 centesimi
Per occuparsi di petrolio ci sono 1000 buone ragioni. E gli investitori lo sanno
Tanto per arrotondare, di un Euro e sessanta centesimi quel che si spartisce la banda di Nottingham (sceicchi, petrolieri, untori, raffinatori, e financo benzinai) sono sessanta centesimi; e l’Euro che le resta se lo incamera di imposte e tasse il Tesoro italiano. La distribuzione, detta così, pare un po’ sperequata; ma tutto e solo a vantaggio dello Stato nostro
di Massimo Nicolazzi da L'Occidentale del 14 luglio 2008 [898]

«La scelta di quei giudici? È frutto di una cultura che maltratta la vita umana, che ha prodotto le nuove linee guida della legge 40 o che propone l’aborto selettivo»
«Acqua per Eluana. Portiamo in Duomo il simbolo della vita»
«Tutte le decisioni antivita sono culturali, non ci sono responsabili precisi. Questa cultura viene sintetizzata bene dal film di Denys Arcand Le invasioni barbariche, racconto eutanasico cinematograficamente ben fatto, ma moralmente mostruoso. Semplificando, è un film sul ’68, sui reduci, sui modernisti, che vuole ribadire la diversità di questa comunità dagli uomini del passato. I quali morivano con un sentimento di speranza o disperazione e si misuravano con la sofferenza. Ma questa generazione no. Celebra la dignità della morte che non proietterebbe in un’altra vita, bensì realizza nel nulla la liberazione euforica dalla sofferenza e dal dolore. Così diventa una sorta di grande evento, non un aspetto dell’esistenza»
di Paolo Lambruschi da Avvenire del 15 luglio 2008 [897]

Lo shock petrolifero che sta piagando l’Occidente potrebbe avere conseguenze ben peggiori sulle economie asiatiche emergenti
La Cina vittima del caro-energia
Il modello commerciale asiatico si è infatti finora basato su scambi ricardiani tra reti di paesi produttori, ciascuno intento a sfruttare il proprio vantaggio competitivo. I prodotti (anche e soprattutto quelli occidentali) vengono spediti in Cina per l’assemblaggio finale, e da qui rispediti sui nostri mercati, con margini unitari di profitto estremamente contenuti. Lo schema è entrato in crisi allo scoppio della crisi petrolifera
di Mario Seminerio (© Libero Mercato) da Epistemes del 9 luglio 2008 [896]

Emerge una differenza non di poco conto fra la tradizione ebraico-cristiana e l’islam, religione che insiste sul dualismo fra Dio e il mondo, piuttosto che sul gioco amoroso della lontananza e della prossimità: il Corano è un testo scritto in cielo, estraneo a qualsivoglia spazio intermedio tra prossimità e lontananza. Ecco perché nell’islam più radicale il sorriso rischia di essere escluso
Anche Dio può ridere?
In un mondo come il nostro, in cui c’è sciupìo di parole – come dimostra la retorica dei signori della guerra e delle loro controparti tragiche, accecate dal fondamentalismo terrorista – c’è bisogno di ascoltare il silenzio: il silenzio eloquente di un sorriso... o il sottile rumore di un riso... o forse anche il silenzio di un’ironia carica di dolore e di amore. Come quella del saggio ebreo che afferma: «L’uomo pensa, Dio ride». E di noi stessi, che dopo tutte queste serissime considerazioni, non possiamo non pensare a quante risate l’Altissimo si sarà fatto per la fatica della nostra mente intorno a un Suo riso o sorriso...
di Bruno Forte da Avvenire del 13 luglio 2008 [895]

Skinhead e militante di gruppi paramilitari da giovane, grazie all’esempio del grande scrittore inventore di Padre Brown, abbracciò la storia della letteratura e la fede. Parla il critico Joseph Pearce
Così Chesterton mi ha riportato al cristianesimo
Docente di letteratura alla Ave Maria University in Florida, Joseph Pearce (1961) ha già alle spalle una notevole carriera di biografo di grandi scrittori cristiani contemporanei e una decina di libri. Per le edizioni Ignatius ha pubblicato negli Usa Wisdom and Innocence (1997), considerata fra le migliori biografie di Chesterton; notevole anche il suo Literary Converts (2000) in cui presenta la conversione di vari romanzieri: Tolkien, Lewis, Waugh, Green e altri. Il suo ultimo volume è The Quest for Shakespeare. The Bard of Avon and the Church of Rome. È condirettore della St.Austin Review
di Lorenzo Fazzini da Avvenire del 10 luglio 2008 [894]

Torna un grande classico dell’antropologia: già nel 1968 l’etnologo aveva intuito (e spiegato) che nell’islam era in atto una deriva fondamentalista
Geertz alle fonti dell’islamismo
«Dall’Indonesia al Marocco, oggi l’interrogativo si è spostato da 'Che cosa devo credere?' a 'Come lo devo credere?'. Non si dubita di Dio, ma di se stessi. E allora il rifugio è una religione meramente scolastica, legalistica e dottrinale. (...) Se il colonialismo aveva creato le condizioni per l’integralismo come difesa dell’identità, è stato lo scritturalismo – la svolta verso Corano e shari’a intesi come le sole basi accettabili di autorità religiosa – a fornire il contenuto a tale integralismo»
di Clifford Geertz da Avvenire del 10 luglio 2008 [893]

La domanda di fondo non è se assegnare un ruolo all’atomo nel mix elettrico italiano (già ce l’ha, coprendo la quasi totalità delle importazioni di energia elettrica, pari a circa un settimo dei consumi), bensì se sia preferibile l’acquisto di energia nucleare dall’estero o piuttosto la sua generazione sul territorio nazionale
Il nucleare in Italia
L’obiettivo centrale di una politica energetica saggia non dovrebbe essere quello di avere (o non avere) un apporto nucleare al mix energetico; dovrebbe piuttosto essere quello di avere un mercato efficiente e un sistema energetico solido. L’efficienza è possibile solo quando tutte le porte sono lasciate aperte, eventualmente senza essere utilizzate. Ridurre la libertà di scelta perché una tecnologia sembra, o è alle attuali condizioni, non vincente sul piano economico è miope
di Carlo Stagnaro da Epistemes del 3 luglio 2008 [892]

All'epoca delle svalutazioni competitive sfruttavamo il vantaggio di una moneta debole, un vantaggio durato, nella fase di punta, per un periodo relativamente breve
Fortis: ecco come hanno vinto le insidie dell’euro e della Cina
La vera grossa differenza rispetto al 1996 è che i 51 miliardi raggiunti nel 2007 hanno un valore assai superiore
da Il Sussidiario del 9 luglio 2008 [891]

«Strage di Bologna, fu un incidente della resistenza palestinese»
Cossiga compie 80 anni: Moro? Sapevo di averlo condannato a morte
«Quando, con il Pci di Berlinguer, ho optato per la linea della fermezza, ero certo e consapevole che, salvo un miracolo, avevamo condannato Moro a morte... Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo»
di Aldo Cazzullo dal Corriere della Sera dell'8 luglio 2008 [890]

Moriva dieci anni fa il grande scrittore francese. La sua visione del male interrogò pensatori come Maritain e Benjamin
L'"inferno" di Green
Esce una nuova edizione del romanzo Leviatan, il suo capolavoro. Carlo Bo scrisse che era difficile trovare un altro romanziere dotato di uguale poesia
di Fulvio Panzeri da Avvenire del 4 luglio 2008 [889]

I cittadini di Chiaiano che non vogliono la discarica, la procura che zavorra il lavoro di Bertolaso
Un Far west di pm e “banana”
«Benvenuti a Baghdad», dice il cartello al principio della via Cupa di Cane, la strada che porta alla cava di Chiaiano, il luogo dove, nelle intenzioni del governo, si farà la discarica
di Emanuele Boffi da Tempi del 1° luglio 2008 [888]

In questi mesi difficili per la congiuntura economica stiamo assistendo, in alcuni paesi europei, a manifestazioni di crescente insofferenza da parte di politici e media nei confronti della Banca Centrale Europea
Non spariamo sulla Bce, il fisco stimoli la crescita
Sospirare sui “bei tempi andati”, quando il metadone delle svalutazioni risolveva per qualche trimestre i nostri problemi (accumulandone altri ben più gravi), ed invocare strumentali “sovranità popolari” su una istituzione come una banca centrale, che deve invece essere rigorosamente indipendente (come ben sanno i tedeschi, che mai hanno chiesto revisioni della missione della Bce) significa reiterare una visione fortemente miope ed orientata al breve periodo, condannandosi (o meglio sarebbe dire dannandosi) al declino
di Mario Seminerio (© Libero Mercato) da Epistemes del 1° luglio 2008 [887]

Violente manifestazioni di giovani contro i risultati elettorali
Stato di emergenza a Ulaan Baatar. Centinaia di arresti
Il Partito al potere accusato di brogli. In gioco la gestione del potere politico, ma anche delle materie prime
da AsiaNews del 2 luglio 2008 [886]

Nessuna comunicazione sui risultati
Gli inviati del Dalai Lama lasciano Pechino dopo i dialoghi
La Cina ha riaperto i dialoghi per evitare il boicottaggio alle Olimpiadi. Ma il segretario del Partito comunista in Tibet continua la sua campagna accusatoria contro “la cricca del Dalai Lama”
da AsiaNews del 3 luglio 2008 [885]

Parla la storica britannica Joanna Bourke: «Un’emozione sfuggente, ma presente da sempre, che ha segnato anche il Novecento»
E l’Occidente riscopre la paura
«Il terrorismo spaventa da decenni, e l’Undici settembre gli ha solo dato un volto. Però occorre prudenza: per una democrazia l’oppressione costante è inconcepibile»
di Elisabetta Del Soldato da Avvenire del 2 luglio 2008 [884]

In Italia, così come in molti altri paesi dell’Unione europea, la rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori della pubblica amministrazione è stata caratterizzata e lo è tuttora, da una densità sindacale decisamente più elevata rispetto a quella registrata nel settore privato
Perché in Europa calano gli iscritti al sindacato e in Italia no?
Se in Europa 81 Confederazioni sindacali nazionali provenienti da 36 Paesi europei e 12 Federazioni industriali europee possono sembrare tante, in Italia 714 organizzazioni sindacali di prima affiliazione - tenendo conto che molti di questi “sindacati” aderiscono a confederazioni o a organizzazioni di secondo livello, che possono essere presenti in più comparti o aree - diventano senza dubbio troppe
di Pietro Maria Paolucci da L'Occidentale del 30 giugno 2008 [883]

Per descrivere lo scenario attuale occorre partire da alcune osservazioni di carattere generale. La prima, molto importante, è che negli ultimi cinque anni abbiamo vissuto un periodo di eccezionale solidità dell’economia mondiale, superiore anche allo sviluppo degli anni ‘70. Non c’è mai stato, infatti, un periodo in cui la crescita economica sia avvenuta ogni anno e in quasi ogni Paese
Le turbolenze del mercato e le implicazioni per l’economia
Una seconda osservazione è che le crisi finanziarie non sono un fatto nuovo nella storia, anzi, le crisi finanziarie sono un fenomeno frequente. Un terzo punto è che nel corso della storia la crescita economica è andata di pari passo con i progressi nella finanza: la società industriale non può esistere senza un sistema finanziario avanzato
di Anne Krueger da Il Sussidiario del 1° luglio 2008 [882]

Intervista a Rocco Corigliano
Per far fronte alla crisi è necessaria una nuova disciplina del mercato
Molti dei problemi che stanno alla base della crisi attuale sono da ricercare nella reiterazione della cartolarizzazione sintetica, frutto di una innovazione finanziaria evidentemente eccessiva e forse all’inadeguatezza dei metodi di valutazione attualmente adottati dalla società di rating, i quali, peraltro, sono in fase di completa ridefinizione
da Il Sussidiario del 1° luglio 2008 [881]

«Fidel parla, Raúl lavora» è la nuova parola d’ordine di una Cuba apparentemente immutabile
L’Avana inizia a sperare?
Ottimismo di facciata: ma le innovazioni promesse dal regime per ora non toccano la popolazione, che resta inchiodata ai problemi di sempre
di Ivo Romano da Avvenire del 29 giugno 2008 [880]

Anche questa è identità
Il paese delle piccole patrie e delle grandi contraddizioni
A Roma si impara qualcosa che è autenticamente universale e nel contempo autenticamente “sensibile alle differenze”; si impara il senso dell’appartenenza a una storia antichissima e variegata, incompatibile con qualsiasi forma di fanatismo etnocentrico; il senso di un’identità flessibile, aperta, mai esclusiva o aggressiva; si impara ad apprezzare la bellezza, il gusto per la vita e – perché no? - a prendere la vita con la giusta misura, con distacco e allegria: tutte caratteristiche che la città di Roma e molti romani – lo sappiamo tutti - offrono concretamente ai nostri occhi
di Sergio Belardinelli da L'Occidentale del 29 giugno 2008 [879]

Nostalgia canaglia
Rimpiangere le ideologie non aiuta a capire la realtà
Il mondo si è fatto complicato, si è trasformato, problemi inediti sono emersi, e tutto questo mentre le vecchie certezze si sono incrinate: è certamente più faticoso rispondere, muoversi fra campi ideologici crollati, mischiati, riconfigurati, trovare un orientamento che non è automatico o prefissato. Questo nuovo non è migliore o peggiore del passato: è semplicemente diverso. E probabilmente la nostalgia non aiuta a capirlo
di Michela Nacci da L'Occidentale del 23 giugno 2008 [878]

Siamo testimoni scomodi. Perché siamo i testimoni dei vinti. Siamo quelli che l’ideologia della 180 ha espulso dal contesto delle cure e spesso dalla vita
Cronache dall’inferno dimenticato
Questa è la storia delle vittime della Basaglia. Alla base della 180, vi è la credenza che la malattia mentale sia creata dall’Istituzione manicomiale
di Lucio Dal Buono da Liberal del 28 giugno 2008 [877]

Filoamericano e fustigatore dell’Occidente smemorato, Ian Boyd spiega perché il mondo ha ancora bisogno di chestertoniani doc
La politica della ragione
«Ci aiuta Chesterton perché ricorda che la Gioia è lo stigma del cristiano, la profonda serenità dell’essere stati conquistati da Cristo la quale del resto non annulla il peccato, il dolore. Li rende però vivibili»
di Marco Respinti da Tempi del 24 giugno 2008 [876]

Almeno 10 mila dimostranti hanno bruciato 3 uffici del governo e 12 auto
Rivolta nel Guizhou, la polizia arresta 200 dimostranti
In Cina dimostrazioni e rivolte a causa della corruzione dei capi locali sono molto comuni. Secondo dati del Ministero della Pubblica sicurezza ve ne sono almeno 200-300 ogni giorno
da AsiaNews del 30 giugno 2008 [875]

All’incontro del Centro Oasis, le testimonianze dolorose di mons. Wardouni dall’Iraq e di mons. Hinder, dalla penisola arabica
Cristiani in Medio oriente “come in una gabbia”, fra esili segni di aperture
Si vuole cancellare i cristiani dal Medio oriente. Ma qua e là (Kuwait e Giordania) vi sono piccoli segni di tolleranza
di Bernardo Cervellera da AsiaNews del 24 giugno 2008 [874]

Durban II
Le dittature islamiche preparano l’assalto alle libertà occidentali
In seguito alle richieste incessanti dell’OIC, la Libia si è assicurata la presidenza della commissione preparatoria, sia l’Iran che il Pakistan parteciperanno a tale commissione e l’Egitto, un altro membro dell’OIC, rappresenterà il gruppo dei 53 Stati africani durante i dibattiti. L’OIC rappresenta il blocco di voti più saldo e potente: come le democrazie delle Nazioni Unite hanno ripetutamente avuto modo di realizzare, l’OIC – che con i suoi 57 membri controlla il gruppo delle 130 nazioni in via di sviluppo - può nella maggior parte dei casi promuovere i propri obiettivi senza grosse difficoltà
di Mark Dubowitz, (© Wall Street Journal, traduzione Alia K. Nardini) da L'Occidentale del 25 giugno 2008 [873]

«L'éradicateur» anti-islamiste Ahmed Ouyahia remplace à la tête du gouvernement l'islamo-conservateur Abdelaziz Belkhadem
Bouteflika prend ses distances avec les islamistes en Algérie
Depuis l'arrivée de M. Belkhadem à la tête du gouvernement en 2006, les signes d'une islamisation rampante ont soulevé interrogations et inquiétude
di Arezki Aït-Larbi da Le Figaro del 24 giugno 2008 [872]

Uno dei dati più gratificanti delle ultime elezioni è la scomparsa di un partito ecologista: quella che Gérard Bramoullé in un suo sulfureo pamphlet chiamò la «peste verde»
Le rendite dei ricchi e la fame dei più poveri
Non avere più il "Sole che ride" in Parlamento può incanalare in modo diverso il dibattito su molti temi: a partire dalla questione delle biotecnologie in ambito agricolo
di Carlo Lottieri da Liberal del 24 giugno 2008 [871]

Diritti umani - Intervista a Carlo Giovanardi
Attenzione ai falsi diritti che arrivano dall'Ue
Nell’agenda politica c’è la ratifica del Trattato di Lisbona ed è un discorso molto serio da affrontare, perchè chi ratifica Lisbona costituzionalizza ciò che decidono le Corti europee. L'Italia non ha inserito la clausola di salvaguardia come hanno messo Inghilterra e Polonia
da Il Sussidiario del 25 giugno 2008 [870]

La bocciatura del Trattato di Lisbona ad opera dell’elettorato irlandese ha prodotto una grande pausa di riflessione all’Europa. Riflessione che, per fortuna, è subito partita, almeno sui giornali e tra i politici
L’Europa: capire e superare Dublino guardando a Torino e Berlino
L’obiettivo di questo articolo è spiegare, in chiave strutturale, l’evoluzione dell’Unione Europea e le sue cause, e, dall’altra parte, le ragioni che inibiscono gli attuali schieramenti politici dal comprendere fino a fondo quanto sta succedendo e quindi anche come meglio risolvere l’attuale impasse
di Andrea Gilli da Epistemes del 24 giugno 2008 [869]

Per gli amici spagnoli, e per quelli italiani che stanno da quelle parti
Ma siamo sicuri che la Spagna corre più dell'Italia?
Spagna vs Italia? 2 a 0, ovvio. Sembra così ovvio per tutti i quotidiani nostrani che, dopo la recente sconfitta calcistica, stanno constatando la nuova vittoria iberica sul fronte economico. Il Pil italiano subisce il colpo rispetto a quello spagnolo e viene sorpassato in modo brutale, questo è quello che si legge dappertutto. Ma è davvero così?
di Fabrizio Goria da L'Occidentale del 24 giugno 2008 [868]

Cuba Libre
L'Ue rimuove le sanzioni e Castro fa arrestare sei dissidenti
È addirittura felice come una Pasqua Zapatero, secondo il cui governo la revoca delle sanzioni diplomatiche europee a Cuba dimostrerebbe “la sua indipendenza e autonomia in politica estera di fronte agli Stati Uniti”. “Si conferma una volta in più che, salvo onorabili eccezioni, l’Ue segue una politica ipocrita esclusivamente interessata ai suoi interessi economici e non a che Cuba entri nel circolo delle nazioni democratiche del mondo”, ha sbottato perfino il socialdemocratico Vladimiro Roca: figlio di un segretario del Partito Comunista Cubano sia prima che dopo la Rivoluzione, e tradizionale interlocutore degli ex-Ds e di altre sinistre europee
di Maurizio Stefanini da L'Occidentale del 24 giugno 2008 [867]

Circolano con insistenza spinte o proposte per far sì che la Nato includa tra i propri compiti, o almeno tra le aree di interesse, il tema della “Sicurezza energetica”
Nato for Oil - Come reagire se ci tagliano il petrolio
Con il prezzo del barile che ormai sembra tendere inesorabilmente verso i 200 dollari, è fuori discussione che le cose non possano continuare così. Oltre alle misure riduttive, allo studio di nuove fonti energetiche, ai dialoghi impostati in modo che le cose sembrino riguardare altri e non gli interessi dell’intero Occidente, è evidente che ormai va ricercata una linea d’azione comune tra Unione Europea e Nato, o, se vogliamo, tra Europa e Stati Uniti, magari includendo la Russia, perché va riconosciuto che la crescita incontrollata dei prezzi delle cosiddette commodities – il petrolio e il cibo – sta raggiungendo valori di sicuro impatto geopolitico
di Mario Arpino da Liberal del 21 giugno 2008 [866]

Intervista ad Alberto Clò
Nucleare: le rinnovabili non abbasseranno i costi energetici. Si torni all'atomo
«Non ho alcuna pregiudiziale contro il nucleare. È l’unica fonte che non produce emissioni inquinanti, che non costringe a critiche soggezioni politiche da potenze straniere, che è in grado di assicurare bassi costi di produzione dell’elettricità. Al contempo, sono consapevole delle molte difficoltà d’ordine sociale, politico, economico che pone un rientro nel nucleare. Non porvi attenzione, per darvi piena ed adeguata risposta, significa di fatto impedire il rientro del nostro paese in questa tecnologia»
da Il Sussidiario del 24 giugno 2008 [865]

Sessant’anni fa, il 5 luglio 1948, moriva l’autore dei «Dialoghi delle Carmelitane». Qui pubblichiamo un testo poco noto, dedicato ai poveri, che avrebbe dovuto costituire il prologo di una Vita di Gesù
Bernanos - Elogio dei miserabili
«Il potere della miseria non si giudica dal numero dei miserabili, cioè dal numero d’uomini che mancano assolutamente del necessario. È possibile che la società moderna la finisca con la povertà, forse soltanto eliminando a ogni generazione i nati poveri, gli inadatti, gli inadattabili, con una regolamentazione delle nascite e una stretta selezione. Io non credo per niente che riducendo il numero dei poveri si riduca al tempo stesso quello dei miserabili. Io penso al contrario che il misericordioso sacerdozio della povertà fu precisamente stabilito in questo mondo per riscattarlo dalla miseria, dalla feroce e contagiosa disperazione dei miserabili. Se noi potessimo disporre di qualche mezzo per scoprire la speranza come il rabdomante scopre l’acqua sotterranea, è avvicinando dei poveri che noi vedremo torcersi tra le nostre dita la bacchetta di nocciolo»
di Georges Bernanos (traduzione di Pierangela Rossi) da Avvenire del 22 giugno 2008 [864]

Secondo gli europei, identità e democrazia si contrappongono in un gioco a somma zero. Le identità forti, specialmente quelle nazionali e religiose, vengono considerate una minaccia alla democrazia
Per difendere la democrazia serve un’identità forte. Gli Usa l'hanno capito
Contrariamente, l’America – verso la quale i pellegrini convergevano in cerca della tanto agognata libertà religiosa, e la cui rivoluzione significò principalmente una riconferma della propria identità nazionale - è stata in grado di riconciliare identità e libertà in un modo unico, che oggi ancora nessun paese ha potuto eguagliare. Già molti anni addietro Alexis de Tocqueville, attento osservatore, notò come “l’unione profonda del sentimento religioso e dello spirito della libertà” pervadeva l’America profondamente, rendendola molto diversa dalla sua patria natia, la Francia
di Natan Sharansky, (© Wall Street Journal, traduzione di Alia K. Nardini) da L'Occidentale del 22 giugno 2008 [863]

Cristiana e giornalista molto popolare, è rimasta mutilata da un attentato terrorista. Oggi è simbolo di libertà per il suo paese e per tutte le donne arabe. Parla la regina della tv libanese
May Chidiac
Il Libano è un paese abituato al surreale. Dove i membri del parlamento restano sepolti per mesi in stanze d’albergo per non essere assassinati alla vigilia di un’elezione presidenziale continuamente rimandata e dove i leader politici sottoscrivono intese con gli alleati e i padrini di coloro che gli hanno ucciso i figli o i padri (l’accordo di Doha è solo l’ultimo esempio della serie). Ma l’attentato contro May Chidiac lasciò sbigottita l’intera nazione
di Rodolfo Casadei da Tempi del 16 giugno 2008 [862]

Colloquio con Alessandro Campi
Fascismo? No, il rischio vero è la tecnocrazia
«Le democrazie si stanno arroccando su se stesse in tutta la sfera euroccidentale. Facciamoci caso: in Francia come negli Stati Uniti, in Grecia come in Argentina, parallelamente a una progressiva perdita di centralità dei parlamenti, si sono create in questi anni delle vere e proprie dinastie famigliari e patrimoniali all’interno del potere democratico. In Italia, dopo decenni di battaglie antipartitocratiche, si è fatta una legge che ha consentito ai leader dei partiti di designare il Parlamento a tavolino»
di Riccardo Paradisi da Liberal del 20 giugno 2008 [861]

A 20 anni esatti dall’azzeramento di ogni produzione nucleare nel nostro Paese; a 27 anni dall’ultima centrale realizzata; a circa 40 anni dalla relativa procedura di licensing, è possibile rientrarvi e a quali condizioni?
È possibile e come per l’Italia rientrare nel nucleare?
Il meno che si possa dire è che la realtà delle cose è ben altra da quel che si cerca di rappresentare e che le risposte ai problemi da risolvere sono molto ma molto più complesse di quanto appaia dalle semplicistiche posizioni espresse nel dibattito che si è acceso al riguardo. Dibattito teso, ieri come oggi, più a far la conta dei favorevoli e dei contrari al nucleare, per fini squisitamente politici, che a comprendere se quel che si propone abbia un qualche minimo fondamento e, soprattutto, quali siano le condizioni per darvi concreto seguito
di Alberto Clô da Epistemes del 18 giugno 2008 [860]

Il G8 chiede al Fondo Monetario Internazionale ed all’Agenzia Internazionale per l’Energia di lavorare congiuntamente all’analisi delle cause reali e finanziarie dell’ascesa dei prezzi
Sgonfiare la bolla energetica
Vi è una pluralità di leve sulle quali agire per tentare di calmierare i prezzi dell’energia, pur con la consapevolezza che interventi strutturali richiedono tempo. Potendo scegliere, noi preferiremmo l’eliminazione delle distorsioni al valore segnaletico dei prezzi (rimuovendo i sussidi e riconvertendoli in erogazioni dirette alle fasce povere della popolazione) ed una politica monetaria più rigorosa e meno incline a produrre tassi reali negativi
di Mario Seminerio, (© Libero Mercato) da Epistemes del 17 giugno 2008 [859]

La sua idea di utilizzare le forze operative speciali nella guerra al terrorismo, invece che l’esercito regolare, era giusta perché questa è una guerra che va combattuta in modo silenzioso e con una presenza militare leggera
Rumsfeld aveva ragione
Ma c’è di più. Gli anni di Rumsfeld al Pentagono saranno ricordati per una serie di progetti, programmi e sistemi di gestione di budget che hanno rivoluzionato la struttura e la filosofia d’azione dell’apparato militare americano
di Christian Rocca da Il Foglio del 12 giugno 2008 [858]

Legando direttamente o indirettamente le proprie divise al dollaro, molti paesi in via di sviluppo soffrono dell’inflazione importata che di solito caratterizza una valuta debole. Al contempo, queste economie legano la propria politica monetaria a quella di una banca centrale (la Fed) il cui tasso-chiave di finanziamento è al 2 per cento, a fronte di un’inflazione prossima al 4
La seconda morte di Bretton Woods
Come uscirne? Le vicende di questi giorni segnano la fine dell’illusione americana, quella di poter scaricare sul resto del pianeta il costo dei propri aggiustamenti. Ma confermano anche che al mondo serve l’eliminazione di questa Bretton Woods II. Le valute oggi in peg al dollaro devono potersi rivalutare
di Mario Seminerio da TempiLibero Mercato) del 10 giugno 2008 [857]

«Compagno Togliatti, a Budapest ne va del futuro del socialismo»
Nel nome di Marx
A cinquant’anni dall’impiccagione, ecco la lettera con cui Nagy chiese (inutilmente) al leader del Pci di intercedere per gli insorti ungheresi
di Imre Nagy da Tempi del 10 giugno 2008 [856]

Non ha fatto in tempo a detonare la bomba che portava addosso
Il paradiso non può attendere
Shakirullah Yasin Ali è un ragazzino dall’aspetto fragile, timido, sottomesso, ha quattordici anni ed è stato arrestato mentre stava per portare a termine un attentato suicida contro i soldati inglesi in Afghanistan
di Giulio Meotti da Il Foglio dell'11 giugno 2008 [855]

Intolleranza religiosa
Ancora persecuzioni nel mondo islamico: il caso di Iran e Algeria
A due estremi geopolitici e culturali del mondo islamico si scatena una nuova ondata di persecuzioni contro le minoranze religiose. Contro i Baha’i in Iran, Stato teocratico. Contro i cristiani in Algeria, che pure si proclama ufficialmente Stato laico, e che contro il terrorismo integralista ha condotto una feroce guerra civile
di Maurizio Stefanini da L'Occidentale del 7 giugno 2008 [854]

La sua vignetta è una delle più grandi icone del XX secolo
A colloquio con il vignettista danese Kurt Westergaard
«Il giornale per cui lavoro è laico e liberal, è un quotidiano con una storia molto importante. I miei colleghi sono stati sempre solidali con me, a partire dal direttore. C’è gente che è venuta a ringraziarci del lavoro che stavamo svolgendo. È stato importante per me continuare a lavorare. Non mi pento di aver realizzato quella vignetta. Lo farei di nuovo perché la vignetta è stata un catalizzatore in cui si intensifica l’adattamento dell’islam. Sono sempre più convinto che, nonostante gli incidenti e gli attentati, anche grazie alle nostre vignette presto o tardi ci sarà una resa dell’islamismo nei confronti dei nostri princìpi. Poteva essere un libro, un film, un’opera teatrale, ci sono stati i disegni satirici. Era inevitabile. Non possiamo vivere in una società dove esistono due standard, il nostro e il loro, la libertà e l’intimidazione»
di Giulio Meotti da Il Foglio del 6 giugno 2008 [853]

Non lontano dal teatro della disperazione birmana si sta materializzando silenziosamente un’altra tragedia umanitaria al momento quasi ignorata dai media. Dieci anni dopo l’ultima grande crisi alimentare, lo spettro della carestia aleggia nuovamente sulla Corea del Nord
Corea del Nord, torna l’incubo della carestia
Se la priorità del regime è sempre stata quella di nutrire l’esercito e i quadri dirigenti per garantirsene la fedeltà, le ultime informazioni dicono invece che gli ufficiali di grado intermedio residenti a Pyongyang non ricevono più le consuete razioni di riso e sono costretti ad utilizzare per le loro necessità quotidiane le riserve ed i risparmi accumulati; in altre province diversi funzionari sopravvivono solo estorcendo ai cittadini denaro e cibo da rivendere sul mercato nero. In alcuni distretti della capitale si mangia avena e molti centri di distribuzione hanno chiuso i battenti per mancanza di materia prima mentre nel centro della città, dove vive la casta dei privilegiati, si calcola che le scorte possano durare altri sei mesi. Ma in periferia la situazione è estremamente critica e nella città portuale di Nampo, che rifornisce normalmente Pyongyang, si sono già registrati alcuni casi di morte per denutrizione
di Enzso Reale da Ideazione del 5 giugno 2008 [852]

Le diverse mozioni dei milionari Rockfeller per una crescente attenzione ambientale della compagnia petrolifera Exxon Mobil sono state respinte
La svolta «verde» dei Rockfeller cade nel vuoto
Secondo l'attuale management è inutile investire sulle energie rinnovabili per almeno i prossimi 25 anni
da Il Sussidiario del 7 giugno 2008 [851]

Bruxelles - Impegni disattesi
Retromarcia europea
Nel 2007, per la prima volta in 7 anni, l’aiuto allo sviluppo dell’Ue è diminuito, proprio quando dall’Africa all’Indonesia si moltiplicano le sommosse per la fame. Preoccupata, il 9 aprile la Commissione europea ha chiesto agli stati membri di confermare l’impegno di destinare lo 0,70% del Pil entro il 2015 per raggiungere gli Obiettivi del Millennio
di François Misser da Nigrizia, giugno 2008 [850]

Con buona pace degli ultimi giapponesi dell’easy money, quelli che continuano a invocare tagli ai tassi d’interesse della Banca Centrale Europea, il mondo sta lentamente ma inesorabilmente prendendo coscienza della nuova era inflazionistica
I paesi emergenti hanno un debito col trucco
Molti paesi emergenti, che negli anni precedenti avevano dichiarato il default sul proprio debito estero, stanno silenziosamente attuando nuove e più sofisticate forme di insolvenza e moratoria sul proprio debito. Il caso dell’Argentina è paradigmatico
di Mario Seminerio, (© Libero Mercato) da Epistemes del 3 giugno 2008 [849]

Tribuna per tiranni
Il vertice Fao è stato un fallimento (anche per la Fao)
Ancora una volta un “vertice straordinario” della Fao si chiude con torrenti di parole, geremiadi, auspici, richieste d’aumenti degli aiuti dal Nord al Sud del mondo ma con un sostanziale nulla di fatto
di Giuseppe Pennisi da L'Occidentale del 5 giugno 2008 [848]

Food crisis
Sono i leader corrotti ad affamare l'Africa
Ieri, al momento dell’apertura a Roma del summit della FAO, non si erano ancora spente le polemiche suscitate dalle parole del presidente del Senegal, Abdoullaye Wade, che il 4 maggio scorso aveva definito l’agenzia dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura “un pozzo senza fondo che inghiotte soldi per operazioni inefficaci” chiedendone la soppressione
di Anna Bono da L'Occidentale del 4 giugno 2008 [847]

Don Giussani parlava di rischio educativo già nella prima metà degli anni 90, e le sue affermazioni sono state riprese solo pochi giorni fa da Papa Benedetto XVI. Purtroppo però si è oggi ben oltre la soglia dell’emergenza
Il Sessantotto è la patologia dell’università italiana
C’è un nesso tra le parole sui giovani pronunciate dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel corso della consueta Assemblea annuale e quanto successo a “La Sapienza” qualche giorno fa? Nelle sue Considerazioni finali il numero uno di Via Nazionale ha parlato dell’“istruzione inadeguata”, che oggi “mortifica i giovani” e che sostanzialmente preclude loro la possibilità di diventare classe dirigente nel Paese, se non per esclusivo ius sanguinis
di Roberto Paglialonga da L'Occidentale del 4 giugno 2008 [846]

Al momento lo Stato spende per le scuole private qualcosa come 500 milioni di euro circa, e intanto ne risparmia sei miliardi per il semplice fatto che le scuole private esistono
Scuola: la libera scelta fa risparmiare allo Stato 5,5 miliardi di euro
Lo Stato ha solo da guadagnarci nel sostenere e nel permettere l’esistenza e il buon funzionamento di quelle scuole che nascono dalla libera iniziativa di famiglie e associazioni. Questo il dato inequivocabile con cui per forza di cose deve fare i conti il nuovo ministro dell’Istruzione
da Il Sussidiario del 5 giugno 2008 [845]

Clandestini, manifestanti di Napoli. È il carcere la soluzione nazionale? «No, sicurezza è dare a chi ha sbagliato la chance di ricominciare». Perché dietro le sbarre si può marcire o rinascere. Parla Monica Cali
Dentro il problema
A fronte di una situazione dai contorni poco definiti, dalle mille polemiche e opinioni contrastanti, rimane un punto di partenza certo. La Costituzione, che all’articolo 27, terzo comma, recita così: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»
di Elena Inversetti da Tempi del 4 giugno 2008 [844]

Il leader comunista, agli arresti domiciliari per essere stato contrario al massacro, chiede al governo cinese di rendere pubblici i fatti e i responsabili che hanno portato all’uccisione di migliaia di persone, con a stessa chiarezza usata per i fatti del terremoto del Sichuan
Bao Tong: per il massacro di Tiananmen, stessa apertura mostrata nel terremoto
Ding Zilin, leader delle “Madri di Tiananmen”: “Vogliamo il dialogo ora”. Allo slogan olimpico “Un solo mondo, un solo sogno” bisogna aggiungere “un solo rispetto per i diritti umani”
da AsiaNews del 4 giugno 2008 [843]

Un lungo rapporto del Chinese Human Rights Defender sottolinea le ingiuste detenzioni ancora in atto, i controlli e la persecuzione del governo nei confronti di coloro che, nel 1989, chiesero la fine della corruzione e della dittatura comunista
Ancora in prigione gli eroi di Tiananmen
Nel giorno del 19esimo anniversario del massacro di piazza Tiananmen, mentre la Cina si prepara a celebrare le prime Olimpiadi della sua storia nel segno dell’armonia sociale, coloro che protestarono contro la corruzione e la mancanza di democrazia nel Paese nel corso delle rivolte del 1989 sono ancora in prigione o costretti agli arresti domiciliari
da AsiaNews del 4 giugno 2008 [842]

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità popolare appartiene al popolo…”
Sostenere che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro non ha più senso
Tutti sanno che la nostra è una Costituzione nata in un determinato momento storico, come risultato di un compromesso tra la tradizione cattolica, liberale e comunista. Caduto il comunismo, è forse un reato pensare di modificare quella parte della Costituzione dove traspare chiaramente un’ideologia drammaticamente e orrendamente fallita ovunque?
di Flavio Felice da L'Occidentale del 3 giugno 2008 [841]

Il segreto del consorzio padovano che insegnando il lavoro ai carcerati del Due Palazzi li libera dalla maledizione della recidiva. Al 99%
La soluzione Rebus per svuotare le galere italiane
«I politici devono capire che spendere 1 milione di euro per il recupero dei detenuti non è una scelta impopolare, se se ne spiegano i benefici, cioè il risparmio di 1 miliardo di euro sulla spesa pubblica»
di Elena Inversetti da Tempi del 24 maggio 2008 [840]

Nel primo anniversario dell’uccisione del parroco caldeo di Mosul parla l’unica testimone della strage: Ragheed ucciso perché non ha avuto paura
Le ultime parole di p. Ragheed: “Non posso chiudere la casa di Dio!”
La donna, vedova di uno dei tre suddiaconi trucidati con il sacerdote, attende in Siria di poter dare un nuovo futuro ai suoi figli
da AsiaNews del 3 giugno 2008 [839]

Vescovi e sacerdoti rapiti o uccisi, credenti sempre più indifesi. La comunità internazionale chiamata a intervenire
Cristiani d’Iraq, fermare il genocidio
«In un antico Paese di tradizioni cristiane la comunità vede la propria sopravvivenza a rischio nella terra dei loro padri». Il j’accuse dello storico Joseph Yacoub: ormai si rende necessaria una commissione d’inchiesta, che coinvolga le Nazioni Unite e l’Unione europea
di Joseph Yacoub, (traduzione di Anna Maria Brogi) da Avvenire del 3 giugno 2008 [838]

30 anni fa, ben prima del crollo del Muro, lo scrittore denunciava la crisi morale Usa in un celebre discorso ad Harvard
Solzenicyn: attacco a Ovest
Già nel 1978 l’esule aveva ben chiara la deriva della difesa dei diritti umani: «Per l’Occidente è giunto il momento d’affermare i doveri dei cittadini». Il consumismo non può essere un’alternativa al socialismo reale, perché ne condivide l’assunto materialista e non sa contrastarlo nello spirito
di Alessandro Zaccuri da Avvenire del 30 maggio 2008 [837]

Il termine “sufismo” o “tasàwwuf” indica la forma di ricerca mistica dell’Islam
Donne sufi, le sconosciute mistiche dell’Islam
Ancora poco studiate, le donne hanno rivestito un ruolo molto importante nel sufismo riconosciuto loro anche dai più importanti maestri
di Rossella Fabiani da Ideazione del 30 maggio 2008 [836]

L’economista britannico Paul Collier, ospite al Festival dell’Economia, indica una nuova strada, lontana sia dallo sterile pietismo «di sinistra», sia dall’idolatria del mercato «di destra»
Lotta alla povertà, cambiamo la rotta
Paul Collier, L’ultimo miliardo. Perché i Paesi più poveri diventano sempre più poveri e cosa si può fare per aiutarli, Laterza, pp 272, 16 €
di Paul Collier da Avvenire del 30 maggio 2008 [835]

Viaggio nella fame
L’incubo dei prezzi sulla fame del Perù
Reportage da un «asentamiento» di Lima, dove la povertà endemica si è acuita con l’esplosione dei costi dei generi di prima necessità
di Michela Coricelli da Avvenire del 28 maggio 2008 [834]

Non rammento più chi diceva che «coloro che hanno ricordi precisi di un’esperienza probabilmente non l’hanno vissuta». È terribilmente vero
Io, ex brigatista: come è cambiata la mia vita dopo 26 anni di carcere
Questa é la mia esperienza di risocializzazione, che si é data nel suo vero e profondo significato quando ha incontrato una presenza viva e attenta che non ha giustificato il reato, anzi, ma non mi ha identificata con esso. Mi ha dato cioé la possibilità di continuare a mettermi alla prova, pur nella coscienza di una responsabilità che accompagnerà il resto della la mia vita. Da una "assenza umana totale” sono tornata ad avere una “dignità di esistenza”... e tutto grazie ad uno sguardo...
di Clara Aere da Il Sussidiario del 29 maggio 2008 [833]

L’hanno ridotto a macchietta “nordista”, ma l’antistatalismo incarnato da Bossi e i suoi era già cittadino italiano ai tempi di Cavour. Per un sacco di buoni motivi
Il paese da fare
Sono stati Umberto Bossi e la sua Lega, già a partire dagli anni Ottanta, muovendo dalla ribellione antistatalistica crescente di un vasto schieramento interclassista, a parlare di federalismo e con ciò a rimettere in discussione la storia della formazione dello Stato unitario e la cultura politica centralista democristiana e comunista. Un federalismo all’inizio più istintivo e istintuale e poi sempre più consapevole e culturalmente fondato
di Giovanni Cominelli da Tempi del 24 maggio 2008 [832]

Il dibattito che si era acceso circa la necessità di modificare l'assistenza psichiatrica, si è spento ed è calato un agghiacciante silenzio
Addio Basaglia, è ora di cambiare
Nessun cambiamento può avvenire senza il coinvolgimento di tutti i protagonisti, ma è tempo che il tema dell'assistenza psichiatrica torni ad essere dibattuto in modo corretto: il cambiamento è ineludibile e ignorarlo è colpevole. Finalmente, grazie alle società scientifiche ed in modo particolare grazie alla Società Italiana di Psichiatria, abbiamo una classe di psichiatri moderni, ben preparati ed alieni dall'ideologia. Forse questa è la volta buona per sperare che l'ideologia faccia un passo indietro
di Tonino Cantelmi da Liberal del 28 maggio 2008 [831]

Proprio quando l’Iraq non fa più notizia sui giornali, la war on terror registra progressi su vari fronti mentre al Qaeda e i gruppi terroristici perdono terreno
Iraq, gli effetti positivi della cura Petraeus
In un Paese frazionato come l’Iraq, la strategia delle alleanze con le tribù locali si sta dimostrando quella vincente. Aveva iniziato, a livello locale, il generale Petraeus quando era al comando della 101esima divisione aviotrasportata nelle province del nord dell’Iraq. Sempre a livello locale, sin dal 2005, anche i comandanti dei marine nella provincia di Anbar avevano iniziato a prendere contatti con gli sceicchi sunniti per combattere contro Al Qaeda. Ora la provincia di Anbar è quasi del tutto pacificata. Anche perché, con i suoi metodi di occupazione in stile talebano, Al Qaeda si è ben presto alienata le simpatie della popolazione
di Stefano Magni da Ideazione del 28 maggio 2008 [830]

L’immagine è ancora impressa nella mente di tutti, anche se sono passati otto anni
Dalla morte del piccolo al Doura è nata una generazione di shahid
Una Corte d’appello francese ha appena emesso una sentenza: non è affatto vero, non è affatto assodato che la colpa sia stata dei soldati israeliani. Questo, invece, senza ombra di dubbio, aveva sostenuto il servizio mandato in onda il 30 settembre 2000 da France 2, ripreso da tutto il mondo. Martire, in arabo, si dice shahid, ma ugualmente shahid vengono chiamati i kamikaze e così lo shahid al Doura è stato cinicamente usato come modello-traino, come prototipo televisivo dell’adolescente palestinese che sceglie la morte da shahid kamikaze
di Carlo Panella da Il Foglio del 28 maggio 2008 [829]

Conferenza Episcopale Italiana, 58a Assemblea generale
Prolusione del Cardinale presidente
di Angelo Bagnasco da Chiesa Cattolica Italiana del 26-30 maggio 2008 [828]

A giudizio di alcuni economisti l’attuale congiuntura economica mondiale non assomiglierebbe agli Anni 30 del secolo scorso, quanto piuttosto ai Settanta, cioè un contesto dove la pressione inflazionistica determina il rallentamento globale e la riduzione del prodotto potenziale
La recessione globale non sarà così breve
Le banche centrali, che hanno dapprima alimentato l’accumulazione di bolle speculative, si trovano ora a gestirne lo scoppio, ma il rallentamento da ciò causato e la perdita di credibilità nella gestione della politica monetaria negli Stati Uniti, paese-chiave dell’economia mondiale, hanno indotto una domanda aggiuntiva di materie prime di natura finanziaria, con finalità di protezione dall’inflazione
di Mario Seminerio, (© Libero Mercato) da Epistemes del 27 maggio 2008 [827]

Dalle conversazioni intercettate tra una banda di spacciatori tunisini e una cellula jihadista emerge un mondo parallelo che vive per la guerra santa e sa come ottenere quel che vuole
La droga del terrore
Cos’è l’Italia agli occhi dei tunisini della banda Bouyahia? Lo dicono loro stessi in una delle conversazioni intercettate: «L’Italia è il paese dei balocchi»
di Luigi Amicone da Tempi del 27 maggio 2008 [826]

Laburisti e conservatori della Camera dei Comuni del Regno Unito hanno espresso, il 20 maggio scorso, un voto di ”coscienza” – come i loro rispettivi partiti l’hanno chiamato – approvando la ricerca scientifica sulle cellule staminali basata sulla produzione dei cosiddetti embrioni chimera, ossia formati da Dna umano inserito in ovociti animali svuotati del Dna nucleare
Good morning dottor Frankenstein
Con le nuove scoperte sulla potenzialità delle cellule staminali adulte, le ricerche sulla clonazione devono accelerare: è una corsa determinata da enormi interessi economici e finanziari in gioco che andrebbero in fumo se non ci fossero risultati
di Ernesto Capocci da Liberal del 24 maggio 2008 [825]

La nuova legge inglese sulla fecondazione umana e l’embriologia ancora non è completamente approvata ma ha già fatto molto discutere
I peggiori miti della nostra era
La creazione di embrioni misti umani/animali è la parte della normativa che più colpisce e impressiona, l’articolo di legge che sostituisce la figura del padre con un generico “supporto parentale” è quello che probabilmente segna l’impatto a più breve termine
di Assuntina Morresi da Liberal del 24 maggio 2008 [824]

Food crisis
Chi sono i nuovi speculatori dell'emergenza alimentare
La food crisis non si può osservare solamente da un punto di vista, data la molteplicità di fattori che l’hanno prodotta. I commodities, ad esempio, hanno contribuito a creare un gap economico elevato, e si sta correndo un rischio assai grande con questi prodotti, forse superiore a quello dei mutui subprime. Come per quelli, numerose furono le Cassandre che cercarono di avvisare il mondo e sappiamo tutti come finì
di Fabrizio Goria e Giovanni Vagnone da L'Occidentale del 26 maggio 2008 [823]

Anche le colonie del Nordafrica, Libia italiana inclusa, furono teatro dell’Olocausto, con più di cento campi di prigionia per ebrei: arriva in Italia la ricerca di Robert Satloff, la prima che ricorda vittime ed eroi finora volutamente ignorati
Shoah, i Giusti dei Paesi arabi
Robert Satloff, Tra i Giusti - Storie perdute dell’Olocausto nei Paesi arabi, Marsilio, pp. 276, 19,50 €
di Giorgio Bernardelli da Avvenire del 24 maggio 2008 [822]

Per Kagan, l’attuale crescita di nuove potenze segna “il ritorno della Storia”
La storia non è mai finita. Recensione di The Return of History
In altre parole, il sistema internazionale, lungi dall’essere entrato in una nuova era, è invece tornato alla Politica di Potenza dopo una breve, brevissima pausa
di Mauro Gilli da Epistemes del 23 maggio 2008 [821]

Marie-Anne Lescourret signe la première biographie d'un penseur autant sociologue qu'idéologue dont l'œuvre reste très controversée
Bourdieu reconnaîtra les siens
Marie-Anne Lescourret, Pierre Bourdieu. Vers une économie du bonheur, Flammarion, 538 p., 27 €
di Yves-Charles Zarka da Le Figaro Littéraire del 22 maggio 2008 [820]

Paul Veyne livre un portrait iconoclaste du penseur adulé des soixante-huitards
Le vrai Foucault
Paul Veyne, Foucault. Sa pensée, sa personne, Albin Michel, 215 p., 16 €
di Jacques de Saint Victor da Le Figaro Littéraire del 23 maggio 2008 [819]

La publication de sept titres dans la Pléiade confirme que l'ethnologue est moins un maître à penser qu'un savant que tout passionne
Un autre regard sur Claude Lévi-Strauss
Claude Lévi-Strauss, Œuvres, préface de Vincent Debaene, édition établie par Vincent Debaene, Frédéric Keck, Marie Mauzé et Martin Rueff, Gallimard, «Bibliothèque de la Pléiade», 2062 p., 64 €
di ébastien Lapaque da Le Figaro Littéraire del 15 maggio 2008 [818]

La menzogna dello Stato prepara la barbarie di domani
In Italia divampa il terrore dell’“irregolare” perché lo Stato per anni non ha fatto lo Stato
La giovane rom che cerca di rubare la neonata mentre la madre è impegnata nelle faccende, scatenando così la reazione devastante degli abitanti di Ponticelli che cercano di cacciare gli immigrati col fuoco, illustra certo le tenebre che avvolgono (forse per buona parte della vita) il cuore dell’uomo. Ma è proprio per ridurre questa tenebra del cuore e delle menti e per far spazio alle possibilità di vita e di convivenza il più possibile civile, che nasce quell’ingombrante e costosa entità che è lo Stato
di Claudio Risè da Tempi del 19 maggio 2008 [817]

Un aspetto sinora poco indagato nella storia del Sessantotto
Il rapporto tra movimento di contestazione e Chiesa cattolica nel '68
Tra i chiaroscuri più sorprendenti di quello scorcio degli anni Sessanta, vi fu il rapido passaggio della società italiana da un’impostazione morale nel suo complesso ancora di carattere confessionale (e quindi improntata nei comportamenti sociali ai dettami del magistero), ad una fase di laicizzazione critica che auspicava l’affermazione di un’etica naturale, “positiva”, dove a contare maggiormente sarebbero dovuti essere i diritti individuali
di Paolo Gheda da Il Sussidiario.net del 23 maggio 2008 [816]

Intervista - I nuovi scontri fratricidi in Sudafrica e Zimbabwe, le ragioni della speranza: parla la scrittrice Calixthe Beyala
Africa, l’ora della fratellanza
Ha scritto un romanzo sulle violenze razziali nel Paese di Mugabe, crede nella negritudine e pensa che l’epoca del neocolonialismo sia finita: «I giovani che fuggono dall’ex Rhodesia verso il Sud lo fanno per motivi di povertà, per cercare fortuna, come è successo in Europa»
di Laura Silvia Battaglia da Avvenire del 22 maggio 2008 [815]

Il pregiudizio antisemita si è nutrito per secoli di menzogne che nella letteratura e nella credenza popolare erano considerate verità inappellabili
Le Cinque Bugie su Israele
La propaganda antisraeliana si nutre similmente di bugie che, stravolgendo la storia e insinuando nefandezze, mirano a delegittimare e demonizzare Israele come un tempo si demonizzavano gli ebrei
di Emanuele Ottolenghi da Liberal del 14 maggio 2008 [814]

L’incredibile caso di Abu Qatada, il guru degli autori dell’11/9 che Londra non può processare né estradare. E dovrà mantenere
L’estremista pensionato
Abu Qatada, vero nome Omar Mohammed Othman, arrivò in Gran Bretagna dalla Giordania nel settembre del 1993 con un falso passaporto degli Emirati Arabi Uniti e chiese asilo politico per sé, la moglie e i tre figli. Nel giugno dell’anno successivo fu riconosciuto come esule e cominciò la sua attività di proselitismo e predicazione negli ambienti più radicali della Gran Bretagna, Londra in particolare
di Mauro Bottarelli da Tempi del 19 maggio 2008 [813]

La satira è divenuta a larghi tratti una forma di manifestazione di servilismo utile ad incassare la benevolenza del principe e di tutti coloro che riservano ai guitti ed ai compiacenti un posto al tavolo delle ingordigie
Cosa c'è dietro il declino della satira
L’espressione artistica ha assunto persino la dimensione di lotta politica surrettizia, laddove l’antipatia cieca, la faziosità ed il rancore ideologico hanno preso il sopravvento sulle ragioni di un temperamento dissacrante
di Vito Schepisi da L'Occidentale del 20 maggio 2008 [812]

Inquisitore della casta e paladino della trasparenza. Finché non si mette il naso nei suoi affari
Una macchina da Grillo
Ecco come il re dei moralisti ha tentato di censurare il libro che svela i trucchetti dell’universo del Vaffa
di Enzo Manes da Tempi del 19 maggio 2008 [811]

«Dicono che la rotazione della Terra stia rallentando. Perché allora noi voliamo sempre più velocemente?»
Jurij Druznikov, il dissidente scettico che non rinnegò le idee
Jurij Druznikov, Il primo giorno del resto della mia vita, Barbera editore, 430 pagine, 15,90 €
di Massimo Tosti da Liberal del 17 maggio 2008 [810]

Julien Hervier a voué sa vie à l'étude de Jünger et de Drieu la Rochelle. Avec l'ambition de les sortir de l'enfer
À l'ombre des réprouvés
Pierre Drieu la Rochelle, Notes pour un roman sur la sexualité, préface de Julien Hervier Gallimard, 104 p., 11 €
di Paul-François Paoli da Le Figaro Littéraire del 14 maggio 2008 [809]

Il libro di Robert Spencer è stato per ben quindici settimane nella lista dei più venduti redatta dal New York Times
Una guida politicamente poco corretta per Occidentali pentiti
È uscito in italiano nel febbraio di quest’anno ma qui da noi non ha avuto lo stesso successo. Comunque, è destinato a far discutere, c’è chi lo ama e chi lo odia
di Andrea Holzer da L'Occidentale del 18 maggio 2008 [808]

Il detenuto fascista Mario Tuti e i naziskin di Verona: «Coprono con dei loghi un vuoto profondo». Come ricostruire una vita partendo dall’educazione
Uscire dalle viscere del male
«Trent’anni fa, noi abbiamo compiuto il male perché volevamo “salvare il mondo”. Eravamo così convinti che fosse giusto che giustificavamo con questo “nobile scopo” i nostri orribili atti. Il risultato era uno solo: la violenza. Oggi, invece, so che se do la mano a uno non risolvo il problema del mondo, non risolvo nemmeno il problema della droga in generale. So solo che do la mano a lui e faccio del bene a lui. Per questo, ai vari soloni che dicono che bisogna buttare via la chiave della cella di quei cinque sciagurati di Verona, io vorrei dire: e poi? Cosa hai risolto? Amico, la prima cosa è fargli prendere consapevolezza di quel che hanno fatto». E poi? «E poi inserirli in un percorso umano di amicizia e convivialità»
di Emanuele Boffi da Tempi del 14 maggio 2008 [807]

Come spiegare la crescita dei prezzi alle pompe di benzina?
Banche e petrolieri, perché sono nel mirino
Il costo di estrazione del greggio, nelle zone più difficili del globo, non supera i 70 dollari al barile. In quel grande catino, rappresentato dai giacimenti dell’Arabia Saudita, questo costo si abbassa di 5 o 10 dollari. Il resto è puro guadagno. Ma fin qui non c’è nulla da dire
di Gianfranco Polillo da Liberal del 15 maggio 2008 [806]

Da una parte la filosofia che scredita il tentativo di darsi punti fermi, dall’altra la pretesa di oggettività assoluta della scienza: ma è proprio impossibile raggiungere il vero?
Oltre il caos: dove sta la verità
La ricerca del vero sarà al centro del simposio, promosso dalla Fondazione internazionale Balzan, che si apre domani a Lugano. «La verità nelle scienze e nella religione» è il titolo dell’incontro che mette a confronto ambiti divisi talvolta da dure contrapposizioni
di Antonio Giuliano da Avvenire del 15 maggio 2008 [805]

Richard Owen è il corrispondente da Roma del Times e per capire i suoi articoli sull’Italia paese da operetta con Berlusconi Godfather, gli italiani mammoni, puttanieri e fissati sulla Madonna, occorre tener presente una sua dichiarazione
L'Italia vista dal Times sembra un romanzo di Dan Brown
«Ovviamente, la politica italiana è importante – disse Owen – l’economia anche, ma quando la nostra redazione ha la lista di tutte le notizie drammatiche che provengono dal mondo, si chiama Roma con lo scopo di avere articoli che divertano i lettori. Grazie a Dio c’è sempre qualcosa di questo genere dall’Italia!»
di Daniela Coli da L'Occidentale del 13 maggio 2008 [804]

Intervista: Serge Latouche e un’utopia concreta
L’Africa resista nella differenza
Per il teorico della decrescita il continente non può trasformarsi in una società dei consumi di seconda mano. Deve liberarsi dai modelli imposti dall’esterno, affrancandosi dall’idea che, fuori dall’attuale sistema occidentale di produzione e consumo, nient’altro abbia valore
a cura di Stefania Ragusa da Nigrizia, maggio 2008 [803]

Un giornale scopre che la più nota organizzazione abortista Usa accetta donazioni per l’eliminazione di bimbi di colore
La verità sul Ku Klux Pro-Choice Klan
Per Day Gardner, presidente della National Black Pro Life Union, «il numero di aborti nella comunità afroamericana è sproporzionatamente elevato e, ciononostante, quelli di Planned Parenthood non si vergognano di accettare denaro che ha come obiettivo proprio la nostra comunità»
di Alan Patarga da Tempi del 5 maggio 2008 [802]

Esiste davvero "L’altra casta" di matrice sindacale di cui Stefano Livadiotti parla nel suo fortunato libro?
Come e perché i sindacati hanno preferito il suicidio
Il problema è serio, anche se, indubbiamente, i sindacalisti non godono dei privilegi dei parlamentari e di quanti prosperano negli anfratti del sottogoverno
di Giuliano Cazzola da L'Occidentale del 12 maggio 2008 [801]

Il prezzo dei prodotti agricoli è aumentato considerevolmente negli ultimi due anni e l’andamento dei mercati non fa prevedere diminuzioni nel breve-medio periodo
Che cos'è che fa aumentare il prezzo del cibo?
Le cause economiche e sociali che hanno contribuito a determinare lo scenario attuale sono state analizzate dalla FAO, una delle organizzazioni internazionali che studia ed effettua azioni di monitoraggio sull’andamento dei prezzi, l’accessibilità al cibo e la disponibilità di risorse e materie prime su scala mondiale
a cura di Albino Maggio da L'Occidentale dell'8 maggio 2008 [800]

La Commissione Europea sta trattando intensamente la questione della food crisis, in particolare in riferimento all'altra tematica – questa a livello prettamente comunitario – dei biocarburanti
Cosa nasconde la polemica sul biofuel
Le posizioni ufficiali si evolvono rapidamente, ammettendo dopo pochi giorni quanto solo una settimana prima negato con convinzione: è il caso dell'affermazione di una certa responsabilità del piano per l'utilizzo del biofuel nel contesto della crisi globale del prezzo del cibo
di Giovanni Vagnone da L'Occidentale dell'8 maggio 2008 [799]

C’è un’amara verità che le assurde polemiche di Torino riportano a galla
Israele, Italia, Occidente: è lo stesso libro di civiltà
Nonostante gli inauditi crimini subiti nel secolo scorso, nonostante oggi la presenza dello Stato ebraico sulla terra sia accettata in maniera sempre più diffusa, la normalità di Israele non si è mai fino in fondo compiuta. Non si è mai sopito l’odio, non sono mai state superate tutte le reticenze e i pregiudizi
di Ferdinando Adornato da Liberal dell'8 maggio 2008 [798]

Trovo inappropriato lo scandalo con cui è stata accolta la considerazione del Presidente della Camera Gianfranco Fini secondo cui quel che accade alla Fiera del Libro di Torino è peggio ancora dei fatti di Verona
Torino, non chiudere gli occhi davanti alle bandiere bruciate
Le vicende di Torino mettono allo scoperto la stessa radice che è alla base del dramma di Verona: qui abbiamo visto gli effetti della cattiva educazione, a Torino vediamo la cattiva educazione all’opera
di Giorgio Israel da Il Messaggero del 7 maggio 2008 [797]

Spesso si deplora che sia brutalmente liquidata come antisemita qualsiasi critica alle politiche israeliane
Il trattamento speciale
Ma se non è antisemitismo, come definire quella sistematica dismisura di giudizio, quell'eccesso lessicale, quel sovrappiù di concitazione che assegna da sempre a Israele il ruolo di bersaglio privilegiato dell'odio collettivo?
di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 7 maggio 2008 [796]

Cari amici che ci odiate perché siete amici dei palestinesi, fate un favore a noi e a loro, fategli capire che se continuano a pensare ad una Palestina senza Israele riusciranno solo ad ottenere Israele senza Palestina
Fiera del libro. Noi vogliamo la pace. E voi?
Cercate di convincerli che le utopie farneticanti dei manipolatori che li spingono a distruggere prima di costruire, hanno sempre portato e continueranno a portare lutti e disgrazie a tutti. Se vogliamo la pace, dobbiamo bloccare questi portatori d’odio ed imparare il rispetto per gli altri. Bisogna smettere di bruciare bandiere, di boicottare i libri e le idee che essi rappresentano e trovare degli accordi che consentano a tutti di vivere dignitosamente
di Michael Sfarai da Liberal del 7 maggio 2008 [795]

Il primo maggio, a Torino, un gruppo di dimostranti ha dato alle fiamme una bandiera israeliana (oltre che una bandiera americana, nel caso ci fossero dubbi)
A Torino non brucia solo Israele, ma anche l’Italia e l’Europa
La mia impressione è che il destino di questo continente sia più che mai in bilico, e che l’Italia, come è stato per secoli, sia il laboratorio politico di buona parte del mondo occidentale. Queste piccole crisi italiane mostreranno prima o poi di essere state decisive
di Michael A. Ledeen da L'Occidentale del 7 maggio 2008 [794]

Intervista
Heller: l’Occidente sta perdendo le virtù
Di fronte al crollo dei grandi sistemi morali, per la filosofa ungherese, che parla oggi a Milano, «la modernità ci ha dato un enorme senso di libertà, ma dobbiamo essere capaci di fare il bene»
di Elena Molinari da Avvenire del 7 maggio 2008 [793]

Il Pdl si prepara a governare e al complesso di superiorità della sinistra fa eco quello di inferiorità della destra
Il senso della Destra per la cultura
Soprattutto sul tema della cultura. Ma invece di rendere pan per focaccia, non sarebbe il caso di cambiare menu?
di Paola Liberace da Ideazione del 5 maggio 2008 [792]

È un Michael Ledeen provocatore e senza peli sulla lingua, quello che oggi ha tenuto banco insieme a Fiamma Nirenstein e Stefano Folli al dibattito sul suo libro Machiavelli on modern leadership, organizzato dalla Fondazione Magna Carta
Il ciclone Ledeen ci spiega Machiavelli e non solo
Il disinteresse degli americani per Nicolò Machiavelli? Un disastro. La ricetta per risollevare una società in crisi? La dittatura temporanea di un Principe virtuoso. Le missioni di pace? Non esistono, perché i soldati sono addestrati per attaccare gli avversari e colpire gli obiettivi, non per portare pizze a domicilio. Berlusconi? Ha capito che chi vince entra nella storia, chi perde va a casa. Ma ora in Italia il governo è atteso alla prova dei fatti
di Federico Dollina da L'Occidentale del 5 maggio 2008 [791]

Gli Stati Uniti ci stupiscono ancora
L'America di Bush torna a interrogarsi sull'uomo e trova anche le risposte
Da quelle parti si riparla – e alla grande – di dignità umana e, soprattutto, dei suoi fondamenti: la natura e la natura umana. Tornano espressioni come “natura razionale”, “sostanza” e perfino “anima”, che in Europa avevamo quasi dimenticato, per aver preso troppo sul serio quanto affermava Ortega y Gasset: «In una parola, l’uomo non ha natura; è solo storia”
di Stefano Fontana da L'Occidentale del 5 maggio 2008 [790]

Nato in Ungheria nel 1932, ha vissuto l’orrore nazista, poi l’inferno stalinista
Paul Hollander
E ha dedicato la vita a studiare i motivi della conversione al marxismo dell’élite intellettuale
di Roberto Persico da Tempi del 30 aprile 2008 [789]

Non i cambiamenti climatici, ma l’isteria anti Ogm e l’arretratezza agricola sono dietro la crisi che mette in ginocchio il Terzo mondo
Affamati dalle bugie
I governi del Terzo mondo hanno diminuito anziché aumentare gli investimenti nell’agricoltura nell’ultimo ventennio, e i governi del Primo mondo hanno deciso di usare la terra per produrre biocarburanti anziché generi alimentari. Mentre i Verdi e gli ambientalisti del Primo e del Terzo mondo hanno imposto in molti paesi il loro “no” alla messa in coltura e commercializzazione di prodotti Ogm, che avrebbero risolto molti problemi sia di quantità che di costi. Ma c’è un’altra causa del caro-alimentare mondiale che ha gli occhi a mandorla: il caro-petrolio, col barile vicino ai 120 dollari
di Rodolfo Casadei da Tempi del 29 aprile 2008 [788]

Un secolo fa nasceva il padre di Peppone e Don Camillo
Guareschi sotto i baffi
Una vita divisa in due: goliardica prima del lager, militante dopo. Lo ammette lui stesso: «Non sono più il Giovannino di un tempo, il mio volto finalmente ha delle ombre. Ora inizio a diventarmi simpatico»
di Roberto Beretta da Avvenire del 1° maggio 2008 [787]

In otto anni ci siamo bevuti un secolo, o forse giusto la sua semantica
Quel che ci resta del Novecento (a parte i dubbi)
Socialista, comunista e liberale ridotti a significanti di cui è scomparso il significato; ed incombe la scomparsa anche della parola stessa, che questa è stata forse l’ultima volta che a cercare molto bene se ne poteva trovare una qualche traccia sulla scheda elettorale
di Massimo Nicolazzi da L'Occidentale del 30 aprile 2008 [786]

C’è la sensazione che i musulmani risentano eccessivamente dei governi dittatoriali, di quelli tirannici, del dominio di presidenti non eletti, di sovrani, di emiri e di altri uomini forti
L’Islam che vorremmo e l’islamismo reale
Il fatto che i paesi a maggioranza musulmana siano meno democratici induce a concludere che la religione dell’Islam, il loro fattore comune, sia di per sé incompatibile con la democrazia. Non sono d’accordo con questa illazione. Al contrario, la difficile situazione musulmana odierna rispecchia le condizioni storiche più che i tratti innati dell’Islam
di Daniel Pipes da Liberal del 1° maggio 2008 [785]

Esiste davvero la possibilità di una tendenziale armonizzazione delle regole del mercato del lavoro in un nuovo Statuto dei lavori?
Lo Statuto dei lavoratori non vale più per l’Italia di oggi
Il modello contrattuale ereditato dagli anni Sessanta non è in grado di inseguire il lavoro nelle sue trasformazioni; mentre i grandi soggetti collettivi, nella loro attuale organizzazione, non sono capaci di rappresentarlo nelle diverse forme in cui si esprime. Di qui l’esigenza di non perdere, come avvenne nel 1998, l’occasione per un riordino del sistema contrattuale più aderente alle esigenze del posto di lavoro e del territorio, allo scopo di remunerare anche in modo differenziato l’effettiva produttività del lavoro
di Giuliano Cazzola da Liberal del 1° maggio 2008 [784]

La sedicesima legislatura appena iniziata rappresenta un’occasione importante per la liberazione della classe lavoratrice italiana
E adesso completiamo la legge Biagi
Non stiamo parlando della speranza che la lotta di classe, appena sfrattata dal Parlamento con tutta la sinistra radicale, venga reintrodotta per vie oblique; e neppure della minaccia che possa trasformarsi in lotta armata extraparlamentare, come pure è stato paventato all’indomani del voto. Più semplicemente, si tratta dell’auspicio che i deputati e senatori della maggioranza, appena insediati, abbiano la volontà e la lungimiranza per proseguire nell’opera di Marco Biagi e completare la legge 30, approvata nella scorsa legislatura di centrodestra
di Paola Liberace da Ideazione del 1° maggio 2008 [783]

Dossier Fides
Eutanasia
Oggi, la morte è oggetto di un paradosso. Da un lato, è diventata un tabù, non è ricordata neanche nei necrologi. Dall'altro lato, è rivendicata come un diritto di libertà, come una conquista di civiltà, per cui alcuni movimenti di opinione invocano il "diritto all'eutanasia"
a cura di P. Giorgio Carbone, OP; da Agenzia Fides del 26 aprile 2008 [782]

Torna in Italia il pamphlet (ignorato per decenni) dove Raymond Aron smaschera l’intellighenzia di sinistra, succube dei suoi «miti»
Intellettuali alla sbarra
Pubblichiamo in queste colonne ampi stralci dell’introduzione di Angelo Panebianco alla nuova edizione del volume di Raymond Aron, L’oppio degli intellettuali, in uscita per Lindau (pagine 428, € 24,00). Aron, sociologo e politologo, pubblicò il pamphlet nel 1955, provocando vaste e irate reazioni in Francia, anche alla Sorbona dove insegnava. In Italia al saggio, tradotto nel ’58 e ristampato negli anni Settanta, l’intellighenzia culturale chiamata in causa ha risposto con il silenzio e l’indifferenza alle accuse di questo punto di riferimento del pensiero neoliberale
di Angelo Panebianco da Avvenire del 29 aprile 2008 [781]

Nel giro di un mese ha ucciso la sinistra estrema e perso la capitale
L’impresa di Walter
Veltroni entra nella storia. Gianni Alemanno al Campidoglio
di Francesco Rositano da Tempi del 29 aprile 2008 [780]

Il vero sconfitto di queste elezioni, per tutti, è Walter Veltroni
Sicurezza e degrado le ragioni della vittoria di Gianni Alemanno
Il risultato del Partito Democratico alle politiche aveva inferto un duro colpo al consenso di Veltroni, dentro e fuori dal Pd. Ma la sconfitta di Roma, già nelle dichiarazioni a caldo di gran parte del centro sinistra, viene caricata tutta sulle spalle del leader democratico
di Nicola Procaccini da Liberal del 29 aprile 2008 [779]

Il modello Roma, fiore all’occhiello della nuova sinistra targata Veltroni, esce clamorosamente bocciato dalle urne
Alemanno, il sindaco di Roma che vuole cambiare
Dopo quindici anni, la capitale volta pagina e sceglie di cambiare faccia. Con un sindaco di destra
di Stefano Caliciuri da Ideazione del 29 aprile 2008 [778]

Il neo sindaco ha fatto bene nel rasserenare gli animi e nel dichiararsi il sindaco di tutti i romani, ma non dove spingersi troppo oltre nel voler tenere assieme tutto e tutti
Alemanno non può permettersi di fallire ma non potrà piacere a tutti
La continuità pluridecennale nella gestione del potere a impastato uomini e interessi in un’unica e gigantesca matassa che ha finito per soffocare città e cittadini. Alemanno deve cominciare a districarla e lì dove non riesce, deve tagliare i nodi di netto
di Giancarlo Loquenzi da L'Occidentale del 29 aprile 2008 [777]

Rapport annuel 2008
L’organisation dresse le bilan de la situation de la liberté de la presse dans 98 pays
Dans son rapport annuel, rendu public le 13 février 2008 et disponible en intégralité sur son site www.rsf.org, Reporters sans frontières dénonce l’impuissance, la veulerie et la duplicité des "défenseurs officiels" de la liberté d’expression : "La couardise de certains Etats occidentaux, de grandes institutions internationales, nuit à la liberté d’expression, écrit Robert Ménard, secrétaire général de Reporters sans frontières dans un texte publié en préface de ce rapport. Le manque de détermination des démocraties à défendre les valeurs qu’elles sont censées incarner est inquiétant"
da Reporters sans frontières, aprile 2008 [776]

Una crisi quasi improvvisa, un cambiamento repentino che sta modificando il panorama mondiale del mercato agricolo e alimentare. Cresce in maniera esponenziale la domanda di materie prime e l’offerta quasi stenta a tenerne il passo. A risentire maggiormente di questa dinamica sono materie prime come cereali, soia e riso (elementi essenziali dell’alimentazione) e a determinare tali sconvolgimenti sono stati diversi fattori
Verso una nuova geopolitica del cibo
Innanzitutto un cambiamento sostanziale del peso economico di vari Stati. La geografia delle capacità di sviluppo si è modificata in maniera significativa. Quelli che ieri erano Paesi in via di sviluppo ora sono Paesi emergenti. Quelli che erano Paesi emergenti ora sono attori quasi primari in produzioni e acquisti. E quelli che erano Paesi del terzo Mondo ora sono entità che rischiano di retrocedere nella povertà assoluta
di Vincenzo Bacarani da Liberal del 29 aprile 2008 [775]

Il numero di aprile di Charta Minuta, mensile della Fondazione FareFuturo, lancia l'ultima sfida della destra: rinunciare alla cattiveria a tutti i costi
Il coraggio di essere buoni. A destra
Quella che serve in questa fase della storia d’Italia è una politica con una vocazione inclusiva, capace di utilizzare in modo fecondo le diverse ispirazioni culturali, ideali e religiose. È per questo che la destra non può ridursi alla rappresentanza di settori limitati della società civile e non si può crogiolare nelle affermazioni e nelle provocazione del cosiddetto “politicamente scorretto”
di Filippo Rossi da Ideazione del 28 aprile 2008 [774]

Intervista ad Alain Finkielkraut
Europa: pluralista ma non multiculturale
Il filosofo francese difensore dei valori dell’Occidente getta uno sguardo preoccupato sull'Europa. Che deve evitare la trappola del multiculturalismo
di Stefano Magni da Ideazione del 22 aprile 2008 [773]

L’aspirante ayatollah Sadr e il suo Esercito del Mahdi, i tagliagole ultrabigotti che hanno conquistato i fan della “resistenza irachena”
Hasta siempre Moqtada
I media progressisti europei hanno un nuovo eroe in Iraq: Moqtada Sadr, l’imam sciita fautore della pulizia etnica contro i sunniti e i cristiani, il leader dell’esercito del Mahdi che ha rapito, fucilato e sepolto in fosse comuni centinaia di avversari politici sunniti e sciiti, l’uomo che ha definito gli attentati dell’11 settembre «un miracolo da parte di Dio» e i cui seguaci a Bassora hanno assassinato decine di donne perché non indossavano il velo o avevano “disonorato” la famiglia. Senza dimenticare gli assalti da lui voluti contro i soldati italiani a Nassiriya e l’uso dei civili come scudi umani nella “battaglia dei due ponti”
di Rodolfo Casadei da Tempi del 22 aprile 2008 [772]

Walter Laqueur, Fascismi. Passato, presente, futuro, Tropea, pp. 352, euro 21
Dalla birreria alla moschea. La rinascita del nazismo
Tra il fascismo storico e alcune espressioni dei movimenti islamici più radicali al potere o all'opposizione (cioè il fondamentalismo islamico) esistono alcune somiglianze che appaiono davvero eccezionali: populismo, convinzione di possedere la volontà assoluta, contrapposizione sia alla democrazia sia al liberalismo, antisemitismo, natura aggressiva, vocazione espansionistica
di Francesco Perfetti da Libero del 23 aprile 2008 [771]

Trentotto anni fa esatti, circa venti milioni di americani parteciparono al primo Earth Day
L'ambientalismo di sinistra ha fallito. Per salvare la terra servono soluzioni liberali
La Quinta Strada di New York fu chiusa al traffico per permettere a centomila persone di riunirsi e celebrare l’evento. Più di duemila università interruppero le loro proteste contro la guerra nel Vietnam per manifestare il loro dissenso alla distruzione delle foreste, la crescita della popolazione, l’inquinamento atmosferico. Il fumo delle ciminiere, gli scarichi degli aerei, le polveri e il vapore – si diceva - avrebbero coperto la Terra di una coltre tanto spessa da impedire ai raggi del sole di riscaldare a sufficienza il pianeta. A detta di autorevoli scienziati, in trent’anni la temperatura media sarebbe crollata di cinque o anche di dieci gradi, catapultando l’umanità in una nuova era glaciale
di Benedetto Della Vedova da L'Occidentale del 23 aprile 2008 [770]

Finita l’era buia di Pecoraro Scanio e dei regressisti, si può riaccendere la luce
Energie nuove (finalmente)
Torniamo a parlare di atomo. E di vera attenzione all’ambiente
di Paolo Togni da Tempi del 23 aprile 2008 [769]

L’Onu evidenzia come un quarto della droga consumata a livello mondiale entri in Europa attraverso l’Africa Occidentale
Un mercato stupefacente
Fattori come la posizione geografica, la corruzione, gli scenari di conflitto, la difficoltà di controllo del territorio, l’instabilità politico-sociale rendono il continente un luogo ideale per le rotte del narcotraffico. Le decisioni del G6 per frenare il business
di Marco Cochi da Nigrizia, aprile 2008 [768]

Nello spostamento di ottica dal fascismo nel suo insieme al singolo aspetto dell'antisemitismo quale suo supposto tratto onnicomprensivo e determinante c'è un grande fenomeno, storiografico ma in generale culturale, che ha investito tutto l'Occidente a partire dagli anni Sessanta: la «riscoperta» dell'Olocausto dopo la parentesi di relativo oblio in cui esso era caduto negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra
Se la Shoah oscura l'antifascismo
Ma sicuramente c'è anche dell'altro. E questo altro è molto italiano, molto roba di casa nostra, perché legato a quella componente essenziale della scena pubblica italiana che è stata la «cultura di sinistra», di cui non a caso la storiografia dell'età contemporanea — soprattutto quella del fascismo — è stata e continua ad essere una parte così importante
di Ernesto Galli della Loggia dal Corriere della Sera del 22 aprile 2008 [767]

Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo tibetano in esilio, analizza per AsiaNews le provocazioni del governo cinese e la campagna denigratoria contro il Dalai Lama, tesa a far peggiorare ancora di più la situazione della popolazione tibetana
Premier tibetano: la Cina ha fatto del Tibet una trappola per distruggerci
Un appello alla comunità internazionale: Pechino vi ignora da 30 anni, fate qualcosa prima della distruzione del Tibet
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 22 aprile 2008 [766]

La pacificazione dell’Iraq è un obiettivo ancora lontano
I terribili dieci
Ma il comandante del corpo di spedizione americano, generale David Petreus, un risultato almeno lo ha centrato: la rivista Jane’s, che è la massima autorità in fatto di analisi militari e strategiche, ha ignorato il sanguinoso dopoguerra iracheno nella sua prima top ten delle aree più a rischio del mondo. O meglio, in questa speciale classifica dell’instabilità, l’Iraq arriva soltanto al ventiduesimo posto perché se è vero che «soffre di un alto livello di violenze quotidiane», il suo governo è relativamente autorevole, ha il controllo di molte zone del territorio nazionale e l’economia del Paese è più o meno in ripresa. Il primato negativo spetta, invece, a Gaza e alla Cisgiordania: i due pezzi di quella che comunemente viene chiamata l’Autorità palestinese
di Errico Singer da Liberal del 23 aprile 2008 [765]

Diminuire i ministri è un’ottima cosa ma deve essere declinata qualitativamente. Ad esempio rinnovando due dicasteri. Ci vorrebbe un Ministero per la sussidiarietà
Due ministeri per bene
La riforma costituzionale del 2001 con un “nuovo” Titolo V riguardante Regioni, Province e Comuni ha rappresentato una innovazione molto forte nel nostro sistema costituzionale come facilmente si intende dall’articolo 114: «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato». Tuttavia ci pare che ad oggi non si sia ancora ben chiarito che il vero punto di forza della riforma dovrebbe stare nel nesso tra sussidiarietà, solidarietà e sviluppo
di Alberto Quadrio Curzio da Tempi del 22 aprile 2008 [764]

La testimonianza degli esuli in Thailandia: «Rapiti e costretti a lavorare per il regime»
Noi, schiavi in Myanmar
Saw Thaw è fuggito, camminando per 5 giorni nella giungla: «Costruiamo strade e raccogliamo frutta sotto la minaccia delle armi. Mandati senza protezioni a individuare i campi minati»
di Chiara Zappa da Avvenire del 21 aprile 2008 [763]

Les mauvaises récoltes de riz font exploser les prix à Pyongyang. Mais pour le régime de Kim Jong-il, il n'y a rien d'urgent
Une grande famine menace la Corée du Nord
«En Europe, vous imaginez que les oppressions finissent en révolutions. Pas en Asie et en Corée du Nord: un pays, c'est comme un corps humain, on peut couper un doigt, une main, un bras, mais jamais toucher au cerveau. Le cerveau, c'est Kim Jong-il»
di François Hauter da Le Figaro del 21 aprile 2008 [762]

Aveva militato nel Movimento per i diritti civili durante gli anni Sessanta combattendo la segregazione a fianco del Reverendo King
Charlton Heston, l'ultimo erede di Lincoln
Ma Heston è stato anche il presidente della National Rifle Association, la potente e temuta lobby che in America dà voce ai proprietari di armi. Per tanti cittadini possedere una Colt è un diritto sacrosanto, garantito dalla Costituzione e dal Bill of Rights. Come risolvere il paradosso di questo attivista armato dei diritti civili?
di Roberto Santoro da L'Occidentale del 20 aprile 2008 [761]

Quartiere Librino, il Bronx siciliano che alle primarie ha scelto il parroco
Catania
Librino è stata ideata da un architetto giapponese, Kenzo Tange, all’inizio degli anni Settanta. E in Giappone, in effetti, pare di essere, per la lontananza siderale con cui si percepisce Roma, da queste parti
di Chiara Rizzo da Tempi del 16 aprile 2008 [760]

Ci risiamo. Il Professor Richard Falk ha detto che le azioni compiute da Israele a Gaza sono equiparabili a quelle del nazismo, perché colpiscono indistintamente la popolazione civile della Striscia
Gli israeliani sono dei nazisti. Lo dice l’ONU
Falk non è uno speaker di Al Manar ma un “esperto” delle Nazioni Unite, come lo hanno definito i giornalisti della BBC. Professore emerito di legge a Princeton, è stato incaricato dallo Human Rights Council di investigare sulla politica israeliana degli ultimi anni. Il professore vuole destare l’America dal suo torpore e ci riesce benissimo visto che, oltre al nazismo, considera Israele alla stregua della Cina (Tibet) e del Sudan (Darfur)
di Roberto Santoro da L'Occidentale del 21 aprile 2008 [759]

Colloquio con Mary Ann Glendon
La legge naturale è la vera Carta del mondo
«Per il Papa il corpo integrato e unificato dei diritti umani è radicato nelle leggi naturali e inscritto nell’essere umano. Non si può considerare o favorire qualcuno a discapito degli altri. E ancora, nella Carta si chiede di proteggere la maternità e l’infanzia, la famiglia nella società, l’uguaglianza. Quest’ultimo un principio ovvio per il pontefice, anche quando si parla di uomini e donne. Dopo tutto, molto prima che esistessero le nazioni Unite ci fu San Paolo che disse: «Vi battezzo tutti in nome di Gesù Cristo, sia che siate uomini, donne, greci, ebrei, schiavi, liberi»
di Luisa Arezzo da Liberal del 19 aprile 2008 [758]

La questione del 'genere' è la chiave intorno a cui, da vent'anni, gira tutto il tentativo di buttare all'aria l'ordine naturale del mondo, senza darlo a vedere
Dossier: Identità e genere
Adottare una prospettiva di genere, spiega un documento dell'Instraw, un istituto che fa parte dell'Onu, significa 'distinguere tra ciò che è naturale e biologico e ciò che è costruito socialmente e culturalmente, e rinegoziare i confini tra il naturale e la sua inflessibilità, e il sociale'. Questo comporta rifiutare l'idea che l'identità sessuale sia iscritta nella natura, nei cromosomi, e affermare che ciascuno si costruisce il proprio 'genere' fluttuando liberamente tra il maschile e il femminile, transitando per tutte le possibilità intermedie
da Agenzia Fides, 24 novembre 2007 - 18 aprile 2008 [757]

Colin Ward, L’anarchia. Un approccio essenziale, Milano, Elèuthera, 2008
Anarchici per caso o solo per passione
Tante e tanto diverse sono le commistioni e gli esiti di questa corrente che Ward conclude su una concezione dell’anarchia molto lontana da quella iniziale: dal momento che le idee politiche e sociali anarchiche non si sono realizzate, considera come positive realizzazioni da attribuire a quelle idee alcuni cambiamenti che si sono verificati nel nostro mondo: dall’anti-autoritarismo scolastico a un abbigliamento slegato dalla classe sociale di appartenenza. In questo modo l’anarchia finisce per essere considerata non una dottrina politica, un insieme anche composito di convinzioni ideologiche, ma un atteggiamento individuale adottato nel piccolo della propria vita
di Michela Nacci da L'Occidentale, del 20 aprile 2008 [756]

Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America
Discorso di Sua Santità Benedetto XVI
Incontro con i membri dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
New York, 18 aprile 2008 [755]

Pubblicato il testamento dell’arcivescovo caldeo ucciso dal terrorismo islamico il mese scorso
Il testamento di mons. Rahho: amore per i “fratelli musulmani e l’Iraq”
Nessuna eredità materiale, ma un forte messaggio per costruire la pace e l’amore tra le comunità religiose. La concezione della morte, come l’apertura ad un “donarci a Dio nuovo e infinito”
da AsiaNews del 18 aprile 2008 [754]

«Meglio abolirli. Quei soldi sono la causa della malattia dell’Africa»
Più aiuti, più poveri
«Il mondo ricco inizi ad abbattere i dazi e a non sovvenzionare i suoi contadini. Il modello di sviluppo africano sarà quello cinese: governi autoritari politicamente e liberisti economicamente. Terreno fertile nel continente per la finanza islamica»
di Gianni Ballarini da Nigrizia, aprile 2008 [753]

Si è acceso di recente un dibattito, a livello europeo, tra diverse concezioni del sistema economico mondiale, che deve far riflettere anche chi presto governerà in Italia
La crisi del mercato alimentare e la soluzione liberista
Così come lo Stato capitalistico si è sviluppato nell'ultimo secolo con l'introduzione del Welfare State, è necessario che un modello analogo si applichi nella politica economica internazionale: perché nessuno può più permettersi che ci siano scioperi per fame in India, perché la leadership etica è l'unico strumento che resta alle democrazie occidentali per garantirsi una stabilità sempre più messa a rischio. Perché, semplicemente, nell'assenza di un mercato perfetto occorre provvedere degli strumenti necessari a compensare le anomalie della realtà
di Giovanni Vagnone da L'Occidentale del 18 aprile 2008 [752]

Nord, Centro, Sud. Viaggio fotografico nella profonda periferia italiana
Milano
«È tutto una gran merda. Questi e quelli pari sono. Tutte le volte che vado a votare penso che la prossima volta non mi fregano più. Però Prodi e quelli come lui l’hanno combinata grossa. Stavolta ho provato con la Lega anche se non capisco perché si è messa con Berlusconi. La volevo da sola. La sinistra in quartiere? Se c’è non si vede»
di Enzo Manes da Tempi del 16 aprile 2008 [751]

In Veneto un elettore su 4 ha scelto Lega Nord
Perché il nord-est si fida della Lega
Un risultato straordinario per questo partito, che negli ultimi anni aveva patito la rinascita di altri movimenti autonomisti, dalla Liga Veneta al Progetto Nord Est del defunto Panto. Le percentuali raggiunte, che diventano ancora più significative se al 26,1 per cento in Veneto affianchiamo il 20,7 per cento in Lombardia, il 7,7 in Emilia Romagna, il 13 in Friuli Venezia Giulia e il 12,3 in Piemonte, devono destare sorpresa, ma non preoccupazione
di Carlo Menegante da Ideazione del 18 aprile 2008 [750]

Francia - Esce il «libro nero» della rivoluzione culturale cinese: sono ancora molti i lati oscuri delle stragi che fecero tre milioni di morti
I cannibali di Mao
Otto saggi sul decennio 1966-1976, l’ultima era del «Grande Timoniere», raccolti dallo storico Song Yongyi, finito in carcere ed esiliato per il suo lavoro. Ma mancano i documenti su eventi atroci come il «vento di cannibalismo» nello Guangxi nel 1968 o l’«estirpazione del Partito mongolo»
di Daniele Zappalà da Avvenire del 17 aprile 2008 [749]

Come è stato possibile che intellettuali sensibili, colti e dotati di spirito critico abbiano potuto appoggiare, durante il secolo scorso, regimi repressivi e votati alla negazione dei più elementari diritti umani? È la domanda che continua a porsi Paul Hollander
Il suicidio degli intellettuali
Come è successo che personaggi del calibro di Pablo Neruda, Jean-Paul Sartre, Susan Sontag, George Bernard Shaw e tanti altri siano rimasti affascinati dalla Russia staliniana, dalla Cina maoista o dalla Cuba castrista, ignorandone completamente i difetti e le storture. E come ancora oggi vi siano affermati intellettuali che guardano con condiscendenza se non con simpatia ai fondamentalisti islamici che predicano l’odio e la distruzione dell’occidente
di Tommaso Piffer da il foglio del 17 aprile 2008 [748]

Oggi, presso il Parlamento europeo, a Bruxelles, Souad Sbai, presidente di Acmid Donna, interverrà con una critica del multiculturalismo, di cui pubblichiamo alcuni stralci
L'islamica del Pdl: voglio tolleranza zero
Musulmana, nemica del fondamentalismo, la neo-deputata del PdL indica i rischi dei modelli di integrazione adottati dall’Occidente
di Souad Sbai da Libero del 17 aprile 2008 [747]

«Sin dagli albori della Repubblica, la ricerca di libertà dell'America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla signoria di Dio Creatore»
Il Papa benedice il paese della libertà
«Gli estensori dei documenti costitutivi di questa Nazione si basarono su tale convinzione, quando proclamarono la "verità evidente per se stessa" che tutti gli uomini sono creati eguali e dotati di inalienabili diritti, fondati sulla legge di natura e sul Dio di questa natura»
di Benedetto XVI da L'Occidentale del 17 aprile 2008 [746]

Ed ora, serve coraggio e sangue freddo
Le scelte liberiste che attendono Berlusconi
Si sono vinte le elezioni, anzi, si sono stravinte, ma finita l’ebbrezza, occorre guardare con velocità ai problemi che l’esecutivo di Romano Prodi non ha saputo risolvere
di Fabrizio Goria da L'Occidentale del 17 aprile 2008 [745]

Se il passato governo si è contraddistinto per un monocameralismo di fatto e dunque per una paralisi istituzionale, l’attuale maggioranza non può avere scusanti: lo scarto con il Pd è tale da poter agire immediatamente e senza indugi
La riforma della giustizia parte dalla Costituzione
Sotto con le riforme dunque, a cominciare proprio dalla giustizia; come sovente si usa dire in questi casi, il problema è alla fonte intesa come Costituzione da cui sarebbe necessario partire per estirpare alla radice le storture ordinamentali
di Enrico Gagliardi da Ideazione del 17 aprile 2008 [744]

Dalla famiglia fondata sul matrimonio alla famiglia delle nazioni riunita all’Onu
Il chiaro e fecondo magistero di Benedetto XVI compie tre anni
Sarà un effetto indiretto del magistero di Benedetto XVI, sta di fatto che in Europa si conclude la parabola di quei cattolici che, forse mossi da retta intenzione, hanno cercato di “dialogare” col comunismo negli anni cinquanta perché avevano perduto la speranza che esso, a breve, potesse finire
da Agenzia Fides del 16 aprile 2008 [743]

Tor Bella Monaca, dove la città del sindaco cinefilo diventa western
Roma
Manifesti elettorali abbandonati per terra con la colla ancora fresca, cassonetti che traboccano di spazzatura, strade piene di buche, erbacce che crescono sui marciapiedi, muri imbrattati, frigoriferi abbandonati. Ed enormi edifici grigi in cemento armato protési verso il cielo: le “torri”, come le chiamano qui. È Tor Bella Monaca, quartiere periferico di Roma, nell’ottavo municipio, a venti chilometri da San Pietro. Praticamente un’altro mondo
di Francesco Rositano da Tempi del 16 aprile 2008 [742]

La rivoluzione del 1994 è finalmente arrivata a compimento. In Italia, in un certo senso, è caduto definitivamente il Muro
Perché la Terza Repubblica sarà diversa
Senza la fine del comunismo, senza le sue ripercussioni sul sistema politico italiano, assai probabilmente Berlusconi non sarebbe mai entrato in politica. Dovette farlo in una situazione di emergenza, mettendo insieme quello che insieme non immaginava nemmeno di poter stare: la Lega al nord e l’Msi al sud. Non a caso, i suoi stessi alleati di oggi
di Gaetano Quagliariello da L'Occidentale del 16 aprile 2008 [741]

Tanto più ci si pensa quanto più appare multipla la sconfitta che la sinistra nel suo insieme ha subito nel voto di domenica e lunedì
Quattro sinistre quattro sconfitte
Si dirà pure che sono passati diciannove anni dalla caduta del Muro di Berlino, ma fa lo stesso una certa impressione il fatto che nè a Montecitorio nè a Palazzo Madama siederà un solo comunista dichiarato. Così si dirà pure che sono passati quattordici anni da quando, con il voto del 1994, fu travolto dalla tempesta di «mani pulite» il gruppo parlamentare del Garofano, ma ugualmente sono spariti i resti della diaspora socialista e proprio nel momento in cui avevano compiuto un ultimo tentativo di rifondazione
di Renzo Foa da Liberal del 16 aprile 2008 [740]

I voti degli italiani residenti in Israele (73.3 per cento al Pdl, 19.9 al Pd, 3.8 al Ps di Boselli e 2.8 all'Udc di Casini) non lasciano dubbi rispetto alle simpatie del popolo dello stato ebraico
Il Jerusalem Post esulta per Fiamma Nirenstein
E i giornali, da Haaretz al Jerusalem Post, passando per Yedioth Aronoth, salutano con entusiasmo il ritorno di Silvio Berlusconi al governo e, con lui, la fine di un incubo chiamato Massimo D’Alema. Un incubo fatto di “equivicinanze” mai chiarite e con il contorno di passeggiate a Beirut a braccetto con ministri hezbollah
di Dimitri Buffa da L'Occidentale del 16 aprile 2008 [739]

Il Kazakistan vieta l’esportazione di grano e l’Indonesia di riso
Si espande in Asia la “crisi dei cereali”, dal Kazakistan alla Cina
La Cina non è autosufficiente, ma lo Stato paga bassi sussidi ai contadini per i cereali e così disincentiva innovazioni. L’India non avrà da mangiare, se le prossime piogge monsoniche non saranno benevole
da AsiaNews del 16 aprile 2008 [738]

Aharon Appelfeld, Storia di una vita, Guanda, pagg. 199, € 14
La memoria negata
«Il cuore ha dimenticato molto, soprattutto luoghi, date e nomi di persone, ma malgrado ciò sento quei giorni con tutto il mio corpo. Ogni volta che piove, fa freddo o soffia un forte vento, torno nel ghetto, nel campo di concentramento, nei boschi dove ho trascorso molti giorni. A volte bastano l´odore del fieno che marcisce o il grido di un uccello per trascinarmi lontano e dentro di me. Dico dentro di me benché non abbia ancora trovato le parole per queste potenti macchie di memoria. Anche questa volta non toccherò quel fuoco. Non racconterò del campo di concentramento, ma della fuga, ciò che effettivamente feci nell´autunno del 1942, all´età di dieci anni»
di Susanna Nirenstein da La Repubblica del 15 aprile 2008 [737]

Luce Irigaray, La via dell’amore, Torino, Bollati Boringhieri, 2008
Maschi o femmine? Alla ricerca dell'unità dimenticata
«Laddove l’umanità credeva di aver concluso il suo percorso, accettando di essere scissa in due, apre lo spazio della sua più decisiva creazione. Il mondo allora si rovescia, non per chiudersi una seconda volta, per dissolvere la sua fatticità nel nulla o ricostruire un universo indefinitamente frammentato, ma per riconoscere un’obliata differenza, la più irriducibile differenza: quella che divide l’esere umano stesso senza superamento possibile della scissione. Mai compimento dell’Uno, dunque, ma costituzione di due mondi aperti e in relazione l’uno con l’altro, e che ne generano un terzo come opera comune, come spazio-tempo da condividere»
di Michela Nacci da L'Occidentale del 13 aprile 2008 [736]

Pubblichiamo il testo dell'intervento di Gaetano Quagliariello al convegno "Convivenza tra culture diverse" organizzato dal Circolo del Buon Governo di Siena il 28 marzo 2008
Siamo sicuri che una convivenza tra culture diverse è possibile?
Per assicurarne la pacifica convivenza, nell'età contemporanea la liberal-democrazia si è attestata sulla teoria della libera concorrenza tra culture. È stato questo il postulato fondamentale della "società aperta" che, inevitabilmente, ha portato con sé la convinzione che le culture, competendo fra di loro, siano destinate a ibridarsi, ad arricchirsi, a trovare spontaneamente delle sintesi. In ultima analisi a migliorarsi, perdendo la loro purezza originaria per assumere quanto di buono e di valido vi è in quella del vicino. Queste convinzioni, di per sé inoppugnabili, scontano tuttavia un ottimismo di fondo. Veicolano di fatto una visione spensierata della realtà che, portata ai suoi estremi, non ha mancato di prospettarsi come ingenuo positivismo
di Gaetano Quagliariello da L'Occidentale del 13 aprile 2008 [735]

L’articolo 115 del Codice penale svizzero sancisce la punibilità di chi istiga o aiuta qualcuno a suicidarsi spinto da un movente di natura egoistica, che gli porti un vantaggio, quale ad esempio un’eredità. Questo significa che se il movente è diverso - per esempio se è il suicida stesso a chiedere aiuto per morire - non si è perseguiti penalmente
Un itinerario di morte
Il suicidio assistito, oltre che in Svizzera, è depenalizzato in Spagna e Svezia, legale nell’Oregon, nei Paesi Bassi, nel Belgio. Sono decine nel mondo, le organizzazioni e associazioni private che diffondono nei loro paesi la cultura suicidiaria ed eutanasica. Sono presenti in Israele, India, Giappone, Zinbabwue, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Colombia. Innumerevoli sono quelle europee, in Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Regno Unito, Svizzera, Svezia, Italia
da Agenzia Fides del 10 aprile 2008 [734]

Intervista a Fiamma Nirenstein
Bisogna rivedere la politica estera italiana
Delusa dalle posizioni dell’ultimo governo, ottusamente filoarabo e troppo debole con il terrorismo, la Nirenstein sottolinea la necessità di rivedere la politica estera italiana, di ribadire la difesa delle nostre organizzazioni sociali e dello Stato di Israele e di rivolgere lo sguardo verso l’Islam moderato
di Angelo M. D'Addesio da Ideazione dell'11 aprile 2008 [733]

Crescono i timori sulla crisi alimentare. Londra punta il dito contro i biocarburanti, che sottraggono molti terreni alle coltivazioni. Lula: «Il problema è la crescita dei consumi». Strauss-Kahn (Fmi): a rischio le conquiste contro la povertà
La fame fa paura al mondo
Riccardo Moro, direttore della Fondazione Giustizia e Solidarietà, promossa dalla Conferenza episcopale italiana: «Va ripensata la politica dei commerci globali. Serve un nuovo metodo di negoziato: la liberalizzazione totale ha mostrato la sua inefficacia»
di Daniele Zappalà e Paolo Viana da Avvenire dell'11 aprile 2008 [732]

Il commercio equo e solidale può essere definito come un contratto sociale tra i consumatori e i produttori per combattere la povertà nei Paesi in via di sviluppo e diminuire la disuguaglianza nel mondo
Commercio equo e solidale: esame di maturità
La domanda di fondo è: il commercio equo e solidale sarà in grado di salvaguardare il proprio contratto sociale oppure sarà lentamente spiazzato da altri operatori del commercio internazionale?
di Renata Livraghi da Popoli, aprile 2008 [731]

Quanto sta accadendo a Lhasa è frutto di una politica nazionale di negazione dei fondamentali diritti umani
La repressione non è solo in Tibet, ma in tutta la Cina
La libertà va chiesta anche per i dissidenti democratici e per i credenti, come i tre vescovi da anni “scomparsi” nelle mani della polizia
di Bernardo Cervellera da AsiaNews del 10 aprile 2008 [730]

Il traffico dei diritti insaziabili, a cura di Luca Antonini, Rubbettino editore
Il grande miraggio dei diritti rovesciati
Oggi nella coppia, in famiglia, nella malattia, sulla vita o sulla morte ogni gruppo e singolo rivendica il «suo» diritto. Ma spesso si tratta soltanto di facoltà o desideri che creano ambigue e pericolose attese. Tali aspettative insaziabili sono come parassiti che succhiano la linfa dei reali valori e il loro traffico è condizionato dalle pressioni di potenti lobbies
di Flavio Felice da Avvenire del 10 aprile 2008 [729]

Anticipiamo stralci del libro La caduta del vento leggero di Giovanni Cominelli in uscita il 10 aprile
1968 - Volevo cambiare il mondo. Per fortuna sono cambiato io
Autobiografia non cerimoniosa di un protagonista della contestazione studentesca. Che oggi guarda curioso all’unica cosa rimasta da allora, Cl
da Tempi dell'8 aprile 2008 [728]

Sacerdoti incarcerati. Fogli di via a religiosi. Domande di visto accolte con mesi di ritardo
Chiesa sotto minaccia
Di fronte ll’escalation governativa, la chiesa cattolica algerina ha deciso di rompere gli indugi e di far sentire la propria voce, moltiplicando le prese di posizione e gli appelli. Ce n’è abbastanza perché tutti i cristiani s’interroghino sul loro futuro nel paese maghrebino
di Carlo Stella da Nigrizia, aprile 2008 [727]

Il vero problema della nostra università sta principalmente nella difficoltà che abbiamo a definirne il senso, diciamo pure la missione
Per cambiare gli Atenei ci vuole passione per la verità
Non può esserci università senza un’autentica passione per la verità, per la realtà, per la bellezza intrinseca di ciò che si studia e, in ultimo, per un’ideale di uomo
di Sergio Belardinelli da L'Occidentale del 9 aprile 2008 [726]

Udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia, della Pontificia Università Lateranense
Discorso del Santo Padre
Alle 11 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Congresso Internazionale promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su matrimonio e famiglia, della Pontificia Università Lateranense, in collaborazione con i Knights of Columbus, sul tema: "L’olio sulle ferite. Una risposta alle piaghe dell’aborto e del divorzio"
da Agenzia Fides del 5 aprile 2008 [725]

Intervista ad Ayaan Hirsi Ali: «Sono contenta, perfino felice. Perché decido io il mio destino»
Le donne salveranno l'islam
«Attenzione, non sto dicendo che l'Islam non può cambiare, che non possa nascere un Voltaire islamico. Se fosse un problema di razza, allora spetterebbe a un rappresentante della razza oppressa alzarsi, come Mandela con l'apartheid, e dire che la riconciliazione è possibile. È quello che sta facendo Barack Obama. Nel caso dell'Islam, dovranno essere le donne, perché nessun gruppo è oppresso sistematicamente quanto loro»
di Giovanna Zucconi da La Stampa dell'8 aprile 2008 [724]

Il garantismo deve, o almeno dovrebbe essere, un vero e proprio punto di riferimento per chiunque si approcci ai problemi della giustizia
Non è un Paese per garantisti
Il garantismo veicola una serie di concetti tra i quali il principio secondo cui la legge è uguale per tutti e per cui si è innocenti fino a sentenza definitiva. Essere garantisti, infine, vuol dire fornire tali garanzie soprattutto a chi normalmente è inviso, perché è proprio verso questi soggetti che si dimostra la superiorità giuridica e morale dello Stato di diritto
di Enrico Gagliardi da Ideazione dell'8 aprile 2008 [723]

Il più rilevante elemento di novità politica riscontrabile nella crisi tibetana iniziata il 10 marzo scorso è senz'altro lo scollamento tra il movimento di protesta montato all’interno del Tibet e la sua leadership spirituale e politica, il Dalai Lama
La Via del Dalai Lama è un alibi per l’Occidente
È probabile che l’obiettivo dell’indipendenza e i metodi di lotta violenti non giovino ai tibetani, ma non è detto che quella indicata dal Dalai Lama sia automaticamente la via migliore possibile. Eppure, ben poco laicamente in Occidente identifichiamo la causa tibetana con una guida spirituale “la cui santità non ammette critiche sul piano politico”, attribuendogli un’autorità quasi teocratica. La “Via di mezzo” da lui indicata è ritenuta giusta perché ragionevole, dialogante e nonviolenta, ma rischia di diventare soprattutto un comodo alibi per le nostre coscienze, perché poco impegnativa politicamente
di Federico Punzi da Ideazione del 9 aprile 2008 [722]

Una tesi apparsa sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze e che fa discutere
Clima: se freddo e caldo scatenano le guerre
Dietro 500 anni di guerre nel mondo non ci sarebbero altro che brusche variazioni climatiche. Abbassamenti delle temperature che avrebbero messo in ginocchio l’agricoltura e scatenato la reazione aggressiva degli Stati colpiti
di Andrea Lavazza da Avvenire del 7 aprile 2008 [721]

La biodiversità è diventata un affare di prim’ordine
Biopirati in camice bianco
I ricercatori, spesso al soldo delle multinazionali, carpiscono i segreti delle popolazioni indigene su piante medicinali, funghi e semi. Scoperte poi brevettate. Un business da 5 miliardi di dollari
di Irene Amodei da Nigrizia, aprile 2008 [720]

Negli ultimi anni, i paesi della regione dell'America Latina e dei Carabi hanno sperimentato un progresso significativo nel campo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, superando notevolmente la crescita raggiunta nello stesso settore da altre regioni del pianeta, come nel caso di Africa e Asia
Nuove tecnologie per il Sud del mondo: sviluppo umano sostenibile e globalizzazione - America Latina
Tuttavia, gli attuali livelli raggiunti sono ancora inferiori rispetto al grado di connettività e accesso universale alle ICT disponibile nel mondo industrializzato, e anche il "digital divide" interno ai paesi della regione di America Latina e Caraibi non è stato ancora colmato in maniera del tutto soddisfacente. Malgrado gli interventi e i progressi nella Regione in vista degli Obiettivi di sviluppo umano del Millennio (MDG, Millennium Development Goals) - traguardo sancito nel settembre del 2000 a New York da 191 capi di stato e di governo riuniti al Vertice del Millennio - la lotta si rivela ancora insufficiente. Ridurre la miseria estrema entro il 2015, primo degli Obiettivi, è un compito difficile, eppure "Sviluppo sostenibile per tutti" non deve essere soltanto uno slogan, bensì un impegno e una testimonianza per un'azione comune
da Agenzia Fides del 5 aprile 2008 [719]

La polizia cinese perquisisce i monasteri uno ad uno e arresta centinaia di monaci. Fa sfilare gli arrestati per le strade quale monito
Due monaci tibetani si suicidano mentre la polizia invade i monasteri
Si suicidano due monaci, “colpevoli” di “pacifiche proteste”. Esuli tibetani: è solo quanto già accade da anni
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 7 aprile 2008 [718]

La recente crisi in Tibet ha mostrato delle vistose falle nel solitamente efficiente sistema di sicurezza cinese, ingigantite dal suo rapido propagarsi nelle province limitrofe, abitate da altre comunità tibetane
Non solo Tibet: in Cina anche lo Xinjiang è in rivolta
Le proteste si sono estese dalla regione autonoma del Tibet ad alcune aree delle province del Quinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan, considerate parte del Tibet storico
di Emanuele Scimia da L'Occidentale del 4 aprile 2008 [717]

Occorre una morale delle scienze cognitive per superare la separazione tra ragione e sentimento. Parla la filosofa italiana
Boella, nasce la neuroetica
«Quello che gli scienziati studiano nei loro laboratori avrà delle ricadute sulla nostra società. Le persone hanno il diritto di accedere alle conoscenze»
di Andrea Lavazza da Avvenire del 3 aprile 2008 [716]

In Italia se mantieni due figli ti scalano mille euro dalle tasse. Se finanzi un partito, tremila
Non conviene sposarsi
In Italia si può detrarre di tutto senza tetto di reddito: la rottamazione delle auto, dei motorini, la ristrutturazione delle case, la palestra e addirittura le mance date ai croupier dei casinò; non così per i familiari o per i figli, non riconosciuti come un bene per la nazione e un patrimonio comune
di Caterina Tartaglione da Tempi del 2 aprile 2008 [715]

L’educazione secondo don Giussani, un antidoto contro la pedagogia debole
Intellettuale cura te stesso
Dal mio punto di vista di ebreo leggo gli scritti di don Luigi Giussani e vi trovo più di un motivo di comunanza di idee, in particolare nell’accento posto sulla centralità della persona e dell’incontro tra persone nell’esperienza di vita. Nell’ultimo libro pubblicato (Si può vivere così?) mi colpisce l’insistenza sul ruolo di mediazione dell’altro nel rapporto con la realtà
di Giorgio Israel da Tempi del 2 aprile 2008 [714]

Le dimostrazioni e violenze esplose nelle scorse settimane a Lhasa, la capitale del Tibet, si sono rapidamente diffuse nelle vicine province
Commercio e religione, in Tibet si apre il fronte islamico
In queste zone, distanti dai riflettori dei media mondiali, gli scontri non sono avvenuti solo tra tibetani e Han cinesi, dai quali i locali si sentono colonizzati. Nel conflitto attualmente in corso sul “tetto del mondo” esiste anche una terza fazione, le popolazioni musulmane locali, alla quale è stata data poca attenzione
di Nina Ritter da Liberal del 4 aprile 2008 [713]

Dove sono finiti i pacifisti? Perché non riempiono le piazze e le strade con le bandiere del Tibet? Perché non bruciano quelle cinesi?
Perché il Tibet non smuove i pacifisti
Interrogativi solo apparentemente senza risposta. In realtà, la risposta è semplice: nella scena mancano i soggetti principali di tutte le ingiustizie, di tutti i soprusi, di tutte le violenze: gli Stati Uniti o Israele, meglio tutti e due insieme
di Antonio Donno da Ideazione del 4 aprile 2008 [712]

Dovevamo capirlo: il Dalai Lama e Rebiya Kadeer complottano contro le magnifiche sorti progressive dell’economia cinese
Cina, i progressi sospetti delle province occidentali
In Tibet e nello Xinjiang, chi si oppone alla politica di Pechino in realtà si schiera contro l’emancipazione di popolazioni vissute a lungo nella più totale miseria. E che solo ora si affacciano al progresso. Altro che pugno duro per soffocare ogni rivendicazione autonomista o per conculcare i diritti fondamentali della persona. Il governo centrale agisce in nome della pace e della prosperità
di Bruno Pampaloni da Ideazione del 3 aprile 2008 [711]

Leader tibetano difende la scelta non-violenta e afferma che soldati cinesi si sono travestiti da monaci per istigare violenze
Testimoni confermano: soldati di Pechino "vestiti da monaci” hanno innescato la violenza
«Non siamo terroristi, temiamo che la propaganda cinese organizzi attentati per accusarci». A Lhasa l’esercito vessa anche i cinesi
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 3 aprile 2008 [710]

Un’ipotesi inquietante serpeggia all’interno della cultura laicista europea. Per alcuni è una prospettiva, più che un’ipotesi
Il “modello unico” e la manipolazione della realtà
Sulla scia della cultura post-femminista, che nega la differenza sessuale e che ha indotto a modificare perfino il linguaggio delle istituzioni internazionali e comunitarie, per adeguarlo alle esigenze del “genere”, si propone il modello dell’uomo bisessuale
da Agenzia Fides del 1° aprile 2008 [709]

Il Tibet è quello del sorriso benevolo del suo leader o quello delle rivolte di un popolo umiliato e oppresso?
E se la via del Dalai Lama fosse sbagliata?
Due facce che forse non riescono più a convivere
di Enzo Reale da Ideazione del 31 marzo 2008 [708]

Le vignette su Maometto hanno incendiato le piazze arabe. I governi musulmani accusano la stampa occidentale di propagandare una visione distorta dell’Islam. Ma qual è la situazione nei media arabi? Antisemitismo e razzismo a go-go
Perché l'Occidente non protesta per le vignette antisemite?
Quella che segue è una selezione di vignette apparse sui giornali arabi e di altre nazioni occidentali dopo l’11 Settembre. L’antisemitismo viene declinato in tutte le sue coniugazioni: la teoria della cospirazione, il negazionismo, la trivializzazione dell’Olocausto, l’antisionismo, le nuove forme di antisemitismo diffuse dai media indipendenti e governativi
di Roberto Santoro da L'Occidentale del 1° aprile 2008 [707]

Il Gesù del Corano è proprio quello dei Vangeli? E i cristiani debbono ritenere Maometto un profeta?
Cristiani e musulmani: vivere insieme con Gesù diversi
Alcuni esperti sauditi vogliono costruire il dialogo sul ricatto (una chiesa in Arabia saudita in cambio della professione di fede sul profeta Muhammad). Ma cristianesimo e islam sono diversi e talvolta opposti. Invece del sincretismo o del ricatto, l’unica via è il rispetto reciproco
di Samir Khalil Samir, sj da AsiaNews del 1° aprile 2008 [706]

“Sul Sessantotto”, saggio pubblicato da Rubbettino, curato da Roberto Pertici e presentato da Gaetano Quagliariello (pp. 112, € 14,00)
Per Matteucci la vera vittima del Sessantotto è stata la libertà
Nicola Matteucci (1926-2006) attraversò il suo tempo con scandaloso candore e scrisse pagine memorabili di realismo intellettuale. Solo gli sciocchi colpevoli di resistenza alla vita possono affermare senza vergogna alcuna che i filosofi cosiffatti siano degli “intellettuali”
di Raffaele Iannuzzi da L'Occidentale del 30 marzo 2008 [705]

I saggi di Nicola Matteucci sulla rivolta studentesca di fine anni Sessanta valgono, da soli, più di gran parte di ciò che si è finora scritto su quegli eventi
Il Sessantotto come l'interventismo e il fascismo: la lettura di Matteucci
Per Matteucci la rivolta studentesca non fu, o meglio non fu soprattutto, un semplice episodio di una grande rivoluzione esplosa in tutto il mondo, da Berkeley a Parigi, da Berlino a Praga. Il Sessantotto italiano, che molti cercavano erroneamente di spiegare appiattendosi su ciò che proclamavano i protagonisti nei loro slogan, giornali, opuscoli, andava considerato una forma di «insorgenza populista» da ricollegare a dinamiche profonde del Paese
di Giovanni Belardelli dal Corriere della Sera del 30 marzo 2008 [704]

«Il passato può essere invadente, può persino produrre caos. Non va mai banalizzato. Commemorare troppo comporta dei rischi»: parla lo scrittore premio Nobel Elie Wiesel
«La memoria? Non va politicizzata»
«L’opposto dell’amore non è l’odio, è l’indifferenza. L’opposto dell’educazione non è l’ignoranza, ma l’indifferenza. L’opposto dell’arte non è la bruttezza, ma l’indifferenza. L’opposto della giustizia non è l’ingiustizia, ma l’indifferenza. L’opposto della pace non è la guerra, ma l’indifferenza alla guerra. L’opposto della vita non è la morte, ma l’indifferenza alla vita o alla morte. Fare memoria combatte l’indifferenza»
di Sébastien Maillard da Avvenire del 28 marzo 2008 [703]

Intervista ad Armando Valladares
"Con i Castro Cuba non sarà mai libera"
Valladares conosce molto bene le dinamiche totalitarie del regime di Cuba, perché le ha vissute sulla sua pelle. Nel 1959, mentre il mondo intero considerava Fidel Castro un sincero rivoluzionario democratico, l’impiegato delle poste Valladares veniva accusato per la sua fede cattolica e per il suo rifiuto tassativo di aderire alla dottrina marxista del nuovo potere
di Stefano Magni da L'Occidentale del 28 marzo 2008 [702]

Come a Khartoum, anche a Naypyidaw il regime continua a danzare sulfuree tarantelle sopra il cadavere dei diritti umani grazie alla compiacenza di Pechino
L’ombra nera della Cina su Darfur e Myanmar
Le cronache di questi giorni riportano le preghiere del Santo Padre per le martoriate terre del Tibet e del Darfur. Si tratta di due regioni geograficamente molto lontane ma accomunate dalle mire espansionistiche della leadership cinese
di Bruno Pampaloni da Ideazione del 28 marzo 2008 [701]

Sous l'œil de caméras étrangères, des moines tibétains mettent à mal la thèse du retour au calme
Lhassa crève l'écran de la propagande chinoise
Dans le temple du Jokhang, hier à Lhassa, plusieurs dizaines de moines ont fait une irruption spectaculaire au milieu d'un point de presse organisé par les autorités chinoises
di Jean-Jacques Mevel da Le Figaro del 28 marzo 2008 [700]

Il dibattito politico italiano è stato recentemente scosso da due fenomeni che, per quanto distinti, hanno finalmente portato a discutere della Cina
Tibet e Tremonti – finalmente si parla di Cina
I due fenomeni sono, da un lato, la recente ondata di violenze che si è scatenata sul Tibet, e dall’altro la pubblicazione del pamphlet La Paura e la Speranza (2008) dell’ex-ministro Giulio Tremonti
di Andrea Gilli da epistemes del 27 marzo 2008 [699]

Sulla difesa della preghiera “Oremus et pro Iudaeis” del Venerdì santo da parte del rabbino Jacob Neusner
“Vi fu detto, ma io vi dico…”
A ben guardare, la nuova preghiera per gli ebrei nella liturgia del rito antico non impoverisce ma arricchisce di senso la preghiera del rito moderno
di Michele Loconsole da Agenzia Fides del 26 marzo 2008 [698]

Convegno nazionale / Roma 29 marzo. Politica, istituzioni, società civile si confrontano sul commercio degli armamenti, sul ruolo delle banche, sui criteri di responsabilità e di eticità da adottare
Oltre l’insicurezza delle armi
L’iniziativa è della Campagna di pressione alle “banche armate” e della Rete italiana per il disarmo
da Nigrizia, marzo 2008 [697]

Il libro recentemente pubblicato da Giulio Tremonti ha come titolo La paura e la speranza
Le strade da seguire per uscire dalla crisi
E sostanzialmente si chiede cosa dovrebbe, o potrebbe, fare un paese in crisi nell’epoca di un’asimmetrica crisi della globalizzazione
di Raimondo Cubeddu da L'Occidentale del 25 marzo 2008 [696]

Profondo conoscitore della storia e della spiritualità tibetana, Carlo Buldrini, autore di "Lontano dal Tibet", traccia scenari presenti e futuri della crisi in corso
"Solo il crollo del comunismo salverà il Tibet"
«In Tibet c’è un proverbio molto bello che dice “Le mura esterne di pietra possono crollare, le mura interna del Dharma non possono essere distrutte”. Come a dire che malgrado i loro templi e i loro testi sacri siano stati distrutti la fede dei tibetani è rimasta integra. La forza dei tibetani è la loro identità. Ed è per questo che malgrado siano passati 58 anni e due generazioni dall’invasione, oggi monaci ventenni scendono in piazza a gridare Tibet libero»
di Elisa Borghi da Ideazione del 26 marzo 2008 [695]

La moderna ideologia eugenetica cambia i nomi per cambiare la percezione della realtà. E nascondere la manipolazione della vita
Biopolitica, la nuova sfida
«È in atto una deriva: aborto, diagnosi preimpianto in cui uno è scelto e l’altro scartato... E il valore della vita umana dipende non da ciò che si è, ma da ciò che si può fare»
di Vittorio Possenti da Avvenire del 26 marzo 2008 [694]

Scrittori, attivisti, avvocati, artisti spingono Pechino ad aprire un dialogo diretto con il Dalai Lama e domandano la piena libertà religiosa per il Tibet
Intellettuali e dissidenti chiedono alla Cina di ripensare agli “errori” commessi in Tibet
La propaganda ufficiale – rozza come ai tempi della Rivoluzione culturale – aizza gli odi razziali
da AsiaNews del 25 marzo 2008 [693]

I recenti scontri avvenuti in Tibet tra le autorità cinesi e la popolazione locale di etnia tibetana hanno provocato apprensione in tutto il mondo
La Cina, il Tibet: scelte da compiere e rischi da correre
In questo breve articolo ci proponiamo di spiegare in maniera sintentica le ragioni che hanno portato a quanto sta accadendo, e di illustrare le varie opzioni che si aprono per i vari attori
di Andrea Gilli da epistemes del 25 marzo 2008 [692]

L’idealità di un popolo, i suoi valori condivisi solo in minima parte nascono spontaneamente. Si creano nel tempo e in certe condizioni, con il concorso dell’arte, della scuola, della politica, delle associazioni, delle leggi, delle istituzioni
L'eroe cancellato di un Paese senza miti
La retorica e la ritualistica ne costituiscono invece un surrogato, che nasconde, dietro la facciata ufficiale, la fragilità delle basi dell’edificio
di Aldo G. Ricci da Ideazione del 21 marzo 2008 [691]

Vent’anni fa i cattolici slovacchi sfidarono la repressione comunista e scesero in piazza per invocare i diritti umani e la fine delle discriminazioni contro i credenti: fu una delle prime crepe nel «Muro»
Bratislava, quelle candele per la libertà
Marián Štastný lanciò l’iniziativa per sostenere la petizione del cardinale Tomášek verso più equi rapporti Stato-Chiesa
di Angelo Bonaguro da Avvenire del 25 marzo 2008 [690]

Centinaia di ragazze nigeriane, inseguendo il sogno di una vita migliore, vengono costrette dalla malavita a prostituirsi in Italia
Libertà a caro prezzo
Per chi viene rimpatriato o riesce a fuggire, il rientro è comunque in salita, tra ferite del passato, ritorsioni e stigma sociale. Ma al loro fianco ci sono altre donne, molto speciali
di Anna Pozzi e Enrico Casale da Popoli, n° 3 - marzo 2008 [689]

Terrorismo - Al Qaida tra finzioni e timori veri
Il progetto qaidista di Droukdal
L’anno della svolta è il 2004. Al vertice del Gspc arriva l’emiro Abdelmalek Droukdal. Il suo è un deciso cambio di rotta rispetto al passato
di Gianni Ballarini da Nigrizia, marzo 2008 [688]

Terrorismo - Al-Qaida tra finzioni e timori veri
La jihad recluta l’Africa
Gli attentati in Mauritania, Algeria e Marocco, le preoccupazioni egiziane e le tensioni somale indicano una nuova stagione per la violenza fondamentalista nel continente. Mai come oggi in Africa il terrorismo locale si lega a quello internazionale. L’impegno e gli interessi Usa
di Luciano Ardesi da Nigrizia, marzo 2008 [687]

Un terzo della popolazione mondiale viene ogni anno colpita da disastri naturali, dipendenti dai rapidi mutamenti climatici in corso nel pianeta
I cambiamenti climatici e la sfida della recessione
Il 98% delle persone vittime dei disastri naturali vengono da paesi in via di sviluppo. Il che sottolinea la strettissima relazione fra povertà, sviluppo e cambiamenti climatici
da Agenzia Fides del 18 marzo 2008 [686]

Un pamphlet del filosofo svizzero Gabriel Fragnière: «Altro che secolarizzazione: il 'ritorno di Dio' ha generato più libertà»
Fede e Occidente, la rivincita del sacro
Gabriel Fragnière, «La religione e il potere. La cristianità, l’Occidente e la democrazia», Edizioni Dehoniane Bologna (pagine 308, € 30,00)
di Gabriel Fragnière da Avvenire del 18 marzo 2008 [685]

Islam
Il Corano letto dalle donne
A differenza di quello occidentale, il femminismo islamico non nasce in contrapposizione al sentire religioso, ma fa ricorso proprio ai testi sacri per rivendicare il diritto all'educazione, al lavoro, alle pari opportunità
di Stefania Ragusa da Popoli, n° 3 - marzo 2008 [684]

Autrice di romanzi contestati, la bengalese Taslima Nasreen ha annunciato che lascerà l’India, Paese in cui è in esilio
Taslima Nasreen lascia l’India
Le minacce della comunità musulmana la perseguitano e la costringono entro le mura domestiche, diventate ormai una prigione che mette a rischio la sua salute psicofisica
da AsiaNews del 18 marzo 2008 [683]

Una serie di immagini che testimoniano la violenza del regime cinese contro i manifestanti che, in questi ultimi giorni, hanno chiesto a Pechino più libertà
Le foto del massacro tibetano
Le foto sono state scattate il 16 marzo scorso nella provincia tibetana autonoma di Amdo, che attualmente fa parte della provincia settentrionale cinese del Sichuan
da AsiaNews del 18 marzo 2008 [682]

Sul piano interno, il potere non ha preoccupazioni. La causa del Tibet non scalda il cuore di alcun cinese, benché vi siano circa 150 milioni di buddisti
ll mondo abbandona i tibetani alla repressione della Cina
L’indifferenza, se non astio, per il Tibet, non è solo perché la propaganda parla soltanto di innocenti civili uccisi dai rivoltosi, e la Tv mostra assalti alla Banca di Cina e a negozi di cinesi. L’elemento di fondo è lo storico senso imperiale e il crescente nazionalismo Han
di Fernando Mezzetti da L'Occidentale del 18 marzo 2008 [681]

Rispondendo al premier cinese Wen Jiabao – che ha accusato “la cricca del Dalai Lama” per gli scontri avvenuti nei giorni scorsi in Tibet – il direttore del Centro di ricerca parlamentare tibetano ricorda la campagna decennale di odio nei confronti del Tibet lanciata da Pechino
Attivista tibetano: se è colpa nostra, Pechino inviti osservatori internazionali
E accusa: la situazione peggiora di giorno in giorno, i poliziotti sparano a vista
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 18 marzo 2008 [680]

Colloquio con Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano
«Il Vaticano non è indifferente, si sta muovendo la diplomazia»
«La Santa sede agisce, ma pondera i modi dell’azione. Lo stesso Dalai Lama di fronte alla proposta di boicottare le Olimpiadi in Cina ha detto che non è opportuna»
di Riccardo Paradisi da Liberal del 18 marzo 2008 [679]

La crisi tibetana ha dimostrato che non abbiamo mezzi per fare la voce grossa con la Cina
La Cina è vicina. Troppo
Boicottare le Olimpiadi è poco, ma è l'unica cosa che ci resta
di Barbara Menniti da Ideazione del 18 marzo 2008 [678]

Il Tibet è solo
Dal mondo un fiume di parole
Tutti sanno che il governo di Pechino sente di avere le mani libere e sa che nessuno è in grado di sfidare davvero la grande potenza del XXI secolo
di Renzo Foa da Liberal del 18 marzo 2008 [677]

Così il Dalai Lama descrive sé e il suo popolo, mentre scade oggi a mezzanotte (ora di Lhasa) l’ultimatum di Pechino per la fine delle proteste
“Senza aiuto, di fronte all’aggressione cinese”
Un attivista pro Tibet commenta la grave situazione. L’appello alla comunità internazionale e l’India “troppo prudente”
di Nirmala Carvalho da AsiaNews del 17 marzo 2008 [676]

Scade alla mezzanotte di oggi (le 17 in Italia) l’ultimatum imposto dalle autorità cinesi agli abitanti di Lhasa
Tibet, centinaia di morti
Le violente manifestazioni di protesta degli ultimi giorni e la dura repressione delle forze dell’ordine cinesi - ricorda il corrispondente del quotidiano britannico Times - non hanno paragoni negli ultimi venti anni della storia del Tibet
da il Giornale del 17 marzo 2008 [675]

La cronaca giudiziaria che ogni giorno i mezzi di comunicazione portano alla nostra attenzione dimostra in maniera inequivocabile due dati: il primo di carattere più generale, che la giustizia penale è in grandissima crisi; il secondo, che del primo è una “sottospecie”, dimostra come in Italia esista una giustizia al contrario, che si muove secondo logiche antitetiche rispetto al normale corso delle cose
Il maglio vessatorio della carcerazione preventiva
Appare fin troppo facile tracciare un quadro giuridico-processuale come quello italiano nel quale la sanzione è anticipata al momento cautelare e non, come dovrebbe essere, alla fase successiva la condanna definitiva. Una stortura drammatica che non può non avere ricadute anche in termini di equità
di Enrico Gagliardi da Ideazione del 14 marzo 2008 [674]

Nel volume L’altro potere. Opinione pubblica e democrazia in America (Roma, Donzelli, 2008) Giovanna Cavallari e Giovanni Dessì affrontano un tema bello e importante: il ruolo dell’opinione pubblica nelle democrazie
Dimmi che opinione pubblica hai e ti dirò che democrazia sei
È solo nei regimi democratici che l’opinione pubblica acquista un ruolo fondamentale e un peso decisivo nella vita politica: il costituirsi di una zona nella società dove le opinioni di tutti si confrontano liberamente ed esercitano una influenza sul governo si ha con le democrazie contemporanee
di Michela Nacci da L'Occidentale del 16 marzo 2008 [673]

Il Novecento ha visto il sorpasso della scienza da parte della tecnologia: alla riflessione teorica, matrice di conoscenza e di cultura, si è sostituito un insieme di tecniche manipolative, sempre più orientate alle applicazioni immediate, che privilegia ciò che si può fare rispetto a ciò che si può capire e in cui è difficile ravvisare elementi culturali
Difesa appassionata e argomentata della scienza
Giorgio Israel, Chi sono i nemici della scienza?, Lindau, Torino, 2008, pagg. 346, euro 21,50
di Giuseppe O. Longo da L'Occidentale del 16 marzo 2008 [672]

Il Tibet si riscopre come la nuova Birmania: spari e violenze cinesi sui tibetani che protestano contro il regime comunista
Tibet, i cinesi sparano contro i monaci: almeno cento morti lungo le strade
Da cinque giorni la regione autonoma occupata da Pechino nel 1949 vede le prime manifestazioni e marce dal 1989, l’anno dell’imposizione della legge marziale nella regione e della repressione di Tienanmen
da il Giornale del 15 marzo 2008 [671]

A pochi mesi dalle Olimpiadi di Pechino, il governo cinese in allerta sopprime con carri armati e soldati le richieste disperate dei giovani tibetani
Il sangue del Tibet sulla Pechino dei Giochi
La Cina raccoglie quello che ha seminato: in quasi 50 anni, non ha mai dato alcuna speranza alla popolazione del Tibet, ampliando invece il controllo e il genocidio
di Bernardo Cervellera da AsiaNews del 15 marzo 2008 [670]

Yves-Charles Zarka, universitaire et directeur de la revue Cités, est l'un des meilleurs spécialistes de philosophie politique. Il fait des événements une lecture iconoclaste
«Ces événements ont ouvert la voie à la société libérale»
Mai 68 a donné un coup de balai à un certain nombre de résistances morales et intellectuelles archaïques qui faisaient obstacle au plein développement de la société libérale. C'est précisément son paradoxe
da Le Figaro Littéraire del 13 marzo 2008 [669]

Quarante ans après les «événements», partisans et adversaires s'affrontent sur le sens à leur donner
Mai 68, et après?
Le marché, l'argent, le libre-échange, comme ultime avatar de la pensée 68?
di Jacques de Saint Victor da Le Figaro Littéraire del 13 marzo 2008 [668]

Lo hanno trovato semi sepolto alla periferia di Mosul, una città martire per i cristiani dell’Irak
Ucciso Rahho, il vescovo rapito
Monsignor Raho, 67 anni, era stato rapito il 29 febbraio dopo la Via Crucis celebrata nella chiesa di Santo Spirito
di Fausto Biloslavo da il Giornale del 14 marzo 2008 [667]

Nel suo secondo mandato da premier, José Luis Rodriguez Zapatero si troverà a dover gestire una crisi economica di ampia e profonda portata, mai sperimentata dalla Spagna in epoca moderna
Zapatero seduto su una bomba finanziaria
Quali leve utilizzare per riequilibrare questo grave sbilancio evitando un crash dell’economia spagnola resta ad oggi un mistero, né è stato oggetto di dibattito durante la campagna elettorale
di Mario Seminerio da epistemes.org del 12 marzo 2008 [666]

“Non sono più un liberal lobotomizzato”. Il drammaturgo legge Milton Friedman e si “converte”
David Mamet va a destra
Mamet si è messo a studiare e ha scoperto che questo non è un paese per liberal
di Christian Rocca da il foglio del 13 marzo 2008 [665]

Human Rigths Watch ha intervistato operai che hanno costruito la “nuova” Pechino
Le opere olimpiche costruite con “il sangue” degli operai migranti
Emerge un quadro di sfruttamento diffuso e privo di rimedi. Per la tutela dei migranti, il governo cinese è considerato “tutto chiacchiere e niente fatti” e il Cio è invitato a dire cosa ha fatto
da AsiaNews del 12 marzo 2008 [664]

Il 73% dei palestinesi è, a diversi livelli, favorevole alla tregua e solo il 24,3% contrario
Favorevole alla tregua con Israele la stragrande maggioranza dei palestinesi
Alla pace, però, non ci credono. Alla domanda “pensate che quando i vostri figli avranno la vostra età ci sarà pace con Israele?” solo il 39% ha risposto, a diversi livelli, affermativamente
da AsiaNews del 13 marzo 2008 [663]

È davvero credibile che si possa trovare un’intesa con i terroristi di Hamas, quando non si riesce a portare a termine un negoziato di pace neppure con Abu Mazen?
Israele-Hamas, un dialogo impossibile
Israele pone delle questioni alle quali non può rinunciare senza mettere a rischio la propria sopravvivenza: il riconoscimento del carattere ebraico dello Stato di Israele, il problema dei confini e quello dei rifugiati, tanto per citarne alcune
di Matteo Gualdi da Ideazione del 13 marzo 2008 [662]

Il rapimento Moro, gli omicidi di Guido Galli e Walter Tobagi, la scelta di battezzare i figli di due brigatisti... L’arcivescovo emerito di Milano ricorda il periodo della violenza contro lo Stato
Martini: i miei anni di piombo e di speranza
«Quando, nel 1984, Prima linea consegnò in arcivescovado armi ed esplosivi, penso che fu una dichiarazione di resa: i terroristi si rendevano sempre più conto dell’assurdità di quanto facevano»
di Alessandro Zaccuri da Avvenire del 12 marzo 2008 [661]

Come si fa a negare che sia “pro life” il film che insegna a portare la pancia con amore e buonumore?
Juno siamo noi
A nessuno è venuto in mente che se in un anno escono tre film da moratoria sull’aborto, e se i suddetti film guadagnano montagne di dollari, forse qualcosa è cambiato: “Incinta? E allora?” sta scritto sul manifesto francese
di Mariarosa Mancuso da il foglio dell'8 marzo 2008 [660]

Secondo un report del Luglio 2007 redatto dal Pew Global Attitudes Project, “un grande e sempre crescente numero di musulmani nel Medio Oriente ed altrove sta rifiutando l’estremismo islamico”
Al Qaeda sta perdendo la battaglia delle menti
Allo stesso modo, la percentuale dei musulmani che dichiarano giustificabili gli attentati suicidi in difesa dell’Islam è già declinata in sette degli otto paesi arabi in cui sono disponibili dati di tendenza
di Peter Wehner da L'Occidentale dell'11 marzo 2008 [659]

Un’ampia ricerca fatta in Usa sottolinea che i musulmani non estremisti sono il 93% nel mondo. Solo 91 milioni su 1,3 miliardi sono integralisti
Pianeta islam, moderati al top
Parla il politologo John L. Esposito, che ha curato l’indagine Gallup su un campione di 50.000 persone
di Lorenzo Fazzini da Avvenire dell'11 marzo 2008 [658]

Minacciata di morte. Hirsi Ali è una donna in fuga. Che qui si racconta. Tra polemiche, protezioni, politica, religione, Europa e Islam
Intervista ad Ayaan Hirsi Ali
«La sinistra mi ha deluso. È prigioniera del “politicamente corretto”. In nome della tolleranza e del rispetto delle comunità etniche e religiose ha rinunciato a difendere i principi democratici»
di Anais Ginori da La Repubblica delle donne del 10 marzo 2008 [657]

Con una conferenza stampa che si è tenuta nella sala stampa della Camera, sono state presentate Fiamma Nirenstein, Eugenia Roccella e Souad Sbai
Tre "donne vere" nelle liste PdL. L'Occidentale le conosce bene
La prima si batte per difendere l'Occidente e la democrazia dal terrorismo, la seconda per la ''biopolitica'' contro lo strapotere della ''tecnoscienza'' e infine la terza vuole aiutare l'integrazione degli immigrati e le donne vittime di violenze
di Hamza Boccolini da L'Occidentale del 10 marzo 2008 [656]

Il concerto-intervento del cantautore in piazza Farnese
Il canto libero di Ferretti Giovanni Lindo
Piazza bella piazza a sostegno di una lista pazza
di Ferretti Giovanni Lindo da il foglio del 10 marzo 2008 [655]

I minori, incominciando dall’età di 12 anni, vennero processati penalmente con l’applicazione di tutte le misure di punizione penale
Gulag. Geografia dell’Arcipelago
In molti luoghi venne posta la domanda se ciò comprendesse anche la pena di morte. Un rescritto del Politburo del 20 aprile 1935 confermò che «fra le misure di punizione per i minori rientra anche la pena di morte (fucilazione)»
di Aleksandr Nikolaevic Jakovlev da Avvenire del 9 marzo 2008 [654]

Ai vecchi tempi, “Harvard sarebbe stata presa a pernacchie se qualche madre cattolica o evangelica avesse richiesto campi di allenamento per sole ragazze in nome del comune senso del pudore”
Sharia don't like it
“Quarant’anni fa, era razzista sostenere l’idea di separare le fontane di acqua potabile, ora invece proporre sessioni di nuoto separate è considerato multiculturale”
di Christian Rocca da il foglio del 9 marzo 2008 [653]

Predicatori d´odio, associazioni integraliste, finanziatori esteri, pacifici imam e semplici fedeli
Moschee d´Italia, la mappa del rischio
Chi si nasconde dietro le moschee d´Italia?
di Vladimiro Polchi da La Repubblica del 9 marzo 2008 [652]

Abdullah aveva certo visto in tv le ripugnanti manifestazioni di gioia che a Gaza come a Ramallah avevano festeggiato la strage
La viltà dell’Onu e il coraggio di re Abdullah
È stato bravo il giovane re, che ha delegittimato il terrore. Al contrario, per esempio, dell’Onu che l’ha legittimato non riuscendo nemmeno a condannare la carneficina di alcuni ragazzi in preghiera, mentre non ha problemi a protestare perché Israele «usa mezzi sproporzionati»
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 9 marzo 2008 [651]

Il p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano ed esperto di Islam, commenta ad AsiaNews la creazione della nuova Commissione di dialogo e spiega: è una strada lunga, ma che deve essere percorsa
Diritti umani, vero fulcro del nuovo Forum fra cattolici e musulmani
Importante inoltre creare una realtà simile per gli sciiti, ramo importante dell’islam. Da non dimenticare: tutto è partito dal discorso di Benedetto XVI a Regensburg
di Samir Khalil Samir, sj da AsiaNews del 7 marzo 2008 [650]

Ex ambasciatore di Israele in Italia, ha scritto un libro, «Da Gerusalemme a Roma» che raccoglie gli articoli pubblicati durante la missione italiana 2001-2006
Nessuna pietà per i terroristi: il dialogo dei moderati li cancellerà
di Anna Fiorino da Il Tempo del 6 marzo 2008 [649]

L'Olanda sbaglia a voler auto-censurarsi per il timore delle reazioni dei nemici della nostra libertà e civiltà
Sì al film contro Maometto di Geert Wilders per dire "no" alle minacce del terrorismo islamico
Noi abbiamo il diritto e il dovere di affermare e di difendere una civiltà dove a un film si replica con un film, a un discorso si risponde con un discorso, a un evento culturale si reagisce con un evento culturale. Noi abbiamo il diritto e il dovere di tutelare uno stato di diritto dove al limite si può rappresentare la propria contestazione sporgendo denuncia in tribunale, ma mai e poi mai dichiarando una guerra diplomatica e terroristica
di Magdi Allam dal Corriere della Sera del 6 marzo 2008 [648]

La stampa europea lo liquida come un “nazionalista di estrema destra”, persino un “fascista”. Tutt’altro, lui infatti querela se lo paragonano a Jean Marie le Pen o Jorg Haider
Wilders, un uomo invisibile
«Io sono un conservatore toquevilliano». Wilders è un misto eclettico di atlantismo reaganiano, libertarismo, conservatorismo religioso, euroscetticismo e populismo. Cattolico ammiratore di Israele, Wilders ama definirsi “liberal” e non ha niente a che fare con “i fascisti”
di Giulio Meotti da il foglio del 6 marzo 2008 [647]

I dati diffusi nei giorni scorsi dall’Istat su stime del prodotto interno lordo ed indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2007 ci permettono di analizzare nei dettagli alcune dinamiche economiche e di gestione dei conti pubblici, oltre che di confutare alcuni luoghi comuni piuttosto radicati
Boom di contributi e imposte dirette, ecco il tesoretto
di Mario Seminerio (© Libero Mercato) da epistemes.org del 4 marzo 2008 [646]

Candido Cannavò narra i suoi sacerdoti "da marciapiede": «Cercavo delle persone, ho scoperto un esercito in missione perenne»
Preti di strada
Da monsignor Bregantini a don Ciotti da padre Bossi a don Benzi: ritratto di «una Chiesa capace di conquistare l’uomo»
di Lucia Bellaspiga da Avvenire del 6 marzo 2008 [645]

Lettera aperta della fondatrice di una organizzazione non governativa cinese: la “Federazione dei disabili” (di fatto governativa) si sta appropriando di donazioni e terreni
Denuncia al Comitato olimpico: prima delle Paraolimpiadi, fondi rubati alle Ong dei disabili
Porteranno la distruzione di tre centri e una decina di case famiglia e anche del modello di integrazione sociale di oltre 150 disabili, costato più di dodici anni di lavoro. E ai Giochi speciali, handicappati sequestrati dalla polizia
da AsiaNews del 5 marzo 2008 [644]

Intervista a Marc Sageman
La nuova jihad dei cani sciolti
«È naturale che gli individui che stanno per compiere attacchi terroristici vadano arrestati. Ma questa non è la parte più difficile. Il nodo da sciogliere è come evitare che i giovani attratti dalla possibilità di diventare terroristi diventino migliaia»
di Marta Brachini da Ideazione del 5 marzo 2008 [643]

Un nuovo saggio affronta i problemi della tolleranza e dell'Islam: «Meglio il modello francese»
«Integrazione, l'Olanda ha fallito»
Gilles Kepel: il rispetto totale delle identità non ha arginato l'integralismo
di Lorenzo Cremonesi dal Corriere della Sera del 5 marzo 2008 [642]

Il Kurdistan iracheno sta per varare la prima legge del Medio Oriente contro le mutilazioni genitali femminili. Le indagini dell’Ong «Wadi» denunciano che il sessanta per cento delle giovani curde ha subito la pericolosa pratica, nonostante sia sempre stata estranea alle tradizioni locali. Parla la promotrice
Donne e islam, la lezione curda
«Sarebbe bello che l’approvazione avvenisse l’8 marzo. Ma le leggi non bastano: è necessario lavorare tra la gente per spiegare che la prassi è sbagliata»
di Lorenzo Fazzini da Avvenire del 6 marzo 2008 [641]

Giorgio Israel nel suo libro Chi sono i nemici della scienza (edizioni Lindau) individua le cause della crisi del Vecchio Continente
L'Europa senza identità è perdente sul piano della scienza
di Giorgio Israel da magdiallam.it del 4 marzo 2008 [640]

Nuovi terribili particolari sugli eccidi commessi dal regime nell’ex Jugoslavia tra il 1941 e il 1952, soprattutto a Sarajevo e Mostar
Tito, la mattanza dei cristiani
Dall’inizio della guerra fino al 1944 furono ammazzati 40 sacerdoti e religiosi e dopo la guerra altri 120: un vero massacro. La denuncia della rivista Nuova storia contemporanea: il 1945 è stato l’anno più terribile, furono 104 gli ecclesiastici uccisi
di Francesco Dal Mas da Avvenire del 4 marzo 2008 [639]

Mentre Israele viene criminalizzato, la Turchia viene giustificata nella comune battaglia contro il terrorismo
Il pregiudizio contro lo Stato ebraico dei nostri mass-media
di Magdi Allam dal Corriere della Sera del 1° marzo 2008 [638]

Dove si descrive come il BelPaese lo affossi, rodendoselo, la Casta
Spese, maledette spese
In complicità con quelli che della Casta sono dipendenti, clienti, o mantenuti
di Andrea Moro, Michele Boldrin e Thomas Manfredi da epistemes.org del 1° marzo 2008 [637]

Il metodo è lungo, incerto, doloroso e pericoloso, ed avendo un elevato tasso di fallimenti, include anche il rischio che le gravidanze che continuano si concludano con la nascita di bambini malformati
Kill Pill
L’entusiasmo per questo metodo non ha niente a che fare con motivazioni di tipo scientifico-sanitario, ma piuttosto con la gestione delle interruzioni di gravidanza: nei paesi in cui il metodo è utilizzato, infatti, la Ru486 è sinonimo di aborto a domicilio
di Assuntina Morresi da Liberal del 1° marzo 2008 [636]

Se lo scontro divampa, se decine di palestinesi e due soldati israeliani sono stati uccisi, dobbiamo biasimare anche noi stessi, gli europei, gli italiani in particolare
Hamas campa sul buonismo dell'Occidente
Noi abbiamo creato le premesse perché Hamas si sentisse immune quando nei mesi scorsi da parte del governo in carica, col consueto narcisismo buonista, si è insistito per instaurare un dialogo con una forza terrorista che non sa che farsene, si è compianto Gaza senza chiamare a rapporto l’estremismo jihadista di Ismail Haniyeh, Khaled Mashaal, la soppressione nella Striscia di tutti i diritti umani
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 3 marzo 2008 [635]

Le punte massime di aumento della “(op)pressione fiscale” si hanno nel 1996-1997 (eurotassa et similia) nel 1999 e nel 2006
Tasse, maledette tasse
Tutti periodi in cui il centrosinistra era al governo, quasi sempre sotto la guida di Romano Prodi
di Andrea Moro e Thomas Manfredi da epistemes.org del 1° marzo 2008 [634]

Cattolici, armeni, caldei, assiri... Nell’antica Persia la presenza del Vangelo è millenaria, radicata nel profondo e tenacemente difesa nei secoli. Ma oggi, sotto il regime degli ayatollah, è a rischio: l’ufficiale tolleranza coincide con una discriminazione di fatto. E la tentazione è: emigrare
Essere cristiani a Teheran
di Fabio Proverbio da Avvenire del 3 marzo 2008 [633]

Il sessanta per cento delle bambine viene abortito o ucciso entro il terzo giorno dalla nascita
Lo sterminio rosa in India
La tecnologia neonatale in India è talmente finalizzata all’identificazione sessuale e all’aborto che la dottoressa Puneet Bedi, ginecologa dell’Apollo Hospitals di Nuova Delhi, ha spiegato che “nessuna donna incinta ne soffrirebbe se il test degli ultrasuoni venisse bandito. Oggi è usato per salvare un bambino su 20 mila e per ucciderne 20 su 100 se sono del sesso sbagliato”
di Giulio Meotti da il foglio del 3 marzo 2008 [632]

Il filosofo francese Alain Finkielkraut, che a Roma legge Grossman: «L’etica non si esaurisce nei 'diritti' reclamati 40 anni fa»
«Il ’68? Lasciamolo alla Storia»
«Ricordando quelle 'battaglie' si insiste troppo sul registro lirico. Invece occorre ricordarci che siamo anche portatori di doveri, ovvero persone chiamate a una responsabilità»
di Paola Springhetti da Avvenire del 27 febbraio 2008 [631]

Alla vigilia dell'incontro tra esponenti musulmani e Santa Sede, parla l'esperto gesuita Samir Khalil Samir
Islam e cristiani: 138 motivi per parlarsi chiaro
«La "lettera dei saggi" è una novità importante, ma le difficoltà restano. Il problema infatti non è teorizzare il comune amore per Dio e tra gli uomini, ma capire come vivere insieme rispettando principi universali quali la dignità della persona e la libertà religiosa. È questo il verso nervo scoperto del Corano»
di Giorgio Paolucci da Avvenire del 27 febbraio 2008 [630]

Qui si svela perché quasi tutti i progressisti non accettano il confronto
Aborto, la bandiera segreta
Nessuno dei progressisti osa confessarlo nemmeno più a se stesso, ma la verità dell’aborto, inteso non come soluzione contro la clandestinità dell’interruzione selvaggia delle gravidanze, bensì come pratica ormai moralmente indifferente, costume e vita quotidiana, è nel concetto di autodeterminazione e sovranità procreativa. La scelta è ideologica, è suggerita dalla furbizia del potere maschile, e consiste nell’idea che la donna è sovrana e sola nel decidere un atto che è di schiavismo genetico, nel decidere al posto di un altro e senza coinvolgere il maschio che con lei ha concepito il suo bambino
di Giuliano Ferrara da il foglio del 23 febbraio 2008 [629]

La communauté catholique se considère depuis deux ans "sous une pression", à la limite de la persécution
Les inquiétudes de la communauté catholique d'Algérie
En raison de leur volonté de rester en Algérie, 19 membres de l'Eglise, prêtres, religieux et religieuses, dont l'évêque d'Oran, Pierre Claverie, ont perdu la vie entre le 8 mai 1994 et le 1er août 1996
di Amir Akef da Le Monde del 25 febbraio 2008 [628]

Les évêques d'Algérie ont été reçus par le ministre des Affaires religieuses pour exprimer leur inquiétude face aux expulsions, radiations et condamnations qui ciblent l'Église depuis l'adoption, en février 2006, de la loi réglementant les cultes non musulmans
Les chrétiens pourchassés en Algérie
Officiellement, cette loi adoptée en février 2006 visait à garantir «la tolérance et le respect entre les différentes religions»
di Arezki AÏt-Larbi da Le Figaro del 25 febbraio 2008 [627]

I media occidentali hanno tutti presentato le elezioni in Pakistan come una sconfitta del presidente Pervez Musharraf. In realtà, i veri sconfitti sono stati i partiti islamisti
Nel mondo islamico sta vincendo la democrazia
La sconfitta degli islamisti in Pakistan conferma una tendenza in corso già da alcuni anni
di Amir Taheri da L'Occidentale del 22 febbraio 2008 [626]

Dal 1982 sono state emesse migliaia di sentenze islamiche su matrimoni, divorzi, eredità e contese patrimoniali
Decine di tribunali islamici in Gran Bretagna, siamo già sottomessi alla sharia
Certamente oggi sarebbe eccessivo definirlo “Regno islamico della Gran Bretagna”. Ma non è affatto infondato sostenere che ci sono i presupposti perché lo diventi
di Magdi Allam dal Corriere della Sera del 26 febbraio 2008 [625]

L'Italia rischia di fare la fine della Gran Bretagna succube della sharia
Mettiamo fuorilegge i matrimoni islamici per bloccare la poligamia
di Magdi Allam dal Corriere della Sera del 25 febbraio 2008 [624]

Richiami dalla comunità internazionale, moratoria delle esecuzioni proclamata dall´Onu, appelli delle organizzazioni abrogazioniste: niente smuove gli ayatollah
Iran, il giorno delle impiccagioni
La pena di morte resta un pilastro della politica di giustizia dell´Iran e i boia continuano a lavorare senza sosta
di Giampaolo Cadalanu da La Repubblica del 21 febbraio 2008 [623]

Leur vie et leur oeuvre sont inséparables des idéologies du XXe siècle
Drieu, Aragon et Malraux, trois visages de l'idéologie du XXe siècle
L'essayiste italien Maurizio Serra examine le fil qui relie ces trois figures aux engagements opposés
di Sébastien Lapaque da Le Figaro Littéraire del 22 febbraio 2008 [622]

Proviamo a discutere seriamente di salari bassi e che non crescono
Salari, maledetti salari 1/2
di Michele Boldrin e Pierangelo De Pace da epistemes.org del 20 febbraio 2008 [621]

La tesi di Goetz Aly è dura, tanto che la descrive come «unser Kampf», la nostra lotta. Pesante allusione al Mein Kampf di Adolf Hitler
Il ´68 macabra riedizione dell´anima nazista
di Andrea Tarquini da La Repubblica del 19 febbraio 2008 [620]

Da piazza Tienanmen alle prossime Olimpiadi: parla Han Dongfang, che nell’89 fondò il primo sindacato libero cinese
Il Walesa di Pechino
di Ilaria Maria Sala da Avvenire del 19 febbraio 2008 [619]

Premessa: il sottoscritto viaggia solo con metropolitane, autobus o treni, non possiede auto, non ha nessuna particolare predilezione per macchine di grossa cilindrata o di grosse dimensioni
I SUV, la statica comparata e la cattiva interpretazione dei dati
Ma la polemica sui SUV e la loro pericolosità ricorda tanto le accuse alle canzoni di Marilyn Manson di essere una delle cause scatenanti della strage di Columbine: un mucchio di fesserie. A cui va data una risposta
di Antonio Mele da epistemes.org del 18 febbraio 2008 [618]

Mentre Berlusconi e Veltroni ignorano l'emergenza delle "moschee calde"
Iniziativa dei Fratelli musulmani per monopolizzare la formazione degli imam in Italia
Mentre lo Stato latita sulla cruciale questione della formazione degli imam per la guida delle moschee d’Italia, i musulmani di professione hanno dato vita a un’altra iniziativa per imporsi come unici referenti dell’islam nel nostro Paese
di Magdi Allam da magdiallam.it del 18 febbraio 2008 [617]

Le considerazioni di Rowan Williams sulla sharia segnano il passaggio dal multiculturalismo relativista al totalitarismo teocratico
L’arcivescovo di Canterbury senza l’habeas corpus
Tutto il suo ragionamento si basa su un baricentro teologico falso: il presupposto islamico di una “convenance”, di un patto, tra il divino e l’umano
di Carlo Panella da il foglio del 15 febbraio 2008 [616]

Mezzo secolo fa usciva in Francia il memoriale su Auschwitz del Premio Nobel per la pace. A farsi promotore della pubblicazione un altro grande francese: François Mauriac. L’opera vedeva la luce con numerosi tagli, a cominciare dall’incipit, e dopo vari rifiuti degli editori
Wiesel, notte della speranza
«A chi mi chiede se conosco il perché della Shoah rispondo che non lo conosco, forse non so neanche se una tale tragedia possa avere una risposta, ma so che la parola chiave è 'responsabilità'»
di Rosino Gibellini da Avvenire del 14 febbraio 2008 [615]

A 60 anni dalla nascita dello Stato ebraico il 14 maggio 1948 sulla base della risoluzione 181 delle Nazioni Unite, oggi Israele è l’unico Stato al mondo la cui legittimità viene messa in discussione dalla maggioranza dei Paesi arabi e musulmani
Appello all’Onu: «Negare Israele è un crimine contro l’umanità»
Per aderire cliccate sull’apposito link "Aderisci all'Appello" nella homepage del sito http://www.magdiallam.it/
di Magdi Allam da magdiallam.it del 14 febbraio 2008 [614]

La decisione all'indomani degli arresti di una cellula in Danimarca che progettava di uccidere il disegnatore ritenuto blasfemo
I giornali danesi ripubblicano la caricatura di Maometto
da La Repubblica del 13 febbraio 2008 [613]

Le recenti manifestazioni antiebraiche, dall’idea di boicottare la Fiera del libro di Torino alla «lista di proscrizione» degli accademici definiti filo-sionisti, coincidono con il 70° anniversario della Notte dei cristalli e delle Leggi razziali: due storici a confronto
Antisemitismo, lo spettro del ’38
Andrea Riccardi: «Ritorna una voglia di capro espiatorio»; Anna Foa: «Dobbiamo ripensare il modo di educare alla storia»
di Edoardo Castagna da Avvenire del 12 febbraio 2008 [612]

L’odio dei cretini è un onore e l’antisemitismo di quel genere è un contrappasso ben modesto per il grande dono di un’identità democratica e umanista che l’ebraismo ti regala
Gli antisemiti: stupidi ma pericolosi
L’antisemita è tuttavia forte, pericoloso, ricco di alleanze. È diventato soprattutto un paladino del pregiudizio antisraeliano perché esso è il ponte verso una massa che magari non crede che gli ebrei debbano scomparire, ma pensa che Israele, invece, sì
di Fiamma Nirenstein da Il Giornale del 10 febbraio 2008 [611]

L’idea di Stato-nazione, che ha regnato in Europa dalla pace di Westfalia fino alla prima metà del XX secolo, arriva oggi al suo termine, dopo che due guerre mondiali ne hanno già sperimentato i limiti. L’erosione dall’alto come dal basso delle capacità dello Stato-nazione segna la fine della modernità
Sovranità, federalismo e sussidiarietà
È soprattutto il federalismo che appare oggi come il più suscettibile di tradurre nei fatti l’idea di una sovranità strettamente associata ai princìpi di autonomia e sussidiarietà, seguendo la consegna di Jacques Maritain che, essendo pronunciato negli anni Trenta per l’Europa federale, raccomandava di sostituire alla «statolatria che imperversa ai giorni nostri» il riconoscimento da parte degli Stati di «un’autonomia relativa più forte che quella che esiste oggi alle comunità più ristrette, alle “piccole patrie” contenute al loro interno»
di Alain de Benoist da Ideazione luglio-agosto 2000 [610]

La letteratura non è storia, ma assai più geografia: provocazioni di un autore che è fiero di definirsi «cristiano». Parla Michel Tournier
Lo scrittore di paesaggi
«Verne batte Dumas. Per me il romanzo è una fatica fisica, è la scoperta del mondo. Ciò che viene narrato deve sempre uscire dai bordi, toccare campi diversi e incrociarli»
di Daniele Zappalà da Avvenire dell'8 febbraio 2008 [609]

Dopo la diffusione del video con l’addestramento di bambini per al Qaeda, torna sotto i riflettori il problema dell’infanzia negata in Iraq
Iraq, il terrorismo corre con le gambe dei bambini
Non solo i qaedisti, ma anche le milizie religiose “arruolano” bambini. Quello economico è solo l’ultimo dei moventi che spinge i piccoli ad imbracciare i fucili. Nel Paese la cultura delle armi e della violenza ha radici profonde
di Layla Yousif Rahema da AsiaNews dell'8 febbraio 2008 [608]

Trieste - In occasione della giornata che domenica farà memoria delle vittime della violenza titina, apre il centro di documentazione
Foibe, ricordo e riconciliazione
Viene inaugurata a Basovizza, luogo delle fosse comuni e delle violenze comuniste, e vuole essere un mezzo per la riappacificazione fra sloveni e italiani
di Francesco Dal Mas da Avvenire del 7 febbraio 2008 [607]

La contestazione giovanile vista come una ribellione verso la conquistata società del benessere, con «aspirazioni vaghe e turbolente» ma anche «voglia di partecipazione e di libertà»
’68. E Paolo VI disse: un fenomeno di fame e sazietà
Quarant’anni dopo il Maggio francese, riemergono dagli archivi gli appunti riservati e manoscritti dell’allora Pontefice
di Pierangelo Sequeri da Avvenire del 4 febbraio 2008 [606]

Sarebbe bello, ma mi rendo conto che è solo un sogno con l’attuale classe politica in cui ci sono delle frange addirittura colluse con i neonazisti islamici e panarabisti, che fosse proprio l’Italia, investita del caso della Fiera del Libro di Torino, a farsi promotrice in seno all’Onu di una risoluzione che consideri la negazione del diritto di Israele all’esistenza come un crimine contro l’umanità
Israele ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino: sbagliano anche gli equidistanti
di Magdi Allam dal Corriere della Sera del 4 febbraio 2008 [605]

«Ci sono storie che vanno assolutamente raccontate. Io per anni ho tenuto nascosta la mia, volevo dimenticare. Ricordare vuol dire rivivere. Ma abbiamo un obbligo morale, non possiamo far finta di niente»
Intervista a Marina Nemat - scrittrice iraniana
«A parte la questione religiosa e politica, in Iran esiste anche una questione di genere. Le donne hanno solo una libertà apparente. Hanno possibilità di studiare, fare carriera, assumere ruoli di responsabilità, ma entro le mura di casa non hanno diritti, sono schiave dei mariti e dei padri»
da acmid-donna.it del 4 febbraio 2008 [604]

Una vittima dell'epoca staliniana realizzò 700 fogli sull'esistenza vissuta dai reclusi nel lager. Ora un libro li raccoglie
Gulag, disegni per ricordare
Era nata in Moldavia e dopo l’annessione all’Urss nel 1940 venne internata perché di «origini borghesi». Un «diario» dei giorni passati nel carcere «dalla sveglia al silenzio»
da Avvenire del 1° febbraio 2008 [603]

Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la Quaresima 2008
"Cristo si è fatto povero per voi" (2Cor 8,9)
[602]

Sono arrivate le prime adesioni internazionali alla lettera indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite promossa dal Foglio
Moratoria sull'aborto
Lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite

da il foglio.it di gennaio 2008 [601]

Lo chiede una lettera aperta di attivisti per i diritti umani, che denuncia come lo Stato costringa gli scolari a lasciare la scuola e raccogliere il cotone per salari minimi
Contro lo sfruttamento dei minori, boicottare il cotone uzbeko
I guadagni beneficiano soprattutto i leader politici. Adesione di ditte leader dell’abbigliamento, ma anche polemiche. La testimonianza di un’ex insegnante
da AsiaNews del 22 gennaio 2008 [600]

Ampio stralcio della prefazione scritta da Christopher Hitchens per la nuova edizione tascabile — da domani in libreria — di Infedele
La sfida di Ayaan al terrore islamico
Infedele (Bur, pagine 392, € 9,60). L'autobiografia di Ayaan Hirsi Ali, la scrittrice che ha sceneggiato Submission di Theo van Gogh
di Christopher Hitchens daL Corriere della Sera del 22 gennaio 2008 [599]

Colloquio con Marcel Gauchet sulla gauche, l’individualismo e la libertà aperta degli italiani
Il filosofo e la crisi della libertà
La vostra, italiana, è una libertà più aperta di quella francese, e si sente il fenomeno della nuova risonanza religiosa
di Marina Valensise da il foglio del 17 gennaio 2008 [598]

A un anno dalla morte, la proposta «estremista» del prete dei barboni
Abbé Pierre: per uscire dal tunnel
In quegli anni, ed anche in futuro, andavo ripetendo un po’ ovunque la caratteristica di quello che Emmaus ed io stavamo facendo: «Fare cose che non si fanno, dire cose che non si dicono»
dell'Abbé Pierre da Avvenire del 17 gennaio 2008 [597]

Una vita da militare, una pensione da pacifista
L'appello del generale che arrestò Barghouti «Dobbiamo liberarlo»
«La leadership dei prigionieri è accettata da tutti i palestinesi. Non esiste un'"istituzione", ufficiale o meno, che abbia la stessa influenza. Va coinvolta nelle trattative... In cella assorbono i valori della democrazia, studiano la storia e imparano l'ebraico. Una volta fuori, spingono per il cambiamento nella società palestinese»
di Davide Frattini dal Corriere della Sera del 17 gennaio 2008 [596]

Domani si celebra la Giornata d'amicizia tra le due fedi, dedicata al terzo comandamento: parla il rabbino capo di Segni
Cristiani ed ebrei uniti nel Nome
«Oggi è urgente non banalizzare Dio, non accostarlo a mezzi terribili di violenza. L’antisemitismo? Non dipende dalla crisi in Terra Santa»
di Salvatore Mazza da Avvenire del 16 gennaio 2008 [595]

Controstoria laica di un caso da manuale, il processo romano allo “scienziato del Papa”
Galileo, genio inquieto e devoto
Con due luoghi comuni, un felice gioco di parole, e un processo sensazionale, a Maffeo Barberini, Papa Urbano VIII, fu addossato il peso della riprovazione
di Sandro Fusina da il foglio del 16 gennaio 2008 [594]

Pubblichiamo il testo del discorso che Benedetto XVI avrebbe pronunciato nel corso della Visita all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, prevista per domani giovedì 17 gennaio e annullata ieri
Papa alla Sapienza: cercate la verità e il bene, contro la presunzione e la frantumazione
di Benedetto XVI da AsiaNews del 16 gennaio 2008 [593]

I crimini dei medici nazisti. Il processo di Norimberga. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e quella dei medici a Ginevra. Così l’Onu ha risposto all’eugenetica riconoscendo il “diritto alla vita”
La sequenza
La Dichiarazione del 1948 fu la risposta del mondo libero all’eugenetica nazista. Un anno dopo i medici giurarono sul rispetto della vita fin “dal concepimento”. La profezia di un Padre Fondatore dell’Onu
di Giulio Meotti da il foglio del 15 gennaio 2008 [592]

La provocazione del sociologo americano Mark Lilla: l’attuale classe dirigente europea, formatasi nello spirito della contestazione, è incapace di gestire le sfide del presente. A partire da terrorismo e immigrazione, ambiti per i quali non ha altre risposte che una vuota accoglienza: per tutti, a tutti i costi
Sessantottini. Il fallimento di un’élite
«Oggi al potere c’è chi nella politica vedeva una pantomima, nella quale i pubblici ufficiali erano fascisti, gli uomini d’affari erano collaborazionisti, le scuole erano carceri e i genitori erano la polizia segreta»
di Mark Lilla da Avvenire del 14 gennaio 2008 [591]

Nel sud degli Stati Uniti c’è un triangolo di città dove è nata una letteratura a stelle e strisce, un po’ politica e un po’ scugnizza. Un libro la racconta
La terza american way
Lo scrittore Daniels la spiegò così: «Questo è un popolo mitico, creato dal sogno e dalla calunnia che vive in una terra da leggenda»
di Luigi Licchelli da il foglio del 12 gennaio 2008 [590]

La rivoluzione, gli anni di piombo, l’infatuazione per Napoleone, poi la lunga e noiosa carriera al servizio di Luigi Filippo. È il romanzo dell’ex “giovane impegnato” Lucien Leuwen. «In politica tutto quello che non è chiaro è un imbroglio»
Ma c'è un sessantotto che si può nominare: quello raccontato da Stendhal
Luicien Leuwen è un personaggio che somiglia e no al suo autore. Forse un personaggio che gli sarebbe piaciuto essere, certamente un personaggio di cui gli sarebbe piaciuto recitare il ruolo: figlio di papà banchiere, inattaccabile perché ricchissimo di suo, coccolo delle signore e dei salotti, uno che trabocca di brio, intelligenza, cultura, savoir faire e spregiudicatezza. Insomma, un vero figlio del ‘68
di Siegmund Ginzberg da il foglio del 12 gennaio 2008 [589]

Il dissidente cinese Harry Wu racconta i suoi 20 anni passati nei famigerati laogai: «Ma ancor oggi esistono più di mille campi»
Nei gulag di Pechino
Arriva in Italia il volume di memorie che negli Usa è stato il libro dell’anno nel 2007.
«Ero un giovane studente: le mie poche critiche al regime nel 1960 mi portarono ad essere internato fino al 1979»
di Lorenzo Fazzini da Avvenire dell'11 gennaio 2008 [588]

«Non ti uccideremo in casa nostra, il tuo sangue è impuro»
Tortura e lezioni di islam, i giorni di padre Ahad in mano ai jihadisti
Metà dei cristiani ha lasciato l’Iraq, dopo che le formazioni islamiste hanno trasformato le loro comunità in riserve di caccia
di Giulio Meotti da il foglio dell'11 gennaio 2008 [587]

Religiosa o laica? La scuola fondata sulle opportunità
Occidente e Islam: la sfida delle libertà
L'Islam è compatibile con la democrazia, la legge e la libertà di pensiero? È questo il tema di un dibattito tra Ayaan Hirsi Ali e Timothy Garton Ash che si è svolto recentemente presso la Royal Society of Arts di Londra
di Ayaan Hirsi Ali e Timothy Garton Ash dal Corriere della Sera dell'11 gennaio 2008 [586]

Le comunità musulmane cercano di darsi una carta d’identità e di dialogo
L’islam europeo
La Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa ha stilato un documento, sottoscritto da circa 400 associazioni (comprese alcune che raccolgono islamici russi), che si presenta come una specie di “carta d’identità” dell’islam europeo
da il foglio dell'11 gennaio 2008 [585]

Il diritto ed il dovere della Chiesa di “condividere” l’annuncio della Buona novella, in India come in Asia e nel resto del mondo, non pongono alcun limite al rispetto della libertà religiosa
La coesistenza possibile tra dialogo interreligioso ed evangelizzazione
È quanto argomenta mons. Thomas Dabre, vescovo di Vasai, membro del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e presidente della Commissione dottrinale della Conferenza episcopale indiana, commentando, per AsiaNews, il recente documento sulla evangelizzazione del dicastero vaticano per la dottrina della fede
di Thomas Dabre da AsiaNews del 12 gennaio 2008 [584]

Fra i vari modi in cui secondo le epoche la dignità dell’uomo può essere negata, la forma oggi prevalente risulta non più quella del dissolvimento del soggetto nelle relazioni sociali, propria del marxismo, ma quella naturalistico-evoluzionistica ove l’uomo è integralmente ridotto a physis
Difendere la persona fin dal concepimento
Egli è messo in questione tanto nella sua base biologica e corporea quanto nella coscienza che forma di se stesso. E ciò non soltanto astrattamente, ma praticamente, perché le nuove tecnologie, e in specie le biotecnologie, incidono sul soggetto, lo trasformano, tendono a operare un mutamento nel modo di intendere nozioni centrali dell’esperienza di ognuno: essere generato oppure prodotto, nascere, vivere, procreare, cercare la salute, invecchiare, ecc.
di Vittorio Possenti da Liberal n. 44 - dicembre 2007/gennaio 2008 [583]

Parla il filosofo francese Marcel Hénaff, che da anni studia l’economia del dono e la possibilità di rapporti non fondati solo sullo scambio commerciale
Uguaglianza, utopia ritrovata?
Dal bisogno di riconoscimento proprio degli individui e delle comunità alla richiesta di rapporti fondati su regole condivise
di Paola Springhetti da Avvenire del 10 gennaio 2008 [582]

Rappresentanti vaticani e dotti musulmani si incontreranno a Roma in marzo prossimo per mettere a punto alcune piste per il dialogo fra cristiani e musulmani
L’improbabile dialogo di Benedetto XVI con i 138 saggi musulmani
Si rischia il vuoto o la falsità se il dialogo non affronta non solo la teologia, ma i problemi concreti delle due comunità
di Samir Khalil Samir, sj da AsiaNews del 9 gennaio 2008 [581]

Alta teologia e cronaca spiccia, rischio mutui e guerre culturali, mercato globale e voglia di compromesso. Moby Dick trabocca di eternità e di attualità, sostiene Ginzberg
E se la nave affonda non dimenticate i consigli di capitano Ahab
Anche grazie a tutte quelle immagini di natura finanziaria, l’opera di Melville racconta molte storie legate ai nostri giorni
di Siegmund Ginzberg da il foglio del 5 gennaio 2008 [580]

L’auspicio che la moratoria sulla pena di morte “stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana”
Papa: restano “fragili” la sicurezza e la stabilità del mondo
Molte le preoccupazioni per il continente asiatico nel discorso di Benedetto XVI agli ambasciatori: dal Medio Oriente al Myanmar, dal Pakistan allo Sri Lanka. La pace esige il rispetto della libertà dell’uomo e dei suoi diritti, fondati nella legge naturale, a partire da quelli alla vita ed alla libertà religiosa
da AsiaNews del 7 gennaio 2008 [579]

Onlus e fisco
di Mario Seminerio da epistemes del 2 gennaio 2008 [578]

Eros e Qabbalah. Moshe Idel spiega da che cosa nasce l’attrazione tra un uomo e una donna. E santifica “l’atto sessuale come rappresentativo di uno stato di unità e armonia del regno divino”
La teologia del sesso
“Il nome divino è composto di due parti, poiché vi sono due parti d’amore fra amanti e diventano una sola quando l’amore si è realizzato”
di Giorgio Israel da il foglio del 5 gennaio 2008 [576]

Parla monsignor Crepaldi, segretario del pontifico consiglio Justitia et Pax. “È il sessantesimo compleanno della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’anno giusto per un’azione internazionale sull’aborto”
Giustizia, Pace, Moratoria
«Se non si riesce più a comprendere che la vita è un dovere e una vocazione, è poi molto difficile riuscire a leggere le altre situazioni di vita, personale e comunitaria, come un dovere e una vocazione. Tutto diventa pattizio e rivendicativo di diritti senza doveri. Se il bimbo concepito e vivente nel seno della madre non è visto come vocazione, cosa altro lo potrà diventare?»
da il foglio del 5 gennaio 2008 [575]

Che cosa è concretamente la moratoria
5 pezzi facili
L’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata il 10 dicembre del 1948 a Parigi e base di legittimazione delle Nazioni Unite da giusto sessant’anni, recita così: “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”. Occorre che i governi nazionali votino un emendamento significativo alla Dichiarazione: dopo la prima virgola, inserire “dal concepimento fino alla morte naturale”
di Giuliano Ferrara da il foglio del 5 gennaio 2008 [574]



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